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    Appello e manifestazione del 15 dicembre a Vicenza

    Appello da Vicenza

    VERSO IL 15 DICEMBRE

    LETTERA APERTA: SE NON ORA, QUANDO?

    Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più grande potenza militare mondiale di mettere casa nel nostro cortile. E' vero, siamo anche un pò testardi; ce lo hanno detto in tutte le salse: «cari vicentini, mettetevela via, gli interessi della guerra saranno più forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto, chi avrebbe montato un Festival-campeggio di 10 giorni?

    Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio assordante, fatto di quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in concomitanza con il grande corteo del 17 febbraio, ora non hanno più nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e determinazione. Un movimento che si esprime tra e con la gente di Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni continue: abbiamo tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la Basilica Palladiana, piantato 150 alberi all'interno del Dal Molin; abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche - iniziate un mese fa - necessarie per iniziare la costruzione dell'installazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a Firenze per boicottare l'ABC - azienda incaricata delle bonifiche - e proseguire la campagna dei blocchi.

    Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad essere una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti d'Italia, la solidarietà e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono per la lotta vicentina.

    Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali.

    Questo, ad oggi, non è avvenuto: abbiamo già visto il Governo promettere di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: c'è qualcuno che vuol seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare subito in Parlamento la moratoria, infatti, significa comportarsi nello stesso modo del Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso di voler considerare la vicenda alla luce della volontà della comunità locale, dichiarò dall'estero di non opporsi alle richieste statunitensi svendendo la nostra città.

    Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il movimento che vuol battersi contro la guerra e la militarizzazione del territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove pratiche di democrazia; ma Vicenza, da sola, è insufficiente a sostenere questa lotta che, pure, accomuna gran parte della popolazione locale: Vicenza è solo un villaggio nella grande comunità che crede in un altro mondo possibile. Abbiamo bisogno, ancora una volta, della vostra condivisione, della vostra partecipazione, della vostra solidarietà.

    Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto, contaminazione, approfondimento; vogliamo allargare i nostri orizzonti, conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma vogliamo, anche, dimostrare che la vicenda del Dal Molin è ancora aperta: per questo il 15 dicembre un grande corteo attraverserà le strade della nostra città. Abbiamo sempre detto che "se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia": vi chiediamo di condividere il nostro sogno, ancora una volta, perché una terra senza basi di guerra possa diventare realtà.

    Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo sicuri che risponderete in tanti. Perché Vicenza vive già al di fuori dei suoi confini.

    Presidio Permanente, Vicenza 27 novembre 2007

    Per leggere l'appello della tre giorni europea:
    www.nodalmolin.it

    Per informazioni e adesioni: comunicazione@nodalmolin.it

  2. #2
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    15 dicembre: i contrari, i dubbiosi, i contraddetti. Attorno alla manifestazione si è scatenato il dibattito: dubbi e distinguo a destra come a sinistra
    La (mini)contromanifestazione
    Chi ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote del corteo in altro modo è stata invece Azione Sociale. Che ha provocatoriamente deciso di allestire un proprio gazebo il 15 dicembre: “Noi non abbiamo mai chiesto che venisse vietata la manifestazione, ma volevamo vedere se il diritto di manifestare valeva per tutti o solo per una parte politica”, spiega il leader provinciale del partito della Mussolini Alex Cioni.( clicca il link sottostante per leggere l'articolo a pagina 6 )


  3. #3
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    Napolitano first lady di Bush
    di Presidio Permanente "No Dal Molin" - 14/12/2007

    Invece di volare negli Stati Uniti per fare la first lady di Bush -
    per quanto la base di Vicenza «la decisione è stata presa» - Napolitano
    farebbe bene a fare il Presidente della Repubblica italiana, recandosi a
    Vicenza e parlando con quei cittadini di cui dovrebbe essere il massimo
    rappresentante.

    La vicenda Dal Molin non è affatto chiusa - come vorrebbe lasciare
    intendere D'Alema - tanto che sabato 15 dicembre un nuovo grande corteo
    attraverserà le strade di Vicenza. Ha inizio domani, infatti, la tre giorni
    di mobilitazione europea che vedrà Vicenza come luogo di incontro e
    confronto del movimenti per la pace e per la difesa dei beni comuni.

