La moda, si sa, è un settore che tira molto in Italia e anche all'estero. Molte persone acquistano solo abiti e profumi fatti in Italia o in Francia in quanto ritengono che siano di ottima qualità (cosa che comunque è vera) e sono disposti a spendere qualunque cifra per comprarli.
Pochi sanno però che molti abiti e articoli di pelletteria di grosse marche vengono prodotti quasi sempre in piccole fabbriche di provincia e costano a colui che ci metterà il marchio al massimo poche decine di euro, mentre il prezzo al dettaglio della merce spesso è di centinaia di euro. Lo stesso discorso vale per i profumi, il cui costo spesso e volentieri si aggira attorno ai 700-800 euro al litro ed arriva in alcuni a superare i 1.000 euro al litro, mentre è ovvio che il produttore avrà costi mooolto inferiori. La cosa che era nota da tempo, ma Report (http://www.report.rai.it/R2_popup_ar...075811,00.html) l'ha messa in evidenza nella sua trasmissione. È anche noto che i prezzi vengono mantenuti alti dagli stessi produttori che impongono al negoziante (che comunque guadagna non poco anche lui) il prezzo al dettaglio, il massimo sconto che possono fare al cliente, l'impossibilità di vendere (molti marchi) su internet e fanno opportune verifiche tramite agenti inviati appositamente nei negozi e per questo sono stati nel mirino dell'antitrust francese e hanno buscato belle multe (http://www.deluxeblog.it/post/923/la...ilioni-di-euro)
Premesso che gli stessi produttori europei in Usa costano molto meno perchè i produttori americani non impongono prezzi alti ai negozianti e quindi gli europei sono costretti a loro volta ad abbassare i prezzi (quindi col cambio favorevole, già sapete dove comprare) vorrei sapere cosa ne pensano i modaioli ed i profumaioli di pol di questa politica.




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