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  1. #1
    CON LA RESISTENZA!
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    "Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza. Il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata"
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    (In)Sovranità Nazionale:il caso di Vicenza...

    la notizia ormai non è nuova, ma la ripropongo, visto che proprio oggi a Vicenza si è tenuta una manifestazione europea contro l'ampliamento della base Nato.
    C'è chi non la vuole per impatto ambientale....


    Non non la vogliamo in nome della SOVRANITA' NAZIONALE


    Napolitano regala Vicenza agli invasori


    Venerdi 14 Dicembre 2007 – 113 – Fabrizio Di Ernesto


    Ormai non ci sono più speranze: Vicenza è persa per sempre regalata a chi, 60 e più anni fa, ha imposto, con la forza e le armi, la sua alleanza all’Italia occupandola militarmente.
    A far cadere l’ultimo velo d’ipocrisia su questa vicenda il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in visita negli Usa dal suo omologo statunitense George W. Bush, ha candidamente ammesso che per quanto riguarda la nuova base che gli yankee hanno deciso di edificare a Vicenza “la decisione è stata presa”.
    Non appena le parole dell’ex comunista, lo stesso che nel ’56 benedì i carriarmati sovietici che invadevano l’Ungheria, precedente questo tutt’altro che edificante, hanno passato l’Oceano giungendo in Italia il comitato permanente No Dal Molin ha giustamente puntato l’indice contro il successore di Ciampi.
    Il comitato che si oppone al nuovo presidio bellico dello Zio Sam ha subito tuonato: “Invece di volare negli Stati Uniti per fare la first lady di Bush Napolitano farebbe bene a fare il Presidente della Repubblica italiana, recandosi a Vicenza e parlando con quei cittadini di cui dovrebbe essere il massimo rappresentante”, anche se purtroppo in questa lotta contro l’invasore a stelle e strisce i vicentini sono stati lasciati soli dalle istituzioni con alcuni esponenti della sinistra radicale che a parole hanno promesso mari e monti ai manifestanti ma che poi si sono ben guardati dal far seguire i fatti.
    All’avvio della tre giorni europea contro le servitù militari, attualmente in svolgimento nella cittadina veneta, il comitato che si batte contro l’edificazione della base statunitense Ederle2 però non si limitata ad attaccare Napolitano ma si scaglia anche contro l’ex comunista Massimo D’Alema, lo stesso personaggio che quando fu capo del governo si vide affibbiare la triste nomea di martellatore di Belgrado per via della sua partecipazione, al fianco degli Usa, nella vile aggressione alla Serbia.
    “La vicenda Dal Molin - rilanciano i contestatori - non è affatto chiusa come vorrebbe lasciare intendere D’Alema, tanto che sabato 15 dicembre un nuovo grande corteo attraverserà le strade di Vicenza”.
    Annunciando il nuovo corteo, che grosso modo ricalca quello svoltosi nel febbraio scorso, gli organizzatori fanno sapere che questo partirà alle 14 dalla stazione dei treni e “dimostrerà che la popolazione vicentina non si è affatto arresa alle imposizioni calate dall’alto”.
    Tra i bersagli annunciati il già citato Massimo D’Alema, ministro degli Esteri un po’ troppo vicino alle posizioni di Washington, cui i No Dal Molin ribadiscono che la comunità locale impedirà in modo pacifico “ma determinato” l’inizio dei lavori di costruzione della nuova base Usa, e che di conseguenza spetterà a lui l’onere di spiegare cosa intende quando parla di questione risolta chiedendo provocatoriamente: “Ha forse deciso di passare sopra ai vicentini con le ruspe?”.
    Lo scontro tra vicentini ed istituzioni quindi si appresta ad entrare nel vivo. Inutile girarci intorno questa è una questione di civiltà: da una parte la pretesa statunitense di occupare sempre di più il BelPaese per poter portare avanti le loro guerre di conquista nei quattro angoli del mondo con più tranquillità, dall’altra il diritto dei vicentini e degli italiani di veder finalmente terminare, dopo più di mezzo secolo, una vera e propria occupazione manu militari.
    Per fare questo però c’è bisogno di una classe politica forte, indipendente ed attenta ai bisogni della collettiva, una classe politica che ormai in Italia è diventata un vero e proprio miraggio.


    www.rinascita.info

  2. #2
    Dio e Po***o
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    C’è bisogno di una classe politica forte, indipendente ed attenta ai bisogni della collettivita' !

  3. #3
    De Sade Passion
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    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    C’è bisogno di una classe politica forte, indipendente ed attenta ai bisogni della collettivita' !
    Stai dicendo in pratica che serve una rivoluzione.

  4. #4
    CON LA RESISTENZA!
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    VICENZA: IN 20-30 MILA IN CORTEO SECONDO LE STIME UFFICIALI


    CLIMA TRANQUILLO IN CITTA'



    Vicenza, 15 dic. (Adnkronos) - Quarantamila secondo gli organizzatori, 20-30 mila al massimo, secondo le stime della Questura. Guerra di cifre, come di consueto, anche per la manifestazione contro l'ampliamento della base Usa al dal Molin, in corso oggi pomeriggio a Vicenza. Il corteo partito poco dopo le 14, si sta svolgendo in un clima assolutamente pacifico e composto, sorvegliato dall'alto dall'elicottero della Polizia di Stato.

