Salve,
vorrei conoscere le vostre valutazioni sul ravvivato e crescente legame tra la nuova politica russa (in particolare Putin) e la Chiesa Ortodossa.


Salve,
vorrei conoscere le vostre valutazioni sul ravvivato e crescente legame tra la nuova politica russa (in particolare Putin) e la Chiesa Ortodossa.


Beh... più che Russia e Chiesa direi... La Russia abbraccia l'Islam... di Gabriele Cazzulini
Tratto dal sito RAGIONPOLITICA.it il 18 dicembre 2007
Per visualizzare l'icona della Russia al tempo di Putin è opportuno includere anche gli effetti delle sue spericolate alleanze internazionali. Nel praticare la sua arte diplomatica, la Russia predilige il modello bilaterale: uno-a-uno.
Con questa strategia Mosca conta di far valere la sua stazza sul piatto della bilancia, mentre dall'altra parte spera di trovare un peso piuma oppure un peso incapace di spostare l'equilibrio dalla sua parte. E' una mentalità arretrata, che interpreta gli accordi bilaterali come un gioco a somma zero in cui solo uno dei due vince, mentre l'altro subisce. Purtroppo, questa volta, anche la sua controparte musulmana pensa la stessa cosa. Quando dall'altra parte c'è l'Islam, anche l'«orso» russo è in pericolo. Se Mosca credeva di entrare nella Repubblica teocratica con la spavalderia del padrino, si sbagliava di grosso.
Non solo Teheran sta sfruttando Mosca come magazzino per fare la spesa scontata sulla tecnologia nucleare. La Russia sta diventando anche un mercato di colonizzazione per l'Islam. Nella sua visita a Mosca, il capo dell'Organizzazione per la Cultura e l'Informazione Islamica dell'Iran ha consegnato al muftì di Mosca la somma di 100.000 dollari per ristrutturare la moschea della capitale russa, dove sorgono circa 4.000 moschee rispetto al centinaio dell'epoca sovietica. Quest'anno, poi, il numero di permessi garantiti ai musulmani russi per il pellegrinaggio alla Mecca è notevolmente cresciuto, persino dalla Cecenia. Con 10.000.000 di dollari si è anche inaugurato il primo ospedale riservato appositamente a pazienti musulmani, su iniziativa del Consiglio dei muftì e del ministero della Salute e dello sviluppo sociale: personale medico in tenuta rigidamente islamica, rigida osservanza dei precetti del Corano e farmaci compatibili con le prescrizioni religiose. Se questa struttura ospedaliera funzionerà, ne sorgeranno altre nelle principali città russe.
La Russia sta anticipando l'Europa nel processo di islamizzazione. La capitale di Eurabia diventa Mosca, dove un giorno sulle cuspidi del Cremlino sventolerà la bandiera della Mezzaluna - fantascienza o previsione? La società russa non è porosa come quelle occidentali. E' un sistema chiuso dove l'accesso degli elementi stranieri è rigidamente controllato e la loro diffusione è sotto sorveglianza. Ma è proprio qui la differenza. Se la contaminazione della diversità viene inoculata dal vertice che controlla lo Stato e la società, allora la sua penetrazione risulta più efficace. La peculiarità dell'Islam russo è che la sua diffusione avviene con il sostegno diretto delle massime autorità - come dire: un Islam con la patente di Stato.
A ben guardare, non sembra che la Russia abbia incassato un enorme profitto dall'accordo con l'Iran e, più in generale, dalla sua apertura verso il Medioriente. Al contrario, la Russia risulta un mercato molto più facile da conquistare per l'Islam proprio perché la sua diffusione è sostenuta dal beneplacito dello Stato. Allora il pugno di ferro che la Russia agita sotto il naso dell'Occidente si rimpicciolisce in un pugno tirato contro se stessa. Competere con l'America in Medioriente non vuol dire finire prigioniera degli islamici che costruiscono moschee e ospedali musulmani in Russia. Il problema è a monte: questa patina di multiculturalismo può diventare la terra che seppellisce la Russia nel momento in cui le relazioni con l'Iran non saranno più cordiali. A quel punto l'Islam avrà formato una massa critica sufficiente a creare una società separata all'interno della società. Normalmente questo è l'obiettivo della silenziosa jihad combattuta dall'islamismo radicale in Occidente. In Russia Putin non ha ancora scoperto che sta combattendo questa battaglia dalla parte sbagliata....
avremo una nuova "caduta di Costantinopoli"???? Staremo a vedere...


