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  1. #1
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    Predefinito Appello contro la Grazia a Contrada

    Appello contro la grazia a Contrada
    http://www.genovaweb.org/nograzia_contrada.htm

    Sconfiggere le mafie è un obiettivo imprescindibile, una priorità nazionale.
    Le mafie inquinano il nostro territorio, negano i nostri diritti, cancellano libertà e dignità, impediscono lo sviluppo di intere regioni e condizionano il mercato in ogni regione del Paese, uccidono. Non basta combatterle, condannarle a parole, con manifestazioni o slogan altisonanti, bisogna sconfiggerle! Non bisogna aspettare nuovi morti e non bisogna dimenticare che per sconfiggerle occorre l'azione comune della società civile, della magistratura e delle Istituzioni tutte. Occorre affrontare questa “guerra”, con oltre 2650 morti ammazzati, iniziando dal rompere il silenzio e l'omertà, l'indifferenza e la connivenza, che avvolgono, proteggono e rafforzano la presenza e l'attività mafiosa, al Sud come al Nord. Nessuno può chiamarsi fuori.
    Sappiamo che le mafie possono contare su connivenze e complicità di pezzi dello Stato. Inseriscono uomini nelle Istituzioni, locali come nazionali, o trattano e usano uomini delle Istituzioni, locali e nazionali. Attraverso segmenti della massoneria, attraverso l'intreccio perverso mafia-politica-affari, impongono scelte al Potere cosiddetto legale, piegando l'interesse pubblico. La stagione stragista, come gli omicidi eccellenti commessi dalla mafia, le latitanze dei boss come l'azione di riciclaggio ed infiltrazione negli appalti pubblici, hanno messo in luce questo legame perverso tra Potere cosiddetto legale e Potere criminale. Solo spezzando questo legame, solo colpendo questa rete di protezione e complicità, e solamente aggredendo i patrimoni frutto del crimine mafioso e della corruzione, si potrà rompere questo equilibrio perverso.
    Ci sono uomini e donne straordinarie, nelle forze dell'ordine, nella magistratura, nell'amministrazione della cosa pubblica come nelle Istituzioni che si oppongono strenuamente alla prepotenza mafiosa ed ai volti di quei “professionisti” dal colletto bianco che agiscono per conto dei mammassantissima di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorre. Uomini e donne preparati che non hanno mezzi ma fanno l'impossibile per sconfiggere e non solo combattere le mafie. Ci sono uomini e donne, ragazzi e ragazze, straordinari che nelle scuole o sul territorio operano per contrastare la cultura mafiosa e far comprendere quanto la Legalità sia utile per tutti e che i Diritti devono essere garantiti dallo Stato e non elargiti dal boss di turno in cambio di sudditanza. Ci sono organizzazioni di impegno civile e sociale che operano per rendere evidente che la mafia può essere colpita e che i beni confiscati a queste possono divenire occasione di riscatto.
    Un opera straordinaria che rischia ogni giorno di infrangersi e che ogni giorno, sempre di più, viene mortificata e umiliata da pezzi delle Istituzioni che non vogliono sconfiggere le mafie. Provvedimenti che limitano le risorse ed i mezzi a disposizione dei reparti investigativi, cavilli e contraddizioni legislative che di fatto rendono vana l'azione giudiziaria. Normative e gestioni che disincentivano la scelta dei cittadini di aiutare lo Stato, con Testimoni di Giustizia condannati a non-vivere per sopravvivere e con Collaboratori di Giustizia che vedono cadere i propri parenti morti ammazzati per la loro scelta di pentimento. Beni confiscati con fatica che restano in mano ai boss o che rimangono inutilizzati, quando - addirittura – non finiscono in mano alle banche. Attacchi, delegittimazioni e accuse infamanti ai magistrati che hanno la schiena dritta e non accettano di chiudere gli occhi davanti alle collusioni ed alle complicità del Potere con le mafie e con la rete di corruzione, clientela e illegalità che sottrae risorse alla collettività.
    Ogni giorno anziché rafforzare la cultura della Legalità, della credibilità dello Stato, si avvalla quel fondamento della cultura mafiosa che fa credere che comportarsi onestamente non paga. Assistiamo a proclami su Sicurezza e Legalità che significano tolleranza zero per i poveri cristi (come chi è - vittima dei traffici mafiosi - come gli immigrati clandestini, le ragazze prostitute o le vittime delle droghe) e tolleranza mille – cioè impunità e immunità - per i colletti bianchi, per i potenti, per i grandi criminali e le loro reti di protezione. Abbiamo assistito a manifestazioni antimafia con collusi in prima fila, abbiamo assistito a complici silenzi come sull'Agenda Rossa di Paolo Borsellino, da parte di alte cariche dello Stato, abbiamo assistito alla creazione - ad arte - di movimenti antimafia puramente mediatici utili solo alla politica ed al perenne tentativo di "normalizzazione" per depistare e screditare quanti, ogni giorno, si "sporcano le mani" e fanno nomi e cognomi. Dopo la beatificazione di Giulio Andreotti, presentato – trasversalmente - come “assolto” quando invece è stato riconosciuto – in via definitiva - colpevole di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino al 1980. Dopo l'indulto che ha “liberato” anche molti della “manovalanza mafiosa”, che ha salvaguardato gli interessi di quell'economia e finanza corrotta, e dopo il Golpe Giudiziario attuato dal Ministro Mastella per fermare l'inchiesta Why Not in cui era coinvolto come indagato insieme al Premier, è di questi giorni la notizia che il Presidente della Repubblica ed il Ministro di Grazia e Giustizia, hanno avviato l'iter per concedere la Grazia ad un colpevole di associazione esterna a Cosa Nostra, condannato in via definitiva. NO! Adesso BASTA!!! Non è accettabile che Bruno Contrada, che, alto funzionario dello Stato, ha tradito e preferito servire Cosa Nostra, divenendo corresponsabile di quella stagione stragista che ha sventrato e intriso di sangue il Paese. NO! Proprio ora che, nonostante tutto, si sono inflitti pesanti colpi a Cosa Nostra, come la cattura dei Lo Piccolo, degli uomini vicini a Messina Denaro, la fine di Daniele Emmanuello, la rivolta -con il sostegno di Confindustria- contro il pizzo, lo Stato non può dare segni di cedimento. NO! A questa inquietante e vergognosa resa di alcuni, noi ci opponiamo, chiedendo rispetto per tutte le vittime delle mafie e, a questo punto, non possiamo esimerci dal chiedere che sia fermato l'iter della grazia avviato dal Ministro Mastella.


