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    L'offensiva serba per salvare il Kosovo.

    KOSOVO: VERTICE; UE APRE A SERBIA, KOSTUNICA ALZA I TONI

    BRUXELLES - Le porte dell'Unione europea sono piu' aperte per la Serbia, ma la disponibilita' della Ue a preparare il terreno per ''un'indipendenza coordinata'' del Kosovo aumenta le tensioni tra Bruxelles e Belgrado. Dal Vertice Ue di venerdi' prossimo i 27 lanceranno un messaggio di apertura alla Serbia, tuttavia il premier Voijslav Kostunica ha gia' respinto qualsiasi offerta, definendola ''inaccettabile'', ''un insulto alla dignita'''. In piu', Kostunica ha messo in guardia i paesi europei ad inviare in Kosovo una loro missione senza una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

    ''Il nostro messaggio all' Unione europea e' che la Serbia deve essere rispettata come qualunque altro libero e sovrano Paese. L' Europa deve osservare pienamente le frontiere internazionalmente riconosciute'', ha detto Kostunica all'agenzia Tanjug. I leader europei insisteranno invece sulla prospettiva europea per tutti i Balcani occidentali, e in particolare per la Serbia e lanceranno a Belgrado un incoraggiamento a riempire le ''condizioni necessarie perche' l'Accordo di associazione e stabilizzazione (Asa) possa essere firmato al piu' presto''. ''Tenuto conto delle capacita' istituzionali considerevoli possedute dalla Serbia, il Consiglio - si legge nella bozza di conclusione del Vertice di cui l'Ansa ha copia - si dichiara convinto che la progressione di questo paese verso la Ue, compreso l'ottenimento dello statuto di candidato, possa essere accelerato''.

    Non e' l'apertura subito e ''senza condizioni speciali'' chiesta dal ministro degli esteri Massimo D'Alema, ma neppure l'aut aut imposto dal procuratore del Tpi Carla Del Ponte che chiede di vincolare la firma dell'Asa e lo status di candidato all'arresto del fuggitivo Rakto Mladic, il generale serbo-bosniaco ricercato per crimini di guerra. ''La capofila piu' tenace su questa richiesta e' l'Olanda, ma questa posizione si va singolarizzando'', rileva l'ambasciatore italiano presso la Ue Rocco Cangelosi. ''L'ipotesi di un'apertura accelerata sta facendo strada e le obiezioni sono sempre meno forti. Al contrario c'e' chi rileva il trattamento discriminatorio tra Serbia e Croazia, alla quale e' stato concesso lo status di candidato prima dell'arresto di Gotovina''.

    L'attenzione verso la Serbia e' confermata anche dall'orientamento favorevole registrato ieri tra i ministri degli esteri europei di lavorare per ritardare l'eventuale dichiarazione concordata di indipendenza del Kosovo almeno fino a dopo il 3 febbraio, per non interferire nello svolgimento delle elezioni presidenziali serbe. Anche il Kosovo, pur scalpitando, comprende la necessita' di una transizione concordata. Il premier Hashim Thaci, fresco di nomina, ha dichiarato di essere disposto ad attendere fino a marzo per trovare un'intesa con Usa e Ue sulle modalita' della secessione, che potrebbe essere dichiarata ai primi di maggio.

    Pur con tutta la prudenza che il caso richiede, la Ue sta preparando la prospettiva di un Kosovo indipendente sotto tutela internazionale, cosi' come disegnata dal piano dell'inviato Onu Martti Ahtisaari. ''La Ue e' pronta a giocare un ruolo di primo piano per il rafforzamento della stabilita' nella regione e per la definizione di uno status futuro del Kosovo'': affermano i 27 nelle conclusioni del Vertice. Il Consiglio sostiene poi che ''la Ue e' pronta ad aiutare il Kosovo a progredire verso una stabilita' durevole, anche con l'accelerazione dei suoi lavori di preparazione di una missione rilevante della Pesd (politica europea di sicurezza e difesa) e con il contributo di un ufficio civile internazionale''.

