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  1. #1
    INVICTIS VICTI VICTURI
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    Predefinito Lucifero e Lilith: Approfondimenti

    Vorrei aprire un thread sulla figura di Lucifero e Lilith secondo le Tradizioni Pagane dato che non ho trovato discussioni su questo forum.

    Scusate se utilizzo wikipedia ma é giusto per spezzare il ghiaccio:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lucifero

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lilith

    Sarei molto grato a chi é già esperto o chi possiede articoli più dettagliati a rendere partecipe gli utenti di questo spazio telematico con i loro approfondimenti per discutere di queste due figure mitologiche.

    Valete Optime In Pax Deorum!

    Atlantideo

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  2. #2
    Figlio di Kālī
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    Saluti a te Atlantideo. Posso aiutarti quer quanto riguarda Lilith, che non è altro che una "continuazione" ebraica dell'affascinante mito sumero di Lilitu..

    Per risalire all'origine di tale enigmatica figura dobbiamo proiettarci a ritroso nel tempo di alcune migliaia di anni, verso l'antica terra della mezza luna fertile, che vide la nascita della grande civiltà Sumera. L'eroico poema "Sha nagha imuru" (risalente forse al terzo millennio a.C.), meglio noto come "L'epopea di Gilgamesh", cita una donna di nome Lilitu, chiamata anche Lilla che costruì la propria dimora all'interno di un tronco di huluppu e che fu presto costretta ad abbandonarla per scappare nel deserto dalla furia dell'eroe Gilgamesh che con la sua arma tagliò via l'albero. Un fattore molto interessante consiste nei due nomi, che assegnati a questa donna le conferiscono una duplice natura.

    In sumero Lilla significava "sacerdotessa", mentre il termine Lilitu veniva usato per nominare la civetta, animale generalmente considerato di cattivo auspicio, associato spesso alle streghe, ai fantasmi, al buio, alla morte ed alle tempeste. Questa donna di cui si parla nel poema, costruì la propria casa all'interno di un albero, ma non si trattava di un albero qualsiasi, bensì di un huluppu: un salice. Secondo fonti mitologiche, il salice è sempre stato un albero molto caro alle antiche dee della guerra e dell'amore, come la sumerica Inanna, la assiro-babilonese Ishtar, la libica Neith o la greca Athena che secondo la versione più arcaica e primitiva del mito nacque con le sembianze di cobra dal corpo di Itono, l'uomo salice. Tale albero, oltre ad essere oggetto di culto per cerimonie magiche, incantesimi, e sortilegi vari, era anche un elemento fondamentale nel corso di alcuni rituali misterici molto cruenti, praticati anticamente in corrispondenza con l'equinozio autunnale in onore della Dea presso alcuni popoli del Mediterraneo.Tali rituali venivano condotti dalla figura centrale della sacerdotessa, rappresentante terrena della Dea venerata (che poteva essere Ishtar, o Luna, Anatha, ecc.) ella iniziava la cerimonia copulando con un uomo che incarnava "il re sacro", costui a seguito dell'atto sessuale (che terminava senza l'orgasmo del maschio) veniva legato all'altare con dei rami di salice e poi con delle strisce ricavate dalla corteccia, fustigato e allo stesso tempo stimolato sessualmente fino all'eiaculazione, facendo in modo che il seme cadesse sul terreno. Successivamente l'uomo veniva frustato a sangue fino a quando le gocce non fossero colate in terra, unendosi così allo sperma ed al terreno, assicurando, secondo il rito, la fertilità dei raccolti. In seguito l'uomo veniva sacrificato per propiziare la pioggia, il benessere delle messi e della collettività.

    Con ogni probabilità, la figura di Lilitu e la simbologia a lei correlata, avevano uno stretto legame con questi sanguinosi rituali. Ella compare diverse volte nella mitologia assiro-babilonese come Dea portatrice di morte e distruzione, talvolta mediante il controllo di calamità naturali quali il vento e l'uragano, ma compare anche come spirito seduttore degli uomini, che li attira a sè con la sua sensualità per poi ucciderli; si presenta anche come immagine del decadimento della sessualità, come lussuria e piacere sterile e infecondo, in tal caso ella è Lili, detta anche "vergine senza latte", un'entità femminile sterile e malvagia che non potrà mai rimanere gravida ed invidiosa della fertilità altrui vaga di notte interrompendo le gravidanze delle donne sottraendo i figli dai loro grembi.

