Grassi: «La sinistra ha perso un’occasione»
di Angela Mauro
su Liberazione del 11/12/2007
Il «giudizio articolato» di Essere Comunisti sull’assemblea unitaria. «Preoccupa il silenzio su Afghanistan e Vicenza.
No al partito unico»
Senatore Grassi, voi di Essere Comunisti avete partecipato all’assemblea della sinistra con delle criticità. Ne uscite soddisfatti?
Abbiamo partecipato perchè condividiamo la necessità dell’unità d’azione della sinistra per pesare di più nel Paese e costruire un contrappeso al Partito Democratico. Il mio giudizio sull’assemblea è articolato. Noto che nel processo unitario convivono propensioni diverse. Sinistra Democratica sembra viverlo come un passaggio verso il partito unico. Un’altra parte, presente anche in Rifondazione, non ritiene utile che lo sbocco sia il superamento del Prc. Se l’esito sarà questo, noi lo contrasteremo. Nel processo devono continuare a convivere i partiti con la loro autonomia.
Il segno grafico: “La Sinistra, l’Arcobaleno”. Pensi sia una buona idea affiancargli i simboli dei quattro partiti?
Nessuno è contento di quel segno grafico. E’ indistinto, si fa fatica a intravvedere l’importanza delle forze del mondo del lavoro, non fa una sintesi. L’idea di accompagnarlo con i quattro simboli dei partiti è di sicuro molto meglio del segno grafico presentato alla Fiera di Roma.
Avevi chiesto che l’assemblea prendesse impegni contro il rinnovo della missione militare in Afghanistan. Ti ritieni soddisfatto da questo punto di vista?
Sono deluso. Visto che a parole tutti condividono l’idea della verifica con il governo a gennaio, l’assemblea poteva essere un’occasione per individuare quattro o cinque punti su cui andare alla trattativa con Prodi. Invece non è stato fatto e sulla base di Vicenza e l’Afghanistan c’è un silenzio che non lascia presagire nulla di buono.
Rifondazione intende aprire una consultazione di massa a gennaio per individuare i punti della verifica. Non è una buona idea?
Siamo d’accordo, a condizione che sia una consultazione vera. Non eravamo d’accordo sul rinvio del congresso di Rifondazione. Prendiamo atto che la maggior parte dei segretari di federazione è favorevole, ma allora si approfitti del tempo che abbiamo per sciogliere definitivamente il nodo sul governo. La consultazione che prepara la verifica e il referendum sulla partecipazione al governo, dopo l’esito della verifica, devono essere ravvicinati nel tempo. Secondo me, il Prc dovrebbe proporre dei punti su cui trattare a gennaio con il governo, consultare i propri iscritti per verificare se ci sono altri punti da aggiungere, andare alla verifica con Prodi e poi decidere se restare al governo o no. Sembra che si stia facendo marcia indietro rispetto alle possibilità di rompere con il governo se la verifica dovesse andare male. Bertinotti prima dice che l’esperienza dell’Unione è finita, poi dice che il governo è fatto per durare l’intera legislatura: è preoccupante. Infine, posso aggiungere una riflessione sull’assemblea alla Fiera?
Prego.
Siccome da più parti si dice che la politica si fa con le emozioni e non solo con la razionalità, proprio dal punto di vista delle emozioni devo dire che mi ha dato una brutta sensazione vedere che nel processo unitario c’è chi non canta Bella ciao: è difficile intravedervi un atto costitutivo esaltante. Come pure non mi ha dato un grande entusiasmo vedere Occhetto e Cossutta seduti insieme in prima fila...
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