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MARIOK
Lavoro e ruolo del sindacato
Stampa questo post lunedì 22 marzo 2010 14:04 - di Elisa Migliaccio -
Lavoro e ruolo del sindacato
Tre morti sul lavoro in poche ore anche tre giorni fa , due suicidi, nello stesso giorno per il lavoro che non c’è o non c’è più ,nel silenzio di tutti , anche della Chiesa per la quale va difesa la vita anche quando non lo è ancora o quando non lo è più perché è un corpo tenuto artificialmente in vita dalle macchine.
Migliaia di lavoratori perdono il posto perché le imprese per mantenere i profitti fatti in tempo di vacche grasse delocalizzano dove la mano d’opera costa poco e non si hanno diritti; altri montano su tralicci e tetti, perché è l’unica maniera per diventare visibili o almeno lo era perché ora i mass media asserviti al padrone non ne parlano più e perché i lavoratori non hanno più un grande partito che li rappresenti.
Tantissimi lavoratori atipici ed a termine sono spariti dalle imprese senza che nessuno se ne sia accorto; per centinaia di migliaia sta per finire il periodo di cassa integrazione dopo di che perderanno anche il misero reddito di questi mesi ed il ministro Sacconi si rifiuta, di prorogare la CIG perché , dice, non si può dare tutto ai lavoratori più protetti e nessun ammortizzatore sociale a chi per ora non ne ha diritto. Ci saremmo aspettati che dopo questa dichiarazione si fossero prese delle decisioni per proteggere il lavoro, tutti i tipi di lavoro, magari con l’introduzione di un reddito minimo di cittadinanza per tutti i cittadini che non trovano lavoro o che lo perdono .
Invece nulla ; anche nella riunione al Parlamento per affrontare la crisi il Governo non ha predisposto nessuna politica industriale, nessuna risorsa per i lavoratori ; in fondo il suo scopo è quello di approfittare della crisi per smantellare le tutele conquistate dal mondo del lavoro in decenni di lotte, come ha fatto con le norme sull’arbitrato
Il 12 marzo c’è stato un grande sciopero della CGIL con migliaia di lavoratori in tutte le parti d’Italia a chiedere lavoro,fisco più giusto ,diritti di cittadinanza. Il ministro Sacconi l’ha definito uno sciopero politico, lo stesso ha detto il Segretario della CISL , Bonanni .
Un’organizzazione sindacale confederale si è permessa di giudicare un’azione di lotta promossa da un altro sindacato e si è fatta anche promotrice di una “dichiarazione comune” firmata da tutti i sindacati ed associazioni patronali con il dissenso della CGIL e della Lega delle Cooperative, in cui ritiene l’arbitrato una conquista importante per i lavoratori purché non venga applicato in “controversie in materia di risoluzione dei rapporti di lavoro”. La CISL non parla però dei pericoli insiti nella nuova legge sia per il tipo di arbitrato previsto, quello “di equità” , che per il depotenziamento del ruolo del giudice del lavoro.
E’ evidente che alla base della nuova frattura fra i sindacati sta un concetto diverso di fare sindacato e che, come ben descritto nel Libro Bianco di Sacconi, il Governo tenta di isolare la CGIL per avere in Italia un sindacato che sia solo collaborativo. In questo caso gli verranno concesse funzioni di controllo e di certificazione della regolarità delle imprese e dei contratti di lavoro, gestione del collocamento , intermediazione di manodopera, possibilità di certificare contratti di lavoro individuali. L’attività di contrattazione verrà fatta negli enti bilaterali dove saranno garantiti pezzi di welfare o negli enti di certificazione dove si procederà al graduale superamento del contratto nazionale , già minato con l’accordo sulla Riforma della contrattazione, che verrà sostituito da tanti contratti individuali.
Il sindacato contratterà diritti di Welfare per i propri iscritti , ma sarà la fine di un Welfare universalistico garantito dallo Stato
Ed allora i lavoratori debbono scegliere fra 2 modi di essere sindacato: un sindacato che propone, crea piattaforme, contratta e se occorre ricorre al conflitto con le controparti datoriali e istituzionali od un sindacato che si caratterizza per i servizi che offre ai suoi iscritti, che collabora con l’impresa ed il Governo con i quali non entra in lotta neppure quando le sue richieste vengono quasi del tutto evase.
Elisa Migliaccio