    Casa della Legalità e della Cultura – Onlus
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  2. #2
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    Predefinito

    di qua ci siamo noi.
    Dall'altra riva del fiume c'è la fondazione Craxi.

  3. #3
    Con Il Popolo Palestinese
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    Non porrei la cosa in termini così drastici.
    Non sono un difensore di Contrada,però al di là di tutto, un uomo vecchio e malato potrà ben ricevere la grazia visto che ad esempio gli ex BR,che godono tutti ottima salute,sono a piede libero.
    E' un uomo ammalato,penso ci voglia anche un pò di umanità.

  4. #4
    roberto m
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    Citazione Originariamente Scritto da BOY74 Visualizza Messaggio
    Non porrei la cosa in termini così drastici.
    Non sono un difensore di Contrada,però al di là di tutto, un uomo vecchio e malato potrà ben ricevere la grazia visto che ad esempio gli ex BR,che godono tutti ottima salute,sono a piede libero.
    E' un uomo ammalato,penso ci voglia anche un pò di umanità.
    ognuno, anche criminale, ha diritto a una vecchiaia e a una morte dignitosa, non siamo degli aguzzini:
    Libertà a Contrada, Libertà a Priebke

  5. #5
    roberto m
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Sturmtruppen Visualizza Messaggio
    Appello contro la grazia a Contrada
    http://www.genovaweb.org/nograzia_contrada.htm

