venerdì 21 dicembre 2007

Gli attacchi di «Informazione Corretta» a Franco Cardini



Sommario: Premessa. – 1. Magdi lo “Sbugiardatore” che non gradisce “Gaza Vivrà”. – 2. L'ironia deprimente e disinformata di Piera Prister. – 2.0. Premessa.




– Cosa sia «Informazione Corretta» abbiamo ormai appreso in molti ad apprenderlo. Proprio nel convegno romano sulla “democratizzazione forzata” dell’Iran – su cui rinvio ad una recente ed allarmante notizia – era seduta accanto a me una giovane giornalista che mi chiedeva chi fosse Angelo Pezzana. Le spiegavo che la maggiore attuale notorietà di Pezzana sia quella di gestore di una strana testata, divinamente ispirata sui concetti di Verità, di Bene, di Giusto tutti sintetizzata nel titolo «Informazione Corretta». Al che la giovane: «Ah, è lui?» e quindi mi rivelava di averne pure subito le attenzioni: una scrollata di spalle e niente più. Qualcuno però ogni tanto se la prende e la cosa finisce sui giornali. È stato il caso di Odifreddi che ha definito “parafascista” la testata. A sua difesa è sceso l'organigramma della comunità ebraica che ha definito la testata “coraggiosa” (ma forse volevano dire irresponsabile e certa di impunità) e meritoria, o simili, mandando lettere che sono una pena dal punto di vista logico ed etico. È ora la volta di Franco Cardini a perdere la pazienza. Apriamo perciò un'apposita scheda di monitoraggio dove fondamentalmente andremo a distinguere due tipi di interventi: uno con il quale la Redazione di IC – sempre rigorosamente anonima – seleziona articoli di stampa non benevoli verso Franco Cardini ovvero aggiunge all'articolo i tipici commenti redazionali. Secondo l'uso di «Informazione Corretta» le testate giornalistiche italiane vengono distinte in buone e cattive: quelle buona meritano l’etichetta di «informazione che informa», quelle cattive hanno invece l’etichetta di «critica». La critica si evidenzia nella manipolazione del titolo originale e spesso nella stesura di un breve testo redazionale, i cui contenuti potrebbero spesso offrire di che lavorare a qualche studio legale. È infine da aggiungere che i testi così presentati vengo tassativamente sempre accompagnati da un indirizzo email, al quale i fans tipici della testata – spesso assatanati militanti sionisti – vengono invitati, per non dire istigati a scrivere, o meglio come io dico metaforicamente: a lanciar sassi. Ho potuto notare che i Lapidatori non vanno molto per il sottile. Non si curano gran che di indagare scrupolosamente la questione di cui si tratta. Con estrema superficialità mandano missive alle redazioni dei giornali, ma non solo a queste, dove in pratica per effetto della reiterazione concertato si mira in fondo ad intimidire la vittima designata. Ciò premesso è qui aperta un'apposita e particolarmente accurata scheda di monitoraggio volta a documentare le amorevoli attenzioni di «Informazione Corretta», ovvero del suo deus ex machina Angelo Pezzana, nei confronti di Franco Cardini. Avverto che la successione dei singoli paragrafi di questo articolo non è nell'ordine ordine cronologico dei originari o degli eventi, ma necessariamente nell'ordine casuale della rilevazione dei dati.

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1. Magdi lo “Sbugiardatore” che non gradisce “Gaza Vivrà”. – È qui ripresa Lettera sul «Corriere della Sera» dell’11 novembre 2007, dove si protesta contro un articolo di Magdi Allam del 4 novembre nel quale egli dice di voler denunciare per “odio razziale” [a quando l’abrogazione della legge Mancino che istiga a simili aberrazioni da tarantolati?] quanti hanno firmato il manifesto “Gaza vivrà». Il nome di Cardini è qui citato insieme a quello degli altri primi firmatari. Il testo è preceduto dal solito commento “obiettivo”, “corretto”, “neutrale”, “imparziale” di Informazione. Ne diamo in successione tutte le tre parti, di cui la terza è la «risposta» dello stesso Magdi alla Lettera:



Corriere della Sera Informazione che informa
11.11.2007 Magdi Allam sbugiarda i bugiardi
Mistificano i fatti e dissimulano la verità


Testata: Corriere della Sera
Data: 11 novembre 2007
Pagina: 35
Autore: Magdi Allam
Titolo: «L'appello «Gaza vivrà»»

