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I Tir e le mosse false di un governo irresponsabile
di Marcello Inghilesi
Article content: Il 4 dicembre scorso il Ministro dei Trasporti dichiarava ai giornalisti, a proposito del preannunciato sciopero degli autotrasportatori dal 10 al 14 dicembre “..sono più che soddisfatto del lavoro fatto per dare attuazione all’accordo siglato 8-9 mesi fa ( sic!) per l’autotrasporto…”. Contento lui!
Il cataclisma! Strade bloccate; risse; distributori a secco; accaparramenti di benzine; fabbriche costrette a chiudere; lavoratori a casa e in genere a piedi; e altre piccole questioni del genere.
Fermi tutti. Il Governo interviene. Niente da fare, lo sciopero continua. Allora il Ministro ha un’altra idea: precettazione contro gli scioperanti . Ma quelli continuano. Ma allora che significa precettazione? Siamo in presenza di una situazione incredibile in uno Stato di diritto e presunto civile.
Viene preannunciato uno sciopero. Il Ministro ironizza sul problema. Lo sciopero inizia ed è duro: gli autotrasportatori, da sempre, sono una categoria delicata per la convivenza civile, soprattutto in un Paese in cui il trasporto su gomma è di gran lunga più importante rispetto a quello su rotaia. Il Ministro cerca di parlare con gli scioperanti. Incontro fallito.
Gli autotrasportatori, determinanti per il vivere economico e civile del Paese, mantengono lo sciopero programmato di 4 giorni. Al secondo, l’Italia è già in ginocchio: forse anche un po’ troppo presto, se il Paese fosse organizzato in maniera più decente. In gran maggioranza i cittadini sono contro gli scioperanti, perché sono loro, i cittadini, a pagare il conflitto.
Ma senza voler approfondire le ragioni degli scioperanti (ignote a quasi tutti ) , che restano generiche (migliori condizioni di vita e di lavoro; più soldi ; minor costo dei carburanti ), qui preme sottolineare la totale irresponsabilità del Governo sul problema.
Perché uno sciopero annunciato, non viene discusso, sezionato, approfondito. E soprattutto non vengono valutate le sue conseguenze e quindi non viene predisposto un piano di emergenza atto a farvi fronte. Perché il Governo esiste come interlocutore vero e continuo, oppure chiunque abbia da urlare in libertà, fa bene a urlare.
Perché se il Governo decide di usare la mano forte nei confronti degli scioperanti, o la sa usare o è meglio che stia fermo. Questo storia della precettazione è tutta da scoprire. A leggere i testi di Legge, sembra proprio che, almeno a spanne, il Governo abbia torto: tant’è che l’ha proclamata e poi non le ha dato seguito operativo. E questo invita il popolo all’…anarchia.
Se non fosse per i danni personali e sociali, subiti dalla collettività nazionale, non dovremmo avere un attimo di esitazione: stare con le ragioni degli autotrasportatori (non certo con le loro violenze arbitrarie e consentite) contro chi non sa governare o fa finta di governare, prendendo in giro le controparti e ignorando gli interessi del Paese.
Ora, chi pagherà i danni procurati in questi giorni, che dobbiamo cercare di evitare di quantificare, per evitare il pericolo di trovarseli in qualche addizionale di imposta? Resta il fatto che senza un Governo e senza uomini di Governo, che siano all’altezza di compiti non facili per la vita e lo sviluppo di questo Paese, solo intemperie ci attendono: e sempre più insopportabili, per la nostra vita, libera e civile.
13 Dicembre 2007




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