Posto un importante documento fondativo del movimento politico gli Indigeni della République, che è quanto di meglio abbiano prodotto le banliueu negli ultimi anni. (fonte)
Sintesi del primo dibattito plenario dell’Agorà degli Indigeni, 25 luglio 2005.
Chi siamo?
L’appello “Noi siamo gli indigeni della République!” ha suscitato un vero entusiasmo, ma anche delle reazione critiche, qualche volte di una rara virulenza, provenienti da tutte le parti ma tra gli altri da personalità o movimenti politici che immaginavamo più chiaroveggenti. Gli “Indigeni” hanno dunque sentito il bisogno di chiarificare la loro identità politica. Questo è stato il tema della nostra Agorà del 25 giugno 2005.
L’esperienza dell’Appello ci ha confermato nella nostra determinazione a non chiedere mai l’autorizzazione a una qualsiasi istanza universitaria, simpatizzante, politica, o di qualsiasi natura per determinare le nostre scelte, prendere le nostre decisioni, definirci. E’ con questo spirito che abbiamo discusso la questione della nostra identità politica.
La discussione ha permesso di delineare dieci grandi punti nella definizione della nostra identità in quanto Indigeni della République.
Queste riflessioni corrispondono a un momento ben preciso del nostro percorso. Saranno integrate a mano a mano durante la costruzione del “Movimento degli Indigeni”.
1) Un’identità anzitutto politica.
Il “Noi” degli Indigeni della République non è né etnico, né religioso, né culturale, né in base all’origine. Noi ci costruiamo in opposizione alle letture culturaliste ed etniciste della realtà sociale. Questo “Noi” si oppone dunque a un “Loro” che non è etnico, culturale o religioso. La nostra identità è secolare e politica. Noi ci costruiamo in opposizione a coloro che negano l’esistenza di discriminazione in ragione dell’origine, a coloro che la riconoscono ma la considerano secondaria, a coloro che le riconoscono ma adottano un atteggiamento di impotenza (non si può fare nulla, bisogna attendere il corso del tempo), a coloro che rifiutano di riconoscere che la Francia resta una potenza coloniale nei suoi rapporti con il resto del mondo, e che resta caratterizzato all’interno da una situazione postcoloniale, a coloro che difendono la “discriminazione positiva” solo per non dover criticare le strutture sociali in sé, a coloro che si accontentano di denunciare i sintomi senza interrogarsi sulle causa.
2) Una memoria delle dominazioni e delle oppressioni.
Gli Indigeni della République intendono costruire una comunità politica di tutti coloro che rifiutano l’occultamento della memoria delle dominazioni e delle oppressioni iscritte nella storia del nostro paese. Da questo punto di vista, noi non vogliamo che affermare come nessun avvenire è possibile sulla base del silenzio sulle dominazioni e le oppressioni del passato.
3) La lotta contro le discriminazioni
Gli Indigeni della République non si pensano come una semplice memoria del passato. Noi parliamo della memoria perché questa continua ad influenzare il presente e a costruirlo. Gli Indigeni della République hanno anche l’ambizione di costruire una comunità politica che riunisca tutti coloro che esigono la fine del trattamento speciale delle persone originarie dalla colonizzazione. E’ la coscienza di come la memoria della colonizzazione agisce sul presente che ci fa riflettere sulla memoria e non un’astratta nostalgia del passato.
4) La colonizzazione non è finita
Gli Indigeni della Repubblica si costruiscono ugualmente come comunità politica di coloro che rifiutano le pratiche neo-coloniali dello Stato francese e, più in generale, la ricolonizzazione in atto con le guerre d’Afghanistan, d’Iraq, il processo noto con il nome di Francafrica, ecc. E’ per ciò che noi manifestiamo e manifesteremo il nostro sostegno alle lotte dei popoli e in particolare alla lotta del popolo palestinese per la sua indipendenza.
