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  1. #1
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    Predefinito Calciopoli è stata tutta una montatura

    Berlusconi: «Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto»


    MILANO - Una tesi paradossale. «L'avete capito o no che è stata tutta una montatura?». Lo ha detto il leader di Forza Italia e presidente del Milan Silvio Berlusconi replicando alla domanda se fosse contento per la vittoria mondiale del Milan, dopo tutto ciò che era accaduto, come, per esempio, Calciopoli. «L'avete capito o no - ha affermato Berlusconi - che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto».



    http://www.corriere.it/sport/07_dice...ba99c53b.shtml

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  2. #2
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    troppo champagne secondo me...
    è iniziata la settimana del derby e si vede, è lunedì e siamo già in pieno clima derby!

  3. #3
    Fu fgc.adelfia
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    perchè non avete sentito le dichiarazioni di Moggi...
    Leggete qua...

    "Pregavo Padre Pio per non avere rigori"
    Moggi torna a parlare:
    "Sono innocente e un mancato sacerdote"

    "Ho pregato Padre Pio perché gli arbitri non dessero rigori inesistenti alla Juventus" l'ex direttore generale bianconero, Luciano Moggi, il principale protagonista (in negativo) dello scandalo che ha sconvolto il calcio italiano la scorsa estate, non finisce di stupire e in un'intervista rilasciata a "Petrus", quotidiano cattolico on-line, dice ancora una volta la sua: "Sono finito in un polverone, una tempesta più grande di me, vivo un incubo - continua Moggi in riferimento all'apertura del processo a Napoli -. Posso assicurare che sono innocente e che riuscirò a provare che l'impalcatura accusatoria è debole. Vede, non perdo la speranza: grazie a Dio, e ai miei genitori, ho ricevuto un'educazione religiosa e credo nella giustizia ".

    "Il sistema Moggi? Falso. Padre Pio ha sempre esercitato su di me un grande fascino spirituale. Così, commettere ingiustizie sarebbe stato per me un'offesa non solo a Dio ma anche a lui" Moggi è anche un mancato sacerdote , visto che era entrato anche in seminario. "Lo ammetto. Entrai in giovane età nel seminario di Siena, ma me ne andai subito perché capii che non avevo una vera vocazione. Fu una chiamata, ma la vita sacerdotale non era fatta per me. Pero', ecco, la religione mi è rimasta nel cuore e il mio sentimento religioso è forte e saldo come allora, tanto che da uomo di sport credo che oggi la Chiesa sia un'istituzione salda sulla quale il calcio debba poter puntare e contare ".


    !!! CHE RIDERE !!!

  4. #4
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    quell'uomo è ridicolo.
    oltre a essere senza pudore.
    intanto oggi ho letto sul mediavideo che moggi si sente spesso con secco telefonicamente per dargli consigli...

  5. #5
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    quell'uomo è ridicolo.
    oltre a essere senza pudore.
    intanto oggi ho letto sul mediavideo che moggi si sente spesso con secco telefonicamente per dargli consigli...
    Le nuove carte depositate dai magistrati all'udienza preliminare su Calciopoli
    Intercettata anche una telefonata al presidente della D: "Hanno salvato Carraro"


    Ecco come lo squalificato Moggi
    continuava a guidare il calcio


    di ANGELO CAROTENUTO

    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...ettazioni.html

    NAPOLI - Parla con Bettega. Con Foschi. Con Cairo. La sua Juve, il Palermo, il Torino. Parla di come mettere in campo Muzzi ("alla Altafini") e del figlio di Gheddafi. Luciano Moggi continua a parlare delle cose di sempre con il suo mondo di sempre, e quel mondo non si sottrae. Calciopoli bis parte da qui, 409 pagine di carte inedite, intercettazioni telefoniche e interrogatori, depositate sabato scorso durante l'udienza preliminare davanti al gup De Gregorio.

    I rapporti con la Federcalcio. Gli arbitri e la Nuorese. Un capitolo tutto dedicato agli scontrini che attestano acquisto di argenteria. Uno per il passaggio di proprietà del Siena. Uno per i rapporti col Livorno. Il Moggi di sempre. Con Bettega, per esempio. Lascerà la Juve a giugno del 2007, ma fino a pochi mesi prima è ancora al telefono a discutere di calcio e affari con il suo ex dg ormai squalificato. Un tassello che si aggiunge ai contatti con Alessio Secco, al quale Moggi suggerisce di prendere le difese di Deschamps, l'allenatore contestato nonostante la promozione in serie A.

    E quando parla della Juve, dice ancora: noi. Non solo. C'è un disinvolto scambio di opinioni con il presidente della serie D, Punghellini, sul conto di chi scrisse le sentenze. C'è un riferimento, in questa telefonata, a Gianni Letta, che si sarebbe adoperato per aiutare Franco Carraro.

