Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Sulla Liturgia E' Guerra Aperta

    Mi sembra molto difficile cercare di tenere vicini gli opposti: i fautori delle cose nuove e i sostenitori di quelle tradizionali.
    Si sta sempre più rivelando - e non sono io a dirlo - che vi sono due partiti nel mondo cattolico che si oppongono in modo tagliente.
    In effetti l'ho sempre creduto nonostante vi siano quelli che giurano di vedere una continuità dove proprio non c'è.
    Riporto a tal proposito un articolo dal sito "Petrus".

    -----

    Adesso Monsignor Piero Marini spara a zero: "La Curia romana contro il Concilio Vaticano II"



    CITTA’ DEL VATICANO - In un libro pubblicato per ora solo in inglese e presentato venerdì a Londra, Monsignor Piero Marini, che per 20 anni e fino all'ottobre scorso ha ricoperto il ruolo di cerimoniere pontificio, spiega come, a suo dire, la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II sia stata osteggiata e progressivamente affossata dalla Curia romana. Il volume, 'A challenging Reform' (Una riforma che pone sfide), e' stato stampato dalla Liturgical Press, e presentato al pubblico a Westminster, nella residenza del Cardinale di Londra, Cormac Murphy O'Connor, davanti un nutrito drappello di dignitari vaticani, tra cui anche il Nunzio in Gran Bretagna, Monsignor Faustino Sainz Munoz. Dell'evento riferisce il sito internet del ''National Catholic Report''. ''La riforma liturgica (del Concilio Vaticano II) non era intesa o applicata solo come riforma di alcuni riti'', ha detto Monsignor Marini durante la presentazione. ''Era la base e l'ispirazione degli obiettivi per cui il Concilio era stato convocato''. ''L'obiettivo della liturgia - ha proseguito, sempre secondo quanto riferito dal sito - non era altro che l'obiettivo della Chiesa e il futuro della liturgia e' il futuro della Chiesa''. A fare gli onori di casa, lo stesso Cardinale arcivescovo di Londra che ha ricordato il lavoro ventennale di Marini nell'organizzare i riti e le Messe papali per Giovanni Paolo II e, negli ultimi due anni e mezzo, per Benedetto XVI. Nel suo libro, l'ex cerimoniere racconta la battaglia interna alla Curia romana sull'applicazione delle riforme liturgiche del Vaticano II. Il presule, che durante il pontificato di Wojtyla organizzo' Messe con scenografie, canti, danze, preghiere mutuate dalle varie culture del mondo, ha lasciato il suo posto in ottobre a Monsignor Guido Marini, casualmente suo omonimo; adesso Piero Marini e' divenuto Presidente del Comitato pontificio per i congressi Eucaristici internazionali e nei prossimi mesi terra' una serie di conferenze negli Stati Uniti per parlare del suo libro. Per ora nessuna presentazione e' prevista a Roma.

  2. #2
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    Si prega, a norma del regolamento, di citare anche la fonte da cui è tratto l'articolo. Grazie.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Lepanto Visualizza Messaggio
    Si prega, a norma del regolamento, di citare anche la fonte da cui è tratto l'articolo. Grazie.
    La fonte è già stata citata, se si osserva bene: il sito internet "Petrus" ( il cui indirizzo è www.papanews.it).

    Mons. Marini evidentemente non ha apprezzato molto il fatto di aver dovuto lasciare il suo impegno di cerimoniere vaticano.

    Per questo ha fatto le esternazioni sopra riportate.

    Esse, al contempo, sono la punta di un iceberg sommerso di malcontento montante davanti alle scelte tradizionali del presente papa. Parlare di "curia" significa (oggi più che mai) sottintendere il papa. D'altronde la curia vaticana stessa si definisce come un organismo a servizio del papa e a lui sottomesso (secondo quanto ammette lo stesso regolamento della Curia vaticana).

    Pare che fino ad ora qualcosa come 5000 preti abbiano chiesto sussidi didattici per imparare la liturgia latina tradizionale e alcuni di essi abbiano affermato: "E' tutto un altro mondo!".

    Effettivamente l'atmosfera della liturgia tradizionale è tutto un altro mondo ed è difficile ammettere che, tutto sommato, una cosa equivale ad un'altra.

    Bisogna pero' non sparare a zero contro il clero "vatican-secondista" (lo chiamo così per comodità non per disprezzo) perché molti sono in buona fede, hanno imparato a credere profondamente a quanto hanno appreso nei loro seminari e sono semplicemente conseguenti a ciò.

    Tuttavia il loro malcontento è segno che è molto difficile mettere assieme gli aspetti tradizionali con quelli "vatican-secondisti".

    A favorire questo contribuisce non di poco il fatto che il clero cattolico "normale" non è abituato ad avere un concetto di tradizione ecclesiastica, inteso come un corpus di usi e mentalità che li precedono e che essi devono incarnare e trasmettere.