    In altri casi Lilitu appare come proiezione terrestre di Timatu, la Dea del cielo, che uccisa dal Dio del Sole Marduk, continua a vivere incollerita sulla Terra. Ritrovamenti archeologici rinvenuti in area mesopotamica e databili intorno al 2000 a.C. raffigurano Lilitu come una donna nuda dai lunghi capelli, munita di ali e di artigli, con due zampe di uccello al posto dei piedi ella si regge sui corpi di due leoni ed ha una grossa civetta a ciascuno dei due lati.

    Il nome ebraico Lilith,(che letteralmente significa "la notturna") compare per la prima volta in alcuni testi quali la "Torah"(Isaia 34, 14), il "Sefer-ha-Zoar", le "Haggadah", i "Midrash",e il "Talmud", come continuazione ebraica del mito sumero/assiro-babilonese di Lilitu. In alcune opere cabalistiche si legge che Lilith fu la prima donna di Adamo, ma a differenza di Eva non nacque da una costola dell'uomo ma fu generata anch'essa da Dio a sua immagine e somiglianza, plasmata anch'ella dal fango ed indipendente dall'uomo; tuttavia Adamo voleva avere la supremazia su di lei, ma Lilith si rifiutava di sottomettersi e dopo una feroce lite maledisse Adamo, pronunciò invano il nome di Dio e furiosa abbandonò l'Eden, vagando errabonda e solitaria come uno spirito malvagio, minacciando tutti gli esseri che incontrava sul suo cammino. A quel punto Dio decise di punire Lilith scaraventandola nelle più oscure profondità dei mari e da una costola di Adamo generò Eva. Lilith però continuò a vivere infondo agli abissi accrescendo con il passare degli anni la propria collera ma anche il proprio potere, divenendo così un vero e proprio demone, al punto che gli uomini avvertendo la sua energia, pronunciavano ogni sera preghiere e scongiuri per farla rimanere nelle profondità dei mari e non farla avvicinare alle proprie dimore.
    E' documentato che per anni e anni, probabilmente fino al Medio Evo, molti ebrei hanno fatto uso di amuleti e talismani per difendersi dalle sue energie demoniache. In astrologia Lilith è identificata con la Luna Nera, elemento cupo e morboso corrispondente all'intima sfera umana su cui però non tutti gli studiosi sono concordi nello stabilire la reale corrispondenza astrale.
    Per la maggior parte degli astrologi comunque, Lilith è intesa come il secondo fuoco dell'orbita lunare intorno alla terra o l'apogeo lunare: si tratta di un punto nello spazio in cui la Luna nella sua gravitazione attorno al nostro pianeta va a trovarsi nel momento di maggiore distanza da esso, tale momento in astrologia è chiamato appunto Lilith o "Luna Nera" ed indica i lati nascosti, i più oscuri, morbosi ed ossessivi aspetti della personalità di un individuo....

    Un saluto a tutti gli amici pagani di questo Forum.

    Om Krim Kali Ma

  3. #3
    Figlio di Kālī
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    Lilitu

  4. #4
    Abraxas
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    Sperando di farvi cosa gradita, vi riporto questo scritto di un mio amico :-)