    Il corteo di sabato partirà alle ore 14.00 dalla stazione dei treni, e
    dimostrerà che la popolazione vicentina non si è affatto arresa alle
    imposizioni calate dall'alto. D'Alema sa bene che la comunità locale
    impedirà in modo pacifico ma determinato l'inizio dei lavori di costruzione
    della nuova base Usa. A lui l'onere di spiegare cosa intende quando parla di
    "questione risolta": ha forse ha forse deciso di passare sopra ai
    vicentini con le ruspe?

    Sabato migliaia di donne e uomini sfileranno per le strade di Vicenza.
    Sarà un corteo colorato, aperto da uno striscione che unisce le tante
    sensibilità che si battono contro la militarizzazione di Vicenza: uno
    striscione semplice quanto chiaro: No Dal Molin. A reggerlo tante maschere
    bianche, a evidenziare l'invisibilità delle donne e degli uomini di Vicenza,
    trattati
    come "presenza collaterale" del sistema militare statunitense.

    Vicenza, 13 dicembre 2007

    Nota per i giornalisti
    per informazioni: 3477632037

    Presidio Permanente contro la costruzione della nuova base Usa a
    Vicenza
    Via Ponte Marchese
    c.p. 303 36100 Vicenza

    comunicazione@nodalmolin.it
    www.nodalmolin.it

  4. #4
    Oltre la destra e la sinistra
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    Arrow Equizi: "Vicenza nuova Val di Susa"

    Equizi: "Vicenza nuova Val di Susa"

    15 Dicembre 2007




    Franca Equizi, consigliere comunale vicentina aderente a Movimento Zero e capolista alle ultime elezioni provinciali di Vicenza con la lista civica Riscossa Democratica, esponente del Presidio Permanente No Dal Molin, è una tipa tosta. L’hanno espulsa dalla Lega Nord dopo anni in cui ha dato filo da torcere alle lobby interne (ed esterne) che ammorbano il Carroccio, e oggi combatte solitaria contro Destra e Sinistra in una Vicenza che si avvia a essere la città più americanizzata d’Europa.
    Che significato ha per lei e per Movimento Zero la manifestazione di oggi, 15 dicembre?
    Vogliamo dimostrare che i vicentini non si piegano alle decisioni romane: la devono smettere, i politicanti di destra-sinistra, di considerarci sudditi. Come cittadini sovrani vogliamo essere padroni a casa nostra: dobbiamo essere noi vicentini a decidere il futuro della nostra città. Non vogliamo diventare i nuovi indiani, ma lasciare ai nostri figli un futuro sereno. Speriamo che i vicentini, come già avvenuto in febbraio, partecipino in massa per dimostrare che non siamo i soliti polentoni disposti a subire tutto. La manifestazione, per noi, significa anzitutto questo: Vicenza ai vicentini. Non agli Americani, non a Berlusconi, non a Prodi, non agli interessi economici.
    Lei è un’attivista del Presidio No Dal Molin. Ci spiega qual è oggi la situazione interna al movimento vicentino contrario alla base?
    Sottolineo che fra chi frequenta il Presidio ha votato o proviene dai più svariati partiti dell'arco costituzionale. Attualmente gli attivisti del Presidio Permanente sono consapevoli del tradimento di tutti i partiti e contestano indistintamente destra e sinistra, mentre i componenti del Coordinamento dei Comitati, strumentalizzati da (quando non organici a) partiti e sindacati, pensano sia ancora possibile mediare. Secondo me è giunto il momento di chiedere ai 170 parlamentari che, probabilmente per l’imminente campagna elettorale, si sono schierati con il No Dal Molin, che chiedano a Prodi di tornare sulla sua decisione. Anche causando la caduta del governo. Questa sarebbe coerenza, anche se non credo lo faranno: tengono troppo alla ricandidatura, fanno la faccia feroce ma poi scodinzolano dietro i loro padroni, i partiti. I signori parlamentari, finora, hanno prodotto solo chiacchiere.
    Quali sono le responsabilità del governo Prodi e prima del governo Berlusconi nella costruzione della base americana?
    Entrambi sono servi degli Americani, perché l’Italia è serva degli Usa. Hanno deciso senza sentire la comunità locale trattandoci come sudditi, e lo stesso dicasi dell'amministrazione comunale di centrodestra. E’ la dimostrazione che non esiste differenza fra destra e sinistra, che si sono pateticamente rimpallate le responsabilità proprio per nascondere questo fatto ormai acclarato: che sono uguali nel truffare la gente con la scusa degli opposti schieramenti. Dico di più: se le ultime elezioni fossero state vinte da Berlusconi e oggi ci fosse lui al governo, la sinistra unita avrebbe manifestato un giorno sì e un giorno pure facendo una facile opposizione, e il governo avrebbe, probabilmente, avrebbe annullato la decisione presa.
    Qual è la prospettiva nel breve-medio periodo per il movimento? E’concretamente possibile impedire l'insediamento Usa? E come?
    Credo sia ancora possibile bloccare i lavori: basterebbe che i 170 parlamentari obbligassero Prodi a modificare la decisione presa anche a rischio di chiudere anticipatamente la legislatura. In ogni caso noi cercheremo in tutti i modi di impedire questo scempio per la nostra città (patrimonio dell'Unesco): la Val di Susa insegna. L'attuale classe politica con la sua scellerata decisione ha scosso i vicentini: ma si erano viste tante persone di ogni età, ceto sociale e credo politico scendere in piazza, impegnarsi in prima persona e contestare per un ideale comune, creando una comunità di lotta. Attenzione politici inciuciati: la misura è colma.

