Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    "Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio."
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    Predefinito Disoccupazione ai minimi dal '92 "grazie" agli stranieri

    Istat, disoccupazione ai minimi dal '92
    L'occupazione cresce con gli stranieri
    ROMA - Il tasso di disoccupazione in Italia è sceso nel terzo trimestre al 5,6%, ai minimi dal '92. Lo comunica l'Istat.

    L'occupazione è cresciuta dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2006. L'Istat precisa che si tratta di 416 mila occupati in più, grazie soprattutto alla componente straniera (+200 mila unità).
    (2007-12-20 11:101)

    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...cupazione.html

  2. #2
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    "Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio."
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    Sui 216.000 italiani occupati c'è da gioire (ma non così tanto se si pensa che le retribuzioni diminuiscono sempre di più e le tasse aumentano quanto le morti sul posto di lavoro). Ma sui 200.000 stranieri...
    Ora oltre a protettorato degli USA,l'Italia è sempre più una colonia,una terra di 'conquista' per tutti.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Suntzi Visualizza Messaggio
    Sui 216.000 italiani occupati c'è da gioire (ma non così tanto se si pensa che le retribuzioni diminuiscono sempre di più e le tasse aumentano quanto le morti sul posto di lavoro). Ma sui 200.000 stranieri...
    Ora oltre a protettorato degli USA,l'Italia è sempre più una colonia,una terra di 'conquista' per tutti.
    Applicherei al caso in questione la nobile e "circolare" filosofia dell'aikido.
    O l'alchemica trasmutazione del veleno in pozione.
    Per così dire: manca un certo spirito Signorile.
    Evola aveva parole di fuoco per l'aspetto "redentivo" del lavoro manuale.
    I Mussulmani pare fossero prudenti circa le conversioni dei conquistati.
    Se tutti i mussulmani lavorassero -riassumo brutalmente- chi farebbe il Jhiad?
    Il Santo non danneggia il parja ma disprezza il lavoro.
    Proteggeremo allora i deboli per elevare i migliori.
    Il mestiere delle armi è adatto ad un animo elevato.

  4. #4
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    "Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio."
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    Citazione Originariamente Scritto da Dvalin Visualizza Messaggio
    Applicherei al caso in questione la nobile e "circolare" filosofia dell'aikido.
    O l'alchemica trasmutazione del veleno in pozione.
    Per così dire: manca un certo spirito Signorile.
    Evola aveva parole di fuoco per l'aspetto "redentivo" del lavoro manuale.
    I Mussulmani pare fossero prudenti circa le conversioni dei conquistati.
    Se tutti i mussulmani lavorassero -riassumo brutalmente- chi farebbe il Jhiad?
    Il Santo non danneggia il parja ma disprezza il lavoro.
    Proteggeremo allora i deboli per elevare i migliori.
    Il mestiere delle armi è adatto ad un animo elevato.
    .

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Suntzi Visualizza Messaggio
    Sui 216.000 italiani occupati c'è da gioire (ma non così tanto se si pensa che le retribuzioni diminuiscono sempre di più e le tasse aumentano quanto le morti sul posto di lavoro).

  6. #6
    De Sade Passion
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    Mercato lavorativo e stranieri: contraddizioni di un sistema immondo

