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Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Napoli, regalo sotto l'albero

    emerggggggenza nazziunala

    http://www.asca.it/ascanew/modfocus.php?idfocus=1729



    Torna l'emergenza rifiuti in Campania. Ad una settimana dal Natale la situazione e' grave e si teme che nei prossimi giorni non si riesca a trovare rimedio al degrado. Duemilaseicento tonnellate di rifiuti sommergono Napoli. Trentamila la sua provincia. Centomila l'intera Campania. Per cercare una soluzione, in Prefettura si e' svolto un vertice con il Commissario-Prefetto Alessandro Pansa, il sindaco di Napoli Rosa Iervolino, il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, ed il presidente della Regione Antonio Bassolino. Dal vertice e' scaturito un documento con cui si sollecitano i sindaci ad attivare, ciascuno nel proprio territorio o in ambiti intracomunali, siti di stoccaggio provvisori. Nel corso del vertice - riferisce una nota diffusa dal Commissariato - sono stati esaminati i problemi connessi legati all'emergenza rifiuti in Campania. Allo stato attuale sono, infatti, oltre 90.000 le tonnellate di rifiuti che non sono state raccolte, con una previsione di un aumento costante se non verranno aperti i previsti siti di stoccaggio temporaneo. Il commissario delegato - prosegue la nota - ha sottolineato le iniziative intraprese per completare i siti gia' individuati e ha, inoltre, presentato un proprio documento volto a sollecitare i sindaci affinche' attivino, ognuno per il proprio territorio o in piu' vasti ambiti intercomunali, siti di stoccaggio provvisori. Con un'apposita ordinanza il prefetto Pansa ha, cosi' sollecitato i presidenti delle province campane, nella loro qualita' di subcommissari, a coordinare tali iniziative.

    A dare l'allarme della nuova emergenza era stato proprio il Prefetto Pansa, Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, che si era lamentato della mancanza di collaborazione degli Enti locali ed ha paventato un peggioramento della situazione. Ieri, con l'anticipo di un giorno, si erano riuniti in prefettura il sindaco Iervolino con l'assessore competente Mola, ed il presidente Bassolino. Intanto, questa mattina, circa 200 tra poliziotti e carabinieri sono stati impegnati in localita' Carabattoli di Carinola (Caserta) dove sindaci, amministratori e cittadini provavano ad impedire l'accesso all'area che il Commissariato ha individuato per l'allocazione di un sito di ecoballe. E' proprio nella provincia di Caserta che e' nata l'ultima protesta dei rappresentanti degli Enti locali contro le decisioni del Commissario Pansa. Da tempo, infatti, alcuni sindaci e comitati civici protestano contro la decisione del Commissario per l'emergenza rifiuti di localizzare nell'area del Centro Moggi a Pignataro Maggiore una discarica provinciale di rifiuti. Il Consiglio regionale della Campania si e' offerto al ruolo di mediatore con gli Enti locali, ed e' pronto ad assumere l'impegno a trovare soluzioni condivise nella individuazione di siti e cave. Lo ha assicurato il presidente della Commissione Ambiente del Parlamentino campano, Michele Ragosta, che pero' critica l'atteggiamento adottato dal Commissario Pansa. ''Non e' giusto questo atteggiamento di Pansa che esclude, di fatto, la regione dalle decisioni. E' vero, lui e' il Commissario, ma deve sapere che, non coinvolgendo noi eletti, deve fare i conti con le conseguenze di scelte imposte''. Il Consiglio regionale, tuttavia, ha affermato Ragosta, e' disponibile a farsi garante di un'opera di intermediazione con gli Enti locali: ''O il Commissario chiede alla politica di dare una mano, oppure va incontro a un fallimento. Noi gli abbiamo chiesto a piu' riprese documentazioni sul piano. Ci siamo offerti di collaborare. Io stimo Pansa e lo considero un grande prefetto, una persona di equilibrio. Ma non deve peccare di presunzione. In Consiglio ci sono persone elette che sono in grado di rapportarsi con i rappresentanti degli enti locali, che hanno la necessaria forza di colloquiare con i sindaci per trovare una soluzione condivisa. Il Prefetto dovrebbe tenerne conto''. Sostegno pieno all'operato di Pansa e' arrivato invece dalla Giunta regionale, che, con l'assessore al Turismo della Campania, Marco Di Lello, ha esortato il Prefetto ad utilizzare ''tutti i suoi poteri sino in fondo, ivi compreso l'utilizzo dell'esercito. Nessuna amministratore si illuda di fare strada con gli egoismi ed i localismi da bottega'', ha affermato Di Lello.

    O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai...


    --> http://www.ilsole24ore.com/includes2...ettore_3.shtml

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  2. #2
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    Valà Berghèm... ti piace o' presepio eh?