  5. #5
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    sabato 15 dicembre 2007 Vicenza, corteo senza incidenti per dire no al Dal Molin


    sabato, 15 dicembre 2007 6.16





    VICENZA (Reuters) - Oltre 20.000 persone per la questura (più del triplo per gli organizzatori) hanno partecipato oggi al corteo di protesta contro l'ampliamento dell'aeroporto militare della base Usa Dal Molin..
    Il corteo è partito alle 14 dalla stazione ferroviaria di Vicenza e ha percorso le vie della città con in testa lo striscione "No al Dal Molin".
    A sfilare i militanti dei movimenti ma anche famiglie, gli striscioni di Emergency, dei Beati costruttori di Pace, dei No Tav, dei No Mose, dei No Expo Milano e degli amici di Beppe Grillo di Vicenza. Molti i manifestanti che indossavano una maschera bianca, a simboleggiare il fatto di sentirsi ignorati dalle autorità politiche.
    C'erano anche cartelloni contro il Presidente della Repubblica, che in una recente visita a Washington ha assicurato che l'ampliamento della base si farà.
    Tra le altre anche le bandiere di Rifondazione Comunista, striscioni dell'associazione Carlo Giuliani ed altri che chiedono il ritiro delle truppe dall'Afghanistan.
    "I dirigenti della sinistra non si rendono conto dell'importanza di queste manifestazioni. Questa piazza manda al governo un segnale che non può voltare la faccia dall'altra parte davanti alle richieste sacrosante di un territorio che viene trasformato in deposito di bombe atomiche", ha dichiarato il premio Nobel Dario Fo, anche lui in corteo. Me
    La moglie Franca Rame, senatrice del gruppo misto dopo essere stata eletta con l'Italia dei Valori, ha confermato che dopo la Finanziaria darà le dimissioni.
    "Poi starà al Senato accettarle, ma non posso più stare in una posizione così ambigua. E' importante che Prodi non cada, ma non posso neanche vendere l'anima al diavolo. Sono stanca e non posso essere allineata su posizioni così lontane dalla mia coscienza".
    Per Cinzia Bottene, portavoce del presidio permanente "No Dal Molin", sarebbero state superate le 70.000 persone.
    "In piazza c'è la città di Vicenza anche se (il presidente della Repubblica Giorgio) Napolitano ed esponenti governativi cercano di seppellirla, stendendo un velo di silenzio sulla città. Ci sono delegazioni dalla Repubblica Ceca , dalla Germania, dal Belgio, dalla Spagna, dagli Stati Uniti e dalla Polonia".



    http://www.altravicenza.org/index.ph...d=588&Itemid=1

  6. #6
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  7. #7
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    Gli interventi conclusivi della giornata Olol Jackson [ audio ]


    Marina Maltauro [ audio ]


    Gli interventi dal palco

    Cinzia Bottene [ audio ]
    Dario Fò [ audio ]
    Don Gallo [ audio ]


    Cronaca audio


    L’arrivo in Campo Marzio e l’intervento di Don Gallo. [ audio ]

    Un’intervista a Jacob, Comitato No basi della Repubblica Ceca. [ audio ]


    Un filo diretto fra la manifestazione di Genova del 17 novembre e Vicenza.


    Un commento anche sulla sentenza di ieri con Domenico Chionetti, CS Terra di nessuno. [ audio ]


    Un po’ di voci dal corteo. [ audio ]


    Intervento di Don Gallo dal palco itinerante. [ audio ]


    Intervista al fotografo Tano D’Amico. [ audio ]


    La corrispondenza alle ore 14.30 poco dopo la partenza del corteo. [ audio ]

  8. #8
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    Vicenza: "siamo 50.000" ma il tg3 non lo mette neanche nei titoli del tg


    Persino quotidiano-net, che raccoglie le notizie di Nazione e Carlino, riporta la stima di 50.000 manifestanti per Vicenza

    http://qn.quotidiano.net/2007/12/15/...se_molin.shtml

    per il tg3, uso ad obbedir tacendo al governo Prodi, la manifestazione non entra nei titoli del telegiornale. Si sa che Napolitano ha già detto a Bush davanti al caminetto che la base di Vicenza si farà e non si vede quindi come questa immissione 50 mila persone reali debba essere rappresentata su qualche tg. E' la linea della naturalizzazione degli interventi: l'Italia appoggia la rischiosa secessione del Kosovo ma non se ne discute. La base si fa e quindi si fanno sparire i manifestanti. E la sinistra di governo vive sempre più come reali i propri stati di allucinazione. (red)

    http://www.senzasoste.it/ultime/vice...l-telegio.html

  9. #9
    alfredoibba
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    Fuori gli invasori!

  10. #10
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    Predefinito Dal Campo Antimperialista!

