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Citazione:
Originariamente Scritto da
Jefferson
sul mercato si chiamava truffa, furto, quello di cui parli; oggi abbiamo invece "salutari iniezioni di liquidità con cui la munifica Bce lubrifica l'economia".
La vedo solo io, la differenza?
pensare che il valore nominale di una moneta di mercato sia stabile rispetto al bene ancorato è un'illusione.
il valore della moneta dipende, come quello di ogni merce dipende dalla sua domanda e dalla sua offerta.
le sterline d'oro ad esempio hanno prezzo di scambio molto più alto rispetto al loro valore intrinseco ma mica significa che sia una truffa, come ci insegnano i marginalisti il prezzo è ciò che si è disposti a pagare.
quindi anche le monete private subirebbero la fluttuazione che può seguire un qualsiasi prodotto immesso sul mercato per effetto dei rapporti tra domanda e offerta.
quindi dire che le banche private debbano garantire al 100% il valore nominale delle banconote con riserva al 100% oltre che ad essere una pratica socialista è pure impossibile sul livello pratico.
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Concordo con quanto scritto da Duca. Molti confondono banalmente il valore di una moneta dovuto alla sua accettazione come mezzo di pagamento con il valore del materiale con cui è fatta.
Vorrei ricordare una semplice equazione che ci dice da dove venga il valore di una moneta:
MxV=PxY
dove:
M rappresenta la massa monetaria;
V la velocità di circolazione della moneta;
P è un indice del livello dei prezzi e quindi inversamente proporzionale al potere d'acquisto della moneta;
Y (o reddito reale) rappresenta l'insieme dei beni e servizi scambiati con la moneta in questione.
Posto V praticamente costante nel lungo termine, ne deriva che il livello dei prezzi e quindi il valore di una moneta dipendono essenzialmente dall'andamento del rapporto M/Y. In particolare, un aumento di tale rapporto determina una inflazione di entità proporzionale.
Per garantire la stabilità monetaria basterebbe semplicemente regolare la massa monetaria in funzione della ricchezza scambiata.
Il materiale con cui è fatta una moneta, quindi, non c'entra nulla. Anzi, adoperare materiali costosi per fabbricare le monete sarebbe uno spreco inutile.
Per di più, se la moneta fosse l'oro, la sua quantità non potrebbe di certo essere regolata in base alla ricchezza scambiata, bensì verrebbe condizionata semplicemente dalla scoperta e dall'estrazione dei giacimenti aurei.
Francamente, affidare la gestione della politica monetaria ai cercatori d'oro non mi sembrerebbe affatto una trovata geniale.
Mettere invece in concorrenza circuiti monetari privati insistenti sullo stesso territorio incentiverebbe gli istituti di emissione a gestire efficientemente la propria politica monetaria, al fine di guadagnare più utenti e di fare più profitti (da signoraggio). Infatti in quel caso il signoraggio sarebbe privato, ma, essendoci libera concorrenza, i margini di profitto per gli istituiti di emissione sarebbero minimi, e la gran parte del signoraggio vero e proprio andrebbe a vantaggio degli stessi utenti del circuito.
Per di più, interesse primario di ogni istituto di emissione sarebbe sostenere il reddito reale del proprio circuito, ovvero la ricchezza in esso scambiata. A tal fine cambierebbero i parametri valutati per concedere credito: non più solo gli interessi e le garanzie offerte, ma anche e soprattutto le potenzialità produttive dell'attività finanziata, ovvero il potenziale contributo di ogni prestito al generale livello di ricchezza del circuito. In questo modo potrebbe trovare finanziamento qualsiasi buona iniziativa imprenditoriale a prescindere dalla classe sociale di partenza, favorendo la mobilità sociale e la competitività del sistema. D'altro canto, la ricchezza e quindi il benessere complessivo si accrescerebbero ad un ritmo maggiore di quello odierno.
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Citazione:
MxV=PxY
dove:
M rappresenta la massa monetaria;
V la velocità di circolazione della moneta;
P è un indice del livello dei prezzi e quindi inversamente proporzionale al potere d'acquisto della moneta;
Y (o reddito reale) rappresenta l'insieme dei beni e servizi scambiati con la moneta in questione.
l'equazione è poco significativa in un contesto austriaco
io appoggio il free banking ma non capisco questo neoclassicismo
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Citazione:
Originariamente Scritto da
-Duca-
pensare che il valore nominale di una moneta di mercato sia stabile rispetto al bene ancorato è un'illusione.
pensare che un pezzo di carta chiamato "nota di banca" sia più di un titolo di proprietà sul capitale di quella banca è una illusione
Citazione:
il valore della moneta dipende, come quello di ogni merce dipende dalla sua domanda e dalla sua offerta.
il valore di una moneta dipende dal valore di una merce, perchè la moneta è una merce, o un titolo di proprietà su una merce
il dollaro è un falso titolo di proprietà sulla proprietà dei privati stampato dallo stato e imposto come vero tramite il "corso legale", il quale è l'unico reale problema
Citazione:
le sterline d'oro ad esempio hanno prezzo di scambio molto più alto rispetto al loro valore intrinseco ma mica significa che sia una truffa, come ci insegnano i marginalisti il prezzo è ciò che si è disposti a pagare.
No, è il prezzo del fatto che siano monetate. La merce è la moneta, non l'oro. Non è "la fiducia nel bene moneta" che gli attribuisce valore ma come al solito LO SCAMBIO diffuso di esso, ciò non ne nega la natura di bene, la costituisce.
