ARENA DI VERONA
Giovedì 20 Dicembre 2007
IL CORTEO DI SABATO SCORSO. Durissimo attacco alla Camera del deputato ulivista, che ricorda anche le panchine anti-senzatetto e l’abolizione del premio Melegari
Destra, il caso in Parlamento
Fogliardi all’attacco: «Così Tosi alimenta la tensione».
Valpiana: «Il sindaco con gli skinhead, è gravissimo»
«Non è questa del decreto sicurezza la vergogna, la vergogna riguarda il sindaco di Verona Flavio Tosi, i fatti avvenuti e il clima che sta maturando nella mia città». Durissimo attacco al sindaco Flavio Tosi da parte del deputato veronese dell’Ulivo Giampaolo Fogliardi ieri mattina alla Camera. Difendendo la maggioranza dalle pesanti accuse del centrodestra sul decreto sicurezza, il parlamentare ha spostato il tiro sulla sua città. E citando alcuni fatti recenti, è partito all’attacco denunciando una deriva estremista e xenofoba del primo cittadino.
«Proprio in questi giorni di vigilia di Natale», ha esordito Fogliardi, «sono comparse in città panchine denominate "antisenzatetto", brevettate in modo che non ci si possa sdraiare. Pensate a quali cervelli possono aver progettato una cosa del genere. E pensate che il sindaco ci si è fatto fotografare per dimostrare che sono davvero scomode».
Poi Fogliardi è passato a una seconda denuncia: «Non sono stati trovati nel bilancio comunale 5 mila euro per riproporre il premio alla memoria di Enzo Melegari. Chi era? Enzo Melegari è stato uno dei primi cattolici obiettori di coscienza a Verona - e per questo ha fatto tre anni di carcere - e un protagonista dell’impegno civile, da ultimo alla guida del Movimento laici per l’America Latina. Dopo la sua prematura scomparsa nel 2002 il Comune aveva istituito alla sua memoria il premio "Verona municipio dei popoli": l’amministrazione Tosi l’ha soppresso perchè non si debba ricordare».
Infine il caso del giorno, la manifestazione di estrema destra di sabato scorso. «Il sindaco Tosi», ha ricordato Fogliardi, «ha partecipato con altri esponenti della giunta comunale a una manifestazione neofascista nelle vie del centro. Questa è stata la sua risposta davanti a un clima di tensione che continua a crescere, questo il senso delle istituzioni che è stato capace di sfoggiare. Poi non si ci si meravigli se accadono le cose che accadono. Da un lato il sindaco vieta che si mangino panini per strada, poi però dopo la sua partecipazione al corteo alcuni neofascisti si sono resi colpevoli del pestaggio di tre militari meridionali nella centralissima via Mazzini. Ora in quella stessa via Mazzini non cadono più briciole di pane ma scorre il sangue».
«L’auspicio», così ha concluso Fogliardi il suo intervento alla Camera, «è che a Verona e altrove le tante realtà sia laiche che cattoliche vogliano lavorare alla costruzione di città più sicure ma allo stesso tempo tempo solidali, che sappiano affrontare i problemi e non usarli come pretesto per farne solo propaganda politica».
Intanto la senatrice di Rifondazione comunista Tiziana Valpiana ha presentato un’interrogazione (firmata da quasi tutti i senatori de La sinistra - L’Arcobaleno) al ministro dell’Interno Amato nella quale chiede «se è al corrente della manifestazione indetta da organizzazioni di estrema destra a Verona, il 15 dicembre scorso, alla quale hanno partecipato, oltre a circa 300 militanti di Fiamma Trocolore, Forza Nuova, Veneto Front Skinhead, anche il sindaco della città Flavio Tosi. Durante la manifestazione sono stati scanditi slogan contro la Resistenza, la Costituzione e contro la Repubblica democratica. Tre militari sono stati aggrediti perché meridionali, sono stati rivolti insulti alla Procura di Verona ed esposte bandiere nere». «Vedere il sindaco sfilare alla testa di gruppi della destra estrema in una città medaglia d’oro della Resistenza, è gravissimo», conclude la Valpiana.



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