
Originariamente Scritto da
Sturmtruppen
Giuseppe "Giussy" Farina (
Gambellara,
25 luglio 1933) è un
imprenditore italiano noto soprattutto per essere stato presidente del
Lanerossi Vicenza e poi del
Milan.
Biografia [modifica]
Di origini contadine, si laureò in
giurisprudenza e riuscì ad affermarsi come imprenditore, arrivando alla presidenza del
Lanerossi Vicenza nel
1968, pur possedendo solamente il 2% delle azioni societarie.
Guidò il Vicenza per dodici anni, ottenendo salvezze miracolose come quella del
1973 con una vittoria in trasferta a
Bergamo all'ultima giornata e portando il Lanerossi ai vertici del calcio nazionale con il secondo posto del
1978. Nel
1975 divenne anche presidente del
Padova, incarico che conservò fino al
1979.
Molto abile nell'acquisto dei giocatori, seppe rivitalizzare campioni alla fine della carriera come
Angelo Benedicto Sormani o
Cinesinho, nonché ottenere giovani validi su cui puntare, un nome su tutti
Paolo Rossi.
Il suo declino a Vicenza è legato proprio al giocatore che era il suo pupillo: nel braccia di ferro con la
Juventus dell'estate
1978 si arrivò alle buste per risolvere la comproprietà e Farina scrisse la cifra di 2.612 milioni contro un'offerta piuttosto bassa della Juventus. Si trattava della più grossa valutazione per un calciatore all'epoca e gli oltre due miliardi e mezzo sborsati causarono un grave buco nelle casse di una società di provincia. Per finanziare l'acquisto Farina tentò la strada degli abbonamenti biennali anziché annuali alle partite del Lanerossi.
Paolo Rossi seguirà poi Farina anche nelle sue avventure come presidente del Milan. Negli anni precedenti un'altra busta a risoluzione di una comproprietà fu clamorosa, quella per
Paride Tumburus. Farina riuscì a stare sotto l'offerta del
Rovereto di appena 20 lire.
Farina fu costretto a lasciare la società al figlio Francesco nel gennaio
1980, con un "buco" di bilancio molto consistente, per poi ritentare l'avventura al
Milan nel
1982, acquistando da Colombo la società a poche settimane dalla retrocessione in serie B. Dopo la facile promozione dell'anno successivo (allenatore Castagner), la prima stagioone di serie A non fu fortunatissima (e registrò il fallimento dello "straniero" Blisset) e andò molto meglio nella seconda (altri due inglesi: la rivelazione Hatheley e Wilkins). Con l'arrivo di Niels Liedholm in panchina (e Agostino Di Batolomei) giunse anche la partecipazione alla Coppa Uefa, ma il suo periodo rossonero si chiuse senza molta fortuna nel
1986, quando la società fu presa in consegna da
Silvio Berlusconi ad un passo dal fallimento.
Nel
2006 ha tentato di costituire una cordata per il salvataggio dell'
Hellas Verona che però non ebbe seguito dopo che la società scaligera trovò un acquirente nel
conte Pietro Arvedi d'Emilei.
Curiosità [modifica]
- Nell'autobiografia del suo pupillo Paolo Rossi, Ho fatto piangere il Brasile, ammette che il troppo amore per quel giocatore l'ha portato a commettere il più grosso errore della sua carriera, tenerlo a Vicenza. Scherzosamente poi ribadisce che il secondo errore è stato riprenderlo al Milan, quando ormai era alla fine della carriera, pur sentendo il dovere morale di dargli ancora fiducia.
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