    Sconfiggere le mafie è un obiettivo imprescindibile, una priorità nazionale.
    Le mafie inquinano il nostro territorio, negano i nostri diritti, cancellano libertà e dignità, impediscono lo sviluppo di intere regioni e condizionano il mercato in ogni regione del Paese, uccidono. Non basta combatterle, condannarle a parole, con manifestazioni o slogan altisonanti, bisogna sconfiggerle! Non bisogna aspettare nuovi morti e non bisogna dimenticare che per sconfiggerle occorre l'azione comune della società civile, della magistratura e delle Istituzioni tutte. Occorre affrontare questa “guerra”, con oltre 2650 morti ammazzati, iniziando dal rompere il silenzio e l'omertà, l'indifferenza e la connivenza, che avvolgono, proteggono e rafforzano la presenza e l'attività mafiosa, al Sud come al Nord. Nessuno può chiamarsi fuori.
    Sappiamo che le mafie possono contare su connivenze e complicità di pezzi dello Stato. Inseriscono uomini nelle Istituzioni, locali come nazionali, o trattano e usano uomini delle Istituzioni, locali e nazionali. Attraverso segmenti della massoneria, attraverso l'intreccio perverso mafia-politica-affari, impongono scelte al Potere cosiddetto legale, piegando l'interesse pubblico. La stagione stragista, come gli omicidi eccellenti commessi dalla mafia, le latitanze dei boss come l'azione di riciclaggio ed infiltrazione negli appalti pubblici, hanno messo in luce questo legame perverso tra Potere cosiddetto legale e Potere criminale. Solo spezzando questo legame, solo colpendo questa rete di protezione e complicità, e solamente aggredendo i patrimoni frutto del crimine mafioso e della corruzione, si potrà rompere questo equilibrio perverso.
    Ci sono uomini e donne straordinarie, nelle forze dell'ordine, nella magistratura, nell'amministrazione della cosa pubblica come nelle Istituzioni che si oppongono strenuamente alla prepotenza mafiosa ed ai volti di quei “professionisti” dal colletto bianco che agiscono per conto dei mammassantissima di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorre. Uomini e donne preparati che non hanno mezzi ma fanno l'impossibile per sconfiggere e non solo combattere le mafie. Ci sono uomini e donne, ragazzi e ragazze, straordinari che nelle scuole o sul territorio operano per contrastare la cultura mafiosa e far comprendere quanto la Legalità sia utile per tutti e che i Diritti devono essere garantiti dallo Stato e non elargiti dal boss di turno in cambio di sudditanza. Ci sono organizzazioni di impegno civile e sociale che operano per rendere evidente che la mafia può essere colpita e che i beni confiscati a queste possono divenire occasione di riscatto.
    Un opera straordinaria che rischia ogni giorno di infrangersi e che ogni giorno, sempre di più, viene mortificata e umiliata da pezzi delle Istituzioni che non vogliono sconfiggere le mafie. Provvedimenti che limitano le risorse ed i mezzi a disposizione dei reparti investigativi, cavilli e contraddizioni legislative che di fatto rendono vana l'azione giudiziaria. Normative e gestioni che disincentivano la scelta dei cittadini di aiutare lo Stato, con Testimoni di Giustizia condannati a non-vivere per sopravvivere e con Collaboratori di Giustizia che vedono cadere i propri parenti morti ammazzati per la loro scelta di pentimento. Beni confiscati con fatica che restano in mano ai boss o che rimangono inutilizzati, quando - addirittura – non finiscono in mano alle banche. Attacchi, delegittimazioni e accuse infamanti ai magistrati che hanno la schiena dritta e non accettano di chiudere gli occhi davanti alle collusioni ed alle complicità del Potere con le mafie e con la rete di corruzione, clientela e illegalità che sottrae risorse alla collettività.
    Ogni giorno anziché rafforzare la cultura della Legalità, della credibilità dello Stato, si avvalla quel fondamento della cultura mafiosa che fa credere che comportarsi onestamente non paga. Assistiamo a proclami su Sicurezza e Legalità che significano tolleranza zero per i poveri cristi (come chi è - vittima dei traffici mafiosi - come gli immigrati clandestini, le ragazze prostitute o le vittime delle droghe) e tolleranza mille – cioè impunità e immunità - per i colletti bianchi, per i potenti, per i grandi criminali e le loro reti di protezione. Abbiamo assistito a manifestazioni antimafia con collusi in prima fila, abbiamo assistito a complici silenzi come sull'Agenda Rossa di Paolo Borsellino, da parte di alte cariche dello Stato, abbiamo assistito alla creazione - ad arte - di movimenti antimafia puramente mediatici utili solo alla politica ed al perenne tentativo di "normalizzazione" per depistare e screditare quanti, ogni giorno, si "sporcano le mani" e fanno nomi e cognomi. Dopo la beatificazione di Giulio Andreotti, presentato – trasversalmente - come “assolto” quando invece è stato riconosciuto – in via definitiva - colpevole di associazione mafiosa con Cosa Nostra sino al 1980. Dopo l'indulto che ha “liberato” anche molti della “manovalanza mafiosa”, che ha salvaguardato gli interessi di quell'economia e finanza corrotta, e dopo il Golpe Giudiziario attuato dal Ministro Mastella per fermare l'inchiesta Why Not in cui era coinvolto come indagato insieme al Premier, è di questi giorni la notizia che il Presidente della Repubblica ed il Ministro di Grazia e Giustizia, hanno avviato l'iter per concedere la Grazia ad un colpevole di associazione esterna a Cosa Nostra, condannato in via definitiva. NO! Adesso BASTA!!! Non è accettabile che Bruno Contrada, che, alto funzionario dello Stato, ha tradito e preferito servire Cosa Nostra, divenendo corresponsabile di quella stagione stragista che ha sventrato e intriso di sangue il Paese. NO! Proprio ora che, nonostante tutto, si sono inflitti pesanti colpi a Cosa Nostra, come la cattura dei Lo Piccolo, degli uomini vicini a Messina Denaro, la fine di Daniele Emmanuello, la rivolta -con il sostegno di Confindustria- contro il pizzo, lo Stato non può dare segni di cedimento. NO! A questa inquietante e vergognosa resa di alcuni, noi ci opponiamo, chiedendo rispetto per tutte le vittime delle mafie e, a questo punto, non possiamo esimerci dal chiedere che sia fermato l'iter della grazia avviato dal Ministro Mastella.


