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Discussione: Chi comanda in America

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    Maurizio Blondet
    CHI COMANDA IN AMERICA
    edizioni Effedieffe, Milano 2002, pp. 184, euro 13,00
    «Vi voglio dire una cosa molto chiara: infischiatevi delle pressioni americane su Israele. Noi, gli ebrei, controlliamo l'America. E l'America lo sa». Ariel Sharon

    II testo in questione, scritto da Maurizio Blondet, è uno dei rari saggi in cui serietà e preparazione professionale trovano un felice sposalizio con la sagacia e l'intraprendenza interpretativa del fenomeno giudaico-statunitense, nonchè del suo potere tentacolare in tutte le sue manifestazioni e nei suoi più tetri risvolti. Cominciamo con il dire (sarebbe maggiormente logico affermare con il ripetere) che la «tragedia» delle Twin Towers altro non è che un attentato istruito ed eseguito dalla CIA e dal Mossad. Potremmo affermare come preambolo (ma non troppo) di come l'ex-direttore della CIA Wolfowitz, immediatamente dopo I'11 settembre del 2001, sia stato spedito in Gran Bretagna alla ricerca di prove che testimoniassero come i terroristi delle Torri gemelle fossero stati sempre in contatto con Mohamed Atta.E così il giudeo Wolfowitz arriva a Swansea, nel Galles. Nonostante Wolfowitz sia stato Direttore della CIA, e quindi dovrebbe essere al corrente della prassi sia dello spionaggio ma soprattutto del controspionaggio, finisce per farsi beccare da Scotland Yard. I servizi inglesi da tempo erano sulle sue tracce.

    Risultato: Wolfowitz non era stato inviato in veste ufficiale dal governo statunitense, ma altresì stava indagando per conto proprio sul caso Atta. Forse stava cercando delle prove a favore della colpevolezza di Atta, se non per conto del suo governo forse per conto dei suoi correligionari? Ma la piovra tentacolare del governo ombra negli USA (un'ombra a forma di stella di David) non finisce di certo qui: basti pensare all'ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Infatti, il 19 febbraio 1998 l'amministrazione del governo fece esplicita richiesta al presidente, tramite una lettera ufficiale, in cui si chiedeva tassativamente l'attacco definitivo all'Irak. La lettera era firmata da tutta una serie di personaggi che oggi troviamo insediati alla Casa bianca, e cioè: Elliot Abrams (ora al National Security Council), Richard Armitage (oggi al Dipartimento di Stato), John Bolton (Dipartimento di Stato), Fred Ikle (Defense Policy Board), Zalmay Khalilzad (Casa Bianca), Peter Rodman (Dipartimento della Difesa), Donald Rumsfeld (oggi ministro della Difesa), il già noto Paul Wolfowitz, David Wurmser (oggi al Dipartimento di Stato) Dov Zackheim (alla Difesa) e Douglas Feith. [cfr. p. 51]

    Ebbene: nove su dieci di questi illustri signori appartengono alla razza ebrea! Inizialmente Bill Clinton rigettò tale consiglio, ma poco più tardi, e cioè nel dicembre del 1998, ormai con l'acqua alla gola per lo scandalo Lewinsky, dovette in parte cedere e ordinò ben settanta giorni di intensi bombardamenti sull'Irak. Solo una piccola annotazione, indovinate un po': a quale razza appartiene Monica Lewinsky? Forse a quella dei candelabri a sette braccia?

    Ma torniamo alla tesi iniziale e cioè alla affermazione fatta in precedenza riguardo la colpevolezza di CIA e Mossad per quel che concerne i fatti dell'11 settembre.

    Michel Chossudovsky è un insigne politologo, nonchè un valente docente di Economia all'Università di Ottawa. Choussudowsky è un convinto anti global di sinistra (dirige il Centro Ricerche sulla globalizzazione), è una personalità nota e di comprovata onestà intellettuale. E su quel che questo cattedratico ha scoperto (compulsando le trascrizioni delle conferenze stampa e delle camere, ossia i pochi documenti non coperti dal Segreto di Stato) ha scritto una dotta e accurata relazione dal titolo "Political deception: the missing link behind 9-11".