    La Ue ritiene che la 1244, la risoluzione con la quale il Consiglio di sicurezza dell'Onu si e' fatto carico del Kosovo dopo la guerra del 1999, rappresenti una base giuridica sufficiente per dispiegare la missione di 1800 uomini, tra poliziotti e magistrati, che avra' il compito di costruire uno stato vero di diritto. Serbia e Russia sono convinte del contrario. Le parti si confronteranno il 19 dicembre al palazzo di vetro di New York dove spettera' all'Italia, presidente di turno, il compito difficile di arbitrare il confronto.
    11/12/2007 19:13 (Ansa)

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  2. #2
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    Question

    Il Kosovo a differenza delle altre repubbliche secessioniste e' parte integrante della Serbia. Ha avuto uno statuto autonomo tra il 1974 e il 1989. La Jugoslavia era composta da 6 repubbliche (con il diritto di secessione con il consenso di tutte) ed il Kosovo non e' tra queste. Gli abitanti autoctoni sono i serbi, mentre gli schipetari-kosovari si sono stanziati successivamente. La prolificita' tra quest'ultimi e' altissima e quindi la composizione etnica e' cambiata, considerando anche l'arrivo di molti albanesi dal paese delle aquile e che molti serbi hanno abbandonato la regione, a cominciare dal periodo di Tito. Quindi se malauguratamente il Kosovo diventasse indipendente, tra l'altro a seguito di un'aggessione su uno stato sovrano, prevvarebbe il principio che i diritti storici non contano e che in futuro piu' o meno prossimo, popolazioni africane o asiatiche stanziate in Europa, divenendo maggioranza, avrebbero il diritto a formare un proprio stato. La comunita' internazionale, ipocritamente, vorrebbe creare un caso "sui generis", applicabile quindi solo al Kosovo, adducendo motivazione pretestuose, che il Kosovo ha vissuto una storia terribile, che non si e' riscontrata in nessun'altra parte del pianeta. Falso, a cominciare dalla vicina Bosnia ed Erzegovina, dove l'orrore e' stato di gran lunga superiore e le popolazioni coinvolte sono malgrado tutto costrette a vivere nello stesso stato, per continuare con Cipro, l'ex spazio sovietico, l'Afghanistan, l'Iraq, l'Algeria, il Ruanda, il Burundi, la Somalia ecc... In alcune di queste aree esistono delle realta' separate, senza legittimazione internazionale. Non vedo perche' aprire adesso il vaso di Pandora, considerando che in Serbia non c'e piu' al potere Slobadan Milosevic e l'Occidente dovrebbe avere un atteggiamento piu' comprensivo verso la Serbia, considerando che la comunita' internazionale ha sempre affermato di aver agito soltanto contro quest'ultimo e non certo per punire un intero popolo.

