mercoledì 19 dicembre 2007
Interventi.
I detenuti sardi lontani da casa,
basta con le discriminazioni
di Roberto Loddo
Antonino Loddo è un detenuto sardo attualmente nel carcere di Rebibbia. È affetto da una grave patologia, incurabile e degenerativa, che lo costringe all'immobilità, e le sue condizioni sono ulteriormente aggravate per gli effetti devastanti provocati dallo sciopero della fame e della sete effettuato per essere trasferito nel centro clinico del carcere di Buoncammino, a Cagliari.
Come Associazione 5 Novembre “Per i diritti civili” vogliamo denunciare una grave e costante discriminazione anticostituzionale ai danni deidetenuti sardi.
Sono numerosi i detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle carceri della penisola. La detenzione lontano dalla Sardegna crea pesanti disagi ai reclusi ed ai loro familiari, che per le visite e i colloqui impiegano diversi giorni di viaggio, con spese gravanti su situazioni economiche sempre molto difficili, e ripercussioni psicologiche per i limiti ai rapporti affettivi nei riguardi soprattutto di bambini e anziani.
Questasituazione aggrava le diseguaglianze dentro il mondo del carcere, nonostante il nostro impianto costituzionale sia incentrato sul principio di eguaglianza e di legalità. Crediamo che in assenza di un serio intervento sociale da parte della Regione Autonoma della Sardegna e del Ministero della Giustizia a favore della territorializzazione delle pene, non potremmo mai più parlare di rispetto dei diritti umani.
L'Associazione 5 Novembre ”Per i diritti civili” chiede ancora una volta il rispetto della legge sull'ordinamento penitenziario e la concreta attuazione del protocollo d'intesa tra il Ministro della Giustizia e la Regione sul principio di territorializzazione delle pene. Vorremmo sapere inoltre per quali motivi Antonino Loddo non possa essere trasferito nel carcere Buoncammino a Cagliari. Il Ministero della Giustizia e la Regione dovrebbero poi far sapere il numero esatto dei detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle carceri della penisola.
* associazione 5 Novembre “Per i diritti civili”