    Fonte: www.movimentozero.org/mz

  5. #5
    SOCIALISMO O BARBARIE!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
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    15 dicembre: i contrari, i dubbiosi, i contraddetti. Attorno alla manifestazione si è scatenato il dibattito: dubbi e distinguo a destra come a sinistra
    La (mini)contromanifestazione
    Chi ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote del corteo in altro modo è stata invece Azione Sociale. Che ha provocatoriamente deciso di allestire un proprio gazebo il 15 dicembre: “Noi non abbiamo mai chiesto che venisse vietata la manifestazione, ma volevamo vedere se il diritto di manifestare valeva per tutti o solo per una parte politica”, spiega il leader provinciale del partito della Mussolini Alex Cioni.( clicca il link sottostante per leggere l'articolo a pagina 6 )




    MA NON STANNO CON BERLUSCONI?

  6. #6
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    L'Unità sabato 15 dicembre 2007 No Dal Molin, Vicenza dà un volto agli invisibili



    In testa, Dario Fo e maschere bianche. Vicenza si prepara al corteo che sabato concluderà la tre giorni di mobilitazione europea iniziata giovedì 13 dicembre. Attese ventimila persone, per riprendersi il palcoscenico della protesta dopo che «su Vicenza è calato il silenzio». Il comitato No Dal Molin accusano il Governo: «Ci considerano soltanto come una presenza collaterale». Per questo i volti dei manifestanti saranno dipinti di bianco, per «evidenziare l’invisibilità di Vicenza, svenduta e trattata come una merce dallo stesso Presidente della Repubblica».

    La polemica è storia recente. Mercoledì, in visita a Washington, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva dichiarato che riguardo all’ampliamento dell’aeroporto Dal Molin, da parte del governo italiano non c’era «nessun ripensamento». Apriti cielo. «Invece di volare negli Stati Uniti per fare la first lady di Bush – avevano prontamente risposto quelli del presidio – Napolitano farebbe bene a fare il Presidente della Repubblica italiana, recandosi a Vicenza e parlando con quei cittadini di cui dovrebbe essere il massimo rappresentante».

    In corteo, sabato, nessuna bandiera: i No Dal Molin non hanno «padreterni» e sono arrabbiati praticamente con tutti, anche con i partiti della sinistra che dicono di sostenere la loro causa ma ancora non hanno fatto arrivare in Parlamento la moratoria sull’inizio dei lavori di ampliamento della base americana. Il corteo, comunque, è aperto a tutti. Ad aprirlo ci sarà un palco itinerante, «un camion di otto metri – spiegano – dal quale interverranno i rappresentanti del movimento vicentino, ma anche le delegazioni in arrivo da tutta Europa e gli attivisti statunitensi che si battono contro la guerra».