    «Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
    Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri»

    Giorgio Gaber



    Se c’è un appuntamento al quale gli antimperialisti non possono mancare, questa è la manifestazione di Vicenza.
    Saremo in mezzo agli altri perché condividiamo i motivi della loro opposizione alla nuova base.
    Saremo con gli altri perché dietro ad un No si celano infiniti SI.

    «Cosa volete che sia concedere agli americani un altro pezzo di terra italiana per costruirci sopra una base militare strategica?
    Ce ne hanno già tante che una un più non fa testo. E poi, mica possiamo far cadere il governo Prodi per Vicenza!».
    Così ragiona la sinistra «radicale», radicale oramai solo nell’abbracciare un turpe realismo politico che fa scempio degli ideali e delle aspettative di tanti cittadini che invano hanno sperato che l’esonero di Berlusconi annunciasse una svolta reale, nella politica estera e in quella interna.
    Il governo Prodi non poteva dimostrare in maniera più secca che si tratta di due facce della stessa medaglia: se nella politica estera ubbidisci agli americani, in quella interna non puoi che assecondare gli interessi di una borghesia che da sempre considera gli Stati Uniti la propria patria elettiva.
    Qui non si tratta di una base, si tratta della base... della base di ogni discorso politico, di ogni visione sul futuro dell’Italia, dell’Europa e del mondo.
    Vicenza tira anzi in ballo due opposte visioni del mondo.

    Da una parte chi ritiene irreversibile la collocazione del nostro paese a fianco degli americani, e quindi intruppata come forza di complemento nella Guerra Infinita.
    Dall’altra tutti quelli che a vario titolo e con le idee più diverse, ritengono che l’Italia possa e debba cessare di essere una nazione a sovranità limitata, una gigantesca servitù militare. Di quelli che sostengono che come l’occupazione tedesca finì nel 1945, anche a quella americana che la rimpiazzò andrà posto termine.

    Di questo campo noi facciamo parte, ma non siamo neutralisti o, come si diceva ai tempi della Guerra Fredda, terzocampisti.
    Fino a prova contraria, la Guerra Infinita made in USA non si svolge contro un altro paese o blocco imperialista. Se lo scontro fosse tra due briganti che si azzuffano per saccheggiare i paesi più poveri, per spartirsi il bottino; se cioè la guerra in corso fosse una guerra tra blocchi imperialisti, il terzocampismo, «né con questo né con quello», sarebbe una posizione legittima.

    Ma le cose non stanno così.
    Le cose stanno che la Guerra infinita si svolge contro popoli e paesi i quali, per dirla in breve, hanno governi che contrariamente a Prodi hanno il coraggio e la fermezza di opporsi all’Impero americano e alle sue pretese egemoniche ed espansionistiche.
    Vi è tra noi, lo sappiamo, chi non ama certi governi, chi non si schiera con certe nazioni per via del fatto che non sono sufficientemente democratici e liberali. Neanche noi amiamo il dispotismo, in nessuna maniera esso si manifesti. Ma la democrazia e la libertà dei singoli non possono esservi in nazioni schiavizzate. Lo dimostra il fatto che tutti i paesi di prima linea schierati con Bush soffocano sotto il tallone di feroci dittature.
    La libertà i popoli se la conquistano con la lotta, la libertà non sarà mai vera ove venisse conferita da un tiranno. Un popolo può considerarsi libero solo se consente agli altri il diritto di scegliersi il futuro che preferisce. Se non può esserci democrazia senza sovranità popolare, un popolo è sovrano solo quando è padrone a casa propria.

    C’è di più. La Guerra Infinita si accanisce anzitutto, bollandoli come «terroristi» contro tutti quei movimenti popolari che alla capitolazione all’Impero hanno scelto la via della Resistenza. Ebbene, le Resistenze palestinese, libanese o irachena, per quanto possano essere riprovevoli i metodi che esse sono costrette ad usare data la spaventosa disparità di mezzi rispetto ai nemici che combattono, sono cento volte più gravide di liberà e democrazia dei regimi imperialisti occidentali i quali possono permettersi questo lusso solo in quanto essi sono paesi dominanti —e lo sono solo grazie alla schiacciante superiorità militare con la quale minacciano e poi annientano ogni popolo che osi respingere il loro strapotere.

    Sotto il cielo di Vicenza non ci sarà dunque solo l’Italia che si ribella alla nuova base militare americana, base che è solo l’aspetto più eclatante di un’occupazione proteiforme che è politica, economica, culturale e ideologica. Sotto il cielo di Vicenza vorremmo giungesse la voce di tutti quei nuovi partigiani che nel mondo resistono e combattono, con modestissimi mezzi ma con grande forza morale, contro le truppe imperiali e i loro ascari (anche italiani). Dalla loro lotta, tutti lo sapete, dipende il nostro futuro, non certo da questa o quella «verifica», da questa o quella manovretta parlamentare.
    Il cielo di Vicenza confina con quello di Gaza, di Beirut, di Baghdad, di Caracas. Voi tutti lo sapete.
    Il vento della rivolta contro l’Impero americano soffia ancora da Sud verso Nord, nessuno potrà fermarlo

    dec 09, 2007

    www.antimperialista.org

 

 
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