Elezioni regionali della Lombardia: parte la campagna elettorale del candidato del centrosinistra Giorgio Gori .
Nonostante la spaccatura nella sinistra a livello nazionale Gori per la sua candidatura cerca l'alleanza con Liberi e Uguali
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In Lombardia a Novembre è ufficialmente partita la campagna elettorale per le regionali del candidato di centrosinistra Giorgio Gori attuale sindaco di Bergamo, che prepara il suo tour elettorale in 100 tappe per la Lombardia .“Bisogna dare una rotta a una regione che va ma non ha una guida e manca di una visione” ha sottolineato il sindaco di Bergamo intervenendo alla convention di Milano - anche se in verità siamo partiti da qualche mese: se avessimo aspettato, non so se sarebbe stata una buona cosa. Ho girato la Lombardia - ha proseguito Gori – “per ascoltare e capire e ho capito tre cose. La prima è che bisogna dare una rotta a una regione che va, ma non ha una guida e manca di una visione. La seconda è che esistono idee, energie e competenze per fare le cose. La terza cosa è che molti vedono la regione come una istituzione lontana, astratta e opaca, ma ha invece molto poteri e incide nella vita dei cittadini". Secondo il candidato del centrosinistra, la Lombardia guidata da Roberto Maroni "assiste ai cambiamenti dei territori senza esprimere una capacità di guida".Gori però si scontra con una grave difficoltà: la spaccatura nel centrosinistra tra il PD e Liberi e Uguali coinvolge anche la Lombardia.Il candidato del centrosinistra ha perciò dichiarato che ha intenzione di chiamare direttamente il leader di LeU, Pietro Grasso, per sollecitare il sostegno della formazione alla sua corsa. Gori non vede ostacoli nelle divisioni nazionali tra LeU e il Pd. "Del resto, Campo progressista ha già dichiarato che, a differenza di quanto farà sul piano nazionale, in questo caso collaborerà con noi per costruire un progetto forte e vincente in Lombardia", ha affermato. "Credo che la stessa cosa possa fare Liberi e uguali in termini anche di contributo al profilo politico e programmatico del nostro progetto, anche perché non esiste qui la possibilità di un accordo successivo al voto: forse a livello nazionale sarà così, le forze politiche all'indomani del voto potranno anche accordarsi in Parlamento, ma in Regione non funziona cosi'", ha ribadito."O si vince, si vince insieme, e si volta pagina dopo 23 anni di governo di centrodestra oppure si lascia di nuovo la Lombardia in mano al partito di Salvini - ha scandito -. Credo che questo argomento il presidente Grasso sia assolutamente nella condizione di apprezzarlo e di fare una scelta conseguente".




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