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    Predefinito Varese e gli affari di Toto' Ligresti

    Come ai tempi del vecchio psi milanese, nella Varese guidata dalla Lega sguazza l'affarista Ligresti...
    ----

    Vittorio Malagutti per “L’espresso”

    Si lavora fino a tarda sera, alla luce delle fotoelettriche. E al mattino presto di un sabato festivo, l'8 dicembre scorso, il cantiere è già in piena attività. Ruspe, camion, due gru e una pattuglia di operai arrampicati sulle impalcature. Il tempo stringe. Bisogna fare in fretta. A settembre del 2008 Varese diventerà la capitale mondiale del ciclismo. E il grande albergo commissionato da Salvatore Ligresti dev'essere pronto in tempo per la kermesse: sei giorni di gare per assegnare altrettanti titoli iridati.

    Per la città lombarda, culla del leghismo duro e puro, l'evento sportivo è diventato un'occasione d'oro per rifarsi il look a spese dello Stato. Tra nuove strade, parcheggi ed altri interventi più o meno legati ai campionati mondiali, da Roma arriveranno almeno 22 milioni di euro più altri 16 a carico dell'Anas, su 71 stanziati in totale. Agli immobiliaristi, invece, faceva gola il business dei nuovi alberghi.

    Addirittura sette, secondo i piani di partenza. Poi ridotti a cinque. Infine due soltanto. Uno è l'ampliamento di un piccolo hotel in riva al lago. L'altro, 220 camere, 4 piani, parcheggi e parco alberato, è quello targato Ligresti. Il comune di Varese, beneficiato da oltre 4 milioni di oneri di urbanizzazione, ha dato via libera. E infine ha detto sì anche Guido Bertoldo, il commissario straordinario, con potere di veto, delegato dal governo a sovrintendere alle opere dei mondiali.

    Risultato: sfruttando la corsia preferenziale prevista dalla legge per i grandi eventi sportivi, Ligresti è riuscito a scavalcare il piano regolatore cittadino conquistando per il suo albergo una delle aree verdi più pregiate della città. Un grande prato che confina con le scuderie del vicino ippodromo e sullo sfondo, a far da cornice, le cime delle Prealpi. Uno scempio, secondo Legambiente, che ha presentato un esposto al Tar del Lazio per bloccare i lavori. Protesta l'opposizione di centrosinistra nel consiglio comunale. E perfino il presidente della provincia di Varese, il leghista Marco Reguzzoni, si è smarcato dal suo partito dichiarando che "quell'area verde non andava toccata".

    Parole al vento. Il cantiere, partito a settembre, lavora a gran ritmo e Ligresti corre veloce verso l'obiettivo. Anche perché, a ben guardare, ha preso una rincorsa molto lunga: è sceso in pista addirittura nel 1998. A quell'epoca il costruttore di origini siciliane capitò a Varese per scontare una condanna penale. Nel senso che, in alternativa a due anni di carcere, scelse l'affidamento ai servizi sociali presso il Centro Gulliver, una comunità di recupero per tossicodipendenti fondata da un sacerdote varesino, don Michele Barban. Ebbene, sarà un caso, o forse no, ma la sede della casa di cura si trova proprio a fianco del prato dove adesso ruspe e gru sono al lavoro per costruire il grande albergo dei mondiali.

    È andata così. Mentre si occupa dei giovani emarginati, l'ospite vip trova il tempo anche per gli affari. Mette gli occhi su quel terreno verde e se lo compra. L'affare va in porto il 19 novembre 1999. Quel giorno la Octavia srl, una società della galassia Ligresti, acquista per poco più di un miliardo di lire l'area compresa tra le scuderie dell'ippodromo e il Centro Gulliver. A vendere è l'istituto Padre Beccaro, un ente religioso milanese. Tutto bene, se non fosse che l'affare faceva gola anche a don Barban, da tempo alla ricerca di nuovi spazi per la sua struttura.

    Non è chiaro se il sacerdote si aspettasse un aiuto dal grande costruttore, a cui aveva spalancato le porte della sua comunità. Sta di fatto che vince Ligresti, mentre la Eurojersey, una fondazione scesa in campo per conto del Centro Gulliver, alla fine ritira la sua offerta. Restava un problema. Il terreno passato di mano non era edificabile. Nella relazione allegata all'ultima variante di piano regolatore di Varese si legge che su quel "vasto ripiano erboso" dovrà essere realizzata "una vasta area a parco pubblico" garantendo "il rispetto della qualità paesaggistica del luogo".

