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    Predefinito 56 - Per il New York Times in Italia oggi la ''Vita è sempre meno Dolce''

    Secondo il New York Times l'Italia sembra aver dimenticato di essere il Bel Paese: gli italiani non si amano più e la loro nuova parola d'ordine, nonostante abbiano inventato l'arte di vivere, è “malessere”.
    I problemi, continua il quotidiano americano, per la maggior parte non sono nuovi e questo è il punto. Hanno semplicemente oppresso l'Italia per molti anni e ora a nessuno è chiaro come sia possibile un cambiamento o se sia ancora possibile un cambiamento. L'Italia ha tracciato il proprio modo di appartenere all'Europa, lottando come pochi altri paesi con una politica frammentata, la mancanza di crescita, la criminalità organizzata e un debole senso dello Stato. Ora la frustrazione sta crescendo perché queste vecchie debolezze non migliorano, mentre il mondo sorpassa il paese. E il Nyt fa l'esempio della Spagna e della sua grande ripresa.
    Le ultime analisi mostrano una nazione più vecchia e più povera e quelli che erano i punti di forza stanno diventando una debolezza. Il piccolo commercio, le aziende a conduzione familiare si trovano a combattere contro la globalizzazione e in particolare con la competitività della Cina.
    E ancora, il modo di vivere poco tecnologico degli italiani può essere interessante per i turisti, ma l'utilizzo di Internet è tra i più bassi in Europa, così come gli investimenti esteri e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e i costi del governo, invece, sono tra i più elevati del vecchio continente.
    I debiti colpiscono le famiglie: il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vivono ancora a casa condannando i giovani (i bambocci) a un'adolescenza estesa e improduttiva. La maggioranza dei più bravi lascia il paese.
    Il malessere degli italiani si estende anche all'arte: non ci sono più i Fellini, i Rossellini, le Loren. “Il cinema italiano, la sua Tv, l'arte, la letteratura e la musica sono raramente considerate all'avanguardia”, afferma il giornale.
    E poi c'è ancora la politica e come questa viene percepita dalla popolazione: “l'ex-premier Silvio Berlusconi ha perduto le elezioni per non avere mantenuto le promesse fatte ma il nuovo governo di Romano Prodi non appare una 'cura magica' - osserva il New York Times -. Ha deluso fin dalla sua prima scelta: un governo con ben 102 ministri o sottosegretari, un nuovo record”.
    Il 'malessere' politico degli italiani è simboleggiato, sostiene il New York Times, dall'ascesa del comico Beppe Grillo e dalla popolarità del suo attacco alla classe politica italiana al grido di 'Basta! Basta!'. A dir la verità il grido era 'Vaffa' e non 'Basta'
    Il New York Times ha pubblicato oggi un servizio sull'Italia che sta affondando e sul V-day. Sul suo sito sono presenti un lungo articolo, un video e una raccolta di fotografie dal titolo “A life less dolce” (Una vita meno dolce).
    Dall'articolo “In a Funk, Italy sings an Aria of disappointment”: “Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l'utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall'estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell'amministrazione pubblica sono invece tra i più alti. Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l'Italia. Ronald Spogli, l'ambasciatore americano che conosce l'Italia da quaranta anni, avverte che l'Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell'America sono i business partner e l'Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi. In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l'11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”.

