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Matteo Salvini (Lega Nord) ad Affari: "Sgarbi? Si dovrebbe dimettere, ormai è un problema. E dopo la Moratti vogliamo un sindaco leghista"
Venerdí 21.12.2007 10:10
Matteo Salvini contro Vittorio Sgarbi, ormai è guerra aperta. Su tutti i fronti. Un conflitto iniziato proprio su Affari, con la discussione sul "Calendario di Suor Letizia", la collezione di opere erotiche scelte dai lettori, che Affari pubblica dopo la censura alla mostra omosex Vade Retro. In quell'occasione Sgarbi diede a Salvini del "demente". Il leghista rispose: "Non fa l'assessore ma il comico".L'ultimo atto è stata l'approvazione del bilancio, con una frattura ormai insanabile tra l'assessore alla cultura e il segretario cittadino della Lega Nord. Che, intervistato da Affari, ripercorre una notte di lavoro consiliare e lancia due vere e proprie bombe: Sgarbi si deve dimettere e il prossimo sindaco di Milano sarà leghista.
Salvini, diamo prima di tutto un giudizio su questo bilancio.
Credo che sia un buon bilancio. Altrimenti non avrebbe avuto il voto della Lega. Questo è un bilancio che riduce l'Ici, che non applica l'addizionale Irpef. E' l'unico bilancio in italia che diminuisce le tasse comunali e aumenta i servizi, grazie a dei risparmi sui capitoli di spesa.
Il bilancio in sè è buono, da molti punti di vista. La voce sicurezza è stata triplicata, rispetto all'anno scorso. Noi della Lega gli abbiamo dato qualche pennellata di verde e lo abbiamo migliorato con iniziative simboliche e concrete come quella del taglio alle auto blu. E quindi alle 5.30 di questa notte lo abbiamo votato convintamente a favore. E' stata però anche una notte turbolenta. E il riferimento è al contrasto con Sgarbi.
Sgarbi è un problema. Non c'è un problema tra lui e la Lega: il problema è proprio lui. Ormai ogni suo intervento e presenza in aula mette in difficoltà tutti i consiglieri.
Sta chiedendo le dimissioni?
Sì, perché gli ultimi suoi interventi, compresi quelli a questo bilancio, fanno capire che c'è una distanza abissale tra lui e il consiglio comunale tutto, maggioranza e opposizione. Si lamenta, in questo bilancio, di essere stato "maltrattato" per quanto riguarda i fondi destinati alla cultura. Questa distanza abissale è una distanza dalla città. Una cosa è certa: o ha ragione Sgarbi e sbagliano tutti gli altri e sono degli imbecilli, cosa che a volte pare sostenere. O hanno ragione gli altri e Sgarbi è la persona sbagliata al posto sbagliato.
La maggioranza pare che sia in difficoltà. Facciamo qualche nome: De Albertis, Ciabò, Sgarbi...
Non confondiamo due piani assolutamente diversi. Una cosa sono le scelte politiche, nelle quali non voglio entrare nel merito. Un altro conto è chi si sposta per conto suo.
Parliamo di Forza Italia
Non amo dare giudizi in casa altrui, ma vedo parecchia difficoltà e parecchia confusione. Sta nascendo qualcosa che credo nessuno abbia capito cosa sia. E questa incertezza è evidente nell'agire degli azzurri.
Si dice che la Lega vuole riconquistare Milano per lanciare Maroni in Lombardia.
E' un retropensiero. Noi non strepitiamo in consiglio per altri fini. Noi non parliamo a nuora perché suocera capisca. Noi parliamo direttamente a nuora, punto e basta. Ci impuntiamo con la Moratti quando riteniamo di farlo. La Lega da Milano si aspetta molto di più. E in prospettiva vogliamo tornare ad avere un sindaco di Milano leghista. E' logico: Milano sarà la capitale della Padania e quindi dal nostro punto di vista dovrà essere bene amministrata dalla Lega.
Quindi Matteo Salvini prossimo sindaco?
No (e ride, ndr), Matteo Salvini papa. Anzi, presidente della repubblica planetaria siderale padana.
Però la presidenza della regione...
E' troppo presto per parlarne.
Torniamo sul prossimo sindaco leghista
Un primo cittadino del mio partito c'è già stato, e ha operato con delle luci e delle ombre. Chiunque sia il prossimo, magari qualcuno che si avvicinerà alla Lega nei prossimi mesi, avrà sicuramente una marcia in più.
Parliamo di una candidatura interna alla Lega? Un uomo di partito?
Su Milano la sorpresa, e lo dico da segretario cittadino, è che tanta gente si sta avvicinando. Nomi non se ne possono fare ma sono molti i professionisti, i manager che condividono le nostre istanze. Altri hanno il problema di tenere fuori la gente, noi la tiriamo dentro. E chissà mai che tra quelli che stanno entrando ci sia il futuro sindaco. Magari un professionista, un manager.




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