Bassolino condannato a risarcire 3 milioni per i rifiuti di Napoli
Finalmente almeno qualcuno dei responsabili politici del disastro napoletano sui rifiuti comincia non dico a pagare ma almeno ad essere indicato pubblicamente come responsabile.
Finora pareva quasi che sul fallimento dei rifiuti della Campania (unica regione in tutta italia che e' ridotta in questo stato)non esistessero responsabili ma fosse quasi una catastrofe dovuta alla natura in cui la responsabilita’ umana non esiste e i politici della sinistra napoletana che gestiscono il territorio da oltre un decennio (Bassolino e Jervolino in testa) continuavano addiruttura a vantare spudoratamente la loro buona amministrazione.
Di commissari ne ha visti tanti la Campania in questi anni. Tutta la storia della spazzatura a Napoli e dintorni è sempre stata legata infatti a un vorticoso cambio di responsabili dell’emergenza. E proprio nel ruolo di ex commissario è ora accusato dalla Corte dei Conti il governatore Antonio Bassolino. Commissario fino al 2004, Bassolino, scrivono i giudici contabili nella loro sentenza, deve ora risarcire 3 milioni e 200mila euro alla Regione per la creazione di un «call center ambientale» con 100 dipendenti, lavoratori socialmente utili, al costo di 4 milioni di euro. I fatti si riferiscono al 2001.
Per la sezione regionale della Corte dei Conti , Bassolino avrebbe travalicato le proprie competenze di commissario.
La sentenza di condanna si basa su un rapporto della ragioneria generale del ministero dell’Economia in cui era spiegato che le risorse pubbliche dovevano essere destinate dal commissario esclusivamente «all’imminente superamento della fase emergenziale nello smaltimento dei rifiuti». I magistrati contabili avrebbero anche verificato che il Call center svolgeva poche telefonate al giorno ed era sconosciuto agli operatori.
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