Diario di Bordo
Voce di popolo racconta che nell'anno del Signore un cristiano, padre di famiglia nel tentativo di difendere il diritto al lavoro per il sostentamento della sua famiglia, fu costretto a sguainare la sua spada, la stessa che gli fu donata da suo Padre, valoroso guerriero di un'epoca ormai passata, dove gli uomini imbardati di coraggio e tenacia doveano combattere per la sopravvivenza, il cristiano apprese dal Padre, la dignità d'essere uomo, la fierezza d'essere libero dalle catene della schiavitù, da qualsiasi parte essa proveniva e con sani principi pronto a donare la propria vita per difendere i diritti delle sue genti affrontò un'ardua battaglia... ecco i resoconti:
07 Dicembre 2007 inizia oggi al grido di Verità e coerenza la richiesta al guardiano della nostra casa, la Lega Nord, di mantenere la parola data al popolo leghista come egli stesso cita nelle pagine del libro “Il mio progetto” Discorsi su Federalismo e Padania, pagina 74
Credo, semmai, che per me sia arrivato il momento di ritornare sul territorio, dove intendo cacciare dalla Lega chiunque pensi di rinunciare al nostro patrimonio ideale del quale io, con il vostro consenso, sono custode e responsabile nei vostri confronti.”
Nelle sue stesse parole e per sua ammissione, espressamente “patrimonio ideale” e non patrimonio materiale, quindi chiunque metta a rischio il patrimonio ideale tradendo di fatto la fede leghista deve comportarsi come Pollicino e lasciare per strada briciole di pane come traccia per riconoscere la via degli ideali leghisti o riconoscere la strada per abbandonare la casa del popolo leghista senza mettere a repentaglio il patrimonio ideale, questa gente e parlo di coloro che remano contro gli ideali leghisti, fanno fatica a mollare la cadrega del potere aleatorio fin tanto che sono i leghisti a regalare l’illusione finché permane la fede e la fiducia, ma quando questa viene a mancare, quando è necessaria trasparenza, Verità e coerenza nei fatti allora è tempo di rispolverare nella memoria quali sono questi ideali , sono convinto che nel nostro segretario Umberto Bossi, questi sentimenti sono scolpiti nella roccia del cuore impavido quale egli è, ma è proprio per questo che chiedo al mio segretario di portare ordine nella casa del popolo leghista, solo i fendenti della tua spada, nell’amore e in nome di questi ideali l’impavido guerriero potrà ridestare l’anima del perduto soldato dall’oblio del potere Romano centrico.
Alle ore 100 circa mi sono recato presso la casa del popolo Federale, dopo i miei trascorsi due anni di modesto lavoro presso la nostra casa, oggi mi sono ritrovato costretto a presidiare presso di essa con un umile banchetto e le mie imperiose bandiere, inno alla Padania, con modesti strumenti ove comunicare quale disagio ha provocato questo stato di cose, ma prima liberiamo il campo da malintesi e strumentalizzazioni, sono un dipendente del quotidiano “La Padania”, assunto in data 26 Novembre 2005 come categorie protette, tradotto: “Invalidità al 75%” , sono di origini meridionali nato a Milano il 22 Gennaio 1965. Tra il 1990 - 1991 ho donato la mia totale fiducia al movimento e mi sono impossessato degli ideali di Federalismo per contribuire nel mio piccolo alla battaglia ove ottenere Libertà per un popolo oppresso dal potere romano centrico imperialista, scusate i miei enfatizzati sentimenti e perdonate la mia presunzione, ma questi sentimenti nascono sulla base di speranza per una Verità e coerenza nei confronti di un futuro migliore per i miei figli, per i figli del nostro popolo. Come scrivevo pocanzi.. gli strumenti da me utilizzati per comunicare il mio disagio sono semplici volantini nella quale esprimo concetti già espressi nel trascorso ultimo anno anche all’interno della Padania stessa, lo stato di crisi della Padania in quanto organo ufficiale della Lega Nord, nascono da scelte politico redazionali che per errori voluti o no, questo speriamo che si possa riscontrare con la dovuta trasparenza delle cose, ma comunque errori catastrofici per un nostro mezzo di comunicazione politica quale è “La Padania” per quello stesso patrimonio di ideali, di cui è nostro dovere proteggere e cullare. Insediatomi al presidio e dopo essere stato controllato dalle forze dell’ordine per certificare un mio ordinario diritto di manifestare il disagio della cassa integrazione e per denunciare, pregando il nostro segretario di porre rimedio a questo stato di crisi che attanaglia non solo lavoratori Padani, ma gravemente lacera la fede e la fiducia di un popolo che si pone domande a cui è necessario dare risposte precise e soddisfacenti, Chi sono coloro in dovere di rispondere per lo stato di crisi della Padania?
Riconosco da una parte le responsabilità ad un governo Prodiano, che senza indugi attacca sul fianco attraverso la riforma sull’editoria cercando di mettere in grave difficoltà movimenti politici come la Lega Nord, ma credo che qualcuno per diciamo, incompetenza? Lassismo? Collaborazionismo? Ma col beneficio del dubbio diciamo solo distrazione, dall’interno della casa del popolo, a messo in bella mostra proprio quel fianco indebolito dandolo in pasto al nemico del popolo del Nord, chi ha queste responsabilità non può scaricarle su chi non ha colpe alcuna, sarebbe come sparare su donne vecchi e bambini e questo è inaccettabile, coloro che come me credono nell’onorabilità di una si dura e impietosa battaglia, ma pur sempre basata sull’onore e sul rispetto reciproco di uomini Liberi e civili ispirati dall’amore Cristiano, non può prescindere da questi fondamentali principi altrimenti è il caos, l’anarchia dei potenti contro i deboli e gli inermi.
Quindi raccogliendo le necessarie energie, mi sono ritrovato nel giorno di festa del nostro patrono, Sant’Ambrogio, a manifestare questo mio disagio e nell’attesa di porgere i miei volantini da me medesimo ciclostilati (in proprio e non senza difficoltà) a coloro che poco desiderosi di avvicinarsi al banchetto riuscivo sia ad avere la loro solidarietà come devo ammettere è avvenuto, sia ad attrarre con le dovute spiegazioni l’attenzione al problema.
Nel momento in cui i miei occhi attraversano lo sguardo della mia segretaria Rosi Mauro, noto che con una certa disinvoltura, essa tende ad scivolare via col suo affascinante sguardo, ma certamente col beneficio del dubbio anche qui, mi sono detto che nonostante sia la mia segretaria del mio sindacato il SIN.PA, molto probabilmente non mi ha riconosciuto, già, essendo io, dimagrito molto, mi sono detto, non mi ha certamente veduto
Vuoi che se mi avesse riconosciuto, non sarebbe quanto meno volato un piccolo saluto, del tipo: “ciao Dragotta…”? magari un salutino con la mano
No.. non ci posso neanche pensare, anche se al momento che è ripassata per andare via è accaduta la stessa cosa.
Devo dire che come primo giorno Sant’Ambrogio, mi ha donato la tenacia necessaria per rafforzare la mia volontà ad affrontare anche questa fatica che proseguirà ad oltranza e sulla base delle mie disponibilità di tempo e di dispendio per vettovaglie e altre necessità.
Questo mio diario di bordo, sarà riempito con fatti essenziali e a volte non propriamente cronologiche.

7 Dicembre 2007 by John Skid