5) La discriminazione sistematica come nemico
Gli Indigeni della République sono in posizione di rottura. Il problema per noi non è quello dell’esistenza di una minoranza razzista. E’ al contrario quello dell’esistenza di una discriminazione sistematica iscritta nelle organizzazioni, nella burocrazia, nell’organizzazione dei concorsi, nei meccanismi di orientamento, implicito nell’attribuzione degli appartamenti. Si tratta di un problema strutturale e non dell’abuso di questo o quel funzionario razzista. Noi rifiutiamo l’approccio etnico alla questione sociale.
6) Noi assumiamo il nome di Indigeni
L’espressione Indigeni della République implica la coscienza che popolazioni originarie dell’immigrazione postcoloniale, e per contaminazione, quelle che condividono con loro le condizioni di vita materiale, sono percepite, trattate, costruite come indigeni. Noi ci riferiamo qui allo statuto giuridico dell’indigeno in epoca coloniale: una persona soggetta ovvero né francese né straniero. L’esperienza delle persone originarie della colonizzazione impone questa analogia storica. Che abbiano o no la cittadinanza francese, sono nei fatti trattate come se non avessero mai diritti. Ai critici prevenuti che ci accusano di mancare di precisione, rispondiamo che questa espressione ci parla, parla agli indigeni, perché rappresenta un vissuto reale. I nostri critici faranno bene a interrogarsi sulle ragione dell’eco profondo incontrato dall’espressione “Indigeni della République”.
7) Gli indigeni contro l’indigenato
L’espressione “Indigeni della République” esprime una realtà del presente e non freddo ripiegamento identitario. Questa ha vocazione a sparire quando l’uguaglianza diventerà realtà nel nostro paese. In un giorno futuro nessuno penserà di definirsi “indigeno” perché questo non corrisponderà più ad alcun vissuto. Siamo costretti a constatare che non siamo ancora là. La realtà sociale continua a comprendere degli indigeni e finché questo durerà noi continueremo a chiamare con il suo nome questa realtà, anche se questo da fastidio alle orecchie di quelli che si accontentano di principi astratti (uguaglianza, laicità, mescolanza) negando la realtà delle oppressioni.
8) L’autonomia e le alleanze
Gli Indigeni della République prendono atto che nessuna forza politica o sindacale accorda l’attenzione necessaria alle dominazioni subite dalla popolazioni originarie della colonizzazione. Se non fosse così non avremmo certamente avuto l’idea di creare un movimento specifico degli Indigeni della République. Questo movimento è nato dalla coscienza che i problemi e gli interessi degli indigeni sono continuamente sacrificato sull’altare di problemi giudicati più importanti. Per questo motivo l’autonomia si rivela inevitabile. L’autonomia non è per noi un fine o un ideale. E’ un mezzo necessario per costruire delle alleanze ugualitarie.
9) Gli Indigeni hanno una storia
Gli Indigeni della République non nascono dal nulla. Rivendicano l’eredità delle lotte contro la schiavitù, anticolonialiste, antimperialiste, delle lotte femministe, delle lotte dell’immigrazione e più generalmente dell’insieme delle lotte per l’uguaglianza sociale. Noi non siamo altro che le nuove leve nel combattimento per l’uguaglianza che milioni di persone hanno portato avanti prima di noi.
10) Gli indigeni si riconoscono negli altri movimenti sociali
Non abbiamo la volontà né la pretesa di sostituire l’insieme degli altri movimenti sociali che combattono per l’uguaglianza. Non siamo un movimento “generalista”. Parteciperemo caso per caso a iniziative o a progetti comuni con altre forze, ricordando a tutti il nostro posto particolare legato all’oppressione particolare degli indigeni. Allo stesso modo noi ci impegniamo in tutte le iniziative che riteniamo necessarie sulle problematiche rilevanti di nostro interesse e specialmente quando queste saranno negate o sottostimate o messe da parte dai nostri “alleati” con il pretesto di altre priorità.




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