    L'ISTAT annuncia che la disoccupazione in Italia è hai minimi dal 1992, con un 5,6%. Su 416.000 occupati in più rispetto al 2006, circa la metà sono stranieri! In questi giorni, inoltre, sono arrivate almeno 500.000 domande per i 170.000 posti di lavoro riservati dal decreto flussi sugli stranieri lavoratori. Già si sente la fanfara e il codazzo di personaggi come il signor Paolo Ferrero (ministro della Solidarietà Sociale) invocare ritocchi al rialzo in modo che più stranieri possano essere regolarizzati (e, di riflesso, più stranieri possano cercare un lavoro in Italia). C'è qualcosa di giubilante nel modo in cui vengono presentati certi dati (questi dati), come se il Paese (in crisi per il resto, sotto tutti gli aspetti) divenisse più vivo in forza di questo matrimonio tra forza-lavoro allogena e imprenditoria italiota. 50% di lavoratori in più provenienti solo dalle comunità straniere! Ma l'annuncio dell'ISTAT riflette quanto diceva poche settimane fa l'ISFOL, affermando che la disoccupazione è ai minimi storici. Ma il rapporto ISFOL diceva anche che
    • solo metà dei lavoratori italiani sotto i 30 anni ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
    • giovani e donne sono sempre più in difficoltà rispetto al mercato del lavoro;
    • 7 donne su 10, oggi, accedono al posto di lavoro con contratti atipici.
    Tutto questo significa bassi salari e prospettive più difficile per quanto concerne la programmazione del futuro, ma, spesso, anche dell'immediato. Inoltre:
    • dal 2002 al 2006, le prospettive di crescita professionale sono diminuite del 7%;
    • cresce la sensazione che a "farcela" siano solo gli appartenenti a determinati gruppi, famiglie, correnti.
    Di fronte a questi dati, non stupisce che cresca la sconforto per il lavoro e che molti tendano a non voler più cercare un impiego (col rischio, ovvio, dell'emarginazione sociale sul lungo periodo). Naturalmente, poi, i dati sull'occupazione tengono poco in conto coloro che sono usciti dal mercato lavorativo: qundi, quando si parla di calo della disoccupazione, soprattutto in tempi di contratti atipici, è bene diffidare. Condizioni contrattuali sempre più difficili si sommano poi sempre più spesso a impossibilità di impieghi in linea con le proprie competenze o i propri percorsi formativi. Studio e lavoro diventano ambiti separati, come ulteriore esempio di una condizione sociale che non crea futuro. Ma il rapporto ISFOL dice anche dell'altro:
    • i contratti atipici sono motivati, più di 6 volte su 10, non da ragioni contingenti dell'azienda o da percorsi di formazione in essa, quanto da mere ragioni economiche, ossia per pagare meno il lavoratore e poterlo licenziare più comodamente.
    Quel sistema economico-imprenditoriale che richiede sempre più lavoratori stranieri è lo stesso sistema che nei confronti dei lavoratori italiani (soprattutto giovani e donne) crea le condizioni per una vita umiliante, spesso sottopagata, senza prospettive serie. In questi giorni, in maniera forte, inoltre, ecco il dramma delle morti sul lavoro, migliaia ormai ogni anno, a riprova di un sistema modificatosi velocemente, negli ultimi 15 anni, col solo risultato (col solo scopo?) di sfruttare il popolo autoctono.
    La classe dirigente genocida (composta da politici, imprenditori e varie figure dell'associazionismo e del sindacalismo, per lo più) chiede risorse sempre più ampie per gli stranieri, ossia per "ospiti" che, se fossimo meno obnubilati da buonismo e cascami ideologici, riconosceremo come sgraditi o, almeno, inopportuni. Le élites, inoltre, esaltano il 6,1% di PIL prodotto dagli stranieri, dimenticando che essi sono il 6,2% dei residenti in Italia (escludendo diversi immigrati irregolari), il che significa, per fare un po' di conti semplici-semplici, che il 93,8% degli autoctoni produce il 93,9% del PIL. Detto altrimenti: gli "ospiti inopportuni" producono uno 0,1% di prodotto in meno, a fronte del fatto che gli immigrazionisti affermino che costoro sono mediamente più colti e più giovani degli italiani.
    Dicono anche che siano più sfruttati, ma la cronaca (con le migliaia di morti sul lavoro) e i vari studi sull'argomento mostrano quanto gli italiani siano costretti a condizioni di lavoro altrettanto difficili (non basterà più citare quelli che sono solo casi limite, come la raccolta di pomodori in alcune regioni del Meridione). La vittimizzazione degli stranieri col tempo non funzionerà più: soldi buttati in politiche d'integrazione + soldi spediti all'estero dagli allogeni + condizioni di lavoro degradate sia per stranieri che per autoctoni, ecc., mostrano quanto poco senso abbia questo sistema sociale in cui si lascia l'ingresso indiscriminato, a fronte di una sempre più forte rapacità imprenditoriale e di condizioni di vita complicate.
    La domanda è sempre la stessa: se il sistema lavorativo punta al precariato e al risparmio dei costi sulla pelle dei lavoratori, con quale faccia si accetta l'immigrazione di massa, la quale aiuta solo tale stato di cose? Se ci sono il precariato e il calo delle opportunità di un lavoro stabile e utile per costruirsi un futuro, perchè lasciare entrare centinaia di migliaia di stranieri ogni anno?


    http://euro-holocaust.splinder.com/p...voro+in+Italia

 

 

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