    "C'è carraro dietro calciopoli".
    Moggi riceve a dicembre 2006 un sms da Punghellini: "Caro Luciano io sono rimasto solo a combattere ma non mi arrendo come non dimentico degli amici avrei bisogno di un tuo recapito per mandarti un augurio e un pensiero". I due si sentono il giorno dopo il Natale 2006. Punghellini: "Han fatto delle porcherie allucinanti".
    Moggi: "Soprattutto con me".
    P.: "Ti ricordi quella volta che ci eravamo visti a Torino, io te lo avevo preannunciato (...) e dietro questa roba qui guarda che c'è Carraro".
    M.: "Ma c'è rimasto incastrato pure lui, eh".
    P.: "Però ne han fatte di cotte e di crude per tirarlo fuori. Anche adesso".
    M.: "Eh ma che vuoi, con Petrucci non ci sono dubbi sulla cosa".
    P.: "Adesso cercano, in accordo con Petrucci, in accordo con Tavecchio per esempio di zittire me, capisci".
    M.: "È incredibile guarda. Ma io che ci fosse di mezzo Carraro non avevo mai avuto dubbi, infatti vedi s'è fatto togliere la squalifica".
    P.: "Sì sì".
    M.: "Da Sandulli (...) È un allievo. È un allievo suo".
    P.: "È tutto lui. Fatto in combutta con tutta una serie di personaggi... poi ti raccomando Gallavotti".
    M.: "È il servo di Carraro".
    P.: "Mi hanno chiamato a Napoli anche a me perché in alcune intercettazioni c'ero di mezzo io. Però io la verità gliel'ho detta, eh. Perché loro volevamo sapere se tu avevi fatto pressioni su di me. No, su di me le pressioni le ha fatte una persona sola. Carraro (...) L'han fatta ad arte (...) Poi sai ci sono i servizi di qualche braccio armato, perché poi anche Tavecchio ci ha messo del suo (...) È abituato a giocare su tre tavoli. Addirittura gli ha telefonato Gianni Letta, hai capito. Per salvare Carraro naturalmente".
    M.: "A chi hanno telefonato a Catalano?".
    P.: "A Catalano e a Tavecchio. Capito!".
    M.: "Pensa te".
    P.: "Poi adesso ti raccomando il presidente dell'arbitrato del Coni. Sai anche questo è un amico di Tavecchio. Sono andati fuori a cena tremila volte (...) Io adesso sto monitorando un po' tutta la situazione".

    L'immobile di Abete. Dalle intercettazioni dei carabinieri emerge anche un affare che Nello De Nicola (collaboratore di Moggi) e Moggi stavano conducendo insieme con il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. Scrivono i carabinieri nella loro relazione: "Assume particolare interesse la vicenda dell'acquisto di alcuni immobili siti in via del Tintoretto di Roma di proprietà della Cassa di Risparmio di previdenza per il personale del Monte dei Paschi di Siena che De Nicola ha curato per suo conto e per Moggi (...). Nell'ambito di tale compravendita si inseriscono alcuni contatti intercorsi tra De Nicola e Giancarlo Abete".
    "Gli ho mandato un fax (ad Abete, ndr) - dice Claudio, il figlio di De Nicola, al padre - e gliene ho messo pure un altro di appartamento in alternativa... Che mi ha detto il portiere che sta libero". Nello: "Eh". Claudio: "180 metri quadrati che sta sfitto pure quello".

    Le telefonate con Alessio Secco. È Moggi a chiamare. Alle 19 e 38 del 10 aprile.
    Moggi: "Stà a sentire... adesso tè devi fà 'na cosa".
    Secco: "Sì".
    M.: "Devi dire che sembrano assurde tutte le critiche rivolte a Deschamps. Siamo primi in classifica e abbiamo avuto diecimila infortuni".
    S.: "Certo".
    M.: "L'allenatore ha fatto bene. L'allenatore resta con noi. L'allenatore praticamente ha la fiducia dei giocatori. Fallo... Fallo questo perché...".
    S.: "Certo".
    Moggi: "Vogliono crearci dei problemi".
    S.: "Ok. Ok. Va bene".
    M.: "Mi fai questo qui che è la cosa più importante".
    S.: "Va bene. Va bene".

