Lezione di guerriglia politica
di Miguel Martinez - 28/11/2007
dalla mailing-list Arianna Editrice
Fonte: kelebek [scheda fonte]

Il coraggioso sito di Hawiyya, oltre un mese fa, pubblicò un testo del Sub Comandante Marcos che avrei voluto riprendere subito. Solo che i curatori avevano aggiunto, al testo, le parole, "Nei prossimi giorni spiegheremo il motivo della pubblicazione di questa breve annotazione". E quindi ho aspettato prima di pubblicare; ma mi sembra di capire che non siano poi ritornati sul tema (capita con i blog). E il testo è troppo bello e importante da non riprendere, a prescindere da ogni opinione favorevole o contraria allo zapatismo.
Sono parole che dovremmo imparare a memoria e scrivere tutte le mattine alla lavagna.
Lezione di guerriglia politica di Don Durito della Lacandona al Sub Comandante Marcos
“La frammentazione delle forze che gli si oppongono permette al sistema […] non solo di resistere agli attacchi ma anche di cooptare e sottomettere tale opposizione.
La principale preoccupazione del sistema […] non è la radicalità delle forze che gli si oppongono ma la loro eventuale unità. La parcellizzazione delle forze politiche contrarie al regime permette al sistema di negoziare o “contrastare” la conquista delle isole politiche che si formano nell’opposizione. Applicano una legge di guerra, l’“economia delle forze”: un nemico disperso in piccoli nuclei lo si colpisce concentrando le forze contro ogni nucleo, isolandolo dagli altri.
I nuclei di opposizione non considerano di trovarsi di fronte a un nemico bensì di fronte a vari nemici, mettendo dunque l’accento su ciò che li rende differenti (le loro proposte politiche) e non su ciò che li rende uguali (il nemico che si trovano ad affrontare: il sistema […]).
Ovviamente ci stiamo riferendo all’opposizione onesta, non alle marionette. Questa dispersione delle forze oppositrici permette al sistema di concentrare le forze per “presidiare” e vincere (o annullare) ogni “isola”.
Insomma, non stiamo proponendo una rivoluzione ortodossa, ma qualcosa di molto più difficile: una rivoluzione che renda possibile la rivoluzione …”
Don Durito della Lacandona