    Che fare, allora? Niente, basta aspettare. Il varesotto è terra di grandi campioni del pedale, dal mitico Alfredo Binda fino a Ivan Basso, temporaneamente appiedato per problemi di doping. E così, mezzo secolo dopo la prima esperienza (anno 1951), l'amministrazione comunale a guida leghista torna ad accarezzare l'idea di organizzare un mondiale in casa. Nel settembre del 2005 la Federazione internazionale di ciclismo assegna le gare a Varese. "Così rilanceremo il turismo", proclamano i politici locali. Scommessa impegnativa. Intanto si è messa in moto la ruota degli affari. Tra tangenziali, rotatorie e parcheggi nuovi di zecca, diventa edificabile a tempo di record anche il "vasto ripiano erboso" vicino al Centro Gulliver.

    L'urgenza mondiale giustifica tutto e per Ligresti è arrivato il momento di passare all'incasso. Il suo albergo diventa indispensabile per la città e partono i lavori con l'obiettivo di rispettare la scadenza di settembre 2008. In caso di ritardi, da qui all'estate prossima, non sarà difficile trovare un accomodamento con l'amministrazione comunale. Senza contare che, in prospettiva, la torta dei profitti potrebbe anche lievitare. In palio, questa volta, c'è l'area delle scuderie, che si trova proprio a fianco del cantiere.

    In un futuro prossimo l'ippodromo potrebbe decidere di smantellare queste strutture. Ed è già pronto un progetto che prevede la costruzione di villette immerse nel verde al posto degli impianti d'allenamento per cavalli e fantini. Guido Borghi, maggiore azionista (con il 19,1 per cento del capitale) e presidente della società di gestione dell'ippodromo, non esclude lo smantellamento delle scuderie. "È una prospettiva che stiamo prendendo in considerazione", dichiara a 'L'espresso', senza sbilanciarsi sui tempi dell'operazione.

    Insomma, si vedrà. Intanto Ligresti, a quanto sembra, ha già fiutato l'affare. Si spiega forse così l'improvviso interesse del suo gruppo per un impianto ippico dai bilanci in rosso come quello di Varese. L'anno scorso il costruttore-finanziere ha aumentato dal 3 al 12 per cento circa la sua partecipazione nella società di gestione dell'ippodromo. E a vendergli le azioni è stato proprio Borghi, che ha così incassato personalmente oltre 600 mila euro. Ligresti raddoppia, quindi. Dopo l'albergo arriverebbero anche le villette nella zona delle scuderie. Don Barban, invece, il patron del Centro Gulliver, ha dovuto per il momento rinunciare ai suoi progetti di espansione. In compenso ogni anno la sua comunità riceve un contributo dalla compagnia di assicurazioni Fondiaria-Sai. Di Ligresti, ovviamente.

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  2. #2
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    Tutte cose scandalosamente vere che il Fronte Indipendentista ha più volte denunciato con volantinaggi, ma questa è solo la punta dell'iceberg.
    Comunque i PADRONI del vapore se ne fottono e l'arrivo di Don Salvatore è stato festeggiato senza ritegno (basti pensare al titolone agiografico e al commento sdraiato del direttore del TGR che sottolineava estasiato la collaborazione fraterna tra Ligresti e Lega).
    Naturalmente l'hotel non sarà finito per i mondiali, ma questo non importa, perchè lì il fine era tutt'altro che sportivo. Stessa solfa vale anche per il nuovo stadio (il cosiddetto Maroni Stadium) che ospiterà un megasupermercato, per le stazioni accorpate (spianata folle in centro e costruzione di grattacieli e centro commerciale), la truffa criminale del nuovo ospedale senza letti ma inclusivo di legionella, la diga inutile e devastatrice tra Varese e Malnate, gli sbancamenti sulla Malcolina, il taglio delle querce secolari del rione di Casbeno per fare il parcheggio del Presidente, la bretellina che taglia in due Varese, i mille maneggi del solito noto in riva al lago e le privatizzazioni alla Eltsin delle municipalizzate a partire da quella dei trasporti (AVT) oggi diventata Sila (il nuovo padrone da lì arriva) del tutto irregolare e da noi contestata. Altro che Calabria. Tanto per dare un'idea allego una lettera appena apparsa su VareseNews relativa alle corriere. Comunque è una vergogna assoluta. Conosco gente che è partita due anni fa con le pezze al culo e oggi è milionaria e per di più va in giro a fare i comizietti sulla Padania e su Roma Ladrona. Parafrasando un vecchio slogan si potrebbe dire: Ladri di Varese, non finisce mai!!!