    Le telefonate con Roberto Bettega. Il 23 febbraio 2007, Bettega chiama alle 9 e 19 del mattino: "Vedo alla fine dell'anno cosa devo fare. Però ti devo raccontare una cosa strana. Ho parlato con D'Onofrio e ha accennato alla trattativa che c'era fra... e questo... canadese per la questione del Marsiglia... ah, quello sarebbe un bel posto dove andare, dico... due giorni fa mi chiama invece l'amico libico... dice io gli ho detto che non c'è nessuno meglio di Moggi e Bettega... e mi ha telefonato ieri, un incontro a cena martedì sera alle sette a casa sua a Portofino".
    Moggi: "Lo facciamo... Ci andiamo assieme ao'...".
    Bettega: "Allora io gli do la conferma".
    Moggi: "Dagli la conferma".
    Il 26 febbraio parlano di Gheddafi junior.
    Moggi: "Pronto. Che è successo, ao'?".
    Bettega: "È successo che ha mandato... ingegnere dicendo siamo in ritiro con la squadra, bisogna riposizionarlo e ci sentiamo".
    Moggi: "Ma chi è questo qui? È italiano questo?".
    Bettega: "Nooo. È Sadi".
    Moggi: "Ah. Sadi". Bettega: "Adesso si allena con la Samp".
    Moggi: "Oh, vediamoci domani sera a cena a casa mia, si fa du chiacchiere dai".

    Le telefonate con Urbano Cairo.

    Moggi: "Urbano tu devi piantarla. Vuoi dà retta a me, guarda devi piantarla di dar retta a centomila persone".
    Cairo: "Io non do retta a nessuno".
    Moggi: "Io il calcio lo conosco com'è fatto. Quando ti metti intorno gente come Antonelli... spostali. Comunque io te l'ho detto. Ti ho detto giovedì ci vediamo".

    Le telefonate con Camillo De Nicola.
    Una delle difficoltà riscontrata dagli inquirenti è dovuta al fatto che Moggi e soci hanno la netta consapevolezza di essere intercettati. La conferma nella chiamata del 30 ottobre 2006. Camillo De Nicola e Luciano Moggi parlano. De Nicola si lamenta dell'arbitraggio di Siena-Ascoli. Arbitro Palanca.
    De Nicola: "...Quel pezzo di merda, testa di cazzo di Palanca".
    Moggi: "Lui l'ha fatta grossa lì... La prima ammonizione... ".
    De Nicola: "È un bel pezzo di merda, Lucià. Nei primi trenta minuti mi ha ammonito 5 giocatori".
    Moggi: "Nello, gli arbitri per cortesia non ne parliamo, guarda...".
    De Nicola: "Stiamo a fare un commento io e te Lucià. Ma che cazzo, mo... no ma che c'entra... Comunque poi ne parliamo a voce".

    La telefonata con Rino Foschi.
    Il 2 marzo del 2007 Foschi, ds del Palermo, chiama Moggi.
    Foschi: "Aspetto ancora una settimana per vedere certe cose...e controllo... e dirò anche... il calcio lo avete chiamato Moggiopoli...ma Moggi ha solo avuto l'accuratezza di essere un dirigente colto e di difendersi come sto facendo in questo momento io per il quarto posto... quello che ha fatto Moggi gli è costata una carriera e invece a me la carriera non mi costa... perché io vado fuori... però li sputtano... faccio nomi e cognomi di quei 5 personaggi".
    Moggi: "Caro... Caro Rino".
    Foschi: "Lo faccio. Luciano, lo faccio (...) Galliani è la vera... la vera mela marcia del calcio italiano".
    Moggi: "Eh va be', oh".
    Foschi: "È lui. Petrucci. Agnolin".
    Moggi: "Carraro".

    (18 dicembre 2007)

  6. #6
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    ha detto una stronzata

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    Berlusconi: «Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto»


    MILANO - Una tesi paradossale. «L'avete capito o no che è stata tutta una montatura?». Lo ha detto il leader di Forza Italia e presidente del Milan Silvio Berlusconi replicando alla domanda se fosse contento per la vittoria mondiale del Milan, dopo tutto ciò che era accaduto, come, per esempio, Calciopoli. «L'avete capito o no - ha affermato Berlusconi - che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto».



    http://www.corriere.it/sport/07_dice...ba99c53b.shtml
    Dimenticando cosi'i 480.006 mila punti di distacco,come regola stranamente coincidentale ,da moggiopoli& gallianopoli in poi.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    quell'uomo è ridicolo.
    oltre a essere senza pudore.
    intanto oggi ho letto sul mediavideo che moggi si sente spesso con secco telefonicamente per dargli consigli...
    Le telefonate con Secco non hanno nulla di illegale.
    Dimostrano soltanto,qualora ve ne fosse stato bisogno,che Secco è un totale incapace.
    Del resto uno che vende Mutu in cambio del prestito di Bojnov prima e che compra Almiron dopo,non saprei come altro definirlo.
    Comunque la si possa pensare su Moggi,certamente è uno di calcio ne capisce mentre per Secco forse il pallone è quadrato

