Di Alberto Pedrone Chi è di destra si pone a difesa della vita. Difendiamo da sempre quella dell’uomo, ora è arrivato il momento di schierarsi anche a sostegno di quella animale. Troppi i casi di abuso sugli animali, troppi i silenzi di chi potrebbe agire. Nonostante una legge italiana del 2004 punisca chi maltratta i cani e organizza combattimenti clandestini, tanto deve ancora fare il legislatore. Molto possiamo fare noi. Da alcuni giorni sui siti internet e attraverso catene di e-mail circola il video shock che mostra come allevatori cinesi senza scrupoli allevino procioni, cani e altri animali da pelliccia per poi ucciderli senza pietà, con bastonate, sbattendo loro la testa per terra e scuoiandoli vivi, facendoli morire dissanguati per non rovinare la pelliccia. Chi è veramente di destra non può restare indifferente, coloro che s’ ispirano ai valori fondanti non possono girare la testa dall’altra parte e far finta di nulla. Guardare alla Tradizione significa anche tornare all’equilibrio, alla coesistenza pacifica nel regno animale. Ciò non significa scadere nell’animalismo isterico e becero di chi manifesta nudo alla Prima della Scala lanciando uova marce contro le pellicce delle signore della Milano bene, e diventare vegetariani per una non meglio precisata solidarietà col maiale o la mucca. Essere animalista a destra significa riaffermare il diritto degli uomini al controllo sul regno animale, ma allo stesso tempo il dovere alla sua conservazione. Esserne convinti, però non basta. Bisogna affermarlo a gran voce, anche con azioni eclatanti. Dobbiamo essere pronti a boicottare tutti quei prodotti che sappiamo essere frutto di violenze gratuite e irresponsabili, anche se ciò significa non comprare o non regalare a coloro che ci sono accanto accessori e capi di abbigliamento che loro tanto desiderano. Dobbiamo essere pronti a convincere parenti e amici a fare lo stesso. Difendere una vita a costo di non essere glamour, questa è la vera azione rivoluzionaria.
5th Dicembre 2007
http://www.ladestra.info/?p=15089




Di Alberto Pedrone Chi è di destra si pone a difesa della vita. Difendiamo da sempre quella dell’uomo, ora è arrivato il momento di schierarsi anche a sostegno di quella animale. Troppi i casi di abuso sugli animali, troppi i silenzi di chi potrebbe agire. Nonostante una legge italiana del 2004 punisca chi maltratta i cani e organizza combattimenti clandestini, tanto deve ancora fare il legislatore. Molto possiamo fare noi. Da alcuni giorni sui siti internet e attraverso catene di e-mail circola il video shock che mostra come allevatori cinesi senza scrupoli allevino procioni, cani e altri animali da pelliccia per poi ucciderli senza pietà, con bastonate, sbattendo loro la testa per terra e scuoiandoli vivi, facendoli morire dissanguati per non rovinare la pelliccia. Chi è veramente di destra non può restare indifferente, coloro che s’ ispirano ai valori fondanti non possono girare la testa dall’altra parte e far finta di nulla. Guardare alla Tradizione significa anche tornare all’equilibrio, alla coesistenza pacifica nel regno animale. Ciò non significa scadere nell’animalismo isterico e becero di chi manifesta nudo alla Prima della Scala lanciando uova marce contro le pellicce delle signore della Milano bene, e diventare vegetariani per una non meglio precisata solidarietà col maiale o la mucca. Essere animalista a destra significa riaffermare il diritto degli uomini al controllo sul regno animale, ma allo stesso tempo il dovere alla sua conservazione. Esserne convinti, però non basta. Bisogna affermarlo a gran voce, anche con azioni eclatanti. Dobbiamo essere pronti a boicottare tutti quei prodotti che sappiamo essere frutto di violenze gratuite e irresponsabili, anche se ciò significa non comprare o non regalare a coloro che ci sono accanto accessori e capi di abbigliamento che loro tanto desiderano. Dobbiamo essere pronti a convincere parenti e amici a fare lo stesso. Difendere una vita a costo di non essere glamour, questa è la vera azione rivoluzionaria.
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