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    Predefinito "Non vivo senza patente" Torna a casa e si spara

    Positivo all'etilometro. Agli
    agenti: «Così mi rovinate»
    AMEDEA FRANCO e GIANPAOLO MARRO
    CUNEO
    «Così mi rovinate». Lo ripete più volte agli agenti che gli ritirano la patente. Piange, si dispera. «Faccio l’autista, perderò il mio lavoro». E’ notte, e lui ha bevuto. Non tanto da essere ubriaco, abbastanza per non passare l’esame dell’etilometro, il più temuto dagli automobilisti del sabato sera, quelli che tornano dalle discoteche, dalle cene con gli amici, dal divertimento non necessariamente eccessivo. Gabriele Aimar è terrorizzato: ha paura di essere licenziato, di perdere il posto da autista di furgoni alla Mondialpol. Su quella strada, davanti a quegli agenti, si vede perduto. Appena tornato a casa, nel suo paesello in alta Val Maira, prende la pistola da guardia giurata e si spara un colpo in testa. Muore così, per una multa. A ventinove anni.

    Adesso gli uomini della stradale non dice quanto avesse bevuto Gabriele. Oltre i limiti stabiliti dalla legge, e tanto basta. Raccontano solo delle sue lacrime davanti allo strumento che segnava la sua colpa. Quando chiama il padre è ancora sconvolto: «Mi hanno ritirato la patente - singhiozza -. Venite a prendermi...».

    Sono le cinque del mattino. Gabriele aspetta i genitori lungo la strada, senza smettere di pensare al futuro. Poi si siede sulla sua «Alfa 156» al posto del passeggero. Dietro la mamma e l’amico ingegnere con cui ha passato la serata. Al volante, il papà. Con lui, Gabriele si sfoga: «Senza patente perdo il lavoro. E anche se trovassi un altro posto, a Cuneo come ci vado?». Parla di continuo, fino all’arrivo a casa, a Cartignano, neanche cinque chilometri dal punto dove era stato fermato. Scende e sale in camera di corsa. I genitori hanno appena il tempo di portare la macchina in garage e di sentire un colpo. Il primo a entrare è il padre: prende in braccio Gabriele. Urla, riprende l’auto e vola all’ospedale di Cuneo. Tutto inutile, poche ore dopo e il suo ragazzo muore.

    L’ultima notte di Gabriele era stata tranquilla: era andato a cena, poi una tappa al pub lungo la strada fra Dronero e Cartignano. Da queste parti la «movida» comincia e finisce nel giro di una decina di chilometri: in tutta la valle non ci sono discoteche. «Era un ragazzo per bene, solare, socievole - dicono i vicini di casa - non aveva problemi. Se beveva? In modo occasionale, nelle serate tra amici, niente di più. Parlava spess

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...8099girata.asp

    ------------------

    Al di là della tristezza della storia, io mi chiedo:

    quando una persona si suicida perchè ha perso il lavoro, è quella persona che ha dei problemi personali, o è conseguenza di qualcosa che non va in un sistema che ti spreme come un limone e ti emargina dalla vita civile se non produci e consumi?

  2. #2
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    direi entrambe le cose.

  3. #3
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Positivo all'etilometro. Agli
    agenti: «Così mi rovinate»
    AMEDEA FRANCO e GIANPAOLO MARRO
    CUNEO
    «Così mi rovinate». Lo ripete più volte agli agenti che gli ritirano la patente. Piange, si dispera. «Faccio l’autista, perderò il mio lavoro». E’ notte, e lui ha bevuto. Non tanto da essere ubriaco, abbastanza per non passare l’esame dell’etilometro, il più temuto dagli automobilisti del sabato sera, quelli che tornano dalle discoteche, dalle cene con gli amici, dal divertimento non necessariamente eccessivo. Gabriele Aimar è terrorizzato: ha paura di essere licenziato, di perdere il posto da autista di furgoni alla Mondialpol. Su quella strada, davanti a quegli agenti, si vede perduto. Appena tornato a casa, nel suo paesello in alta Val Maira, prende la pistola da guardia giurata e si spara un colpo in testa. Muore così, per una multa. A ventinove anni.

    Adesso gli uomini della stradale non dice quanto avesse bevuto Gabriele. Oltre i limiti stabiliti dalla legge, e tanto basta. Raccontano solo delle sue lacrime davanti allo strumento che segnava la sua colpa. Quando chiama il padre è ancora sconvolto: «Mi hanno ritirato la patente - singhiozza -. Venite a prendermi...».

    Sono le cinque del mattino. Gabriele aspetta i genitori lungo la strada, senza smettere di pensare al futuro. Poi si siede sulla sua «Alfa 156» al posto del passeggero. Dietro la mamma e l’amico ingegnere con cui ha passato la serata. Al volante, il papà. Con lui, Gabriele si sfoga: «Senza patente perdo il lavoro. E anche se trovassi un altro posto, a Cuneo come ci vado?». Parla di continuo, fino all’arrivo a casa, a Cartignano, neanche cinque chilometri dal punto dove era stato fermato. Scende e sale in camera di corsa. I genitori hanno appena il tempo di portare la macchina in garage e di sentire un colpo. Il primo a entrare è il padre: prende in braccio Gabriele. Urla, riprende l’auto e vola all’ospedale di Cuneo. Tutto inutile, poche ore dopo e il suo ragazzo muore.