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Rispunta anche Meani: «Leo, la nouvelle vague adesso la faccio finire io»

    http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml

    NAPOLI — C’è una differenza evidente tra il tono con cui Moggi parla nelle telefonate intercettate nel corso di questa nuova indagine e quello che usava nelle conversazioni registrate durante l’inchiesta sulle partite del campionato 2004-2005. L’ex manager juventino ora è molto più prudente quando parla al telefono. Usa sottintesi, evita di sbilanciarsi. Continua a gestire al telefono vicende anche delicate, ma si muove con maggiore cautela. Lo si nota in una telefonata con Nello De Nicola, direttore sportivo dell’Ascoli che si lamenta per le decisioni dell’arbitro Luca Palanca durante Ascoli-Siena, vinta 1-0 dai toscani. De Nicola insulta Palanca: «È un bel pezzo di merda, nei primi trenta minuti mi ha ammonito cinque giocatori». Moggi lo blocca: «Nello, gli arbitri per cortesia, non ne parliamo guarda...».

    Con i coimputati
    Da indagato Moggi non potrebbe parlare con chi è nella sua stessa situazione. Ma lo fa. Con l’ex vicepresidente federale Innocenzo Mazzini scherza. Mazzini (ironizzando sull’eventualità di essere intercettati) dice: «Salutiamo il maresciallo». E Moggi: «Ma vaffanculo» (rivolto aMazzini). Diverso il tono della conversazione con Gennaro Mazzei. L’ex designatore dice a Moggi di voler andare in tv a «Matrix » per difendersi e lui gli spiega comerispondere alle domande: «Devi dire che telefonavano tutti».

    Minacciosa difesa
    Moggi racconta al giornalista Enzo Bucchioni (autore con lui del libro «Un calcio nel cuore») la sua autodifesa davanti al collegio arbitrale della Federcalcio: «Ho detto che se non si comportano come devono, queste cose che gli ho detto lì dentro vengono in piazza». Cioè nel libro.

    Lettere e veleni
    Nicola Penta è l’uomo che per conto di Moggi cura i rapporti con la stampa. Ed è anche una specie di ghost writer. In una intercettazione Moggi legge una lettera che Penta ha scritto affinché il suo capo possa utilizzarla nella sua nuova attività giornalistica: si parla dei carabinieri Aurelio Auricchio e Giovanni Arcangioli, i due che indagano per conto dei pm napoletani. È una lettera che racconta dell’attentato al giudice Paolo Borsellino, ne fa quasi una cronaca: «...un carabiniere dopo qualche ora si avvicinava... raccolse la borsa del magistrato... ora è indagato a Caltanissetta per aver trafugato l’agenda di Borsellino... Il carabiniere Giovanni Arcangioli... Al suo fianco c’è Aurelio Auricchio... anni fa venne accusato di aver manipolato intercettazioni... Gli investigatori Arcangioli e Auricchio sono uomini di assoluta fiducia del generale Mori, capo del Sisde... ».

    Cortesie tra squalificati
    Il giorno di San Silvestro del 2006, i telefonini squillano per gli auguri. Giorgio Rovati, dirigente della Lega, riceve una chiamata di Moggi mentre è al ristorante di LeonardoMeani, ex responsabile per conto del Milan dei rapporti con gli arbitri. È squalificato, e un dirigente di Lega non potrebbe avere rapporti con uno squalificato. Ma non solo li ha, coinvolge anche Moggi. Glielo passa. «Mi fanno ridere la nouvelle vague, hai visto che bravi che sono?» dice Meani. E Moggi: «Adesso vedrai che la nouvelle vague la faccio finire io, non ti preoccupare». «Auguri per un anno migliore», continua Meani. «Il problema è che l’hanno fatta grossa e l’han fatta molto bene», chiude Moggi. Poi torna Rovati: «Parlo con Meani, parlo con te, mi telefona l’altro giorno Lillo Foti (presidente della Reggina, ndr)... Cazzo, sono il re degli squalificati».

    f.b.
    19 dicembre 2007

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Le telefonate con Secco non hanno nulla di illegale.
    Dimostrano soltanto,qualora ve ne fosse stato bisogno,che Secco è un totale incapace.
    Del resto uno che vende Mutu in cambio del prestito di Bojnov prima e che compra Almiron dopo,non saprei come altro definirlo.
    Comunque la si possa pensare su Moggi,certamente è uno di calcio ne capisce mentre per Secco forse il pallone è quadrato
    si, però non si aspettava nessuno contatti tra l'attuale dirigenza e moggi...
    ovvio, niente di illegale, per carità, però è evidente che non è ancora stato reciso il cordone ombelicale tra la vecchia dirigenza e la juventus.

 

 
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