    È questa la fonte a cui facciamo riferimento. Che cosa ha scoperto il professor Chossudovsky? Che il principale finanziatore di AI Qaeda, nei giorni precedenti e durante l'attacco alle «torri» e al Pentagono, era negli Stati Uniti, dove s'è intrattenuto con lunghi e cordiali colloqui con altissime personalità del governo statunitense.

    II finanziatore di AI Qaeda è il generale pakistano Mahmoud Ahmad; ossia l'uomo (capo dell'IsSI, il servizio segreto pakistano) che ha più tenacemente operato per consegnare I'Afghanistan al regime fondamentalista dei Talebani, gli "studenti coranici" allevati in Pakistan.

    II generale ha condotto queste operazioni con la CIA già negli anni dell'occupazione sovietica dell'Afghanistan.

    «La CIA ha lavorato in tandem con il Pakistan per creare il fenomeno Talebano» ["Times of India", 3 luglio 2001].

    Ovviamente il generale Ahmad conosce bene Bin Laden (una sua creatura) che negli anni Settanta era il reclutatore dei mujihàeddin antisovietici. È un uomo, quindi, ben noto agli ambienti dell'intelligence di Washington. Ma in quei giorni, quando arriva negli Stati Uniti, Mahmoud Ahmad non è più il capo dell'ISI. Come scrive l'importante "Times of India" il 9 ottobre 2001, «le autorità americane hanno chiesto la sua rimozione (al regime pakistano) dopo aver avuto conferma che cento mila dollari erano stati accreditati per via elettronica dal Pakistan al "capo dei dirottatori" del World Trade Center, Mohamed Atta, attraverso Ahmad Sheik su istanza del generale Mahmoud».

    II quotidiano di Delhi aggiunge: «Alte fonti del governo USA hanno confermato che l'India ha dato un significativo contributo nel collegare il trasferimento di fondi con il ruolo giocato dal dimissionario capo dell'ISI». II generale giunge a Washington il 10 settembre 2001 (un giorno prima dell'attentato) e vi rimane oltre una settimana; tra l'altro codesto signore ha anche il tempo e la possibilità di incontrare e «discutere» con il personale del Pentagono e del Consiglio della sicurezza nazionale, tra quale spicca il nome di George Tenet, l'attuale capo della CIA. L'ex capo dei servizi pakistani l'incontro più importante lo ha avuto con l'ebreo Marc Grossman, sottosegretario di Stato per gli Affari politici. Si può quindi avanzare la fondata ipotesi che le discussioni debbano avere avuto per argomento I'Afghanistan e Bin Laden.

    Su questo tono si potrebbe seguire all'infinito o quasi.

    Si potrebbe, per esempio, citare il fatto su come cinque cittadini israeliani fossero stati visti -e denunciati- festeggiare all'interno di un furgone in prossimità del World Trade Center, al momento del crollo delle torri gemelle. Intercettati dalla polizia si accerterà che due dei cinque israeliani risulteranno essere agenti speciali del Mossad.

    Appena fermati dalla polizia (attraverso l'indicazione di una donna che aveva fornito agli agenti, insospettita dal fatto che dinnanzi a tale tragedia questi individui anzichè disperarsi festeggiavano) la risposta degli ebrei è stata secca e perentoria: «Siamo israeliani. Non siamo noi il vostro problema. I vostri problemi sono i nostri. I Palestinesi sono il problema».

    Alle ore 16,00 del pomeriggio dell'11 settembre 2001, quando il mondo non sapeva ancora nulla sulle menti dell'attacco, i cinque finti facchini di una agenzia di traslochi (in realtà appartenenti al Mossad) erano già in grado di indicare i colpevoli: i Palestinesi. Erano loro i «terroristi».

    La stessa identica strategia che, il macellaio di Sabra e Chatila, Ariel Sharon avrebbe tenuto ore dopo, quando inviò i carri armati a gettar morte e disperazione nei territori occupati.