    Peggio ancora: essi non hanno un concetto di obbedienza a questa tradizione e, ancor meno, ai loro superiori nei cui riguardi c'è al più una obbedienza formale.

    Certamente ci sono molti che non sono così ma dopo 40 anni in cui molti vescovi non erano tali (vescovo è colui che presiede, osserva dall'alto, controlla, dirige, si fa obbedire) è normale che appena un papa chieda obbedienza gli si risponda picche.
    E' come una famiglia dove mamma e papà per troppo tempo hanno lasciati "liberi" i figli e appena chiedono loro qualcosa si vedono mandare in quel paese. E' la stessa e identica penosa situazione.

    La crisi di autorità, di obbedienza, l'assenza di un vero senso di tradizione nel mondo cattolico sono realtà individuate, tristemente affermate e ammesse da molti che vedono le cose per ciò che sono.

    In fondo come la qualità delle persone si vede nelle prove, così la qualità del clero si vede appena si chiede loro obbedienza.

    Lo spettro di un certo insistente individualismo di marca protestante (essere riferiti solo a se stessi, alla propria personale e singolare comprensione religiosa) è un'ombra che non abbandona il mondo cattolico.

  4. #4
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    Ecco le notizie sul libro pubblicato in inglese.

    Archbishop's book tells of battles over control of liturgical reform

    By John Thavis
    Catholic News Service
    da:http://www.catholicnews.com/data/stories/cns/0707019.htm

    VATICAN CITY (CNS) -- In a new book, a Vatican archbishop has chronicled the birth pangs of the liturgical reform generated by the Second Vatican Council and warned of a Roman Curia tendency to return to a "preconciliar mindset."

    The book, "A Challenging Reform," was written by Archbishop Piero Marini, who recently ended a 20-year tenure as papal liturgist. His Vatican career began in 1965 in the office charged with implementing liturgical renewal.

    Archbishop Marini recounted the rise of a decentralized and dynamic reform movement in the 1960s and its "curialization" in the 1970s by Vatican officials afraid of losing control.

    Many of the hard-won liturgical changes were accompanied by tensions and disagreements inside the Vatican's central bureaucracy, he said.

    The archbishop's book, published by Liturgical Press, was scheduled for presentation Dec. 14 in London, where the author was being honored at a reception hosted by Cardinal Cormac Murphy-O'Connor.

    The book offered an unusual look behind the scenes at the Vatican, beginning with the Second Vatican Council's approval in 1963 of the Constitution on the Sacred Liturgy, which launched an extensive revision of Catholic worship.

    In 1964, Pope Paul VI established the Consilium for the Implementation of the Constitution on the Liturgy, an international body that operated with considerable independence from existing Roman Curia offices.

    From the beginning, Archbishop Marini wrote, the consilium's efforts met with resistance from traditionalist Curia members, who tried to curb the reform by "opposing real liturgical change and maintaining the status quo."

    In 1969, the consilium was transformed into the Congregation for Divine Worship. Just six years later, the worship congregation was disbanded under growing criticism from other Vatican offices.

    "This was probably one of the first signs of a tendency to return to a preconciliar mindset that has for years now characterized the Curia's approach," Archbishop Marini said in the book's conclusion.

    "As more and more time passes since the Second Vatican Council, an event charged with such hope and desire for renewal, its distinctive contributions seem to be increasingly questioned," he said.

    The book focuses in large part on Italian Father Annibale Bugnini, secretary of the consilium and its driving force. As a young priest, Archbishop Marini worked closely with Father Bugnini and at one point was his personal secretary.

    Under Father Bugnini, the consilium reflected the liturgical ideas and enthusiasm of local churches, rather than the more cautious approach of Rome, the book said.

    Thanks in part to Pope Paul's strategic support, the consilium managed to introduce a succession of significant changes in the liturgy, despite initial efforts by the Vatican's Congregation for Rites to block or delay the reforms, Archbishop Marini said.

    He said the Roman Curia's opposition took many forms: official and open disagreement, scathing articles published under pseudonyms, newsletters or pamphlets circulated among the hierarchy, and private meetings.

    Hostility sometimes was based on hearsay. When the consilium conducted closed-door liturgical experiments in a chapel near the Vatican, rumors flew around Rome that "unimaginable heresies" were in preparation, the archbishop said.

    Father Bugnini remained the central figure of the reform movement, and when Pope Paul made him secretary of the newly established Congregation for Divine Worship in 1969 -- the year the new Mass was promulgated -- it seemed like a moment of triumph. The new congregation's primary task was to promote and safeguard the Vatican II reforms.

    But with the higher profile of the reformers, the Curia attacks became even stronger, the book said. One pamphlet circulated at the Vatican contended that in the new Mass "the existence of division and schism is officially recognized." Two Curia cardinals wrote to the pope and said the reforms showed an "alarming divergence" from Catholic theology.

