Mantova: il comune abbona acqua ed elettricità ai rom.
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Il Comune è inadempiente e i nomadi del campo di via Guerra fanno festa. Non dovranno, infatti, pagare 43.284,85 euro per l'acqua e l'elettricità consumate in due anni e mezzo. A saldare Enel e Tea ci penserà lo stesso Comune attingendo dal fondo di «assistenza economica a famiglie e singoli». La vicenda è riportata in una delibera di giunta approvata all'unanimità il 4 dicembre scorso. In base alla convenzione tra Opera nomadi e Comune per la manutenzione del campo di via Guerra, l'Amministrazione comunale deve emettere gli avvisi di pagamento in base ai quali le famiglie sinte del campo pagano il 30 percento delle bollette di acqua e luce (un forfait di 72,47 euro al mese, il restante 70% è a carico delle casse di via Roma).
E' successo che dal 1º aprile 2003 al 30 novembre 2005 il Comune non abbia più distribuito gli avvisi di pagamento. Nello stesso periodo, a causa dell'interruzione della convenzione con l'Opera Nomadi, «non si è più provveduto alla rilevazione delle presenze presso l'area di sosta, impedendo - si legge ancora nella delibera - un puntuale riscontro delle famiglie tenute al pagamento delle utenze». Nella delibera non vengono spiegate le ragioni per cui il Comune non ha più emesso gli avvisi di pagamento, e nemmeno il perché si sia interrotta la convenzione con l'Opera nomadi. Il risultato è stato il caos, con la trentina di famiglie residenti che per due anni e mezzo non ha più pagato un euro per la luce e l'acqua, accumulando un debito nei confronti del Comune di oltre 43 mila euro (da girare poi ad Enel e a Tea). Dal dicembre 2005, però, la situazione è cambiata. Le famiglie hanno ripreso «a corrispondere regolarmente l'importo dovuto per le utenze, nella misura del 30 per cento». Nella delibera viene anche rilevato che «risulta impossibile», vista la responsabilità del Comune, «imputare alle famiglie il debito» accumulato in quei due anni e mezzo. Per questo la giunta ha deciso di «estinguere il debito pregresso di 43.284,85 euro» e di concedere che «eventuali ulteriori debiti vengano gradualmente estinti attraverso l'attuale sistema di pagamento».
Lo stesso 4 dicembre la giunta ha adottato un'altra delibera per l'erogazione di contributi ai nomadi: 960 euro al mese per tutte le famiglie con figli minorenni residenti nel campo di via Guerra. Il contributo, però, è subordinato alla regolare frequenza scolastica dei bambini e al regolare pagamento della quota fissa relativa alle utenze dell'area di sosta. Ogni famiglia con un figlio sopra i tre anni riceverà 70 euro al mese; quelle con due figli sopra i tre anni 130 euro; quelle con tre figli sopra i tre anni 80 euro e quelle con quattro o più figli sopra i tre anni 120 euro. Le famiglie con figli fino ai tre anni d'età possono beneficiare del buono natalità e, a fronte di un reddito basso, anche del contributo regionale per i nuclei numerosi. Nel 2006 il Comune di Mantova ha speso 193mila euro per gestire il campo nomadi, assistere le 25 famiglie Sinti che lo abitano e le undici Rom (se in difficoltà) che, invece, si sono tasferite negli alloggi Aler, garantire la scuola ai loro bambini.
LA REPLICA DEL COMUNE
«Non c'è stato nessun regalo ai nomadi, solo un intervento una tantum. Il Comune tratta i suoi cittadini tutti allo stesso modo». Così da via Roma replicano alla notizia della Gazzetta, del 'condono' di un debito di 43mila euro concesso dalla giunta ai nomadi. Si trattava di bolletta non pagate, ma non per la volontà dei nomadi di non pagarle, ma perché il Comune, per sua stessa ammissione, non aveva provveduto per due anni a spedire gli avvisi di pagamento. In pratica la giunta ha dovuto ammettere una mancanza amministrativa che le avrebbe negato la possibilità di esigere il credito.
«Il primo aprile del 2003 - sottolinea la nota del Comune - Opera Nomadi e Sucar Drom comunicavano all'amministrazione che a seguito di una situazione di grave tensione tra alcune famiglie della comunità sinta e le associazioni erano state interrotte le attività gestite in convenzione. L'amministrazione ha deciso di procedere ad una gestione transitoria diretta dell'area attrezzata a sosta sino al 31 dicembre 2004. La gestione transitoria, pertanto, veniva demandata ad alcuni settori comunali». Il Comune spiega che la situazione era difficile: «Non è stato facile gestire questo momento delicato, in quanto se da un lato l'attenzione era alta per riportare un clima sereno e far promuovere delle figure autorevoli e riconosciute anche all'interno del campo, dall'altra non si poteva andare con il pugno di ferro per interrompere servizi essenziali quali la fornitura di energia elettrica e acqua. Questa azione ha permesso di regolarizzare le situazioni». Ma il Comune spiega che il caldo ha creato non poche difficoltà, nel 2003: «Ad aggravare la situazione bisogna ricordare che l'estate del 2003 è stata caratterizzata dal grande caldo. Basta ricordare che le famiglie con numerosi bambini piccoli hanno dovuto ricorrere ad un utilizzo elevato dei condizionatori. L'amministrazione comunale, contemporaneamente, distribuiva gratuitamente in uso i condizionatori ai cittadini anziani, fragili e a rischio. Al termine della gestione transitoria restava una situazione debitoria nei confronti dell'amministrazione che ammontava a qualche decina di migliaia di euro dovuti ad un obbligato uso di energia elettrica superiore alla media, a famiglie che avevano lasciato il campo senza saldare il loro debito». Quanto alle procedure adottate per farsi pagare le bollette, il Comune puntualizza: «Si è cercato anche di rateizzare i debiti, qualcuno è riuscito anche a pagarlo, altri invece non sono stati in grado di farlo. Pertanto, si è deciso di chiudere questa situazione debitoria non come un regalo, ma come un intervento una tantum a favore dei residenti al campo, così come quando l'amministrazione interviene a favore dei propri cittadini residenti in condizioni di difficoltà».




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