In MANETTE DIRETTAMENTE IN COMUNE A BERGAMo
Pluripregiudicato tunisino arrestato prima delle nozze
PAOLA PELLAI Lo hanno arrestato direttamente all’interno del municipio di Bergamo, mentre si accingeva a sposarsi. Così invece di partire per il viaggio di nozze, un tunisino 26enne pluripregiudicato è finito in carcere poco prima di “impalmare” una 25enne della Val Brembana. Come testimoni erano stati scelti due bergamaschi con precedenti penali per falso e truffa. Una beffa e, allo stesso tempo, una lezione per Roberto Bruni, il sindaco di Bergamo, che pochi giorni fa aveva contestato la decisione di oltre 40 primi cittadini che avevano aderito all’ordinanza di Giuseppe Prevedini, collega di Caravaggio: chi non mostra il permesso di soggiorno non si sposa. Bruni si era opposto, invitando in prima persona i clandestini a convolare a nozze. Non solo. Sabato scorso le varie componenti della sinistra bergamasca, insieme al Coordinamento Immigrati e ai Lavoratori Migranti Fiom, avevano allestito due presidi (uno davanti alla Prefettura e l’altro davanti al Comune) per mobilitarsi contro quelle che definivano politiche xenofobe e razziste. L’arresto di ieri è una risposta anche alla loro demagogia. Lo sottolinea Daniele Belotti, consigliere comunale e regionale: «A Bruni e compagni quello che è successo sta proprio bene. Grazie a loro Bergamo è crollata all’89° posto nella graduatoria nazionale sulla sicurezza nelle città. Invece di correre ai ripari, loro non trovano di meglio che riempire di clandestini e delinquenti la sala matrimoni del Comune».

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