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Cortes Visualizza Messaggio
    Secondo il New York Times l'Italia sembra aver dimenticato di essere il Bel Paese: gli italiani non si amano più e la loro nuova parola d'ordine, nonostante abbiano inventato l'arte di vivere, è “malessere”.
    I problemi, continua il quotidiano americano, per la maggior parte non sono nuovi e questo è il punto. Hanno semplicemente oppresso l'Italia per molti anni e ora a nessuno è chiaro come sia possibile un cambiamento o se sia ancora possibile un cambiamento. L'Italia ha tracciato il proprio modo di appartenere all'Europa, lottando come pochi altri paesi con una politica frammentata, la mancanza di crescita, la criminalità organizzata e un debole senso dello Stato. Ora la frustrazione sta crescendo perché queste vecchie debolezze non migliorano, mentre il mondo sorpassa il paese. E il Nyt fa l'esempio della Spagna e della sua grande ripresa.
    Le ultime analisi mostrano una nazione più vecchia e più povera e quelli che erano i punti di forza stanno diventando una debolezza. Il piccolo commercio, le aziende a conduzione familiare si trovano a combattere contro la globalizzazione e in particolare con la competitività della Cina.
    E ancora, il modo di vivere poco tecnologico degli italiani può essere interessante per i turisti, ma l'utilizzo di Internet è tra i più bassi in Europa, così come gli investimenti esteri e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e i costi del governo, invece, sono tra i più elevati del vecchio continente.
    I debiti colpiscono le famiglie: il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vivono ancora a casa condannando i giovani (i bambocci) a un'adolescenza estesa e improduttiva. La maggioranza dei più bravi lascia il paese.
    Il malessere degli italiani si estende anche all'arte: non ci sono più i Fellini, i Rossellini, le Loren. “Il cinema italiano, la sua Tv, l'arte, la letteratura e la musica sono raramente considerate all'avanguardia”, afferma il giornale.
    E poi c'è ancora la politica e come questa viene percepita dalla popolazione: “l'ex-premier Silvio Berlusconi ha perduto le elezioni per non avere mantenuto le promesse fatte ma il nuovo governo di Romano Prodi non appare una 'cura magica' - osserva il New York Times -. Ha deluso fin dalla sua prima scelta: un governo con ben 102 ministri o sottosegretari, un nuovo record”.
    Il 'malessere' politico degli italiani è simboleggiato, sostiene il New York Times, dall'ascesa del comico Beppe Grillo e dalla popolarità del suo attacco alla classe politica italiana al grido di 'Basta! Basta!'. A dir la verità il grido era 'Vaffa' e non 'Basta'
    Il New York Times ha pubblicato oggi un servizio sull'Italia che sta affondando e sul V-day. Sul suo sito sono presenti un lungo articolo, un video e una raccolta di fotografie dal titolo “A life less dolce” (Una vita meno dolce).
    Dall'articolo “In a Funk, Italy sings an Aria of disappointment”: “Il modello di vita low-tech (a bassa tecnologia) può ammaliare i turisti, ma l'utilizzo di Internet e del commercio elettronico sono tra i più bassi di Europa, così come gli stipendi, gli investimenti dall'estero e la crescita. Le pensioni, il debito pubblico e il costo dell'amministrazione pubblica sono invece tra i più alti. Gli ultimi dati fanno riferimento una nazione più vecchia e più povera, a tal punto che il suo vescovo più importante ha proposto di incrementare i pacchi cibo per i poveri. Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni vive a casa dei genitori, condannato a una adolescenza sempre più lunga e poco produttiva. Molti dei più brillanti, come i più poveri un secolo fa, lasciano l'Italia. Ronald Spogli, l'ambasciatore americano che conosce l'Italia da quaranta anni, avverte che l'Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell'America sono i business partner e l'Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi. In Danimarca il 64% delle persone ha fiducia nel Parlamento, in Italia il 36%. Le statistiche indicano che l'11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e che il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio”.

    E' davvero impietoso che debbano essere gli Americani a dirci queste scontatissime cose.

    Cose che qualunque cittadino può comfermare

    Cose che i giornali del regime non osano pubblicare

  3. #3
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    non solo i giornali,ma anche tutti gli altri media han taciuto quest'articolo....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    non solo i giornali,ma anche tutti gli altri media han taciuto quest'articolo....
    A dire il vero io l'ho letta sul Corriere.it e ho visto pure che il 91% degli italiani ha risposto che e' vero. Ma non scaldatevi, che se ci fosse la monarchia sarebbe pure peggio.