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Non sapran tener pulite le strade, ma questo lo san fare bene...


    Appalti: operazione Gdf Napoli, 13 ordinanze custodia
    In manette sei dirigenti Consiglio regionale e Comune Napoli

    http://www.ansa.it/site/notizie/regi...119156753.html

    (ANSA) -ROMA, 19 DIC- Tredici persone sono state arrestate dalla Finanza di Napoli in un'operazione contro un'organizzazione accusata di condizionare gare pubbliche. Gli arresti sono stati compiuti a Napoli a Roma, e riguardano tra gli altri sei dirigenti e funzionari del Consiglio regionale campano e del Comune di Napoli, e quattro imprenditori. Secondo l'accusa, avrebbero influenzato gare pubbliche indette dal comune di Napoli e dal Consiglio Regionale Campania.

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Napoli, sarà un Natale con spazzatura

    Impianti saturi, i rifiuti accatastati lungo strade e marciapiedi non potranno essere rimossi entro domani

    http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml

    NAPOLI - Il Natale dei napoletani rischia di essere all'insegna della spazzatura. Malgrado negli ultimi giorni sia stata intensificata la raccolta delle tonnellate di immondizia accatastate lungo strade e marciapiedi, l'emergenza smaltimento rischia nuovamente di aggravarsi.

    IMPIANTI FERMI - Quasi tutti gli impianti di stoccaggio rifiuti sono chiusi o funzionano a scartamento ridotto in quanto già saturi. Resta dunquea il problema di dove stipare le cosiddette «ecoballe», i blocchi di immondizia compattata ottenuti dopo un primo trattamento del materiale raccolto dai cassonetti. Se il fermo degli impianti dovesse perdurare, il rischio che si arrivi ad un blocco anche della raccolta potrebbe essere molto concreto.

    LE PROTESTE - A complicare la situazione ci si mettono anche le proteste dei cittadini nei territori in cui erano state individuate le possibili discariche. Una settantina di comuni campani hanno aderito alla richiesta del commissario Alessandro Pansa e individuato già siti di stoccaggio provvisorio per i rifiuti, sia procurandosi cassoni scarrabili, sia attrezzando aree periferiche.

    RACCOLTA STRAORDINARIA - Pochi gli incendi di spazzatura e di cassonetti segnalati nella notte tra domenica e lunedì, complice anche la pioggia nel napoletano. A Napoli, Asia, l'azienda speciale che gestisce il servizio di raccolta, è riuscita a ripulire parte le strade con una raccolta straordinaria, e la giacenza è «limitata» a 1.900 tonnellate; ma in molti comuni dell'hinterland la spazzatura ha formato cumuli informi e di notevoli dimensioni.

    I NUOVI SITI - Entro metà della prossima settimana dovrebbe essere pronto il nuovo sito di stoccaggio di Casalduni, nel Beneventano, ma i tempi sono ancora lunghi per gli altri cinque siti individuati dal commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti. In queste ore si sta fronteggiando la situazione facendo ricorso a siti provvisori di trasferenza per il rifiuto «tal quale», cioè quello prelevato dal cassonetto.

    NEL SALERNITANO - Il 27 dicembre verrà invece decisa la localizzazione del sito di stoccaggio provvisorio delle ecoballe prodotte dall'impianto di Cdr di Battipaglia, in provincia di Salerno, un'altra delle aree dove l'emergenza è particolarmente sentita. La decisione è stata presa nel corso di un vertice nella prefettura di Napoli cui hanno partecipato, fra gli altri, il prefetto Alessandro Pansa, il prefetto di Salerno, Claudio Neoli, il presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani, l'assessore provinciale di Salerno all'Ambiente, Angelo Paladino, ed il vice presidente del consorzio rifiuti di bacino Sa3, Giuseppe Marmo. Se i quattro consorzi di bacino del Salernitano, entro giovedì prossimo non individueranno dei siti comprensoriali per lo stoccaggio delle ecoballe prodotte nella provincia di Salerno, il commissariato di governo per l'emergenza rifiuti della Regione Campania, con una propria ordinanza, indicherà l'area militare dismessa di località Mandranello nel territorio comunale di Padula quale sito unico di stoccaggio provinciale. Il sito di località Mandranello sarà operativo fino all'attivazione della discarica provinciale individuata in località Arenosa di Caggiano (Salerno)

  5. #5
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    Predefinito o vesuvio

    Napoli ha il più vasto catino per " nascondere " il rudo. che usino il vulcano perbacco, prima che sia pieno.... . Poi a chi risponde che in caso di eruzione.....

