Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito Come aiutare finanziariamente gli sfollati in Bangladesh.



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    BONIFICO

    Conto corrente “AGIRE PER IL BANGLADESH”:

    CIN C
    ABI 02008
    CAB 01768
    CONTO 41106582
    UNICREDIT BANCA AGENZIA 3351 MILANO 8 NOVEMBRE

    Causale: "Emergenza Bangladesh"


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    Conto Corrente Postale n. 85593614
    intestato ad "AGIRE - Agenzia Italiana Risposta Emergenze"
    c/o ActionAid Via Alessandro Volta 39b - 00153 Roma

    IBAN:
    IT-79-U07601-03200-85593614


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  2. #2
    Ignorance is bliss
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    Per chi volesse maggiori info su AGIRE, linko qui sotto un'intervista a Marco Bertotto - direttore dell'Agenzia - apparsa oggi su repubblica online :

    http://www.repubblica.it/2007/11/sez...lta-fondi.html

    altri siti utili x informazioni:
    www.agire.it
    www.actionaid.it

  3. #3
    are(a)zione
    Ospite

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    Donate quel che potete.

  4. #4
    are(a)zione
    Ospite

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    Brevi
    Bangladesh - 27.11.2007 162:00
    La denuncia dei giornalisti: Ong assenti dopo Sidr

    Le organizzazioni non governative non stanno facendo abbastanza per aiutare i milioni di sopravvissuti alla violenza del ciclone Sidr. ''Sono completamente assenti, anche se avrebbero i mezzi per soccorrere questa gente'' dicono i giornalisti presenti sul posto. Eppure il Bangladesh è lo Stato che vanta il maggior numero di Ong al mondo e riceve per questo motivo ingenti donazioni da molti Paesi stranieri.

    http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=45327

  5. #5
    are(a)zione
    Ospite

    Predefinito

    Bangladesh, un mese dopo il ciclone
    "Alcune zone ancora non raggiunte"


    La testimonianza di un'operatrice di MSF: "Solo una parte della popolazione ha avuto assistenza
    Molte le malattie respiratorie soprattutto nei bambini: mancano le coperte, la notte fa freddo"
    di ALESSANDRA VITALI



    Una donna rimuove macerie
    dalla sua abitazione distrutta

    ROMA - Il 15 novembre il ciclone Sidr si è abbattuto sul Bangladesh e ha spazzato alcune aree lasciando vittime e devastazioni. A un mese di distanza il bilancio è più pesante di quanto si pensasse subito dopo il disastro. Anche Repubblica, in collaborazione con Agire, l'Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, ha lanciato un'iniziativa in favore delle popolazioni colpite. Il denaro raccolto ha permesso alle organizzazioni aderenti ad Agire di attuare i primi programmi di risposta e coprire i bisogni immediati. Ma "il lavoro da fare è ancora molto - spiega Marco Bertotto, direttore dell'associazione - solo una parte della popolazione ha beneficiato di assistenza". Finora, sono stati raccolti 750 mila euro, "l'obiettivo è arrivare a un milione, somma inferiore ai bisogni ma che permetterebbe di completare il lavoro". Non tutte le aree colpite sono state raggiunte dai soccorsi: "Nella zona costiera la distribuzione di materiale è continua - spiega un operatore di Medici Senza Frontiere - ma a causa della difficoltà di accesso alle isole, alcune comunità hanno ricevuto poco o scarso aiuto".

    GUARDA LE IMMAGINI

    Il bilancio. Sono 3.200 le vittime accertate, oltre 3 milioni i senzatetto. Le persone colpite dal ciclone sono quasi 9 milioni, oltre 40 mila i feriti. Quasi 600 mila gli edifici distrutti, fra cui migliaia di scuole.


    Le difficoltà. Cronica la carenza di cibo, dovuta alla distruzione di circa due tonnellate di riso. Devastate le principali attività di reddito: 2 milioni di acri di raccolto distrutti, un milione e mezzo di capi di bestiame andati perduti. Danni all'agricoltura (dati del governo) per 292 milioni di dollari.

    Gli aiuti. Fra le organizzazioni, Action Aid ha distribuito kit di primo soccorso, 2000 chili di riso, mille capi di abbigliamento, 100 mila soluzioni orali per la reidratazione, 1000 pillole per la ripurificazione dell'acqua. Save the Children ha fornito pacchi alimentari, installato impianti che hanno assicurato acqua potabile a oltre 5000 famiglie, e il team dell'organizzazione ha aperto 42 centri per bambini. Terres des Hommes lavora per garantire regolare alimentazione e assistenza sanitaria a 10 mila famiglie. VIS - con il partner austriaco Hope '87 - ha offerto alimenti, vestiti, medicine e rifugi. Il WWF - con l'ong Centre for Coastal Environmental Conservation - lavora per riabilitare la foresta di mangrovie, la più grande al mondo, distrutta dal ciclone e per riavviare le attività fonte di reddito.

    La testimonianza. MSF ha inviato personale medico, logistico ed esperti in potabilizzazione delle acque in cinque dei distretti più colpiti del Sud. Maria Teresa de Magalahaes fa parte dell'equipe inviata da MSF nelle zone più remote del distretto di Barguna e Patuakhali. E racconta: "In questo momento manca di tutto: coperte, utensili per cucinare, vestiti, il necessario per affrontare il quotidiano e ricostruire la casa".

    Infezioni e malattie. "Ci sono molte infezioni respiratorie nei bambini - racconta l'operatrice di MSF - perché non hanno coperte e di notte fa freddo. Alcune persone hanno riportato lesioni leggere o fratture, poi ci sono i feriti gravi, ricoverati. Ma la gente si ferisce anche perché cammina scalza fra i detriti".

    L'assistenza. "Nella gran parte dei casi non possiamo utilizzare le strade per raggiungere i villaggi più remoti - racconta Maria Teresa de Magalahaes - in macchina o in moto arriviamo al fiume e poi usiamo piccole imbarcazioni di pescatori per trasportare i kit, o lance più rapide per andare da un'isola all'altra. Ora - continua - stiamo svolgendo attività mediche con cliniche mobili nelle aree di Mathbaria e nel distretto di Pirojpur e distribuendo aiuti a Galachipa e Patuakhali. Inoltre, stiamo terminando le valutazioni per identificare le aree in cui la popolazione ha ancora bisogno di assistenza. Siamo pronti a intervenire - conclude - in caso di epidemie".

    (15 dicembre 2007)

    http://www.repubblica.it/2007/11/sez...mese-dopo.html

 

 

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