    http://www.fuocosacro.com/pagine/mitologia/LILITH.mht

    LILITH

    Filippo Goti: lachimera70@hotmail.com


    1. Introduzione

    Come potrebbe non affascinare, non inebriare la fantasia e i sensi, una principessa la cui bellezza morbosa ammalia uomini e donne indifferentemente, succubi del suo ingordo potere sessuale ? Una figura alta, slanciata, di una femminilità perversa e morbosa. Capelli corvini, che incastonano un volto ovale, color di madreperla. Occhi di un colore nero ardente, che si trasformano in un rosso rubino durante la possessione. Labbra sottili, esangui, e una voce, un ipnotico sussurro, che opprime la mente e il cuore, sgorgando all'improvviso nella carne dell'uditore. Le dita della mano affusolate, con acuminate e lunghe unghie con cui durante l'amplesso strazia le carni del compagno, unendo così al parossismo dell'orgasmo, la frenesia del sangue. Un seno eretto che si nasconde fra la folta capigliatura che scende lungo i fianchi, e da cui zampilla sangue. Maestose ali neri, pronte a farla librare in volo, mentre conduce le legioni demoniache, a turbare le notti di uomini, donne, bambini e animali.

    Una femmina, la prima femmina, il cui nome è Lilith.

    Potrebbe stupirsi l'addolcito lettore di cose esoteriche, nello scoprire quante congreghe sono votate al culto di Lilith, e quanta operatività di coppia e di gruppo trova perno su questo mito; già la sua presenza nella Cabbala, come in ogni grimorio, o testo di magia cerimoniale, dovrebbe essere un valido indizio, delle forze che stuoli di operatori, a torto o a ragione, ad essa associano.

    Compito di questo lavoro, in virtù del taglio divulgativo, è quello di analizzare il mito di Lilith, lasciando ad altro veicolo e momento l'aspetto pratico.



    2. Lilith e Cabbala

    Ogni sistema filosofico, ogni docetica esoterica, ogni affresco spirituale umano, invariabilmente trova radice e sviluppo, attorno al perchè del Male, e al sommo di tutti i mali, rappresentato dalla morte. Lo Zohar(1) non fa eccezione a tale ovvia constatazione, affrontando il Male attraverso un approccio tendenzialmente impersonale, rifuggendo ad una identificazione di tale cataclisma, indicandolo generalmente con il termine Sitra Ahra. Nello Zohar l'incapacità umana di seguire la legge divina, è a sua volta riflesso del Male Cosmico ( i mondi distrutti da Dio perchè imperfetti, o gli scarti del pensiero divino: a ben vedere, sono concetti identici nella sostanziale realtà ). Vi sono però due eccezioni a tale trattazione spersonalizzate del Male, inteso come forza cosmica senza forma.

    La prima è rappresentata dalla meticolosa descrizione dei "palazzi delle impurità", la seconda dalla coppia Samael ( il satana cabbalistico, colui che ha portato il veleno nel mondo ) e Lilith ( la sua compagna ), i sovrani del regno delle impurità(2). Lilith è anche raffigurata come un serpente che attraversa lo Sitra Ahra, mentre Samael, cavalcandola, si unisce a lei: da tale unione nasce la moltitudine demoniaca. Arrivando a conclusione di questi brevi cenni di Lilith nella Cabbala, riporto come in Ammud ha-Semali, Samael e Lilith regnano rispettivamente sull'ottava e decima Sefirah(3) dell'emanazione malefica (la parte sinistra, o l'albero della morte che si sviluppa nell'abisso sotto Malkuth) mentre in "La Kabbale Pratique" di R.Ambelain, Lilith è posta al governo della nona quilipoth (10).

    Sempre nello Zohar è da segnalare la specularità fra la Shekinah(4) e Lilith. Mentre la prima è la sposa benedetta da cui trae origine il popolo degli eletti ( la casa di Israele ), la seconda è la grande meretrice, la prostituta, da cui prende vita la gente impura, la moltitudine mista ( i non ebrei ). Ciò ampiamente dimostra una vena ossessiva che attraversa tutto lo Zohar, ma questo esula dal nostro attuale lavoro.

    Invocazione per il rituale contro Lilith, da eseguirsi prima della copula matrimoniale. (Zohar III,19a)

    Nell'ora in cui l'uomo si unisce con sua moglie deve volgere il pensiero alla santità del suo Signore, e dire:

    «Coperta di morbido velluto – sei tu qui? Via, via! Non entrare e non uscire! Nulla di tuo e nulla della tua parte! Voltati, voltati, il mare infuria, le sue onde ti chiamano. Ma io afferro la parte santa, Con la santità del Re il sono ricoperto.»

