DOMA' NUNCH
Associazione econazionalista Insubre

www.eldraghbloeu.comI


Il Circolo Culturale Voci di Piazza [
http://vocidipiazza.splinder.com], con il patrocinio della nostra Associazione, propone la seguente serata:

La cementificazione dell'animo

Le voci del paesaggio d'Insubria attraverso la letteratura del "radicamento".
Giovedì 20 Dicembre, ore 21

GORLA MAGGIORE (VA)

c/o il Municipio, Piazza Martiri, sala al primo piano.



INTERVIENE il prof. Andrea Sciffo

Lo scopo di questo incontro è di riaprire i sentieri, di ristabilire i nessi della rete vitale di una Gente che ritrova sè stessa nel più quotidiano dei miracoli: il libero incontro tra uomini. La questione grave, aperta nella storia del Novecento, è il problema dello sradicamento a causa del quale qualunque società è entrata in crisi nel giro di pochi decenni.

Di fronte all’emergenza, cioè alla domanda sul senso della vita dei singoli e delle comunità, la cultura ufficiale si rivela del tutto insufficiente; nella letteratura, però, emergono figure e testimonianze alternative, a tentare di ricostruire il tessuto connettivo di una società ferita, ma percorsa dal desiderio di riscatto. Le vie d’uscita dalla desolazione attuale passano per il cambiamento e la riconversione: un tempo, la fede popolare chiamava questi gesti « pentimento ». Oggi, le uniche guide attendibili sono artisti e artigiani, i cui occhi fissano la bellezza e ascoltano le Voci del paesaggio cioè il richiamo delle generazioni precedenti la nostra, passate sulla terra – come scrisse il Manzoni - «senza lasciare traccia». In realtà, lasciano una eredità preziosissima, anche se giace sotterrata e disprezzata, e si chiama tradizione. Alla luce di essa, possiamo contrastare la presente cementificazione-deforestazione dell’animo umano perché ritroviamo il giusto accento per pronunciare parole come identità, lingua, dialetto, popolo, bene comune.

Da quindici anni, Andrea Sciffo si sforza di mettere a frutto ciò che i grandi autori della civiltà europea affidarono ai noi posteri: Hofmannsthal, Eliot e Pound, Simone Weil, Tolkien, Jünger e altri giganti della cultura, anche d'Insubria. Conscio che una risurrezione è ancora praticabile solo a patto di coraggiose rinunce, ha affidato ai suoi libri e alle sue lezioni la speranza di un risveglio: siamo in tanti e in buona compagnia, a rifiutare di essere complici del disastro postmoderno perché non accettiamo di lasciare il mondo nelle mani dei “tecnici” o alla gestione degli “esperti”.

In particolare, nella raccolta Per voce e paesaggio (Marna, 2002) e nel saggio L’albero capovolto (Il Cerchio, 2005), Andrea registra il fascino della parola poetica quando incontra il conforto dell’arte e della natura, facendosi azione: più che libri, sono manuali di pronto intervento. Protagonista del nuovo radicamento del XXI secolo è infatti il rapporto con il « paesaggio », che non è uno scenario inerte su cui si sbizzarriscono urbanisti e amministratori, bensì il luogo dei destini terreni della comunità.