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  1. #1
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    Exclamation Se il governo sopravvive, ne guadagneranno famiglie e ceti deboli...

    Allo studio un pacchetto di misure in più tappe per un valore
    di 12-16 miliardi a favore dei lavoratori dipendenti
    Prodi 2008: Prima la dote ai figli, poi le aliquote
    meno tasse sotto i 40 mila euro

    di ROBERTO MANIA

    Romano Prodi

    UN PIANO per aumentare il reddito reale dei lavoratori. Romano Prodi ha deciso di imprimere un'accelerazione per riportare in primo piano l'emergenza salariale. Da qui un pacchetto di misure in più tappe: prima le detrazioni fiscali e gli interventi per le famiglie, poi l'abbattimento delle aliquote Irpef. Destinatari i lavoratori dipendenti con un reddito annuo tra i 30 e i 40 mila euro. Una scelta di campo. Il progetto potrebbe essere al centro della conferenza stampa di fine anno, convocata per giovedì prossimo.

    E la questione dovrebbe approdare all'ultimo Consiglio dei ministri del 2007 di venerdì. Una strategia che punta a rilanciare l'azione di governo, dilaniato dalle sue divisioni, ma anche a riproporre la politica dei redditi come asse della politica economica, dopo avere messo in sicurezza la dinamica del deficit e aver avviato il welfare state verso la modernità.

    Il riaffacciarsi dello spettro dell'inflazione e le speculazioni sul fronte dei prezzi impongono ora un cambio di marcia. L'intervento nella Finanziaria con il bonus a favore degli incapienti (150 euro) è solo un primo passo. Quello di Prodi, affiancato dal vice ministro Vincenzo Visco e dal titolare dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, è un disegno ambizioso. Una specie di biglietto da visita con il quale presentarsi alla verifica di maggioranza e che fa leva sul riordino del meccanismo delle detrazioni fiscali, sull'introduzione della "dote fiscale del figlio", fino alla riscrittura delle attuali aliquote della curva dell'Irpef.

    Quindi un percorso con più step, a partire dalla prima metà del prossimo anno, quando, già con la Trimestrale, sarà possibile valutare l'entità strutturale dell'extragettito fiscale che - stando alle prime simulazioni - potrebbe arrivare a 6,3 miliardi.
    Secondo le stime dei tecnici, dunque, servono complessivamente tra i 12 e i 16 miliardi di euro in un triennio, più o meno un punto di Pil. Le risorse, ancora una volta, dovrebbero arrivare dalla lotta all'evasione fiscale ma anche dai tagli alla spesa pubblica improduttiva.

    Il piano guarda a oltre il 90 per cento dei lavoratori dipendenti: coloro che guadagnano fino a 40 mila euro lordi all'anno e pagano le tasse fino all'ultimo euro. Quella fascia di contribuenti, in sostanza, che ha visto drammaticamente crollare il proprio potere d'acquisto negli ultimi anni. Basta leggere i dati della Banca d'Italia: nel quinquennio 2000-2004 il reddito reale dei lavoratori dipendenti è calato di quasi il 4 per cento, contro un incremento di circa il 15 per cento per il mondo del lavoro autonomo. Un processo che sta ridisegnando la stessa composizione sociale italiana con il progressivo scivolamento del ceto medio, a reddito fisso, sempre più in basso nella classifica. Un impoverimento che incide sui consumi ma che racconta sempre più anche del declino italiano.

    In parallelo al piano per il lavoro dovranno chiudersi le trattative per i rinnovi contrattuali, a cominciare da quello dei metalmeccanici. Il premier lo ha detto chiaramente al leader di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nell'incontro di questa settimana a Palazzo Chigi. E alle parti sociali il governo chiederà di aggiornare il modello contrattuale (nato con il protocollo Ciampi del '93) per favorire il recupero di produttività alla quale legare gli aumenti salariali a loro volta sgravati dall'imposizione. Poi serviranno le altre liberalizzazioni già presentate al Parlamento.
    Si dovrebbe partire con l'aumento delle detrazioni fiscali per i redditi da lavoro dipendente, come peraltro già indica la Finanziaria approvata venerdì. Tra le ipotesi anche quella di ritornare ad una sorta di detrazione forfait per il lavoro dipendente. Un meccanismo fortemente redistributivo a favore dei redditi più bassi per i quali uno sconto fisso ha un impatto in proporzione maggiore rispetto a ciò che accade agli scaglioni più alti.

    Per la famiglia si punta ad un'operazione di semplificazione degli attuali istituti con la sostituzione degli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per i figli a carico, con la "dote fiscale del figlio". Un pacchetto che era stato presentato in alternativa agli sgravi sull'Ici sulla prima casa e che poi è stato messo da parte. Ora ritorna in pista.