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    Associazione familiari delle Vittime di Via dei Georgofili
    Salvatore Borsellino
    Io farei un appello contro i fanatici che vogliono infierire su gente decrepita e malata terminale

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    Io farei un appello contro i fanatici che vogliono infierire su gente decrepita e malata terminale
    Avete idea di quanti extracomunitari stanno in galera senza aver avuto avvocati decenti e senza neppure aver subito l'ultimo grado di giudizio?
    E se non vi piacciono gli extracomunitari, sapete quanti italiani stanno male in cella, magari con una famiglia che non può andare avanti e vive di carità, sempre che ne trovi?
    E sapete quanti, italiani ed extracomunitari, si sono S-U-I-C-I-D-A-T-I perchè non reggevano il regime carcerario? E magari erano in cella per uno scippo e non certo per favoreggiamento della mafia o partecipazione alle brigate rosse?
    Davvero, fatevi un esame di coscienza, almeno sotto Natale.......
    Ma non è tollerabile che la pietà aiuti solo chi fa più chiasso, o ha le risorse economiche e/o culturali per mettere in mostra la sua situazione!

  7. #7
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    Predefinito

    Alcune precisazioni riguardanti la grazia a Contrada.
    Contrada è stato condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione: ha scontato soltanto 10 MESI di reclusione.
    La legge prevede per chi è malato la possibilità di essere trasferito in una struttura sanitaria per le cure del caso.
    Vi è anche la possibilità " della pena differita " cioè,la sospensione della pena.
    Contrada non si è mai pentito, e cosa ancor più grave, non ha MAI RIVELATO PER CONTO DI CHI HA OPERATO!
    Questa grazia gli verrà concessa per non avere parlato ?
    Oppure per far si che continui a tacere ?

