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    anarchico
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    Angry Cina: il prezzo salato dell'inquinamento

    Riporto alcuni passi di un interessante articolo di Cristian ( http://wwwblogdicristian.blogspot.com/):

    Cristian scrive: “La marcia verso il futuro della Cina (..) ha portato numerosi vantaggi al popolo cinese, anche se (…) ha presentato un conto salatissimo da pagare.” Si riferisce alle conseguenze ambientali.
    “In questo popoloso Paese, ci si è accorti che, soprattutto nelle zone industrializzate dello Shanxi, l’estrazione del carbone e i suoi effetti sono diventati molto pericolosi per la salute dell’uomo. Difatti, riferisce il governo cinese, ogni 30 secondi, nasce un bambino deforme.”
    “Tra il 2001 e il 2006 l’aumento di questo fenomeno è stato di oltre il 50% (sfiorando il 145,5 % ogni 10.000 nascite). Oggi, degli oltre 20 milioni di bambini che nascono in Cina, un milione e duecentomila (6%) risulta affetto da diversi livelli di deformità: da quelle interamente visibili (palato spaccato, più dita ai piedi…) a quelle nascoste, che si manifestano anche dopo qualche mese dalla nascita. Ne consegue, che il tasso di mortalità tra questi bambini è altissimo. Il responsabile dell’Ufficio governativo per la pianificazione familiare che ha lanciato questo allarme chiede allo stato cinese, di porre grande attenzione a questo fenomeno che ha altissimi costi sociali e sanitari e che deve essere affrontato partendo dal problema inquinamento. Le statistiche evidenziano come il legame tra queste nascite e i tassi d’inquinamento siano compatibili nelle aree con indice più alto, che sono, appunto, le 8 province del nord dello Shanxi, dove la produzione di carbone è la più alta di tutto il paese.Fonte tratta dal sito .Ma non finisce quigni anno più di 6000 operai muoiono nelle cave di carbone perché si scava sempre più in profondità. “
    “E ancora:
    Il numero delle donne che si ammalano di tumore al seno è fortemente cresciuto nelle metropoli della Cina a causa dell’inquinamento, delle cattive abitudini alimentari e dell’aumento dello stress sul lavoro. Lo afferma oggi il quotidiano ‘China Daily’, citando il Centro per il controllo e la prevenzione della malattie di Pechino.
    Nella capitale, secondo le cifre diffuse dal Centro, la malattia colpisce circa 45 donne su diecimila, con un crescita del 23% rispetto al 199. A Shanghai la situazione è ancora peggiore, dato che negli ultimi dieci anni i casi di tumore al seno sono cresciuti del 31%.
    Per quanto riguarda Shanghai, una ricerca dell’Associazione cinese contro il cancro dipinge una situazione ancor più drammatica, nella quale l’incidenza dei tumori al seno è di 60 casi su diecimila donne, vale a dire circa 4.500 nuovi casi all’anno. Secondo il professor Qiao Youlin dell’Accademia cinese delle scienze, “il principale responsabile” della diffusione della malattia è “uno stile di vita malsano”.”
    Per l’articolo completo di Cristian leggete:
    http://wwwblogdicristian.blogspot.co...uinamento.html
    In pratica l’oligarchia che detiene il potere in Cina sta ripetendo, con uno o due secoli di ritardo, tutti gli errori dell’industrialismo gia’ fatti da noi Europei. Hanno comprato le vecchie fabbriche tedesche che Berlino ha voluto smantellare perche’ troppo inquinanti, le hanno smontate pezzo per pezzo, portate in Cina e riassemblate. Mentre la Germania negli ultimi vent’anni - sotto la spinta del loro forte movimento ecologista, incarnato nelle sedi istutuzionali dai Verdi - ha pulito i suoi cieli, la Cina e’ divenuta il Paese piu’ inquinato del mondo. In pratica c’e’ stata solo una mera ricollocazione geografica dei mortiferei fumi neri: dal cuore dell’Europa all’Estremo Oriente. Paradossalmente, dopo aver abbandonato il Maoismo, i cinesi hanno realizzato il sogno di Mao: la Cina e’ divenuta la fabbrica del mondo. Sembrerebbe che solo l’assurdo costo economico di questi errori possa fermare questo processo, che sta assumendo sempre piu’ l’aspetto di una locomotiva lanciata a folle velocita’ verso l’industrialismo piu’ selvaggio e anti-umano.
    Sarebbe bene che anche i cinesi capissero che forse e’ meglio, e molto meno costoso, fare le cose bene dall’inizio che stare poi a riparare i danni quando la situazione diverra’ davvero insostenibile.

    da http://ale1980italy.wordpress.com/

  2. #2
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