    Poi deve avvolgere per un certo tempo la sua testa e quella di sua moglie in un panno, e successivamente spruzzare limpida acqua attorno al letto.



    3. Lilith nella Bibbia Cattolica



    All'interno della Bibbia cattolica non troviamo esplicito riferimento a Lilith. Tale rimozione è forse da imputare alla necessità di rendere l'Antico Testamento quanto più coniugabile, nei limiti del possibile, con il Nuovo Testamento, e in tale ottica un mito come quello della prima donna ribelle, risultava essere decisamente ingombrante, in quanto accresceva la disomogeneità delle due raccolte sacre.



    Possiamo però dedurre che qualcosa è stato sottratto nell'affresco della Genesi, e che ciò sia rappresentato da Lilith.



    Genesi 1:26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

    Genesi 1:27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.



    Genesi 2:21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.

    Genesi 2:22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.

    Genesi 2:23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta».


    Nei primi loghion riportati si narra come Dio al sesto giorno creò ( dal niente: novità) il Maschio e la Femmina; il termine Adamo (gente delle quattro direzioni) appare successivamente. Ora possiamo discutere molto attorno a questa pluralità di genere, chi la riferisce agli Elohim ( potenti angeli della corte celeste ) che coadiuvano Dio nella sua opera, oppure alla doppia natura ( maschile e femminile ) dello stesso Creatore. Per onestà intellettuale dobbiamo constatare che questo creare è riferito all'uomo quale immagine di Dio, maschio e femmina ( Dio Padre e Dio Madre ). Nel racconto biblico siamo innanzi ad una doppia creazione, contemporanea ma disgiunta, dove i due enti sono relati fra loro solamente dalla fonte generativa.

    Il sospetto che qualcosa non abbia proceduto nel modo previsto, secondo l'estensore di questo passo dell'Antico Testamento, è dato dalla necessità di Dio di tornare sulla propria Opera creativa, traendo una costola da Adamo e plasmandola dando vita a Eva.

    L'espressione "Adamo" è quindi doppiamente illuminante, in quanto rivela la preesistenza di una precedente compagna, non menzionata, e come colei che è stata appena creata (Eva) sia una sua consanguinea.


    4. Il Mito

    Gli albori del mito di Lilith sono da ricercarsi nella cultura Babilonese, e ancora precedentemente in quella Assira., dove troviamo la presenza di due demoni: Lilu (maschio) e Lilith (femmina). Più che singoli spiriti della notte, possiamo però parlare di categorie di spiriti (Ardat-Lilith, Lamashtu, ecc.. ), demoni alati che nella notte scendono a tormentare, a strangolare, uomini, partorienti, e neonati.

    Numerose le formule di di scongiuro in assiro, a dimostrare il potere che veniva attribuito a questi "Incubi" della notte.

    " A colei che vola nelle stanze della tenebra... passa presto, presto, Lilith "

    Nella mitologia ebraica, abbiamo un duplice mito di Lilith l'uno legato al rapporto con Adamo nell'Eden ( il più complesso ), e l'altro al rapporto con Adamo fuori dall'Eden. Quest'ultimo mito, di tradizione midrashica(5), narra come Adamo separatosi da Eva, dopo la cacciata dall'Eden e la perdita dell'immortalità, si sia unito a numerosi spiriti(6), generando con loro. Fra essi anche Lilith, o una Lilith, dal cui rapporto nacque una nuova generazione che popolò la terra.

    La leggenda più conosciuta, di radice ebraica, su Lilith la vede come prima moglie di Adamo. Creata da Dio assieme ad Adamo, ne differisce per composizione: sabbia finissima Adamo ( terra sottoposta all'azione del fuoco ), melma ( terra sottoposta all'azione dell'acqua) Lilith. E' narrato che i due si abbandonarono a fervente passione, ma questo idillio sensuale e sessuale ebbe termine quando Lilith si rifiutò di continuare ad unirsi stando "sotto" ad Adamo. La pretesa di Lilith di assumere una posizione sessuale dominante, scatenò l'ira del compagno a cui si sottrasse, pronunciando il sacro e segreto nome di Dio, librandosi in aria e fuggendo dall'Eden.