    I cinque giudei beccati nelle adiacenze del World Trade Center, Silvan Kurzberg, Paul Kurzberg, Yaron Shmuel, Oded Elner e Omer Marmar [cfr. pp. 72-73], finirono momentaneamente in galera. Vi restarono per circa due mesi, fino a che, su forte pressione del governo israeliano, senza subire alcun processo e con il totale insabbiamento di ogni procedimento a carico, furono imbarcati in tutta fretta su un aereo della "EI AI" e rimandati a Tel Aviv. E che dir poi dei fantomatici dirottatori suicidi, o meglio ancora della loro presunta identità. Tanti nomi dati per morti quell'11 settembre come per magia tornano in vita, vivi e vegeti, come in un racconto delle favole preso dalle "Mille e una notte".

    Said Alghamdi, Mohand Alshehri, Abdul Aziz Alomari e Salem Alhazmi «non sono morti e non c'entrano con l'odioso attacco a New York e Washington». Solo uno, Khalid AI-Mihdar, uno dei presunti dirottatori del "volo47" era risultato introvabile. Ma secondo la polizia saudita era vivo anche lui.

    Walid Alshehri, il pilota che nella versione ufficiale dirottò il "volo 11" è, effettivamente, un pilota professionista, addestrato alla Embry-Riddle Aeronautic University, lavora regolarmente per la Royal Air Maroc, la compagnia aerea marocchina che sostiene che il pilota vive a Casablanca.

    Lo stesso discorso vale per altri presunti dirottatori suicidi: AI-Omari, Ahmed Alnami, Aamir Bikhari, Amer Kamfar ecc. Come mai tutti questi errori?

    Come mai questi errori non sono stati mai ufficialmente smentiti?

    Come mai nessuno ha mai detto (forse sarebbe più giusto dire: ha mai potuto o voluto dire) che il dirottamento era già stato annunciato mesi prima sul sito internet del maggiore tabloid israeliano, e cioè "Aretz"?

    Anche la CIA era perfettamente a conoscenza che nel mese di settembre a New York ci sarebbe stato un grande attentato terroristico. E per quale motivo avvenne la misteriosa (?) speculazione finanziaria al ribasso sulle azioni delle due linee aeree coinvolte nell'attacco, condotta prima dell'11 settembre da qualcuno che, evidentemente, sapeva quel che sarebbe accaduto?

    Dulcis in fundo, che dire riguardo al fatto che nessun giornale americano ha cercato di appurare la verità sulla voce ripresa dal quotidiano giordano "AI-Watan", secondo cui quel giorno i quattromila ebrei che quotidianamente lavoravano nel World Trade Center erano rimasti a casa? Eppure la notizia meritava una certa attenzione, quanto meno sul piano giornalistico. Non risulta che tra i morti dell'11 settembre ci siano ebrei, benchè nelle torri gemelle vi erano, in larghissima maggioranza, istituti finanziari e banche ebraiche con tanto di relativo personale.

    Ed è certo, per esempio, che la "ZIM", una grossa ditta di trasporti israeliani che aveva sede nel WTC, traslocò un mese prima dell'attacco: per una nuova sede più economica è stata la versione ufficiale. Ma il contratto d'affitto della "ZIM" nel locali del WTC era valido fino a dicembre, già pagato [costo: 50 mila dollari] fino a Capodanno: perchè quel trasloco anticipato? Già perchè...

    Di certo non aspettatevi risposte dai media statunitensi! «Se io scrivessi qualcosa sugli interessi geopolitici di Israele in USA, tanto varrebbe che io svuotassi la scrivania». Questo è quanto ha confessato il redattore di una televisione a Mark Schneider, un attivista pacifista il quale, di ritorno dalla Palestina, offriva un'intervista sulla repressione israeliana.

    O come ha detto Michael Massing, un anonimo reporter del "New York Times": «L'intimidazione operata da questi gruppi è molto efficace, i direttori non vogliono grane "pericolose" e non toccano più certi argomenti». Già grane, ricostruzioni e domande dall'11 settembre nella "grande democrazia" yankee non si devono assolutamente porre, pena la persecuzione giudiziaria o i licenziamenti dalle varie testate giornalistiche ove si lavora.