Questo Cazzulini ha proprio un cognome significativo.
Mi scuso, la battuta era troppo scontata, ma del resto, vista l'intelligenza della cui scarsa acutezza mostra questo articolo, davvero si fatica a non lasciarsi andare in banali battute.
Pensiero troppo ideologizzato e' sempre (SEMPRE), un pensiero pericoloso, anche perche' piu' che di un pensiero, si tratta di voce, o meglio, di balbettio.
E ce ne sono tanti, troppi di questi esempi.
" Il problema è a monte: questa patina di multiculturalismo può diventare la terra che seppellisce la Russia nel momento in cui le relazioni con l'Iran non saranno più cordiali. A quel punto l'Islam avrà formato una massa critica sufficiente a creare una società separata all'interno della società. "


beh... lo stesso sta succedendo perfino qui in Germania dove il progetto di costruire 184 nuove moschee ha innescato, nelle settimane scorse, un acceso dibattito politico...
D’accordo per la costruzione è, ad esempio, il Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi. Secondo i quali, questa costruzione sarebbe „cosa naturale ed ovvia“...
Favorevole il Comitato Centrale degli Ebrei. Favorevoli i vescovi tedeschi. Esce dal coro dei sì, invece,"udite... udite" il Comitato Centrale degli Ex Musulmani in Germania, il quale ammonisce contro una -citiamo- „tolleranza capita male“... Secondo gli ex musulmani, infatti, il progetto di costruire nuove moschee nasconde la volontà, da parte delle comunità islamiche, o di alcune di esse, di aumentare la pressione politica verso l’esterno e questo aspetto verrebbe normalmente sottovalutato.
Una nota interessante, questa degli ex musulmani. Secondo loro non è in discussione, infatti, come sembrerebbe, la libertà di ciascuno di praticare la religione che si è scelto; cosa peraltro sancita dalle Costituzioni di tutto l’Occidente...
Qui si parla di altro: del peso politico che una religione così fortemente identitaria, come l’Islam, potrebbe avere in Occidente, soprattutto se manovrata da gruppi che escono da ogni controllo.
Il presidente della Chiesa Evangelica in Germania, vescovo Wolfgang Huber, si spinge oltre. Lo citiamo: „Ci deve essere concessa la domanda seguente: quanto la costruzione delle moschee è legata alla soddisfazione di bisogni di tipo religioso, quanto invece è collegata a spinte di potere???“, continua Huber: „Chi si richiama alla libertà di religione, deve accettare anche gli altri principi della nostra Costituzione, tra cui figurano: gli uguali diritti e doveri tra uomo e donna, il diritto di cambiare religione.
Nessuna religione può infine giustificare la violenza“...
Mi paiono illuminanti le parole del vescovo Huber. Non volendo sembrare intolleranti sul piano delle libertà religiose, noi occidentali siamo disposti spesso a passar sopra a diritti fondamentali, sanciti non soltanto dalle Costituzioni, ma anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Si pensi ai matrimoni combinati contro la volontà delle donne, alla violenza familiare e domestica. Nei mesi e negli anni passati, sia in Germania che in Italia, non sono state poche le ragazze ammazzate dai loro stessi padri o fratelli perché volevano vestirsi diversamente, perché erano andate a ballare o perché flirtavano con chi pareva loro. Si pensi alle innumerevoli anghèrie che milioni di donne musulmane devono sopportare ogni giorno nelle loro famiglie; anghèrie che nessuno racconterà mai.
Di queste cose si tace nelle trattative che si fanno per la costruzione di moschee, in Germania come in Europa... Come non si parla della pressione enorme che le comunità islamiche fanno a chi vuole uscire dal gruppo. Non si parla della intolleranza che l’Islam manifesta verso le altre religioni. Non solo da noi, ma anche, e soprattutto, nei Paesi islamici del Medio Oriente, dove i morti ammazzati solo perché cristiani o ebrei non si contano più.
Queste cose dovrebbero essere punti fermi e non trattabili per noi; così come dovrebbe essere un punto fermo il fatto che in Occidente, in qualsiasi luogo, anche il più piccolo o il più nascosto, la legge è normativa, non la religione.
Nel nostro concetto di „tolleranza“, invece, tutte queste sembrano opzioni. Citiamo infine ancora il Comitato Centrale degli Ex Musulmani: „La sottovalutazione degli effetti della costruzione delle nuove moschee in Germania porterà non solo alla radicalizzazione dei rapporti tra musulmani e tedeschi, ma anche a quella tra gruppi di musulmani“.
Parola del presidente, il già musulmano Mina Ahadi. Vale a dire, se leggiamo bene le sue parole, che molto dipende da chi controllerà le nuove moschee. Senza volere entrare in tali questioni, si può sottolineare tuttavia il fatto che la libertà di culto non è e non deve essere in discussione.
Ma neppure, lo ripetiamo, i diritti umani, il principio di uguaglianza tra uomini e donne, il primato della legge sulla religione, il rifiuto di ogni tipo di propaganda della violenza sociale o culturale. Neppure queste cose devono essere messe in discussione in nessun luogo, anche il più nascosto dell’Occidente.