Riportiamo parte dell'intervista doppia che è stata pubblicata sul giornale scolastico dell'istituto gioia, in merito al badge elettronico
anche l'intervistatore, redattore del periodico, è un militante del Blocco Studentesco
Ecco le due interviste: il primo a parlare è Alex Gazzola (vice presidente della consulta e militante del Blocco Studentesco), il secondo è Tommaso M. (Collettivo Studentesco).
Alex Gazzola, tema d'attualità: il badge.
Sono contrario, e non è un'affermazione campata per aria, ha i suoi fondamenti. L'intento del badge è nobile, o almeno quello che ci è stato presentato, poichè alleggerisce il lavoro dell'ufficio. Non trovo giusto, però, il suo utilizzo. La scuola si sta indirizzando sempre più a una forma aziendale e d'immagine. Forma aziendale perchè la scuola italiana ha fatto a meno, fino al duemila, di registro elettronico e badge, e ora non vedo la necessità di questi strumenti. Inoltre gli studenti non sono stati appellati e i nostri dati sono stati forniti ad un'azienda senza il nostro consenso, e, da neoeletto alla consulta, ho sentito molti lamentarsi sul malfunzionamento della macchina. Infine, alla base dell'introduzione di questo aggeggio, sta una cultura d'immagine perseguita molto dalla scuola.
La protesta ha ancora senso, ora che ormai il badge è stato adottato e i soldi sono stati spesi?
La protesta per una giusta causa non va mai abbandonata, è giusto che gli studenti lottino per i propri valori e ideali.
Tommaso M., il badge?
Tre parole, un climax: antipatico, inutile, dannoso. Ancora una volta il liceo non ha esitato a cogliere l'occasione di mettersi in mostra come istituto moderno, all'avanguardia. Qualche anno fa è stato introdotto il registro elettronico, che costa alla scuola uno svario di soldi e risulta pressochè inutilizzato. Quest'anno si è deciso di rincarare la doseintroducendo un sistema informatico per definire gli orari, e un computer all'ingresso per fare simpaticamente timbrare il cartellino all'ingresso, manco fossimo operai della Paver! Molto spesso non funziona, e quando funziona impegna la povera Z., tutt'altro che liberata dai suoi impegni. Non sono un impiegato che deve timbrare il cartellino, ma uno studente, e pretendo che il Gioia si comporti da scuola. L'interesse palese di questa iniziativa è fare pubblicità al liceo, e noi studenti passiamo dunque in secondo piano.
Ma la protesta ha ancora senso?
Eccome! Così come il badge è stato introdotto può anche essere smantellato, se questo è il volere della maggioranza degli studenti. Ho già dato ai rappresentanti d'istituto tutta la mia disponibilità, nel caso in cui dovesse risultare diffuso il malcontento sfrutterò ogni mezzo a mia disposizione per ottenere la rimozione del patetico badge.




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