Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2007-03-10 num: - pag: 5
autore: Marco Galluzzo categoria: REDAZIONALE
LA STRATEGIA
Il centrodestra prepara la «trappola» del Senato «Pioggia di emendamenti, magari vanno sotto»
ROMA — Costringerli a votare e rivotare, voto plurimo, emendamenti su emendamenti: «Se vogliamo possiamo presentarne anche centinaia», promette Calderoli. Ammesso ovviamente che Marini acconsenta, ma «l'importante è che vadano sotto almeno una volta». Poi c'è l'ordine del giorno o la risoluzione, altri strumenti possibili: obiettivo scardinare la maggioranza, provocare defezioni di principio, alterare l'equilibrio. E infine c'è l'astensione a sorpresa, ipotesi accademica, smentita ufficialmente, ma annoverata fra i colpi di scena vari ed eventuali.
Mancano più di 15 giorni al 27 marzo, giorno in cui il decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan sbarcherà nell'Aula del Senato. Tanti, ma anche pochi: i senatori del centrodestra sono già al lavoro, si studiano possibili trucchi, strategie per mandare di nuovo in crisi il governo. Ieri Prodi ha scherzato da Bruxelles: alla Camera «è stata una vittoria di misura, abbiamo vinto appena», riferendosi, con ironia, al largo margine incassato dal centrosinistra a Montecitorio. Ma al Senato, lo ha avvertito Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, la musica sarà diversa: «Aspettiamo Prodi a Filippi, dove non ha la maggioranza in politica estera...».
Come far fare al Professore e alla maggioranza la fine di Bruto e Cassio, sconfitti da Ottaviano e Antonio in Macedonia, è la domanda su cui i senatori del centrodestra si arrovelleranno per i prossimi giorni. «Passerò il weekend a studiare il decreto approvato alla Camera», ammette Francesco Storace, fra i più agguerriti parlamentari di An. Una caccia alla ricerca di ogni aspetto del decreto che sia emendabile: «Si può puntare al voto plurimo, presentare alcuni emendamenti e costringere il centrosinistra a votarli. Con tante votazioni separate il rifinanziamento finale può anche passare, in modo liscio, ma se anche una sola volta vanno sotto prima...».
«Se anche una sola volta» è anche il sogno di Roberto Calderoli, senatore leghista, esperto di regolamento d'Aula, autore di trucchi parlamentari che gli hanno dato celebrità aggiuntiva negli ultimi giorni. L'ex ministro ovviamente è reticente: «I trabocchetti si studiano e si applicano, ma non si rivelano nemmeno ai propri collaboratori. Ci sono ancora 15 giorni, quindi c'è tutto il tempo di studiare e studiare e ancora studiare...».
La certezza è che per il 27 marzo la mobilitazione del Polo sarà massima. Eventuali colpi di scena — il centrodestra che si astiene o vota contro — dovrebbero essere esclusi: se la tentazione è davvero serpeggiata in Forza Italia è stata immediatamente riposta nel cassetto per la contrarietà dell'Udc: «Giochini sulla pelle dei nostri soldati non sono ammissibili — avverte Mario Baccini, primo referente di Casini in Senato —. Ma se Prodi non avrà una maggioranza di 158 eletti dovrà prenderne atto».
Come riuscire nell'intento è occupazione intellettuale anche di un altro esperto di tecnica parlamentare del Senato, ovvero Lucio Malan, senatore di Forza Italia: «Qualsiasi sarà lo strumento la cornice è quella di uno scenario che è cambiato, non è più quello di un anno fa e i nostri soldati devono ricevere dal Parlamento, almeno in termini di regole d'ingaggio, un sostegno diverso». E' molto probabile che l'invocazione dello scenario di guerra, per mandare in crisi la sinistra estrema, servirà a giustificare i colpi di scena.




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