    Come è accaduto pochi giorni or sono al famoso Peter Arnet, il quale solo per aver osato criticare non le cause della guerra all'Irak, ma bensì l'applicazione della strategia militare del generale Frank, si è visto prontamente messo alla porta. Come cominciarono ad esser messi alla porta, assai celermente, quei giornalisti che subito dopo il crollo delle torri gemelle ebbero il coraggio di fare una annotazione, che tra l'altro era di dominio pubblico. Questi giornalisti si posero un quesito semplice che però non ha mai avuto una risposta da parte di nessuno, se non dagli organi nei quali lavoravano che di rimando li licenziarono in pianta stabile! Dal momento in cui ogni città statunitense ha un sistema radar che controlla lo spazio aereo, se esso venisse violato anche da uno spillo, in un tempo massimo di tredici minuti e medio di appena sette minuti (questo vale per New York) una squadriglia di caccia dell'USAAf è pronta a levarsi in volo, questa lo intercetta e eventualmente lo abbatte.

    Perchè, si chiesero questi giornalisti, I'11 settembre i radar preposti alla sorveglianza dello spazio aereo di New York non hanno funzionato?

    Perchè solo sessantatrè minuti dopo che il secondo aereo s'era schiantato sulle Twin Towers una squadra di caccia ha sorvolato il cielo di Manhattan?

    E perchè tale squadra aerea è stata fatta decollare non da New York, ma da una città distante dalla «grande mela» quasi trecento chilometri?

    La CIA o chi per essa (il Mossad) non hanno mai ritenuto doveroso nè fare un'indagine nè tanto meno dare risposte ad alcunchè. L'unica risposta a tale domande, in negativo, l'hanno avuta i giornalisti dai loro «superiori», i quali senza tentennamenti li hanno messo alla porta, licenziandoli.

    Ma si badi bene questo scritto non è fantasia, non è il frutto di una mente malata e ... antisemita; ma è la cronaca della pura realtà!

    E già perchè ogni qualvolta viene scoperta una trama terroristica, economica o politica, che coinvolge la stella di David si grida all'antisemitismo. Peccato che il mondo non gridi in maniera altrettanto costernata e sdegnata verso i sionisti che occupano (ormai dal 1948) una terra che non gli appartiene (la Palestina) e massacrano il popolo che in quella terra viveva da 2300 anni. Questo viene fatto perchè, nella Bibbia, Dio (il loro dio) apostrofandoli come popolo eletto e, quindi, superiore (ma qui non scatta la Legge Mancino ...?) avrebbe fatto loro regalo della terra promessa, nella quale, è sì vero, i giudei vivevano 2300 anni fa, ma in comunione ed in minoranza coi palestinesi. Questi ultimi si stanziarono però in Palestina ben prima di 2300 anni fa.

    Con l'esodo gli ebrei si sparsero per il mondo (ed ovunque hanno causato dissidi tra i popoli ed essi sono stati odiati in tutte le latitudini e longitudini, chissà perché ...), dopodichè il «popolo eletto», con il ricordo fatto da Jahvè sulla Terra promessa ed attraverso i dettami biblici e la predilezione divina, derubò la terra ai Palestinesi e vi si stanziò come padroni e despoti.

    Nel frattempo gruppi terroristici ebraici come lo "Stern" e I'"Haganà" hanno compiuto massacri e distruzioni nei villaggi palestinesi al fine di far fuggire (come poi accadrà verso la Giordania) i legittimi abitanti nei Paesi confinanti, mentre i restanti vengono rinchiusi in vere e proprie riserve. Tutto ciò è stato fatto, si badi bene, perchè il loro Dio e la Bibbia gli davano, e gli danno, il diritto ed il dovere di operare in tal senso!