    Ci sarà anche Lalla Trupia, la deputata vicentina di Sinistra Democratica che ha annunciato: sabato non sarò in Aula a votare la fiducia al governo. Vado a Vicenza e sto con i cittadini. E critica, riferendosi a D’Alema e Napolitano, «la scelta di prendere la parola sempre “fuori casa” in una materia così delicata come la politica estera, evitando accuratamente di coinvolgere le sedi istituzionali proprie, il governo e il parlamento, e tenendosi lontani sistematicamente da un confronto con le cittadine e i cittadini che ancora sono tenacemente contrari a questa scelta insensata».

    Dalla parte dei vicentini anche la vicepresidente della commissione Difesa alla Camera, Elettra Deiana: «Con la questione del Dal Molin – ha dichiarato la parlamentare del Prc – il Governo ha toccato il suo punto più basso per quanto riguarda il rispetto del programma e il rapporto democratico con gli elettori. La vicenda dell'ampliamento della base militare di Vicenza non può assolutamente considerarsi chiusa, nonostante il giudizio le del Presidente della Repubblica e le congratulazioni che la Segretaria di Stato americana Condoleeza Rice ha rivolto al Ministro degli Esteri D'Alema, il quale avrebbe fatto meglio a prendere le distanze».

    Partirà per il Veneto anche il capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena. E assicura che «tra i punti della verifica di gennaio – quella che vedrà confrontare sinistra e governo – uno di quelli più importanti sarà proprio la moratoria sul raddoppio della base, almeno sino a quando non si sarà svolta la conferenza sulle servitù militari che figurava nel programma dell'Unione».

    http://www.altravicenza.org/index.ph...d=587&Itemid=1

  7. #7
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    Quotidiani.net

    VICENZA, IL CORTEO

    sabato 15 dicembre 2007

    VICENZA, IL CORTEO

    I no-war alla base Dal Molin:
    "Siamo in 50mila per dire no"


    Sotto le bandiere 'No Dal Molin', le bandiere della pace, sfilano inoltre attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini







    Vicenza, 15 dicembre 2007 - Sono 50mila, secondo gli organizzatori le persone che da tutta Italia hanno risposto all'appello del presidio permanente No Dal Molin. Sono arrivati da Napoli, dalla Sicilia, dalla Toscana dal Piemonte e dalla Lombardia. I partiti sono in coda al corteo come era stato deciso. Pochi i volti noti, tra i deputati Lalla Trupia della Sinistra democratica che ha ribadito di voler stare "in mezzo alla sua gente", Franco Turigliatto, Francesco Caruso.

    Presenti anche i sindacalisti della Rete 28 aprile della Cgil. Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, "oggi il movimento contro la guerra ha segnato un'altra tappa importante nella battaglia contro la nuova base americana a Vicenza".

    DON GALLO: SIAMO TANTISSIMI
    "Oggi siamo in quarantamila qui a manifestare contro il Dal Molin". Ad annunciarlo è stato Don Gallo in testa al lungo e variopinto corteo che ha mosso i primi passi dal Piazzale della Stazione di Vicenza, promosso dai Comitati contro l'ampliamento della base militare statunitense all'aeroporto Dal Molin. Una crifra quella di quarantamila presenze - ma c'è chi parla di 50mila - che sembra sopravvalutata, secondo gli uomini delle forze dell'ordine, ed in attesa delle stime ufficiali della Questura.
    In testa al corteo lo storico striscione giallo con la scritta rossa e nera 'No Dal Molin' sostenuto per tutta la larghezza della carreggiata da un gruppo di donne con il viso coperto da una maschera bianca. Sotto le bandiere 'No Dal Molin', le bandiere della pace, sfilano inoltre attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini.