    Adamo per questa fuga protesta con Dio, reclamando il ritorno della compagna, allora Dio ordinò a tre angeli ( Sanvi, Sansanvi e Semagelaf ) di trovare, e ricondurre ad Adamo Lilith. Questa si era rifugiata in un luogo inospitale, presso il Mar Rosso, dove unendosi con dei demoni generava una moltitudine di figli (Limm). Gli angeli, raggiunta la fuggiasca, le intimano di ritornare nell'Eden, ma lei si oppone all'ordine divino (che con tutta evidenza non aveva potere alcuno oltre l'Eden stesso), mostrando la condizione in cui si trovava. Poteva adesso tornare da Adamo, ora che si era congiunta con altri e aveva generato ? Lilith inoltre rivela che lo stesso Dio le ha conferito potere sui neonati, gli uomini, e le giovinette; ma qualora sia pronunciato il nome degli emissari divini, i tre angeli, lei recederà. La punizione che le viene impartita per il suo rifiuto, è quella che ogni giorno 100 dei suoi Limm moriranno, lo stesso numero dei generati, condannandola a vedere morire i figli, ad essere eterna Madre senza prole.

    In un testo ebraico, è riportato come Lilith resa furente e gelosa a causa della nuova compagna di Adamo, si trasformò in serpente ed offrì alla coppia il frutto proibito, condannando l'uomo e la donna alla perdita della loro condizione di favoriti da Dio, e soggetti al ciclo naturale di vita e morte.

    Lilith trova alcune corrispondenze, gioco che non ci affascina oltre una certa misura, con la Lamia dei greci e dei romani, a Brunilde(7) della tradizione nordica, alla Kalì(8) vedica, ed infine alla stessa Hecate(9). Solo alcune corrispondenze, che devono offrire riflessioni successive, visto che ogni elemento mitologico ha valore in se e in riferimento alla Cosmogonia in cui è debitamente inserito.



    5. Conclusioni

    E' fin troppo facile, e quindi erroneo, sostenere che Lilith afferisca ad una realtà matriarcale precedente al patriarcato monoteista, oppure che essa sia un mito riconducibile e riducibile alla Tradizione della Dea Madre (11). L'ovvia constatazione di come le vittime di Lilith fossero proprio i neonati ( il frutto più sacro della femminilità manifesta ), e l'incapacità della stessa di trovare piena armonia con l'ordine della fertilità naturale, di cui la tradizione della Grande Madre è simbolo ed espressione, la collocano eventualmente in un anti-mito, oppure in una espressione parziale di una particolare componente "femminile". Inoltre la valenza magica e simbolica esclusivamente distruttiva, ed energivora, la rendono inadeguata ad offrire un rapporto "integrale" con ogni aspetto del femminile, in quanto contrastante con l'espressione della maternità.

    Superficiale è ancora l'affezione, che diviene afflizione, a questo mito esaltandone solamente l'aspetto ribelle all'ordine costituito, in quanto se esso è indubbiamente presente, è altresì vero che essa non è poi in grado di proteggere il frutto del proprio grembo (Limm): la più grave delle colpe di una madre, autocondannandosi ad un'eterna esistenza di rancore e di vendetta.

    Lilith non è il simbolo dei viventi, ma delle ombre, e l'enorme confusione che oggi viviamo attorno a questo mito è in parte dovuta alla sua riscoperta a fine dell'ottocento, e successivamente negli anni 60-70, dall'intelligenza del femminismo in gran parte donne di cultura ebraica, alla ricerca di un forte contrasto culturale con la controparte rabbinica che incarnava l'immaginario del patriarcato.

    Enorme sciocchezza, poi, sostenere che le tradizioni monoteistiche non sono riuscite a debellare il mito di Lilith, in quanto se esso è sopravvissuto nei secoli è proprio grazie al Talmud e ai Midrash; se tale operazione di occultamento veramente voleva essere perpetrata sarebbe stato più congeniale il semplice ostracismo.