    Allo stesso modo potremmo dire noi fascisti, dal momento in cui molti si rifanno spiritualmente alla Religiosità pagana, se richiedessimo tutti quei territori che, nei secoli prima e dopo la nascita di Cristo, erano annessi a Roma. Dato che tali terre furono conquistate attraverso la "Pax deorum" che plasmava la religione romana. La spiritualità romana aveva fornito attraverso il Sacro i mezzi e le legittimazioni per annettersi tali terre; il tutto chiaramente sancito attraverso i testi sacri e dai sacerdoti della Roma Prisca.

    Adesso se qualcuno di noi facesse tali affermazioni per tutta risposta avrebbe, entro mezz'ora, la croce verde sotto la propria abitazione, per prelevarlo e poi portarlo in manicomio. Contrariamente gli ebrei, anzichè aver avuto come risposta la camicia di forza, hanno avuto uno Stato, con il beneplacito di tutto il mondo democratico ed occidentale. Israele è potuta nascere grazie ai continui aiuti economici e politici degli USA, senza i quali la bandiera con la stella di David mai avrebbe potuto sventolare su Gerusalemme.

    Ma la realtà è ancor più drammatica di quanto è a conoscenza della massa; la realtà è apocalittica! Una delle sette rabbiniche più potenti e maggiormente razzista esistente negli USA fa capo al defunto rabbino Scheerson il quale, tanto per far comprendere da quale anelito democratico fosse animato, prima di morire fece questa omerica citazione: «La differenza tra un ebreo e un non ebreo si comprende alla luce della nota espressione talmudica: differenziamoci».

    Dunque non abbiamo qui il caso di una persona che sia solo di livello superiore all'altra. Abbiamo il caso, evidenziato dal razzismo ebraico, del «differenziamoci tra specie totalmente diverse». II corpo di un ebreo è di qualità, totalmente diverso dal corpo di ogni altro individuo, inferiore, delle nazioni del mondo; l'intera realtà non ebraica è solo vanità. È riportato in Isaia [61]: «E gli stranieri cureranno le vostri greggi. L'intero creato esiste solo per il bene degli ebrei».

    Qui a mio avviso non dovrebbe scattare la Legge Mancino, ma un'altra legge ben più superiore e di altra natura quale la Legge Divina.

    Come si dice, gli USA sono la patria della libertà e della democrazia (se non ci fossero milioni di vittime sparse per il mondo) e in virtù di tali nobili princìpi indovinate cosa ha fatto mister George W. Bush per portare al mondo libertà e democrazia, lui che è pronto a radere al suolo Iraq, Siria ed Iran, e per liberare quei popoli dall'oscurantismo religioso? Mister Bush ha voluto dar prova e dimostrazione lampante del suo liberismo ricevendo una delegazione di dieci importanti rabbini e funzionari del movimento hassidico.

    Questo riportava il quotidiano israeliano "Haaretz" in data 26 marzo 2002: «Lubavitch alla Casa bianca. L'incontro è durato 30 minuti, ha avuto luogo nel quadro degli eventi organizzati dal movimento per il centesimo genetliaco del defunto Rebbe Menachem Mendel Schneerson. Bush ha posto la sua firma al documento che dichiara il compleanno del defunto rabbino giorno dell'istruzione e della carità. Rabbi Shemtov ha ringraziato il presidente per il suo appoggio ad Israele e gli ha donato un Hagaddah pasquale!». [cfr. p. 8]

    C'è forse il bisogno di aggiungere altro? Penso di no.

    Dico solamente che se c'è (e c'è veramente!) un Dio, Signore assoluto del Cielo e dell'Universo, il giorno del giudizio si ricordi di chi anzichè trovare rifugio nelle sue Leggi ha preferito accettare di esser servo di Satana, attraverso la menzogna, l'inganno e la violenza.

    Ad "Avanguardia" potete far di tutto, ci potete reprimere, arrestare, torturare. Noi seguiamo le Leggi di Dio e quindi non possiamo far altro che dire la verità, per la libertà e la giustizia. Costi pure il martirio. Contro tutti e tutto: Dio è grande!


    Massimiliano De Simone
    www.avanguardia.tv

  2. #2
    ONORE E FEDELTA'
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