  6. #6
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    Il reportage sul "Venerdì" in edicola. Immondizia nelle strade da 14 anni a questa parte e la raccolta differenziata è ferma al 10% contro il 38% medio del Nord

    Campania, l'emergenza rifiuti
    non passa, anzi peggiora


    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...non-passa.html

    NAPOLI - Il vulcano Munnezza è tornato a tremare. Non ha mai smesso, in verità, ma è come se negli ultimi sei mesi tg e giornali avessero staccato la spina al sismografo. I media pretendono sviluppi e qui è sempre la stessa solfa, da 14 anni ormai. L'emergenza più lunga nella storia dell'umanità, quella dei rifiuti campani. Come un'indolente lingua di fuoco la lava del pattume ha già travolto cinque commissari straordinari e bruciato oltre 2 miliardi di euro (tra le voci più fantasiose 10 milioni per un call center con 34 dipendenti che riceveva 4 telefonate al giorno). Ma, come un Efesto magnanimo, il dio del pericolo cronico ha anche creato 2316 posti di lavoro nella raccolta differenziata.

    Peccato che con quasi 4 volte gli addetti pro capite rispetto a Roma o Milano, a Napoli riescano a mettere nel sacco giusto per il riciclo solo il 10 per cento della spazzatura. Contro il 38 medio del Nord. E che la regione sia rimasta l'unica - assieme alla Sicilia - a non avere ancora un termovalorizzatore. "Trase munnezza e esci oro" sibilano i maliziosi. Perché così la Camorra può speculare sui terreni di stoccaggio, comprandoli a niente dai contadini e rivendendoli a prezzi decuplicati, e affittare prima i mezzi di rinforzo ai comuni quando annegano nella lordura e poi i camion che allungano il giro dal cassonetto alla discarica. Affare sporco, enorme affare.

    Con i cumuli di rifiuti, oscurati da quest'estate quando furoreggiavano sulle prime pagine, più maleodoranti che mai. Come dimostrano le 100 mila tonnellate per le strade della regione nella settimana prima di Natale. Per il combinato disposto di uno sciopero di tre giorni degli autotrasportatori, il breve blocco di un impianto di smaltimento, qualche grado in meno e goccia in più del solito. Perché i problemi vecchi sono quasi intonsi e quelli nuovi figliano come bufale del Casertano.

    L'iter dovrebbe essere più o meno questo. La differenziata va ai rispettivi riciclatori (alluminio, vetro, carta), il resto agli impianti Cdr (per combustibile da rifiuti). Questi, con filtri meccanici, separano la parte umida (cibo) da quella secca. E producono tre cose: il Fos, la "frazione organica stabilizzata" da usare come fertilizzante; il sovvallo, lo scarto degli scarti destinato alla discarica; le ecoballe, cubi incelofanati da oltre una tonnellata da mettere al
    rogo nei termovalorizzatori per ottenere energia.

    Però non c'è una sola tessera di questo puzzle che vada al posto suo. "In tre anni il Comune ha spiegato in quattro modi diversi ai cittadini napoletani come fare la differenziata. E nessuno ci ha capito più nulla" sbotta Michele Buonomo, presidente della Legambiente regionale. Racconta che sarebbe possibile, di un paesino di nome Atena Lucana con un record svedese del 96 per cento. Ma a Napoli città non ha mai funzionato. Perché la gente vede i sacchetti per terra e si deprime: "Chi me lo fa fare?". Credendo che siano problemi diversi.

    "E anche perché il contratto con cui la regione affidò la gestione alla Fibe, gruppo Impregilo, prevede che venga pagata per tonnellate trattate. Dovrebbe autoridursi la bolletta?" ironizza l'onorevole Paolo Russo, ex presidente della commissione parlamentare sui rifiuti. Già, la famigerata Impregilo. Il colosso che nel '94 ha vinto, in una gara che su tutto puntava meno che sull'eccellenza tecnologica, l'appalto per i rifiuti campani. E alla quale i magistrati hanno bloccato quest'estate beni per 750 milioni di euro, oltre all'interdizione per un anno dai rapporti con la pubblica amministrazione, per una strepitosa serie di inadempienze.

    "A Lo Uttaro, nel casertano" schiuma Nunzia Lombardi, una fisica trentenne che organizza per i giornalisti tournée tra la monnezza, "le pareti dell'impianto sono state costruite verticali anziché spioventi. È l'abc per non far filtrare il percolato". In effetti, come i pm campani hanno certificato, non c'è neppure un Cdr tra i sette edificati capace di sfornare un'ecoballa a norma. In quella poltiglia c'è troppa umidità. E ciò complicherebbe la combustione. Oltre che pneumatici, sacche di sangue, infinite schifezze che dovevano finire altrove. Ancora Russo: "Un fallimento dovuto a cattiva progettazione e al fatto che è arrivata roba totalmente indifferenziata e assai più del previsto".