    I manifestanti ballano e suonano trombe e fischietti per rendere più rumorosa e allegra la loro contestazione, mentre sono in arrivo a Vicenza altri pulman e treni, in ritardo, con numerosi altri manifestanti. A sfilare, così come lo scorso 17 febbraio, alla grande manifestazione 'dei 50 milà, il premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame. Lo scrittore è molto critico «siamo nella situazione di vedere i nostri governanti che 'furbeggianò e che allo stesso tempo cancellano tutte le istanze di civiltà».

    Da parte sua, Franca Rame annuncia: "Io sono qui oggi perchè sia ben chiaro che sto per dare le dimissioni (dalla carica di senatrice ndr). Non voglio più avere niente a che fare con questo governo, con il quale non ho nulla da condividere".



    http://www.altravicenza.org/index.ph...d=586&Itemid=1

  8. #8
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    Reuters Italia

    sabato 15 dicembre 2007 Vicenza, corteo senza incidenti per dire no al Dal Molin


    sabato, 15 dicembre 2007 6.16





    VICENZA (Reuters) - Oltre 20.000 persone per la questura (più del triplo per gli organizzatori) hanno partecipato oggi al corteo di protesta contro l'ampliamento dell'aeroporto militare della base Usa Dal Molin..
    Il corteo è partito alle 14 dalla stazione ferroviaria di Vicenza e ha percorso le vie della città con in testa lo striscione "No al Dal Molin".
    A sfilare i militanti dei movimenti ma anche famiglie, gli striscioni di Emergency, dei Beati costruttori di Pace, dei No Tav, dei No Mose, dei No Expo Milano e degli amici di Beppe Grillo di Vicenza. Molti i manifestanti che indossavano una maschera bianca, a simboleggiare il fatto di sentirsi ignorati dalle autorità politiche.
    C'erano anche cartelloni contro il Presidente della Repubblica, che in una recente visita a Washington ha assicurato che l'ampliamento della base si farà.
    Tra le altre anche le bandiere di Rifondazione Comunista, striscioni dell'associazione Carlo Giuliani ed altri che chiedono il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
    "I dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza di queste manifestazioni. Questa piazza manda al governo un segnale che non può voltare la faccia dall'altra parte davanti alle richieste sacrosante di un territorio che viene trasformato in deposito di bombe atomiche", ha dichiarato il premio Nobel Dario Fo, anche lui in corteo. Me
    La moglie Franca Rame, senatrice del gruppo misto dopo essere stata eletta con l'Italia dei Valori, ha confermato che dopo la Finanziaria darà le dimissioni.
    "Poi starà al Senato accettarle, ma non posso più stare in una posizione così ambigua. E' importante che Prodi non cada, ma non posso neanche vendere l'anima al diavolo. Sono stanca e non posso essere allineata su posizioni così lontane dalla mia coscienza".
    Per Cinzia Bottene, portavoce del presidio permanente "No Dal Molin", sarebbero state superate le 70.000 persone.
    "In piazza c'è la città di Vicenza anche se (il presidente della Repubblica Giorgio) Napolitano ed esponenti governativi cercano di seppellirla, stendendo un velo di silenzio sulla città. Ci sono delegazioni dalla Repubblica Ceca , dalla Germania, dal Belgio, dalla Spagna, dagli Stati Uniti e dalla Polonia".



    http://www.altravicenza.org/index.ph...d=588&Itemid=1

  9. #9
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    Adnkronos: Vicenza, corteo 'No Dal Molin': ''Siamo 40mila''

    sabato 15 dicembre 2007




    In testa lo storico striscione giallo con la scritta rossa e nera



    Vicenza, corteo 'No Dal Molin': ''Siamo 40mila''

    Ma la Questura parla al massimo di 20-30mila presenze. Alla manifestazione, promossa dai Comitati contro l'ampliamento della base militare Usa, anche Dario Fo e Franca Rame. Berlusconi: ''La protesta non ha senso''. E Galan se la prende con il tg regionale: ''Un ampio servizio a disposizione di poche decine di vicentini nemici degli Stati Uniti''

    ascolta la notizia


    Vicenza, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - ''Oggi siamo in quarantamila qui a manifestare contro il Dal Molin''. Ad annunciarlo è stato don Gallo, il sacerdote genovese in testa al lungo e variopinto corteo che ha mosso i primi passi dal Piazzale della Stazione di Vicenza, promosso dai Comitati contro l'ampliamento della base militare statunitense all'aeroporto Dal Molin. Una cifra sopravvalutata secondo gli uomini della Questura che parlano al massimo di 20-30mila presenze.