    Inoltre il mito di Lilith ha numerosi elementi di virilità: basti ricordare la tradizione che la vuole serpente tentatore nell'Eden, o alcune leggende ove essa può possedere (Incubus) uomini e donne, tramite la possente coda. Questi particolari suggeriscono una non totale collocazione al nel femminile di questo mito.

    Quanto sopra è valido se perseveriamo nell'errore di decontestualizzare il simbolo Lilith, e in genere ogni simbolo, dalla integra sede che gli è propria: l'insieme fisico-psichico-spirituale dell'uomo.

    Il mito ebraico ci narra come Adamo sia frutto di sabbia fine, mentre Lilith di melma. Adamo è frutto dell'azione dell'elemento fuoco sull'elemento terra, Lilith della combinazione fra l'elemento terra e l'elemento acqua. Ci è suggerito che Adamo e Lilith sono due espressioni coeve, dove l'una non può sovrastare l'altra, e la loro unione è magnetica ed immediata. Il dramma per le due parti, risiede nel momento della separazione che relega entrambe ad una condizione inferiore alla preesistente, ed in generale alla lenta disgregazione del composito mosaico chiamato uomo.

    Sicuramente Adamo è ascrivibile ad un'insufflazione dell'elemento fuoco nell'elemento terra, che renda questa secca, per non procedere nell'arcano è bene quindi dire che ci riferiamo all'aspetto cosciente, logico-dialettico; come altrettanto sicuramente Lilith è ascrivibile a quella radice atavica, ed insopprimibile, della sessualità, fra le due porzioni è inserita una terzo elemento di frizione. Questo elemento è frutto di Adamo dormiente ( che sogna e desidera ), quindi successivo ai precedenti, prende il nome di Eva e rappresenta l'emozionalità. Che da un lato permette alla sfera logica-dialettica di trovare sfogo e limite, alla sua estenuante ricerca di sistematizzazione ed ordine, e alla parte atavica sessuale di affiorare.

    Quanto sopra esposto afferisce ad un sottile equilibrio, che millenni di civilizzazione, e socializzazione dell'uomo, hanno portato a relegare l'elemento lilithiano nei meandri più profondi dell'animo umano, rendendolo simile all'energia di un vulcano che anela a dirrompere verso la superficie, trovando varco nella sfera mobile ( l'emotività ).

    Che Lilith rappresenti un atavismo sessuale, in se generale e diffuso ( quindi forza elementale non mediata e non mediabile ) è indicato sempre dal mito, che narra come Lilith provochi le polluzioni notturne negli uomini che possiede. La forza sessuale che comunque deve trovare sfogo, dirompente, violento e distruttivo, come ci ricorda anche la simbologia legata al Dio Kama (12) vedico, o alla doppia veste di Lucifero-Satana.

    Il binomio sesso e morte accompagna profondamente il mito di Lilith, e i rituali stregoneschi, che su essa trovano fulcro, trovano espressione in una sessualità lupesca, frenetica e sanguinaria. La doppia e violenta fuoriscita dei due elementi basi del vitale ( vita in essere, e vita in potenza ), che vanno ad aprire le porte di una memoria genetica, in sè e per sè terribile, in quanto semplice ed elementale verità: la bestialità allo stato puro.)

    La scissione che l'uomo vive, fra la parte cosciente ( la superficie del mondo ), e la parte atavica ( il cuore pulsante del mondo ), rende i molti che prediligono la prima massima espressione di un controllo privo di potenza, e i rari che incarnano la seconda potenza senza controllo. Tale separazione non giova: creatori senza forza i primi, forti senza capacità di creare i secondi ( I Limm muoiono appena scorgono la luce).

    La via che potrà permettere un novello equilibrio fra queste due sfere coeve, che sono il senso della perduta regalità umana, non è quella di una fuga in avanti, attraverso astruse intellettualizzazioni. Quando un coraggioso precipizio nel baratro primordiale, sperando di mantenere viva una sottile luce, che permetta di fecondare il ventre di Lilith, portando alla luce l'uomo nuovo: reintegrato in ogni componente: Adamo-Lilith-Eva.