    Allegato
    Le autolinee urbane a Varese sono un disservizio

    Egregio Direttore,

    quello delle autolinee urbane a Varese non è più un servizio ma un disservizio, meglio ancora: un disastro. La privatizzazione si è rivelata un beneficio solo per la Sila .

    Tanto per fare un esempio, oggi 14 dicembre a piazza XX Settembre l’autobus della linea E diretto ad Avigno è passato alle 12.35 anziché alle 12. Un’attesa di 35 minuti è davvero intollerabile, specie con le rigide temperature di questi giorni.

    Ma il salto delle corse è ormai una consuetudine e i cittadini sono sempre più esasperati. Da lamentare anche la scarsa pulizia dei mezzi. Inoltre molto spesso talune “macchinette” obliteratrici dei biglietti sono inefficienti, costringendo così i passeggeri a sgomitare per raggiungere quella che funziona ma che si trova all’altro capo dell’autobus. Per di più i grandi cartelli luminosi posti ad ogni fermata con l’indicazione degli arrivi sono stati spenti non si sa perché. E’ giunto il momento, come suggeriva una signora qualche mese addietro, di promuovere un comitato di protesta capace di convincere gli amministratori comunali a intervenire per porre rimedio a questa insostenibile situazione.

    Ah, hanno appena tagliato i fondi per gli anziani. I nostri soldi sono tutti solo per loro della banda bassotti.

  3. #3
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    se i padani incominciano a dar retta al comunista espresso di de benedetti siamo fritti , è finita
    sono certo che qualcuno non ci casca
    tr to guess chi
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  4. #4
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    Scoperchiare la cloaca varesina è un dovere politico.

  5. #5
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    L'italia è una repubblica fondata sulla speculazione immobiliare. Non c'è niente da fare, ha ragione Bertinotti a dire che il capitalismo italiano è impresentabile. Ed è impresentabile perchè vive di falsa imprenditoria, di ricchezze immobilizzate, di bolle speculative. Marx teorizzava così il capitalismo: denaro - merce - denaro. In italia lo schema diventa: denaro sporco - immobili - speculazione. Peccato che lo stesso presidente della Camera non abbia potuto sviluppare in pieno il concetto, visto che certi interessi fanno prudere le narici anche alle cooperative, quelle che il ministro Bersani ricorda sempre essere nate "per distribuire il pane e il latte".

  6. #6
    I sa smentés mai...
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    Predefinito Malagutti e l'Espresso ci "scpiegano" come funzia lo stato

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    Vittorio Malagutti per “L’espresso”

    ...

    Per la città lombarda, culla del leghismo duro e puro, l'evento sportivo è diventato un'occasione d'oro per rifarsi il look a spese dello Stato. Tra nuove strade, parcheggi ed altri interventi più o meno legati ai campionati mondiali, da Roma arriveranno almeno 22 milioni di euro più altri 16 a carico dell'Anas, su 71 stanziati in totale. Agli immobiliaristi, invece, faceva gola il business dei nuovi alberghi.
    ...
    Come no? I soldi dello schtato li crea dal niente roma e per gentile concessione li "regala al nord", addirittura ne "elargisce", per l'organizzazione di un evento sportivo internazionale, anche alla città culla della Lega!!!

    Ah se non ci fosse 'sto Malagutti a spiegare ai sinistri che lo leggono queste verità...

  7. #7
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    tutti questi lavori pubblici e privati con annesso giro di milioni di euro produrranno migliaia e migliaia di voti clientelari.
    Per ogni operaio assunto ci sono almeno 5 voti di familiari a disposizione.

  8. #8
    I sa smentés mai...
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    Questi sono i metodi che si usano dalle sue parti.
    Vomitevole, come sempre.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Glaser Visualizza Messaggio
    Come no? I soldi dello schtato li crea dal niente roma e per gentile concessione li "regala al nord", addirittura ne "elargisce", per l'organizzazione di un evento sportivo internazionale, anche alla città culla della Lega!!!

    Ah se non ci fosse 'sto Malagutti a spiegare ai sinistri che lo leggono queste verità...
    Senza offesa, ma si vede che di politica mastichi solo ciò ti viene elargito da qualche piazzista. Ed evito di dirti di che materia si tratta.

  10. #10
    I sa smentés mai...
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    Dev'essere la stessa materia che ti intasa il cervello e ti fa scrivere post come questo.

 

 
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