    In testa al corteo, partito poco dopo le 14 e che si sta svolgendo in modo assolutamente pacifico, lo storico striscione giallo con la scritta rossa e nera 'No Dal Molin', sostenuto per tutta la larghezza della carreggiata da un gruppo di donne con il viso coperto da una maschera bianca, a sottolineare 'l'invisibilità della protesta'. Sotto le bandiere 'No Dal Molin' e le bandiere della pace sfilano attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini. Per la conclusione, nel tardo pomeriggio, è previsto un happening di musica dal vivo, interventi e una cena finale al tendone di Ponte Marchese.

    I manifestanti ballano e suonano trombe e fischietti per rendere più rumorosa e allegra la loro contestazione, mentre sono in arrivo a Vicenza altri pullman e treni, in ritardo, con numerosi altri manifestanti. A sfilare, così come lo scorso 17 febbraio, alla grande manifestazione 'dei 50mila', il premio Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame. Lo scrittore è molto critico. ''Siamo nella situazione di vedere i nostri governanti che 'furbeggiano' - dice - e che allo stesso tempo cancellano tutte le istanze di civiltà''.

    ''Una manifestazione come questa - sottolinea - dovrebbe fare impressione ai governanti, ma sono ciechi, sordi. Non sentono, non seguono, non vedono, non si rendono conto delle cose. Anche la gente della sinistra, i dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza che hanno queste manifestazioni, della costanza, della voglia assoluta di sentirsi cittadini di queste persone e non un insieme di gente che non conta niente''.

    Da parte sua, Franca Rame ribadisce le sue intenzioni: ''Io sono qui oggi perché sia ben chiaro che sto per dare le dimissioni (dalla carica di senatrice, ndr). Non voglio più avere niente a che fare con questo governo, con il quale non ho nulla da condividere''.

    "L'ampliamento della base americana sarà inserito fra i temi della verifica di gennaio del governo Prodi" ha dichiarato da Vicenza l'on. Lalla Trupia, deputata della Sinistra democratica. Mentre Legambiente, presente oggi alla manifestazione, ha ricordato i problemi di carattere ambientale e sociale che l'ampliamento della base comporta: problemi di sicurezza ancora irrisolti legati alla presenza di depositi N.B.C. (nucleare batteriologico chimico), l'incremento dell'inquinamento atmosferico e acustico (facilmente prevedibile in una zona ad alta attività aerea) e non ultimo il consumo del territorio. Il progetto, ricorda Legambiente, prevede la costruzione di 700.000m3 di cemento in una delle poche aree verdi della città.

    Silvio Berlusconi dice però che "la protesta della sinistra estrema sulla base di Vicenza non ha senso. Dobbiamo invece essere lieti di raddoppiare la base di Vicenza perché gli americani non portano un fucile in più ma portano solo benessere e lavoro. E' un fatto normale tra alleati".

    La manifestazione è stata anche l'occasione per una critica da parte del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, che se l'è presa con il tg regionale. ''Lo dico con affetto, visto che siamo in prossimità del Natale, ma oggi il telegiornale della Rai del Veneto non mi è sembrato un buon esempio di servizio pubblico - è il suo parere - C'è un rischio abbastanza serio di un diffondersi perverso della meningite in provincia di Treviso, che purtroppo ha già causato una morte dolorosissima, e cosa ti fa il nostro telegiornale? Apre l'edizione di sabato pomeriggio del 15 dicembre con la manifestazione dei cosiddetti No Dal Molin. Un ampio servizio a disposizione di quelle poche decine di vicentini nemici degli Stati Uniti e delle nostre storiche alleanze occidentali''.

    http://www.altravicenza.org/index.ph...d=585&Itemid=1

  10. #10
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