    Non è fonte di fascino ed interesse che Lilith, l'impura, la dannata, la prostituta demoniaca, conosca l'esatta pronuncia del nome dell'Ineffabile, che nella tradizione magica- religiosa ebraica, poteva essere pronunciato solamente una volta all'anno, nel Tempio di Salomone, dal capo dei Sacerdoti ? Con la differenza che mentre, secondo i testi sacri, Lilith effettivamente deteneva questo "potere", e lo manifestò, niente è dato di sapere su quello del sommo sacerdote. Non è forse un velato suggerimento a ricercare la Conoscenza, che tutto trasforma, dove si presume che vi sia la tenebra?

    Ad un guardare oltre l'apparenza della manifestazione, e attraversando il deserto impervio che al limitare della sfera conscia, imprigionata nel singolo transito temporale, recarsi alle radici eterne della nostra esistenza: Quando sia il fuoco che l'acqua furono infusi nella terra.

    NOTE:

    (1) Zohar. Testo fondamentale della Cabbala, lo Zohar, è stato scritto all'inizio del XIV secolo, in Spagna, dal mistico Mosé de Léon. La parola significa libro dello splendore, anche se si sviluppa in una serie di oscuri precetti e commenti, che l'autore imputò ad una tradizione precedente.

    (2) E' impuro ciò che non è sacro, o consacrato. Ciò alterato dalla mescolanza con altri elementi.

    (3) Sefirah. Nel sistema cabbalistico rappresentano degli aspetti qualititativi del divino, e la loro interazione delimita la forma e il campo del dispiegamento della manfiestazione (creazione)

    (4) Shekinah. L'immanenza divina.

    (5) Midrash. Metodo di interpretare la sacra scrittura, che va oltre il senso letterale delle parole. Questi vari commenti sono raccolti in antologie.

    (6) Spiriti. Nella tradizione cabbalistica il sesto giorno Dio creò anche gli spiriti senza corpo (elementali).

    (7) Brunilde. Mitica regina di Islanda, impose una serie di prove cruente ai suoi pretendenti, culminanti con un duello mortale.

    (8) Kalì. Raffiugura l'aspetto guerriero di Parvati la consorte di Shiva. E' conosciuta come la grande Dea.

    (9) Hecate. Dea della mitologia greca, unica fra le immortali a non essere stata partorita da Zeus, ma figlia di un Re dei giganti. E' in grado di viaggiare nel mondo degli dei, degli uomini e dei morti.

    (10) Le Quilipoth sono le riflessioni negative delle sephirat, il loro volto nascosto, o la loro manifestazione degradata o degrandate, ma al contempo ne rappresentano anche un curore pulsante, che deve essere riassorbito dall'interno

    (11) Dea Madre. Complesso di miti arcaici, che si vuole riconducibili ad un'estesa cultura matriarcale, poi sdradicata dal patriarcato.

    (12) Dio Kama. Nella mitologia vedica è un Deva bifronte della sessualità, nel suo aspetto di piacere e forza atavica.

  5. #5
    Abraxas
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    [QUOTE=jai jai kali ma;6966602]Saluti a te Atlantideo. Posso aiutarti quer quanto riguarda Lilith, che non è altro che una "continuazione" ebraica dell'affascinante mito sumero di Lilitu..

    Pax Pleroma Carissimo Jai Jai Kali,

    Permettimi alcune considerazioni generali. Il Mito è un modello di comunicazione scelto dai nostri avi, per trasmettere un variegato flusso informativo e formativo.
    Il problema dell'uomo moderno è quello della corretta lettura, o delle corrette letture del Mito.
    Sappiamo che vi sono diversi piani dialettici. Possiamo considerare il mito di Lilith:
    1) Come espressione di un periodo di "passaggio" sociale e religioso (sicuramente lo fu nella versione ebraica). Lilith ben rappresenta il fallimento del governo da parte dell'uomo della natura. Come la permanenza di antiche religiosità nel monoteismo giudaico.
    2) Ancora può essere visto come un nucleo misterico di un culto matriarcale.
    3) Oppure come l'evidenza della scissione, della mobilità, della complessità psicologica dell'essere umano e degli opposti/complementari maschio e femmina. ecc...
    4) Si potrebbe ravvisare un modus operandi nel mito di Lilith, una via di sessualità estrema.
    E sono sicuro che a queste mie osservazioni, molte altre possiamo aggiungerne.