  3. #3
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    12.12.2007 - La Serbia si difende con creatività
    Il Governo serbo decide di salutare la scadenza del 10 dicembre, attesa per la dichiarazione unilaterale dell'indipendenza del Kosovo, con un'efficacia campagna politica che fa risuonare, in difesa della Serbia, le parole dei grandi personaggi della storia occidentale. Winston Churchill, George Washington, Charles de Gaulle ricordano le lotte e le gesta eroiche dei nostri antenati in difesa della libertà e della sovranità delle Nazionali.
    È stata definita campagna "Kosovo e Serbia" quella organizzata dall'agenzia "Arts and crafts" con il suo direttore Dragoslav Bokan, in coordinamento con il Governo Serbo, che ha mostrato come le leggendarie parole dei personaggi e degli statisti del passato possano essere ancora attuali e applicabili alla situazione del Kosovo. Così nelle strade di Belgrado, da enormi cartelloni, vi guarda George Washington pronunciando la frase storica della guerra civile a Long Ajland del 27 agosto del 1776 : "Si sta avvicinando il tempo in cui gli Americani dovranno decidere se saranno un popolo libero o degli schiavi". Dall'altra parte Winston Churchill dice:" Combatteremo sulle strade e sui campi, sulle montagne e ci difenderemo anche se quest' isola sarà occupata". "Dal grande interesse che hanno suscitato questi cartelloni tra i media internazionali, possiamo dire che la campagna ha raggiunto il suo scopo - ha dichiarato Danijela Nikolic portavoce del Governo serbo - richiamando l'attenzione anche da parte delle ambasciate, delle rappresentanze diplomatiche e delle missioni Serbe nel mondo: il testo scritto in cirillico non è stato un ostacolo per capire il senso dei messaggi".
    Si tratta infatti di frasi storiche che hanno ricordato quando in Francia, in America e in Inghilterra si parlava di libertà, di guerra contro chiunque avrebbe violato la sacralità del proprio territorio. Quegli stessi Paesi che in passato si sono trovati nella situazione di dover difendere la propria sovranità e la propria indipendenza, oggi offrono il loro pieno sostegno verso la secessione del Kosovo, fomentata da entità che vogliono impadronirsi di una terra per i propri scopi.
    Guardando i cartelloni, non possiamo non chiederci se la Serbia o la Jugoslavia poteva fare una campagna di marketing del genere tanti anni fa. A tale domanda risponde indirettamente il direttore dell'agenzia "Pragma" , secondo il quale, una campagna di questo tipo potrà essere più utile per lo scopo che intende raggiungere se fosse fatta all'estero. "Nell'Unione Europea vi sono cinque o sei Paesi che sono ancora indecisi se accettare o meno l'Indipendenza del Kosovo, per cui se una tale campagna venisse fatta nelle città europee, o persino a Washington, l'opinione pubblica internazionale sarebbe maggiormente colpita", afferma Cvijetin Milivojevic , direttore di Pragma - potrebbero essere colpiti con le loro stesse armi". I cartelloni della Serbia, con la loro straordinaria semplicità, hanno in qualche modo colpito l'opinione pubblica, e i loro effetti potrebbero essere molto decisivi, se i media internazionali gli dessero il giusto rilievo.
    Fonte: rinascita balcanica
    Biljana Vukicevic

  4. #4
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    12.12.2007 - La Serbia condanna la missione Ue in Kosovo
    Belgrado rifiuta l’arrivo della missione Ue in Kosovo. Il ministro per il Kosovo e Metohija, Slobodan Samardzic, ha dichiarato che la Serbia ha inviato un messaggio chiaro all’Unione europea che si oppone strenuamente all’invio di una missione nella regione serba, poiché una mossa di questo genere significherebbe il compimento del piano Ahtisaari, ovvero una malcelata indipendenza del Kosovo a beneficio degli occupanti albanesi.


    “Abbiamo inviato un chiaro messaggio poiché la questione di una nuova missione può essere risolta soltanto qualora il Consiglio di Sicurezza abbia raggiunto una soluzione di compromesso sullo status futuro di quella provincia”, ha dichiarato Slobodan Samardzic all’agenzia serba Tanjug. Una posizione sostanzialmente uguale a quella statunitense che per bocca dei suoi rappresentanti ha ribadito la necessità di muoversi in linea con il progetto dell’ex presidente finlandese, Martti Ahtisaari. “Ci aspettiamo che l’Ue prenda in considerazioni le ragioni che Belgrado ha presentato nella sua posizione di principio, specificando che la missione Ue non è benvenuta nel nostro territorio. Sarebbe molto peggio se l’Ue ignorasse le posizioni serbe e raggiungesse una decisione illegale sull’invio della missione Ue per implementare il piano Ahtisaari rifiutato, poiché la decisione causerebbe gravi problemi nelle relazioni fra Serbia e Ue”, ha sottolineato Samardzic. L’arrivo della missione europea, con l’invio di 1800 poliziotti e funzionari, segnerebbe de facto l’entrata in vigore del piano dell’inviato dell’Onu Ahtisaari, che prevede l’indipendenza “sotto sorveglianza” del Kosovo. Piano a cui la Serbia si è sempre opposta con forza, con il sostegno della Russia che la scorsa estate ha minacciato il veto in Consiglio per bloccare il piano. Un monito diretto anche agli Stati Uniti da cui è giunta la notizia che per il Kosovo si sta procedendo secondo il piano Ahtisaari.

