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In una società che possiede una miriade di dislivelli sociali, uguaglianza è la parola d'ordine da adottare lungo il percorso futuro. Concordo con Sandinista, quando egli ammette che i partiti non servono più a nulla; bisogna essere autonomi ed analizzare a fondo i problemi concreti attuali, risolvendoli secondo una linea marxista.
Credo che Bertinotti punti a conquistare l'area radical-chic, accalappiando quei borghesotti che si sentono di sinistra perchè fa figo.
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Quello che tu giustamente dici è la prova che il sistema pervadente del partito, principale fonte di legittimazione di quanti volevano arrivare in alto è stato uno delle principali cause della crisi.
Questo fu il guaio, la burocratizzazione e il trasformarsi in una classe sociale, come accaduto dal 73 (anno in cui vi furono i compromessi tra gli apparati militari e industriali, che respinsero le dimissioni - giustificatissime - di Breznev).
Negli anni 80 iniziai a consumare i gradini del CC per motivi di lavoro. Tranne pochi casi, il grosso dei burocrati non aveva nulla di comunista, sentivi fare anche discorsi che starebbero meglio in circoli di destra e di estrema destra.
A questo si aggiunga che questa classe sociale godeva e abusava di vasti privilegi, che in quegli anni urtavano l'opinione pubblica per quanto vistosi e strafottenti.
L'errore a mio avviso non sta solamente nel partito unico (l'esperienza di unità direttiva morale del partito cubano lo dimostra) ma nell'assenza di autonomia nei vari settori dello sviluppo della personalità umana, che per quanto intesi nell'interesse socialista, sarebbero dovuti essere ulteriori canali per l'emergere di nuove figure, liberando cosi il partito dei vari opportunisti che conosciamo bene.
Ammettere quindi una pluralità di vedute all'interno del sistema socialista, cosa che era ben presente nei primi anni dopo la Rivoluzione ma che dovette essere sacrificato per non far trionfare la controrivoluzione. Bisognava osare, a maggior ragione dopo che era stata raggiunta la parità militare, mezza Europa era socialista, e l'URSS conosceva anche un aumento dei consumi essenziali (fino alla fine degli anni 70)
Una partecipazione dal basso maggiore avrebbe evitato al pcus l'atomizzazione dalla società, altro grave errore dall'idea eccezionale storicamente e politicamente dei soviet.
da parte mia condivisibile
Riprendendo il rapporto con il PRC, concordo con chi sosteneva l'esigenza di essere fortemente nel partito per liberarlo da questa dirigenza. Con tantissime difficoltà ideali ancora sn dentro!
Sono cresciuto tra gente che non è stata piegata manco dalle SS. Dovrei aver paura di gente che non sa neanche dove stanno di casa?
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anche che non è cambiato nulla, in politica sono sempre gli stessi, avete presente una grande famiglia? ecco cosi è anche qui, dove troviamo praticamente tutti i familiari e a nessuno che interessa davvero fare leggi giuste e governare per il popolo
da un po di tempo mi sto informando sulle spese, il risultato?
che se lo dici a un operaio viene fuori una rivoluzione, spendono e spandono sia destra e sinistra, non ce nessun politico che ci guidi, nessun partito che dia una guida vera