    -N-

  5. #5
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    Regno d'Italia > They challenge science to prove the existence of God. But must we really light a candle to see the sun?
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    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    A dire il vero io l'ho letta sul Corriere.it e ho visto pure che il 91% degli italiani ha risposto che e' vero. Ma non scaldatevi, che se ci fosse la monarchia sarebbe pure peggio.

    -N-
    Se lo dici tu

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    A dire il vero io l'ho letta sul Corriere.it e ho visto pure che il 91% degli italiani ha risposto che e' vero. Ma non scaldatevi, che se ci fosse la monarchia sarebbe pure peggio.

    -N-

    Guarda che durante il Regno i Giornali scrissero pure che era nata la Repubblica prima ancora che fossero comunicati i dati "ufficiali" del Viminale...
    Non c'era mica la censura di oggi Sai !

  7. #7
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    sabato, dicembre 15, 2007
    Declino della repubblica

    Il famoso giornale New York Times con un articolo ha descritto in maniera realistica la drammatica situazione del nostro Paese, un paese che sta affondando.

    Le critiche del New York Times sono difficilmente contestabili, ma si sa già molto bene che in Italia ci sono troppe cose che non funzionano.
    Lo stupore sta nel fatto che la bocciatura del sistema Italia arriva da un giornale estero ed autorevole.

    C'è anche un videopubblicato sul New York Times, dove ampio spazio è dedicato a beppe grillo.
    Se l'Italia è rappresentata da un comico, vuol dire che siamo ormai alla frutta.

    Ormai l'Italia non corrisponde più allo stereotipo del passato (bel paese del canto, del sole, spaghetti e mandolini), il New York Times descrive un'Italia infelice, attraversata da un malessere collettivo, economico, politico e sociale.

    L'Italia infelice è da tempo in decadenza per colpa di un sistema (istituzione, costituzione, politica) che non riesce a guidarla, dove è impossibile far le riforme per modernizzarla.
    In Italia non esiste un sistema fondato sulla meritocrazia e sull’uguaglianza, piuttosto viviamo in un’anomalia inquietante in cui prevalgono ingiustizie e privilegi.

    Forse l'Italia potrebbe anche avere i fondamentali per farcela (genialità laboriosità..), ma è il contesto determinato dal sistema politico-istituzionale (la repubblica), che rende impossibile il superamento della decadenza nella quale viviamo.
    D'altronde la repubblica non può risolvere i problemi per il semplice fatto che è lei che li ha causati.

    Se non si ha fiducia nello stato, nelle istituzioni, nella classe politica, significa che si deve riformare tutto il sistema, cambiare forma istituzionale, costituzione, classe politica....
    In poche parole una rivoluzione.



    Nyt: Italia in decadenza

    Perché gli italiani sono il popolo più infelice dell'Europa Occidentale? Il quotidiano New York Times cerca oggi di trovare una risposta a questa domanda in un lungo articolo in prima pagina che analizza il "malessere" degli italiani.
    «Tutto il mondo ama l'Italia, ma l'Italia non si vuole più bene: c'è un senso di malessere generale nel paese». E, per dirla con il neosegretario del Partito democratico, Walter Veltroni, scrive l'autore del pezzo, Ian Fisher, «There is more fear than hope», gli italiani hanno più paure che speranze».

    Il Nyt sottolinea che il "malessere" dell'Italia si estende a tutti i campi: economia, politica, vita sociale. «I problemi che affliggono gli italiani sono in gran parte non nuovi - osserva il giornale - e questa può essere proprio il problema maggiore. L'Italia ha creato la sua maniera di appartenere all'Europa, lottando come pochi altri paesi hanno fatto, con una politica di divisione, una crescita economica irregolare, il crimine organizzato e un senso tenue dello Stato», rileva il quotidiano americano. Il senso di frustrazione nasce anche dal fatto che i vecchi problemi della società italiana continuano a resistere e in alcuni casi si sono aggravati «mentre il mondo esterno continua a correre più rapidamente».

