Sean Hoey non colpevole
Sean Hoey, 38 anni, è da oggi un uomo libero.

Sono decadute le 56 accuse contro di lui nel processo per la strage di Omagh del 15 agosto 1998. Hoey era accusato di altre esplosioni e tentativi di omicidio contro le forze di sicurezza nordirlandesi.

Il giudice Weir, dopo aver ascoltato tutte le prove contro Hoey durante il processo, ha dichiarato che l'uomo non era l'esperto in esplosivi la cui opera ha causato la morte di 29 persone nella cittadina di Co. Tyrone.
Come succede spesso nei processi per atti di terrorismo, non c'era nessuna giuria a giudicare l'imputato.
Weir ha impiegato 11 mesi per raggiungere un verdetto definitivo, dopo aver studiato ed analizzato le prove presentate in aula dai periti e dalla polizia.

Le sole prove contro Hoey si basavano su tracce di DNA presenti sull'ordigno di Omagh e su altre bombe piazzate in Nordirlanda dalla Real ira. Ma gli avvocati dell'imputato hanno contestato l'utilizzo di tale prova perché non dava un risultato assolutamente sicuro, mentre nel corso del dibattimento hanno dimostrato che due testimoni dell'accusa avevano mentito sui metodi di ricerca delle prove scientifiche.

Il giudice ha parlato di un "deliberato e calcolato inganno da parte della polizia", assicurando che le trascrizioni dell'intero processo saranno inviate al Police Ombudsnman per gli eventuali sviluppi.

Si è richiamato ad una sentenza della Corte di Appello, secondo la quale sono necessarie prove adeguate e non vaghi indizi, perché la colpevolezza deve essere provata al di là di ogni ragonevole dubbio. "Le prove contro l'accusato, in questo processo, non hanno raggiunto questo standard. Per cui ho dichiarato il signor Hoey non colpevole per i capi di imputazione".

Soddisfatto Peter Corrigan, difensore di Hoey. "Il giudizio emesso oggi - accurato e ragionato - ha completamente seguito la posizione mantenuta dall'uomo durante tutti i 56 giorni di processo. Sean Hoey è un uomo innocente".

La madre Rita, dichiara che di voler "dire a tutto il mondo che mio figlio Sean è innocente. Le autorità del nord e del sud hanno svolto due processi, ma è sembrata una caccia alle streghe".

Le famiglie delle vittime hanno creato una lunga campagna per chiedere giustizia. Oggi molti di loro erano presenti in aula per sentire la lettura della sentenza. Alla dichiarazione di innocenza, hanno criticato la polizia per la condotta delle indagini.

Victor Baker, avvocato inglese che perse il figlio James nell'esplosione, ha criticato duramente l'operato di Sir Ronnie Flanagan, ex capo della polizia nordirlandese: "Disse che si sarebbe colpito con la propria spada se qualcosa fosse risultato errato nelle indagini condotto. Gli consegnerò una spada".
Baker, presente all'udienza insieme alla moglie e al figlio tredicenne Oliver, si è detto deluso per il verdetto del giudice.

La Psni, tramite un comunicato, ha dichiarato che studierà la sentenza del giudice Weir e lavorerà per verificare le carenze riscontrate durante il processo. Si legge che "stiamo attendendo l'investigazione del Police Ombudsman contro i due poliziotti che hanno fornito le testimonianze durante il processo".

In precedenza, solo un altro uomo era stato arrestato in collegamento con la bomba di Omagh. Colm Murphy, 48 anni della Contea di Louth, è stato incarcerato per il coinvolgimento nell'esplosione ma il giudizio è stato ribaltato a gennaio 2005, quindi l'uomo è stato rilasciato dopo aver trascorso tre anni in carcere.

Michael McKevitt, presunto leader della Real Ira, è stato condannato nel 2003 a 20 anni di carcer dal tribunale di Dublino con l'accusa di "dirigere il terrorismo". Ma il giudice che pronunciò la sentenza non parlò di accuse collegate all'esplosione di Omagh del 15 agosto 1998.

TRIBUTO ALL'IRA

http://it.youtube.com/watch?v=vq-AshejGE4