    Andrea Perrone
    Fonte: rinascita balcanica

  5. #5
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    Ho impressione che nella Ue vi siano diverse lobby pro-Kossovo che fanno da bordone a quelle dei democratici e dei neo-con americani...
    Deliranti, a mio avviso le dichiarazioni di Otto d'Asburgo e del movimento di Paneuropa, accecato da odio anti-slavo ed istigatore dei secessionisti kossovari.
    Il Kossovo come laboratorio per ulteriori appoggi e finanziamenti in altre lande d'Europa...?1?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da virgiliankaos Visualizza Messaggio
    Ho impressione che nella Ue vi siano diverse lobby pro-Kossovo che fanno da bordone a quelle dei democratici e dei neo-con americani...
    Deliranti, a mio avviso le dichiarazioni di Otto d'Asburgo e del movimento di Paneuropa, accecato da odio anti-slavo ed istigatore dei secessionisti kossovari.
    Il Kossovo come laboratorio per ulteriori appoggi e finanziamenti in altre lande d'Europa...?1?
    La cosa bella è che, quando quel sacco di quello che dico io di Ferrara e quell'isterica della Nirenstein hanno ancora il coraggio di parlare di Stati Uniti, pericolo islamico ecc., nessuno ancora si decide a sbugiardarli pubblicamente come meritano e ad additare gli americani (e gli ebrei: Brzezinski, la Allbright, Luttwak ecc.) come quelli che vogliono perpetrare una vera islamizzazione del continente europeo (e non solo, Cecenia docet).

  7. #7
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    Pieno supporto all'indipendenza del Kosovo.Qui dovrebbe finire finalmente la tragedia jugoslava cominciata nel 1991.

  8. #8
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    La tragedia e' cominciata con le secessioni unilaterali di Slovenia e Croazia. Quindi questa ottusa e decadente Europa invece che unire non puo' pensare di continuare a frammentare e nello stesso tempo portare stabilita'. La Serbia ha tutti i diritti come le altre repubbliche di preservare la propria integrita' territoriale. Se esce il Kosovo, ci saranno stravolgimenti nei Balcani, nel Caucaso e forse anche in Occidente. Non sara' certo un caso "sui generis". Lo stesso Kosovo non restera' unito. Quindi in caso di secessione del Kosovo , senza l'avvallo dell'Onu, ci sara' una lunghissima instabilita' e gli ameri cani a godersi lo spettacolo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    La tragedia e' cominciata con le secessioni unilaterali di Slovenia e Croazia.
    la tragedia e' cominciata prima delle secessioni legali della Slovenia e Croazia , nel 1987 , quindo il boia balcanico (slobodan milosevic) era arrivato nel potere.La tragedia e' cominciata con l'egemonismo e nazionalismo di milosevic.La secessione sloveno-croata era solo una conseguenza dell'egemonismo e nazionalismo di milosevic.

    Se esce il Kosovo, ci saranno stravolgimenti nei Balcani, nel Caucaso e forse anche in Occidente.ci sara' una lunghissima instabilita' e gli ameri cani a godersi lo spettacolo.
    non ci credo , i signori americani teneranno tutto sotto controllo alla collaborazione della Russia , come era nel 1999.
    Ž

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Bergdolmo Visualizza Messaggio
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    Il rapporto tra russi e ameri cani e' cambiato completamente. Per fortuna non siamo piu' nel 1999. Non so se ci sara' uno scontro vero e proprio, ma si ritornera' nel migliore dei casi ad una situazione da guerra fredda. La Russia si sta rafforzando per difendersi da un'ipotetica aggressione a stelle e strisce. Per quanto concerne invece le secessioni di Slovenia e Croazia esse sono dovute all'avvento di forze reazionarie di domobranzi ed ustascia. Visto che vedo sempre la z con la pipa, io metto la U.

 

 
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