    «Nel 1987 l'Italia aveva celebrato la sua parità economica con la Gran Bretagna - osserva il New York Times - adesso la Spagna, entrata nella Unione Europea solo un anno prima, è sul punto di fare il sorpasso mentre l'Italia è già caduta di nuovo dietro la Gran Bretagna». I dati mostrano una Italia più povera e più vecchia, dove la qualità della vita sta peggiorando, dove aumentano i divorzi e dove il tasso di natalità continua ad essere tra i più bassi d'Europa. Un problema è che alcuni dei punti di forza del paese si stanno trasformando adesso in debolezze. Uno degli esempi più evidenti è quello, in campo economico, delle aziende piccole e medie che, dopo avere avuto per lungo tempo un ruolo di traino, adesso sono sempre più in difficoltà nell'era della economia globale.

    Il malessere politico degli italiani è simboleggiato, rileva il New York Times, dalla ascesa del comico Beppe Grillo e dalla popolarità del suo attacco alla classe politica italiana al grido di «Basta! Basta!». Sono diventati best-seller in Italia libri come "La Casta" e "Gomorra" che attaccano il comportamento dei politici. La ricerca della University of Cambridge che ha mostrato che gli italiani sono i più infelici tra 15 nazioni dell'Europa Occidentale esaminate, mostra un collegamento tra fiducia nel proprio parlamento e livello di insoddisfazione di una nazione. I più felici sembrano i danesi (che hanno fiducia al 64 per cento nelle istituzioni), i più infelici sono gli italiani (solo il 36 per cento si fida). L'ex-premier Silvio Berlusconi ha perduto le elezioni per non avere mantenuto le promesse fatte ma il nuovo governo di Romano Prodi non appare come la panacea - osserva il New York Times - Ha deluso fin dalla sua prima scelta: un governo con ben 102 ministri o sottosegretari, un nuovo record negativo.

    Il malessere degli italiani si estende anche all'arte: non ci sono più i Fellini, i Rossellini, le Loren. «Il cinema italiano, la sua Tv, arte, letteratura e musica sono raramente considerate all'avanguardia», afferma il giornale. Tra i pochi aspetti positivi c'è il prestigio che continua a circondare il marchio Made in Italy. Ma l'Italia deve stare ben attenta a non seguire il destino della Repubblica di Venezia, una delle città più belle del mondo diventata, dopo la perdita del dominio commerciale, quello che è oggi: «Uno splendido cadavere calpestato da milioni di turisti». L'Italia, immersa nella sua grandezza del passato, costretta a vivere sui turisti anziani che continuano a visitarla, rischia di diventare - conclude il New York Times - la Florida dell'Europa, il paradiso dei pensionati.

    ilsole24ore

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Conterio Visualizza Messaggio
    Guarda che durante il Regno i Giornali scrissero pure che era nata la Repubblica prima ancora che fossero comunicati i dati "ufficiali" del Viminale...
    Non c'era mica la censura di oggi Sai !
    Durante il regno c'era la censura. Nessuno avrebbe potuto scrivere la verita' riguardo alle cazzate che fecero i Savoia. L'unico periodo del regno che ci fu liberta' fu dalla liberazione al 2 Giugno 1946. E pure tu dai come esempio questo piccolissimo periodo di tempo (periodo che fra l'altro la monarchia era gia' morta).

    -N-

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Durante il regno c'era la censura. Nessuno avrebbe potuto scrivere la verita' riguardo alle cazzate che fecero i Savoia. L'unico periodo del regno che ci fu liberta' fu dalla liberazione al 2 Giugno 1946. E pure tu dai come esempio questo piccolissimo periodo di tempo (periodo che fra l'altro la monarchia era gia' morta).

    -N-
    tanti auguri allora !!!

 

 

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