Chiarimento immediato o rallentiamo l'approvazione delle finanziaria»
Unione: tensione per la riforma elettorale
Verdi, Comunisti italiani, Udeur e socialisti abbandonano la riunione dei capigruppo alla Camera
ROMA - Alcuni dei partiti minori della maggioranza chiedono un chiarimento politico con il resto della maggioranza e il governo per l'accelerazione alla riforma elettorale data dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Enzo Bianco, con cui ha annunciato per la prossima settimana l'avvio dei lavori sul testo e fissato il termine degli emendamenti al 7 gennaio. Verdi, Comunisti italiani, Udeur e i socialisti hanno anche abbandonato la riunione dei capigruppo dell'Unione alla Camera, convocata mercoeldì mattina e che aveva all'ordine del giorno la Finanziaria. Anche Italia dei valori e Sinistra democratica contestano il metodo utilizzato. Nessun commento, invece, da Rifondazione comunista.
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CHIARIMENTO O FINANZIARIA RALLENTATA - Chiarimento immediato sulla legge elettorale o rallentiamo la Finanziaria, hanno in pratica chiesto Verdi, Udeur, Pdci e socialisti. «È inaccettabile che vengano fissati i lavori e il termine per gli emendamenti senza che ci sia stata una riunione di maggioranza. Rivolgiamo un appello a Prodi per ripiristinarte le regole di trasparenza nella maggioranza», ha spiegato il capogruppo dei Verdi a Montecitorio Angelo Bonelli. Roberto Villetti (socialisti): «Non è possibile che ci sia una maggioranza trasversale per la legge elettorale e una maggioranza di governo contrapposta. O arriva un chiarimento subito oppure ci sarà uno stop alla Finanziaria». Il che non significa un voto contrario, ma un rallentamento dei lavori. Posizione diversa per Titti Di Salvo (Sinistra democratica): «Noi partecipiamo ai lavori e votiamo regolarmente, ma c'è un problema di pari dignità». Mauro Fabris (Udeur): «Sulla Finanziaria non è uno stop, ma un pit-stop, cioè una sosta tecnica per fare rifornimento».



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