Magdi Allam risponde, sbugiardandoli, a quell'accozzaglia
[è questo un termine che induce all’amore? Quando dico che nella mani di gente come i Corretti Informatori la legge Mancino è un'arma impropria di delazione, intendo dire che i primi, veri e autentici Odiatori sono proprio quelli che si appellano ad una legislazione, rivolta non a ottenere la concordia civile, ma essa stessa strumento della forma più bassa di guerra civile: la denigrazione, la diffamazione, la delazione]
di firmatari dell'appello Gaza vivrà, sul CORRIERE della SERA di oggi, 11/11/2007, a pag.35.

Ecco la lettera dei mistificatori-dissimulatori, [tipica obiettività dei nostri Corretti Informatori] come li ha definiti giustamente [tipica imparzialità] Magdi Allam. Segue la risposta:

Poche righe per comunicare la nostra sorpresa nel leggere sul Corriere del 4 novembre un articolo a firma di Magdi Allam che, ancora una volta, manifesta il suo livore contro chi si permette di criticare la politica dello Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese, da decenni sottoposto a una spietata occupazione militare. In questo caso non si tratta di solo livore: Magdi Allam, trasformandosi da giornalista a pubblico inquisitore, sollecita la magistratura italiana a prendere provvedimenti contro gli estensori dell'appello «Gaza vivrà», da lui accusati di odio razziale e di istigazione alla violenza. In realtà Magdi Allam si è reso responsabile di un autentico falso e di una grave calunnia nei confronti dei firmatari dell'appello. Essi avrebbero «paragonato Israele al regime di Hitler perché avrebbe trasformato Gaza in "campi di concentramento nazisti" ». Nel nostro testo si legge semplicemente che a Gaza «un milione e mezzo di esseri umani restano sotto assedio, accerchiati dal filo spinato, senza possibilità né di uscire né di entrare. Come nei campi di concentramento nazisti, essi sopravvivono in condizioni miserabili, senza cibo né acqua, senza elettricità né servizi sanitari essenziali». La nostra era dunque una legittima, energica denuncia non del carattere nazista della politica israeliana — non avrebbe alcun senso affermarlo — ma delle condizioni di vita miserabili della popolazione palestinese di Gaza, che sono sicuramente paragonabili a quelle di un campo di concentramento nazista. Gaza è la striscia di terra più densamente popolata del mondo, dove un milione e mezzo di persone sopravvivono in condizione disperate. La loro condizione meriterebbe comprensione, solidarietà e sostegno, in particolare da chi, come Magdi Allam, è di origine araba.