    Proprio oggi ho ricevuto questa mail privata, che riporto, riguardante il mio articolo su Lilith:
    "La via che potrà permettere un novello equilibrio fra queste due sfere coeve, che sono il senso della perduta regalità umana, non è quella di una fuga in avanti, attraverso astruse intellettualizzazioni. Quanto un coraggioso precipizio nel baratro primordiale, sperando di mantenere viva una sottile luce, che permetta di fecondare il ventre di Lilith, portando alla luce l'uomo nuovo: reintegrato in ogni componente: Adamo-Lilith-Eva."

    cito dal tuo interessante intervento su lilith. ma mi chiedo: come sai che questa può essere la via? per induzione intellettualistica? per negazione? per esperienza?
    non sarà che nel segmento spazio-temporale che delimita la vita su questa terra l'assenza di equilibrio, la dicotomia, la perdita di regalità sono condizioni necessarie, sine quis non? che vanno accettate per il solo fatto di essere concreti?


    Ritengo che sia importante che ogni uomo o donna sappia scegliere liberamente come collocarsi innanzi al grande mistero della vita e della conoscenza; e una volta decisa la propria iniziale posizione (unica in quanto personale, personale in quanto unica) costruire attorno ad essa una serie di fatti ed atti concreti.

    Cordialmente

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da millenomi Visualizza Messaggio

    Il Mito è un modello di comunicazione scelto dai nostri avi, per trasmettere un variegato flusso informativo e formativo.
    Il problema dell'uomo moderno è quello della corretta lettura, o delle corrette letture del Mito.
    Sappiamo che vi sono diversi piani dialettici. Possiamo considerare il mito di Lilith:
    1) Come espressione di un periodo di "passaggio" sociale e religioso (sicuramente lo fu nella versione ebraica). Lilith ben rappresenta il fallimento del governo da parte dell'uomo della natura. Come la permanenza di antiche religiosità nel monoteismo giudaico.
    2) Ancora può essere visto come un nucleo misterico di un culto matriarcale.
    3) Oppure come l'evidenza della scissione, della mobilità, della complessità psicologica dell'essere umano e degli opposti/complementari maschio e femmina. ecc...
    4) Si potrebbe ravvisare un modus operandi nel mito di Lilith, una via di sessualità estrema.
    E sono sicuro che a queste mie osservazioni, molte altre possiamo aggiungerne.
    Offri degli spunti di riflessione molto interessanti. Personalmente ho sempre interpretato il mito di Lilith, in questo modo:

    Fondamentalmente ciascuno di noi, cela dentro di sè dei lati oscuri, "demoniaci". Tali oscurità sono e saranno sempre parte integrante del nostro essere, almeno finchè continuerà a prevalere la nostra natura esclusivamente "umana".

    Ognuno di noi quindi custodisce nel suo "abisso" la propria Lilith, poichè non esiste uomo senza lati "oscuri", colui che davvero riesce a dissipare le proprie tenebre interiori è riuscito ad andare oltre l'opprimente realtà della natura umana (bramosie materiali, ego, ignoranza, schiavitù dei sensi) ed ha quindi aperto gli occhi alla Luce, riscoprendo l'ardore della propria natura Divina.

    Quando un essere giungerà a tale luminosa condizione di "risveglio" (moksha), allora Lilith risorgerà dagli abissi nel suo candido splendore di donna primordiale, gettando via le sue vesti infere e demoniache... tornando beata e serena nel "giardino dell'Eden" che è in noi.

    Vedo una sacra Donna Primordiale scaraventata nell'oscurità degli abissi sotto forma di demone, come il potere femminile della Shakti presente dentro di noi (Kundalini) sedato e incatenato dalle illusioni del nostro ego.

    Om Krim Kali Ma

 

 

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