qui nel raggio di almeno 20 km non c'è un goccio di diesel dalle 13
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AUSTERITY! TI RICORDI? FORSE NO... IO SI..:D
Domenica 2 dicembre 1973. Una data difficile da dimenticare per noi italiani intorno ai quaranta che risvegliandoci quella mattina e tuffandoci, come tutti i giorni, sulla generosa colazione preparata dalla mamma avvertivamo nell'aria qualcosa di diverso dal solito. Dove erano finiti il fastidioso fragore dei clacson azionati da automobilisti nervosi e il rombare delle marmitte, sempre pronte a dar voce allo sfogo di un acceleratore premuto con impazienza, mentre si attendeva che il semaforo diventasse verde? Che pace inusitata per chi viveva in pieno centro città! Per noi ragazzini di allora era semplicemente un risveglio differente, ma per gli adulti, quel giorno segnava l'inizio di un periodo non particolarmente felice perché tutte le certezze di una possibile ripresa economica del paese a breve termine naufragavano, inghiottite dal quel silenzio irreale: era cominciata "l'austerity".
Il governo Rumor aveva anticipato quelle misure restrittive che, adottate anche in buona parte dell'Europa, in breve tempo, avrebbero cambiato la vita degli italiani, ma la strana assenza del rumore del traffico, che ci circondava in quella fredda domenica di dicembre, era il segnale tangibile della loro messa in atto, del punto di non ritorno.
La crisi petrolifera, in seguito alla guerra del Kippur, stava quindi rivoluzionando le abitudini degli italiani. Il prezzo del petrolio saliva alle stelle e bisognava centellinare il prezioso oro nero e le altre forme d'energia in tutte le maniere possibili; ecco quindi che le macchine messe in naftalina una volta a settimana consentivano un risparmio di ben 50 milioni di litri di benzina per volta; la riduzione dell'illuminazione stradale, compresi gli addobbi natalizi, la chiusura dei bar entro la mezzanotte e la sospensione dei programmi Rai alle 23 generavano ulteriori risparmi energetici; si cominciava a ventilare la possibilità di trovare fonti alternative d'energia quale lo sfruttamento di quella solare, tramite appositi pannelli, o la ben più pericolosa energia nucleare attraverso uno studio sul possibile sviluppo di centrali atomiche. Mentre il governo cercava una soluzione che ci rendesse sempre meno dipendenti dal petrolio, gli italiani, avvezzi a fare buon viso a cattiva sorte, riciclavano mezzi di trasporto prematuramente messi a riposo. Le biciclette ebbero il loro momento di massima gloria in quelle domeniche silenziose riappropriandosi dei centri cittadini e sfilando, con gioioso sberleffo, in mezzo alle macchine, per una volta immobili, nelle loro aree di parcheggio.
Certo che, in quelle domeniche, l'aria di Milano, Roma, Napoli e Bari, come quella di qualsiasi altra città italiana, diventava un po' più respirabile; i bambini uscivano in strada senza timore di essere investiti e s'inventavano un campo da pallone nei grandi viali grigi fino il giorno prima territorio d'incontrastato dominio delle macchine e degli autobus e, a poco a poco, strani mezzi di locomozione, quali improbabili tandem o biciclette a quattro ruote, monopattini piuttosto che calessi a pedali, s'impossessavano dell'asfalto cittadino. Era il segnale che il popolo italiano non si stava abbattendo a fronte di un'economia sull'orlo del tracollo, ma riusciva, dopo i primi momenti d'ambientamento, ad accettare quello che di positivo, di tangibile e immediato l'austerity riusciva a donarci: una riduzione dell'inquinamento e le città, seppur per una volta la settimana, ritornate a misura d'uomo.
Gli altri giorni, però, erano sicuramente più tristi: le macchine circolavano, quasi timorose, ma la benzina aumentava indiscriminatamente, le luci erano fioche, il natale poco sentito, la tv silenziosa prima del tempo, i bar sprangati senza alcun'eccezione; imperava tra la gente la sfiducia nelle istituzioni, dilagava la paura di muoversi di fronte alla delinquenza comune e si guardava con grande apprensione l'escalation del terrorismo.Periodo triste dunque, figlio di quel progresso indubbio, ma che lasciava troppi conti da pagare e, in ogni caso, a pagare erano sempre gli stessi. Nel 1974 si reintegrò l'uso della macchina a targhe alterne e, passo dopo passo, tutto tornò come prima; l'emergenza pura, almeno sotto il profilo strettamente energetico, era finita.
Curioso che tutto ciò fu fatto allora "semplicemente" per una crisi petrolifera e non perché l'inquinamento sconsiderato stava modificando l'ambiente; qualcosa andava sicuramente rivisto, ad esempio monitorando gli scarichi inquinanti delle fabbriche in cielo e in mare ed invece ben pochi sembravano rendersi conto dell'importanza del problema; quindi se la crisi energetica ha portato un pochino di sollievo ai nostri polmoni martoriati da smog, diossina e quant'altro e se la stessa crisi ha permesso la riscoperta delle città, il riappropriarsi del piacere di una passeggiata al riparo dai pericoli di una viabilità caotica, il ripristino di mezzi di locomozione ingiustamente considerati obsoleti, ben venga l'austerity indipendentemente dalle motivazioni che hanno causato l'adozione del drastico provvedimento.
Manca diesel, niente taxi a Milano
Lo sciopero inizia ad avere conseguenze a Milano dove il sindacato dei tassisti Unica-Filt Cgil parla di "emergenza" perché ormai è quasi impossibile trovare gasolio e benzina anche per le auto bianche, e non esistono al momento forme di rifornimento alternative.
Confartigianato Trasporti Liguria, lo sciopero continua
La Confartigianato Trasporti Liguria, insieme alle altre sigle, conferma la prosecuzione del fermo dell'autotrasporto e i segnali di forti disagi in tutta la Liguria. "Siamo disponibili - dice il
presidente regionale di Confartigianato Trasporti, Antonio Denti
- a riprendere il confronto in ogni momento ma le battute e le minacce servono solo a inasprire gli autotrasportatori già disperati per le cattive condizioni in cui versa il nostro settore".
Il ministro precetta gli autotrasportatori
www.corriere.it
Per conoscenze dirette, posso assicurare che a Piacenza non ci sono nè ci saranno problemi per i mezzi di soccorso perchè sono già stati stabiliti accordi con benzinai per le riserve.
Per il resto, la città ormai è completamente a secco, chi non ha fatto benzina dovrà arrangiarsi.
Comunque lo sciopero era noto (e secondo me giustificato) da parecchio, il dialogo doveva cominciare prima...
Non credo che rispetteranno la precettazione.