    Although the reforms continued and Father Bugnini was made an archbishop, his position gradually weakened -- partly because his own "single-mindedness, even stubbornness" had alienated others in the Roman Curia, Archbishop Marini said.

    While Archbishop Bugnini was on vacation in 1975, the book said, several private meetings sealed his fate. Shortly afterward, the Congregation for Divine Worship was disbanded and Archbishop Bugnini was sent to Iran as apostolic pro-nuncio.

    With these changes, Archbishop Marini said, "the distinctive style of the consilium was gradually absorbed into the more traditional style proper to the Roman Curia."

    The archbishop said the difficult history of liturgical reform reflects "the prophetic vision" of Pope Paul as well as the limitations of his pontificate.

    Archbishop Marini, 65, was the master of papal liturgical ceremonies from 1987 until last October, when Pope Benedict XVI named him president of the Pontifical Committee for International Eucharistic Congresses

  5. #5
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    Veramente io di partiti ne vedo molti piu' di due...

    Citazione Originariamente Scritto da Informatore Visualizza Messaggio
    Peggio ancora: essi non hanno un concetto di obbedienza a questa tradizione e, ancor meno, ai loro superiori nei cui riguardi c'è al più una obbedienza formale.
    Quali secondo te i motivi di questo fatto? Influenza esterna, da parte di correnti di pensiero non cattoliche, cambio di "cultura dominante" nei paesi occidentali? Diminuzione del sentimento di "bisogno" di autorita'? Nascono meno "preti buoni"?

    Io personalmente ci vedo anche una parte di responsabilita' della chiesa stessa, che per decenni ha preferito una obbedienza formale a quella sostanziale, anche purtroppo per motivi politici. La storia del sudamerica e' clamorosa, ma anche l'italia del dopoguerra e' pesantemente afflitta dall'abitudine a preferire la forma alla sostanza.

    Citazione Originariamente Scritto da Informatore Visualizza Messaggio
    La crisi di autorità, di obbedienza, l'assenza di un vero senso di tradizione nel mondo cattolico sono realtà individuate, tristemente affermate e ammesse da molti che vedono le cose per ciò che sono.
    Potrei quotare a caratteri cubitali la "forma" di questa frase, ma la sua "sostanza" in cui credo io e' diametralmente opposta a quella che hai in mente tu

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Quali secondo te i motivi di questo fatto? Influenza esterna, da parte di correnti di pensiero non cattoliche, cambio di "cultura dominante" nei paesi occidentali? Diminuzione del sentimento di "bisogno" di autorita'? Nascono meno "preti buoni"?

    Io personalmente ci vedo anche una parte di responsabilita' della chiesa stessa, che per decenni ha preferito una obbedienza formale a quella sostanziale, anche purtroppo per motivi politici. La storia del sudamerica e' clamorosa, ma anche l'italia del dopoguerra e' pesantemente afflitta dall'abitudine a preferire la forma alla sostanza.
    Sì concordo. Sulla base dell'osservazione della storia sappiamo che, alla fine, l'autorità religiosa si è imposta "per se stessa" non tanto per il servizio religioso che essa faceva. Si è "imposta" non si è proposta in alleanza con il potere (la famosa alleanza trono-altare).
    C'è stato quindi un distacco del senso dell'autorità spirituale dai suoi valori di fondo che è nato in primis in seno alla Chiesa occidentale (per limitare la nostra osservazione all'Occidente, dal momento che l'Oriente è un'altra storia).
    Se mi è consentito, il cosiddetto "secolarismo", il suo inizio germinale, avviene negli ambienti cristiani non fuori di essi. Il resto consegue da questo e trascina purtroppo il senso profondo del valore dell'Autorità religiosa. Questo fenomeno avviene in concomitanza con resistenze ai secolarismi e parallelamente a tendende diverse e, a volte, opposte.


    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Potrei quotare a caratteri cubitali la "forma" di questa frase, ma la sua "sostanza" in cui credo io e' diametralmente opposta a quella che hai in mente tu
    Beh, sull'assenza di autorità e tradizione si è molto parlato in campo strettamente cattolico. Certo lo stesso potrebbe dire un ortodosso anche se, come si sa, le accentuazioni portano il discorso in altre direzioni.

    Comunque è un dato di fatto che nel mondo cristiano occidentale vive, cloroformizzata o "pericolosamente sveglia", l'anima della riforma individualistica e antropocentrica protestante.

  7. #7
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    Per chi fosse interessato confermo che l'articolo in questione con foto annessa compare effettivamente nell'archivio news del sito citato in data 15 dicembre

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Informatore Visualizza Messaggio
    La fonte è già stata citata, se si osserva bene: il sito internet "Petrus" ( il cui indirizzo è www.papanews.it).
    Il link deve portare direttamente alla fonte e questo link non lo fa.

    3d chiuso

 

 

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