Danilo Zolo, Gianni Vattimo, Edoardo Sanguineti, Franco Cardini, Marino Badiale, Alessandra Persichetti, Giovanni Bacciardi, Bruno Bellerate, Rodolfo Calpini, Costanzo Preve, Gilad Atzmon, Ferruccio Andolfi, Domenico Losurdo, Ugo Giannangeli, Giuseppe Pelazza, Aldo Bernardini, Vainer Burani, Piero Fumarola, Ornella Terracini
• A me sorprende la spregiudicatezza
[a me sorprende la sfrontatezza di Magdi Allam]
con cui si nega un'opinione
[hai detto un'opinione? Ed allora? Non potresti semplicemente limitarti ad non condividere le opinioni e posizioni altrui?]
che è stata affermata in modo manifesto e inequivocabile. Come si può scrivere nell'Appello, cito testualmente, «embargo genocida»
[ti sembra inverosimile la cosa? e se anche l'embargo non fosse “genocida” nel senso che non li ammazza tutti in una volta, ti sei mai chiesto quale fosse il contenuto ”umanitario” di un embargo che colpisce indistintamente tutti i componenti di una società? Gli embarghi per essere efficaci armi da guerra devono essere duri e spietati. In Iraq hanno prima sterminato la popolazione con l’embargo, sfinendola e facendo morire la popolazione più debole, donne, vecchi e bambini e poi finendola con le armi e le bombe sganciate dagli aerei, magari telecomandati per non correre inutili rischi]
e «campi di concentramento nazisti»
[perché la cosa ti scandalizza? Concedi perlomeno l'uso metaforico del linguaggio. In senso proprio il termine nazista ha un uso geografico e temporale ben determinato. Ma allora o lo si usa in senso proprio o chiunque ne può fare un uso analogico e metaforico, se così credi. Ma il fatto in sé non è sindacabile e meno che mai denunziabile ad una procura della repubblica. Siamo matti? ]
riferendosi alla situazione di Gaza, chiedere al governo Prodi di legittimare il gruppo terrorista Hamas messo al bando dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti,
[gli Stati Uniti mettono al bando troppa gente! Chi dà loro il potere e il diritto di redigere l'indice? Non dovrebbero mettere fra i terrororisti in primo luogo loro stessi e gli alleati israeliani? Chi si vuol prendere in giro?]
e poi negare di aver paragonato Israele al nazismo
[ma perché quando il tuo degno compare di lotta Carlo Panella parla di fascismo islamico ed il lacché Bernard Lewis equipara nazismo ed islam può farlo impunemente e l'equiparazione fra nazismo e Israele – vedi Avraham Burg – non può essere invece fatta? Se tu preferisci vedere diversamente le cose, nel modo gradito al governo Israeliano, da cui ricevi lauti premi, è affar tuo, ma lascia altri il diritto di giudicare secondo il proprio discernimento]
e di essere schierati dalla parte di chi predica e pratica la distruzione di Israele.
[A parte il mito fondativo dello stato di Isarele ed i suoi titoli di legittimazione, su cui ora e qui non mi addentro, ma perché ognuno fra parti in lotta irriducibile non dovrebbe avere il diritto di schierarsi a favore dell'una anziché dell'altra parte? Cosa ci obbliga a stare dalla parte di Israele? Ce lo obblighi tu, o ineffabile tarantolato? A suon di denuncie alla Procura della Repubblica! Questo è un mondo di matti]
Questa si chiama mistificazione dei fatti e dissimulazione della verità.
[Magdi ed i Corretti Informatori, come è noto, hanno un particolare commercio carnale con la Verità!]
Magdi Allam


Invitiamo i nostri lettori
[la “corretta” schiera di Lapidatori alla Michelino il Folle, l’esercito dei Levi di tutto il Mondo, da New York a Gerusalemme]
ad inviare al Corriere della Sera un forte applauso
[siamo al teatro, dove però milioni di esseri, non ebrei, muoino per davvero]
a Magdi Allam, cliccare sulla e-mail sottostante.
I testi – come si suol dire – si commentano da soli. Pare però di aggiungere che qui si tratta di “guerra ideologica” vera e proprio dove il modello del confronto non ha nulla a che fare con il dialogare platonico volto all'accertamento di una superiore e comune Verità ovvero idea comune del Bene. Qui il Bene è una solo: quello presunto nella testa di Magdi Allam ed in quella dei suoi... compagni di combattimento (stavo per usare un altro termine) sedicenti “Corretti Informatori”. L’Italia è stata in passato teatro di combattimento di eserciti stranieri. Continua ad esserlo anche oggi, proprio oggi, se è fondata la notizia di Maurizio Blondet, secondo cui gli aerei israeliani starebbero facendo sui nostri cieli esercitazioni in ambito NATO per l'invasione dell’Iran. Quanto al testo dei firmatari aggiungo che, a mio avviso, è assai timido. La reazione all’inaudita arroganza avrebbe dovuto essere assai più sdegnata.

2. L’ironia deprimente e disinformata di Piera Prister. – Si trova alla data dell’8 ottobre 2007 un articolo redazionale di Piera Priester, che ci fa sapere di essere un’italiana d’Oltreoceano: nella rubrica di IC ne compaiono due di Prister dai molti nomi! Io dubito che sia in alcun modo italiana, se esser italiani significa condividere un mondo di valori e non semplicemente un atto anagrafico. In virtù dello speciale status di cui godono gli ebrei penso che sia probabilmente molto più israeliana di quanto non sia italiana. L’articolo è volto a scalfire l’immagine di Franco Cardini, la cui persona – ella dice – “gli sta in cagnesco”. Poiché per ogni offesa, o espressione poco gentile, esiste il diritto al reciproco o alla legge del taglione o al contrappasso, abbiamo forse il diritto di dire alla Piera – per altri suoi interventi che apprezziamo degnamente – dove a noi stia. Non glielo diciamo, ma glielo lasciamo immaginare. Ma quello che trovo insensato, folle, maniacale, è una sorta di gelosia nei confronti di Veltroni, che avrebbe fatto non so quali complimenti o apprezzamenti a Franco Cardini.