Citazione:
quindi anche le monete private subirebbero la fluttuazione che può seguire un qualsiasi prodotto immesso sul mercato per effetto dei rapporti tra domanda e offerta.
ovviamente sì, ed ovviamente essendo merci LA LORO PRODUZIONE AUMENTEREBBE ALL'AUMENTARE DELLA DOMANDA
Citazione:
quindi dire che le banche private debbano garantire al 100% il valore nominale delle banconote con riserva al 100% oltre che ad essere una pratica socialista è pure impossibile sul livello pratico.
vero
ma è vero se non c'è il corso legale, in un sistema con il corso legale è invece NECESSARIO questo tipo di imposizione che coincide semplicemente con il divieto di prestare soldi a una banca fallimentare stampandoli senza delle proprietà a garantirne il valore
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immettere nel mercato banco-note a copertura delle quali non c'è niente non è in effetti una truffa di per sè, le due righe che ho scritto erano in effetti poco chiare. Ma sul mercato libero ti assumi la responsabilità di un'azione di questo genere, e se va male chiudi e vai in galera.
Oggi invece questo rischio è stato in sostanza eliminato e trasferito sulle nostre spalle.
Di nuovo, la vedo solo io la differenza?
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
l'equazione è poco significativa in un contesto austriaco
io appoggio il free banking ma non capisco questo neoclassicismo
poco sigmnificativa è decisamente un eufemismo :D
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
l'equazione è poco significativa in un contesto austriaco
io appoggio il free banking ma non capisco questo neoclassicismo
L'equazione quantitativa della moneta, che trovi in qualsiasi testo di macroeconomia, non è un neoclassicismo, ma una identità contabile che non ammette eccezioni di sorta.
Essa illustra il principio che il valore nominale complessivo dei beni e servizi scambiati sul mercato in ogni unità di tempo (PxY) deve necessariamente essere uguale al flusso di moneta esistente nel sistema considerato (MxV).
Insomma, è come dire che la somma del valore nominale dei beni e servizi venduti (o acquistati) con una certa moneta in una data unità di tempo è uguale alla quantità di moneta scambiata in quella unità di tempo.
In pratica, se della merce viene venduta a 10 euro, in quel momento 10 euro sono stati impiegati in uno scambio: il che ovviamente è un'affermazione banale tanto è evidente la sua veridicità.
Contestare la veridicità di una tale equazione sarebbe come dire che 4=5.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
pensare che un pezzo di carta chiamato "nota di banca" sia più di un titolo di proprietà sul capitale di quella banca è una illusioneil valore di una moneta dipende dal valore di una merce, perchè la moneta è una merce, o un titolo di proprietà su una merce
ronnie..
una banconota non è la merce, è un titolo che rappresenta la merce, quindi può avere un volore aggiunto rispetto alla merce che rappresenta perchè ad esempio costa di più tenere 100 kg d'oro in casa piuttosto che avere 100 titoli che rappresentano un kg d'oro, quindi la gente può benissimo acquistarli ad un prezzo superiore rispetto a quello che rappresenta, vista la convenienza ad avere 100 titoli piuttosto che 100 kg fisici.
Ma questo non costituisce un'obbligazione per la banca di emissione ad acquisire nuovi stock del bene che rappresenta la propria moneta ad ogni quotidiana oscillazione del mercato.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
[B]
il dollaro è un falso titolo di proprietà sulla proprietà dei privati stampato dallo stato e imposto come vero tramite il "corso legale", il quale è l'unico reale problema
ovviamente il corso legale perderebbe significato in un contesto di free banking, il corso legale è solo un mezzo con cui lo stato si garantisce il monopolio della moneta.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
No, è il prezzo del fatto che siano monetate. La merce è la moneta, non l'oro. Non è "la fiducia nel bene moneta" che gli attribuisce valore ma come al solito LO SCAMBIO diffuso di esso, ciò non ne nega la natura di bene, la costituisce.
non vedo qua dove sia la contraddizione...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
[
ovviamente sì, ed ovviamente essendo merci LA LORO PRODUZIONE AUMENTEREBBE ALL'AUMENTARE DELLA DOMANDA
vero
siamo d'accordo..
Citazione:
Originariamente Scritto da
Ronnie
[B]
ma è vero se non c'è il corso legale, in un sistema con il corso legale è invece NECESSARIO questo tipo di imposizione che coincide semplicemente con il divieto di prestare soldi a una banca fallimentare stampandoli senza delle proprietà a garantirne il valore
beh, stiamo parlando di libero mercato bancario, come non c'è corso legale sui libri o sulla biancheria intima allo stesso modo non ci sarebbe corso legale sulle banconote, che come dicevo prima è l'artefizio con cui lo stato si garantisce il monopolio.
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Originariamente Scritto da
Jefferson
immettere nel mercato banco-note a copertura delle quali non c'è niente non è in effetti una truffa di per sè, le due righe che ho scritto erano in effetti poco chiare. Ma sul mercato libero ti assumi la responsabilità di un'azione di questo genere, e se va male chiudi e vai in galera.
Oggi invece questo rischio è stato in sostanza eliminato e trasferito sulle nostre spalle.
Di nuovo, la vedo solo io la differenza?
ovvio che la banca emette moneta a suo rischio e pericolo, come una qualsiasi industria che produce una qualsiasi cosa!
copertura mica significa che la banca abbia nel suo bunker i quantitativi d'oro che coprano l'emissione prodotta, significa che si obbliga a corrispondere in cambio della tua moneta un tot di materie prime per ogni unità di moneta prodotta che tu detieni, o più comodamente banconote di altri istituti.
il tutto ovviamente a suo rischio e pericolo, allo stesso modo in cui allo stato attuale una banca si obbliga a darti indietro i soldi che hai depositato, questo la banca lo fa a suo rischio e pericolo perchè sappiamo tutti che se tutti i correntisti di una banca richiedessere totalmente i loro depositi lo stesso giorno o in un periodo di tempo troppo breve la banca non potrebbe farvi fronte.