E' noto che il cdx tende a contrarla, mentre il csx ad espanderla
è proprio così!
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E' noto che il cdx tende a contrarla, mentre il csx ad espanderla
è proprio così!
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Due cose.
La prima, la più importante, è che il tema del debito pubblico non è attinente al 3D.
Lo sapete benissimo: spostare l’attenzione su un altro argomento, è una tecnica “abusata” proprio quando si hanno pochi (o per nulla) argomenti per contrastare nel merito.
Ho risposto a questa “divagazione”, semplicemente per segnalare che è un argomento di dibattito su cui non c’è (mai ci sarà) unanime consenso, come sarebbe apparso evidente se, andando oltre i numeri e le tabelle, ci si fosse impegnati nel leggere l’articolo citato.
“Non solo PIL” e “La verità sui PIL dell'Italia, la Gran Bretagna e l'Europa”, sostengono, da posizioni evidentemente diverse, la tesi introdotta nel post d’apertura: il PIL non è un elemento di paragone attendibile per confrontare le economie di nazioni diverse (anche se condividono la stessa moneta).
In particolare, l’articolo di Andrea Moro (Associate Professor di Economia a Vanderbilt University) sul confronto Italia - Gran Bretagna, si spinge addirittura ad affermare:
“<…> Questo dovrebbe far intendere perché sia ragionevole dire: se quello del pianerottolo di fronte guadagna il doppio di euro, allora è due volte più benestante di me. Fare lo stesso ragionamento per un milanese ed un signore che vive a Belluno è meno giustificabile, perché si confrontano probabilmente con prezzi differenti per i medesimi beni. Ancor più difficile è il confronto fra uno che vive a Milano ed uno che vive a Salerno, ed altamente improbabile quello fra i redditi nominali di uno che vive a Queens ed uno che vive a Buenos Aires. <…>”
Capito Gualerz?
In sostanza, le citazioni si mostravano semplicemente congeniali alla tesi proposta, non dovendo condividere, necessariamente, le posizioni da cui provenivano.
Di più, il fatto stesso che da punti di vista diversi, si giunga alla medesima conclusione, conferisce maggior valore al presupposto.
Ovviamente ci spiegherai come il passaggio alla definizione in inglese del PIL procapite (GDP per capita: Gross Domestic Product), sia pure in PPP (ossia la PPA: Parità dei Poteri d'Acquisto), muti la sostanza e l’attendibilità del dato.
Ci dirai anche come, con ciò, si possano considerare superate queste obiezioni:
“<…> SE, [cosa] che non succede mai, tutti i beni del paniere fossero commerciabili ed i loro prezzi, espressi nelle rispettive monete nazionali, riflettessero sempre ed esattamente, le variazioni del tasso di cambio nominale, ALLORA comparare i PIL dei due paesi al tasso di cambio nominale ed a quello PPP darebbe lo stesso risultato.]<…>” Andrea Moro
“<…> La condizione dei componenti di una comunità [il benessere] non è legata unicamente all'andamento del prodotto interno lordo, cioè del valore monetario totale delle merci e dei servizi prodotti in un dato lasso di tempo. <…>” Link
“<…> difficilmente il benessere di una nazione può essere dedotto dalla misura dei redditi nazionali <…>” Simon Kuznets (ideatore del Pil). Link
Pareri, gli ultimi due, che riflettono il presupposto di base alla tesi introdotta nel post iniziale, su cui noto che, tutti, avete “opportunamente” glissato.
Guarda che non ti conviene parlare della crescita del PIL sotto i governi Berlusconi. :crepapelle:
:gratgrat:
Non capisco dove tu voglia arrivare.. La prima è un'identità matematica, le altre due sono ovvietà... :gratgrat:
Rimane il fatto che il PIL e il PIL p/Capite (meglio in italiano?) sono degli indicatori che approssimano decisamente il grado di sviluppo economico di un paese e il REALE potere d'acquisto dei suoi abitanti. In un contesto come quello dell'Unione è molto utile. Un pò meno se si paragona la Cambogia con gli USA, ma allo stesso tempo permette di farsi un'idea precisa delle forze in campo.
inoltre, e lo ripeto, senza un PIL molto sostanzioso non si possono mantenere i servizi pubblici essenziali con la tassazione, e questo non è un dato da poco.
OVVIAMENTE e ripeto anche questo, il PIL non è una misura "magica" da venerare come una religione.
Dove voglio arrivare?
Credevo di essere stato chiaro sin dall'inizio e di averlo ribadito più volte nel corso della discussione. Evidentemente non abbastanza.
Il "nocciolo” della questione é:
Il PIL può essere considerato un indicatore attendibile sullo stato di salute di una Nazione?
Si può ragionevolmente misurare, in base ad esso, lo stato di benessere dei cittadini?
Secondo i pareri da me citati, certamente più accreditati del mio, la riposta é no in entrambi i casi.
Se a ciò si aggiunge che, sulla stessa base, il PIL non è attendibile nemmeno per confrontare le economie di paesi diversi … il quadro è completo.
L’ “approssimazione” (che tu stesso ammetti), di cui tra l’altro non è nemmeno possibile individuarne il livello, è, nello specifico, il difetto che lo rende, di fatto, inutilizzabile per trarre conclusioni o azzardare paragoni.
Più chiaro di così!
Il “<…> PIL p/Capite <…>” misurerebbe “<…> il REALE potere d’acquisto <…>” ?
A questa affermazione e senza neppure tener conto di quanto anzidetto circa l’attendibilità del dato, lascio rispondere Trilussa:
Sai ched'è la statistica? È na' cosa
che serve pe fà un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pè me la statistica curiosa
è dove c'entra la percentuale,
pè via che, lì, la media è sempre eguale
puro co' la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d'adesso
risurta che te tocca un pollo all'anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t'entra ne la statistica lo stesso
perch'è c'è un antro che ne magna due.
(Trilussa, La Statistica)