    Risultato: 5 milioni di ecoballe accumulate nei vari centri di stoccaggio. "Piramidi azteche" le chiamano. Che ogni giorno diventano più alte di 2200 mattoni. Che farne? Il penultimo commissario, Guido Bertolaso, voleva ricostituirci le cave, una sorta di chirurgia estetica per montagne sventrate. "Ma perché fare un regalo a chi le aveva sfruttate, spesso nomi vicini alla criminalità?" si indigna l'ingegner Giambattista dè Medici. L'Assise di Palazzo Marigliano, il gruppo di cui fa parte, boccia il piano del prefetto Alessandro Pansa. "Se davvero costruiranno le 31 centrali a biomasse di cui si parla, capaci di bruciare sino a 4 milioni di tonnellate l'anno, la Campania diverrà l'inceneritrice d'Italia, magari anche dei rifiuti tossici del resto del Paese" denuncia Nicola Capone, trentatreenne coordinatore dell'Assise.

    La sua ricostruzione ha il pregio della coerenza e il rischio dell'ideologia. Bassolino avrebbe affidato i rifiuti alla Fibe che non solo si è rivelata inefficiente ma ha anche comprato le terre per le discariche dai prestanome della Camorra. E ora i suoi resti se li spartiranno i cementifici. Perché l'ultima della creatività monnezzara è di fare grandi punturoni di gesso e cemento alle ecoballe bagnate per farle asciugare. Se non fosse che così il peso aumenta del 50 per cento e la zavorra da smaltire cresce. "È incredibile" commenta il professor Umberto Arena, "nell'emergenza fioriscono le idee più strane. C'è anche chi ha proposto un marchingegno pomposamente chiamato dissociatore molecolare, vi rendete conto? Quando basterebbe copiare quel che fa il resto del mondo civile". Ovvero differenziata, inceneritori hi-tech, discariche.

    Insegna scienze ambientali, quest'ingegnere che rischia ogni giorno la sedizione familiare per la sua intransigente politica del bidone nella bella casa al Vomero. "I termovalorizzatori potrebbero bruciare anche i rifiuti "tal quali", figurarsi le ecoballe difettose. E il loro impatto ambientale è minimo. La Germania ne ha 66 e la quota di diossina è stata ridotta del 99%. Idem per Danimarca e Svezia". Ma le balle sono della Fibe che le ha date in pegno alle banche.

    Un caos totale. Lo sversatoio di Taverna del Re, dove ne viene parcheggiata la maggior parte, ha i giorni contati. "Lo dobbiamo alla popolazione" assicura Gianfrancesco Raiano, portavoce di Pansa. C'è puzza, il percolato infiltra il terreno. Ci sono già stati picchetti, gli abitanti non ne possono più. "Ma il commissario ha individuato i cinque siti alternativi puntando a caso sulla mappa" accusano gli ecologisti. Nell'avellinese, a Chianche, tra i vitigni del Greco di Tufo. Con l'imprenditore Mastroberardino già pronto a dare battaglia.

    Nel casertano, a Pignataro Maggiore, terra di succulente mozzarelle da esportazione. Al punto che il celebre caseificio Iemma ha scritto a Pansa: "Se ha deciso di premere il grilletto contro la nostra terra lo faccia, ma ci spieghi perché ha escluso 35 siti alternativi". La gara per chi dovrà succedere alla Fibe, completare il termovalorizzatore di Acerra e gestire i rifiuti per i prossimi 25 anni, è durata solo sedici giorni. In gioco 800 milioni di euro, forse l'appalto pubblico più grande d'Europa. Si è fatta avanti la francese Veolia e l'Asm di Brescia. Non è detto che finisca qui.

    I napoletani si sono preparati al Natale zigzagando tra 3.000 tonnellate di immondizia. A San Gregorio Armeno, via dei presepi, si scherza su decorazioni fatte di rifiuti. Va peggio a Ercolano, dove il sindaco Nino Daniele ha chiesto, per liberare il centro dai sacchi neri, l'intervento dell'esercito. Ieri lo preoccupava il Vesuvio, oggi teme eruzioni dal basso.

    (28 dicembre 2007)

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Diossina in Campania

    (28 dicembre 2007)

    Lo chiamano il triangolo della morte: tra Acerra, Nola e Marigliano. Qui, aspettando l'inceneritore, muoiono le pecore, e anche gli uomini

    http://tv.repubblica.it/home_page.ph...&cont_id=15719

    http://tv.repubblica.it/home_page.ph...&cont_id=15720

    http://tv.repubblica.it/home_page.ph...&cont_id=15721

 

 

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