Evidentemente Walter Veltroni non è libero nei suoi comportamenti e non ha dato ancora abbastanza alla comunità ebraica. Cito del tutto a caso la recente presentazione del libro di Shlomo Venezia in Campidoglio, la concessione della massima onorificenza capitolina al Foxman capo mondiale dell’ADL, l’invio a spese del Comune di studenti romani in Auschwitz. Come cittadino romano, abitante a Roma a quattro passi dal Campidoglio, mi sono sentito rivoltare, ma ho ingoiato come tocca fare a tanti cittadini. Per la nostra Piera, che pensa di conoscere la sottile arte dell'ironia, non è abbastanza. Un caso psichiatrico: il mondo si divide per Piera in Ebrei ed in tutto ciò che resta. Il criterio del giusto e dell'ingiusto, del bene e del male, del vero e del falso è il placuit all’Ebreo. Purtroppo, una legislazione che ci è stata imposta come onere della disfatta bellica pone gli Ebrei non in una condizione di parità ed eguaglianza con tutti gli altri cittadini, come sarebbe loro diritto e come sarebbe giusto, ma in una condizione di privilegio e di speciale protezione che non è concessa a nessun altra comunità. Ciò non si giustifica ne in diritto né sul piano politica.

L’attacco che qui Piera Prister da sola o in doppio, organica alla redazione di «Informazione Corretta», è essa stessa una forma di odio verso benemeriti rappresentanti della cultura italiana – come una volta tanto ha ben riconosciuto Veltroni – quale è Franco Cardini, ma di questo “odio” nessuno pensa di accusare ed incolpare la nostra Piera. In effetti, trovo stupida ed insensata la legge Mancino e mai penserei di invocarla contro chicchessia: quando qualcuno mi sta… in cagnesco, mi basta imitare Beppe Grillo e non pensarlo più. Il mio odio e la mia collera in genere non superano la settimana. Invece, questa legge – di cui vorrei apprendere la genesi – è divenuta chiaramente un’arma in mano alle Piere di qua e di là dell'Oceano, uno strumento di terrore e di intimidazione per il quale noi le due Piere, che si vedono nella foto, proprio le dobbiamo amare. Ci piacciano o non ci piacciono. La guerra persa a tanto ci ha ridotto!

Pretendere che di ciò abbia consapevolezza la nostra Piera, da amare per forza, magari a denti stretti – visto che Mancino ci preclude il sentimento pur naturale dell’odio – è cosa vana. Suscita però pena il tentato uso di un’ironia quanto mai stonata. Non di ironia, ma di denigrazione certamente si tratta, ai limiti della diffamazione. Accanto al nome di Franco Cardini un altro bersaglio molto amato dai nostri Correttori è pure Sergio Romano, le cui analisi di politica estera forse non collimano con gli orientamenti del ministero degli esteri israeliano, cioè una grave colpa. Come è una grave aberrazione morale per la nostra amatissima Piera, che mi pare scriva lettere al presidente della repubblica perché consideri alla stessa stregua dei caduti italiani gli infortunati israeliani: per la nostra Piera l’Italia è una provincia di Israele. Ed è da Piera, che risiede al di là dell'Oceano, che ci deve venire la vidimazione e autorizzazione per poter avere una “corretta” memoria storica. Mi chiedo se tanta sfacciata arroganza non possa suscitare una legittima reazione emotiva di insofferenza, non punita dalle leggi vigenti. Ma voglio chiudere con una barzelletta, che mi è stata raccontata da un gesuita polacco e che io non so ripetere egualmente bene. Di due persone ve ne era una che chiedeva continuamente all'altro oggetti di uso comune, che l'altro gli concedeva senza fiatare. In ultimo gli chiedeva anche lo spazzolino da denti. Al che si sentì rispondere: «No, lo spazzolino non posso. È una cosa personale». E l'altro fortemente risentito: «Antisemita!» La barzelletta bene esprimere la libertà intellettuale e morale di cui in Europa possono fruire i comuni cittadini di fronte all'uso demoniaco che è stato fatto del nostro passato storico, soprattutto grazie agli uomini che siedono alla Casa Bianca ed ai loro alleati israeliani, dentro e fuori d’Israele.





Pubblicato da Antonio Caracciolo


da http://civiumlibertas.blogspot.com