    Inizialmente dovrebbe riguardare i bambini che hanno da 0 a 3 anni e via via i nuovi nati che si porteranno appresso la dote fino al compimento della maggiore età. Dal punto di vista tecnico la dote sarebbe una detrazione (sotto forma di aumento in busta paga) che corrisponderebbe a 2.550 euro all'anno per il primo figlio, che aumenterebbe poi col numero di figli, riducendosi, senza tuttavia scalini ripidi, con la crescita del reddito. Nessuno, sulla base del reddito, verrebbe escluso dallo sgravio. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo di euro.

    Più complessa, e onerosa (almeno 6,3 miliardi per il primo intervento) la partita per riscrivere la curva dell'Irpef. In ogni caso se ne parlerà con la Finanziaria del 2009. I tecnici, intanto, hanno allo studio il passaggio dell'aliquota per il primo scaglione di reddito (fino a 15 mila euro) dall'attuale 23 per cento al 20 con lo scaglione che, però, scenderebbe a 7.500 euro.
    Per ora è stata accantonata l'ipotesi della restituzione del fiscal drag, cioè dell'aumento del carico fiscale a causa della crescita dell'inflazione. Il tema è tornato di attualità anche durante la discussione sulla Finanziaria, ma la mancanza di copertura non l'ha fatto entrare nella manovra.

    La platea potenzialmente interessata è di circa 30 milioni di persone, compresi i lavoratori autonomi. Proprio per quest'ultimo aspetto sarebbe stata messa da parte. D'altra parte l'obiettivo non è una riduzione generale del carico fiscale scarsamente percepibile e già sperimentato inutilmente nella passata legislatura, ma quello di rimettere al centro il recupero del potere d'acquisto di chi ogni mese riceve la busta paga.
    (23 dicembre 2007)
    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...to-salari.html

  2. #2
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    pardon, post doppio....

  3. #3
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    mi pare che queste siano delle proposte molto buone...


    però tutto sta nella prima parte del titolo...SE....

  4. #4
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    io non voglio dire, ma perche' quelle cose non le potrebbe fare un nuovo esecutivo? poi partendo dal SE si vede come tutto e' condizionato all'extra gettito..

  5. #5
    Ha da venì Baffone
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    Prove tecniche di campagna elettorale ...

    quando Prodi ed i democristiani riscoprono di essere stati votati
    da un buon numero di comunisti vuol dire che annusano la caduta
    e le nuove elezioni.

    La prima volta ci ho creduto, la seconda volta ci ho voluto credere ...
    stavolta vanno a fare in culo ( scusate il francesismo )

  6. #6
    oro e porpora
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    Anche nella finanziaria 2008 sono già contenute parecchie misure di sostegno alle famiglie, ai ceti deboli e ai lavoratori dipendenti.
    Se la si va a leggere attentamente, si scopre che forse è una delle migliori degli ultimi anni.

    Dispiace solo che se ne parli poco, l'anno scorso ci facevano ogni giorno le prime pagine dei quotidiani...ma quella (guarda caso ) era una finanziaria lacrime e sangue...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da adso88 Visualizza Messaggio
    Anche nella finanziaria 2008 sono già contenute parecchie misure di sostegno alle famiglie, ai ceti deboli e ai lavoratori dipendenti.
    Se la si va a leggere attentamente, si scopre che forse è una delle migliori degli ultimi anni.

    Dispiace solo che se ne parli poco, l'anno scorso ci facevano ogni giorno le prime pagine dei quotidiani...ma quella (guarda caso ) era una finanziaria lacrime e sangue...
    Già, che strano, non ho visto nessun tg dedicare più di un decimo del tempo che dedicarono alla Finanziaria 2007 per quella 2008.

    Comunque sembrano misure molto importanti, il punto è capire se c'è lo spazio politico di manovra... vedremo a gennaio. Comunque è evidente che scegliere un rilancio del potere d'acquisto dei redditi medi vuol dire cercare di tirare su i consumi.

  8. #8
    Conservatorismo e Libertà
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    Troppo tardi, i ceti medi e deboli sono stati spolpati vivi da una tassazione senza precedenti.
    E non si recupera consenso strutturale lanciando mancette a pioggia.

  9. #9
    Obama for president
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    ma per piacere che non c'è nessuna crisi, io faccio il commerciale e non vedo tutta sta crisi vedo gente che va male, altri che vanno bene altri così e così

  10. #10
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    ma per piacere che non c'è nessuna crisi, io faccio il commerciale e non vedo tutta sta crisi vedo gente che va male, altri che vanno bene altri così e così
    BALLE.....tu vivi in un'altro stato....spagna?.....

    aspetta gennaio che poi ti ricredi.

    ops....è colpa di BERLUSCONI

 

 
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