    L’ultima notte di Gabriele era stata tranquilla: era andato a cena, poi una tappa al pub lungo la strada fra Dronero e Cartignano. Da queste parti la «movida» comincia e finisce nel giro di una decina di chilometri: in tutta la valle non ci sono discoteche. «Era un ragazzo per bene, solare, socievole - dicono i vicini di casa - non aveva problemi. Se beveva? In modo occasionale, nelle serate tra amici, niente di più. Parlava spess

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...8099girata.asp

    ------------------

    Al di là della tristezza della storia, io mi chiedo:

    quando una persona si suicida perchè ha perso il lavoro, è quella persona che ha dei problemi personali, o è conseguenza di qualcosa che non va in un sistema che ti spreme come un limone e ti emargina dalla vita civile se non produci e consumi?
    La cosa che non va è che durante il suo lavoro lui usava la sua patente e non una patente di servizio.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio


    Al di là della tristezza della storia, io mi chiedo:

    quando una persona si suicida perchè ha perso il lavoro, è quella persona che ha dei problemi personali, o è conseguenza di qualcosa che non va in un sistema che ti spreme come un limone e ti emargina dalla vita civile se non produci e consumi?

    Secondo me è la persona che i problemi li ha perchè se li crea, il tizio non aveva perso il lavoro.
    Dato che faceva il vigilante non può essere che era alla sua ultima possibilità dopo aver combinato delle cazzate sul lavoro?

  5. #5
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    Il dolore del padre deve essere immenso. Il suicidio è davvero la più brutta delle storie...

    A scuola mia si suicidò un ragazzo: pochi amici, a volte veniva preso per il culo, zero ragazze. Ero a Palma de Mallorca quando seppi che questo si era buttato dalla finestra per una delusione d'amore.

  6. #6
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    altra cazzata delle forze dell'ordine, solo che la vittima non è un ultras ed allora può morire senza che nessuno scenda in strada a fare danni

  8. #8
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    «Così mi rovinate». Lo ripete più volte agli agenti che gli ritirano la patente. Piange, si dispera. «Faccio l’autista, perderò il mio lavoro». E’ notte, e lui ha bevuto. Non tanto da essere ubriaco, abbastanza per non passare l’esame dell’etilometro, il più temuto dagli automobilisti del sabato sera, quelli che tornano dalle discoteche, dalle cene con gli amici, dal divertimento non necessariamente eccessivo. Gabriele Aimar è terrorizzato: ha paura di essere licenziato, di perdere il posto da autista di furgoni alla Mondialpol. Su quella strada, davanti a quegli agenti, si vede perduto. Appena tornato a casa, nel suo paesello in alta Val Maira, prende la pistola da guardia giurata e si spara un colpo in testa. Muore così, per una multa. A ventinove anni.

    Adesso gli uomini della stradale non dice quanto avesse bevuto Gabriele. Oltre i limiti stabiliti dalla legge, e tanto basta. Raccontano solo delle sue lacrime davanti allo strumento che segnava la sua colpa. Quando chiama il padre è ancora sconvolto: «Mi hanno ritirato la patente - singhiozza -. Venite a prendermi...».

    Sono le cinque del mattino. Gabriele aspetta i genitori lungo la strada, senza smettere di pensare al futuro. Poi si siede sulla sua «Alfa 156» al posto del passeggero. Dietro la mamma e l’amico ingegnere con cui ha passato la serata. Al volante, il papà. Con lui, Gabriele si sfoga: «Senza patente perdo il lavoro. E anche se trovassi un altro posto, a Cuneo come ci vado?». Parla di continuo, fino all’arrivo a casa, a Cartignano, neanche cinque chilometri dal punto dove era stato fermato. Scende e sale in camera di corsa. I genitori hanno appena il tempo di portare la macchina in garage e di sentire un colpo. Il primo a entrare è il padre: prende in braccio Gabriele. Urla, riprende l’auto e vola all’ospedale di Cuneo. Tutto inutile, poche ore dopo e il suo ragazzo muore.

    L’ultima notte di Gabriele era stata tranquilla: era andato a cena, poi una tappa al pub lungo la strada fra Dronero e Cartignano. Da queste parti la «movida» comincia e finisce nel giro di una decina di chilometri: in tutta la valle non ci sono discoteche. «Era un ragazzo per bene, solare, socievole - dicono i vicini di casa - non aveva problemi. Se beveva? In modo occasionale, nelle serate tra amici, niente di più. Parlava spess

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...8099girata.asp

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    Al di là della tristezza della storia, io mi chiedo:

    quando una persona si suicida perchè ha perso il lavoro, è quella persona che ha dei problemi personali, o è conseguenza di qualcosa che non va in un sistema che ti spreme come un limone e ti emargina dalla vita civile se non produci e consumi?
    questo è un caso che non puo permettere di tirare in ballo un sistema economico e sociale nella sua interezza.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Perdu Visualizza Messaggio
    sono sicuro che se dovesso dargli ragione, chissa quanti infartuati ci saranno alla guida da domani, ci sara anche uno che ha perso la vista da pochi minuti prima di passare con il rosso.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da marmalade Visualizza Messaggio
    sono sicuro che se dovesso dargli ragione, chissa quanti infartuati ci saranno alla guida da domani, ci sara anche uno che ha perso la vista da pochi minuti prima di passare con il rosso.
    Immagino che il tizio per intentare una causa abbia delle carte rilasciate dall'ospedale, poi non so... è una mia congettura.

 

 
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