L’ ITIS e il Liceo Scientifico a indirizzo tecnologico B. Castelli di Brescia sono in protesta per una lunga battaglia che noi studenti conduciamo ormai da tre anni nei confronti della presidenza che dispoticamente e sistematicamente si rifiuta di ascoltare nostre precise e democratico richieste. L’Istituto Castelli, infatti, dopo le parole dell’islamico fondamentalista Adel Smith è stato privato del crocifisso in ogni sua aula. All'inizio alcuni ragazzi si sono proposti di interrogare a riguardo il preside Prof. Angelo Alioto, ricevendone come risposta che se solo avessero raccolto firme nelle classi ed in ognuna di esse la maggioranza dei ragazzi fosse stata concorde il simbolo universale della convivenza civile e della pace sarebbe stato reintrodotto. Non è stato però così. La maggioranza delle classi hanno espresso il loro consenso,ma il preside ha lasciato che la questione venisse meno approfittando dello scorrere del tempo. L’anno scolastico seguente, 2006/2007, noi studenti ci siamo nuovamente fatti sentire, e per l’ ennesima volta ci ha indirizzato alla raccolta di firme,ma con una novità: se solo uno studente non avesse dato il proprio consenso e si fosse “sentito offeso” alla sola vista del crocifisso, lo stesso non sarebbe stato posto sulla parete di nessuna aula. Dopo Nuovi pacchi di firme, un altro anno niente di fatto. Quest’anno abbiamo ricevuto lo stesso trattamento e ,di nuovo,con un' "innovativa" condizione: “dovranno essere consenzienti anche tutti gli insegnanti in quanto la scuola è luogo di lavoro”. Noi studenti sappiamo bene che tutti gli insegnanti non potranno mai essere unanimemente favorevoli all’ affissione del crocifisso per motivi che vanno dalla sottomissione al "potere forte scolasitco", all'ignavia o peggio all'appartenenza ideologica avversa che fa seguire decisioni sempre parziali e pretestuose. Ci siamo appellati alla sentenza del Consiglio di Stato nella quale si afferma che il crocifisso può restare nelle aule scolastiche non come suppellettile o come oggetto di culto, ma perché è un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili quali tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato. E’ bene ricordare che la scorsa settimana il preside Alioto ha imposto il divieto assoluto di organizzare manifestazioni di protesta nel merito della questione sopra esposta, ma noi studenti non staremo a guardare e non piegheremo la testa davanti a chi approfitta del suo ruolo (che dovrebbe essere di educatore), per discriminare le nostre democratiche istanze. Giovedì 20 dicembre svolgeremo dalle 8.00 davanti all’ITIS di via Cantore un presidio di protesta che potrà anche sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo il tema della difficile convivenza religiosa già tra i banchi di scuola, ma soprattutto in relazione al pericolo che il futuro ci prospetta del venir meno,giorno dopo giorno,delle nostre radici millenarie etiche, religiose e sociali, nonchè denunciare in che modo molte scuole sono gestite da presidi ed insegnanti che, asserviti ai partiti e alle lobbie di appartenenza, tentano di imporre la loro legge agli studenti contro ogni forma di libertà.
Rappresentanti d'istituto: Calzoni Claudio
Responsabile Lotta Studentesca Brescia: Pesenti Graziano




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