  8. #8
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    Predefinito Una testimonianza di Giocchino Basile

    Una testimonianza di Giocchino Basile
    di Gioacchino Basile
    Caro Beppe, con riferimento al tuo articolo sulla grazia concessa a Bruno Contrada, ti riferisco volentieri le mie testimonianze a riguardo, tratte dalla mia lunga conoscenza del personaggio Bruno Contrada.
    Bruno Contrada non è l'uomo delle Istituzioni condannato a seguito delle calunnie dei pentiti...
    Rita Borsellino non stà diffamando Bruno Contrada, come minaccia fra "le righe" l'avvocato Giuseppe Li Pera.
    La mia storia e le mie difficoltà sociali e politiche, notificano al dil là d'ogni ragionevole dubbio che Bruno Contrada e un attore di quell'infame teatrino, che ha garantito, (a mio avviso per conto delle "Istituzioni Politiche" ) le illegalità di quel consociativismo, che dal 1979 (omicidio del giornalista di cronaca Mario Francese, Cesare Terranova e Lenin Mancuso) al 19 luglio 1992, strage di via D'Amelio, utilizzo le funzioni stragiste di "cosa nostra" per inibire ad ogni costo i dettati della legge, previsti chiaramente dalla nostra Costituzione Democratica.
    Bruno Contrada non può e non deve ricevere alcuna Grazia, senza aver prima confessato e indicato con chiarezza quelli che, lungo l'arco di quegli infami 13 anni s'avvantaggiarono delle sue funzioni e di quelle di "cosa nostra". Se è vero che lui stà soffrendo è anche vero che, i "pezzi di carne" dei nostri Eroi non furono mai ricomposti con certezza!!!
    Bruno Contrada non può negare d'aver bivaccato "fraternamente" con i criminali in via Guido Jung, in via Ruggero Marturano ed in via Don Orione, perchè l'ho visto io, con i miei occhi.
    Bruno Contrada deve spiegare queli tipi di contatti aveva con il suo confidente, Antonino Pipitone, da me visto per ben due volte, in piena attività; in via Montalbo la tarda mattina, ed in via Dei Cantieri il pomeriggio di sabato 18 luglio con Pietro Scotto, "il telefonista", "accozzaglia umana" a disposizione di "cosa nostra" che ben conosco da sempre.
    Bruno Contrada non può dire, di non aver mentito ai Giudici perchè io, con prove inoppugnabili ho dimostrato ad essi che, la saletta riservata nel ristorante "il Delfino" esisteva e come subito dopo "le dichiarazioni dei "pentiti" quel Ristorante fù stravolto da lavori di urgente ristrutturazioni, agevolandosi della sparizione immediata delle planimetrie catastali!!! (sic.) I tempi, le modalità e la strategia emotiva messa in campo per liberare '"l'uomo buio" delle Istituzioni Bruno Contrada, mi fanno pensare sempre più al fatto che, ormai il tempo della ragione si stia esaurendo... Il nostro Paese non può avere il volto di quelli che da sinistra a destra, hanno paura della verità.... Ora basta!!! Se qualcuno pensa che il sangue degli onesti non vale nulla: allora non deve valere più nulla, la pacifica convivenza con il volto del potere, impostoci da questo Stato!!!
    http://www.beppegrillo.it/2007/12/gr...all/index.html

  9. #9
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    [QUOTE=BOY74;6923416]Non porrei la cosa in termini così drastici.
    Non sono un difensore di Contrada,però al di là di tutto, un uomo vecchio e malato potrà ben ricevere la grazia visto che ad esempio gli ex BR,che godono tutti ottima salute,sono a piede libero.


    verissimo!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da roberto m Visualizza Messaggio
    Io farei un appello contro i fanatici che vogliono infierire su gente decrepita e malata terminale
    tutta la gente ammazzata e ferita dalla mafia è molto peggio di un cancro o di una malattia

 

 
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