concentrerei dentro questa discussione ogni intervento sulla situazione politica del Pakistan, paese la cui stabilità interna è in crisi fortissima a causa degli sporchi giochi di potere che si sono concentrati attorno agli attori politici nazionali, attraverso manovre imperialistiche tese al controllo sempre più diretto di quella zona nevralgica del mondo:
in particolare leggevo in un articolo ( ahinoi in lingua spagnola tratto dal sito rebelion.org) che il progetto egemonico sul Pakistan si è trasformato da controllo indiretto con l'appoggio del generale Musharaff a volontà di destabilizzazione interna: tale volontà si è espressa con il tentativo di far rientrare la corrotto e compromessa con il potere Benazir Bhutto, vittima di giochi più grandi di lei, che ha perso la vita ( gli occidentali ne erano probabilmente già al corrente) in nome di un goffo tentativo di controllare il pakistan attraverso una democrazia meno pericoloso di un generale fedele, ma instabile.
la povera Bhutto ci ha rimesso la pelle, mentre i cinici occidentali ridevano sotto i baffi, poichè la perdita del loro asso non presenta un problema, dal momento che l'obiettivo non è certo la democratizzazione del Pakistan, ma la disintegrazione progressiva dell'area.
Leggevo in particolare la questione del tentativo che inglesi e nord-americani portano avanti da alcuni anni, incrementato di recente di balcanizzare lo Stato, finanziando lautamente il nazionalismo separatista del beluchistan, zona occupata militarmente dal Pakistan al tempo dell'indipendenza, a testimonianza del solitto giochetto estremamente funzionale della disintegrazione territoriale di Stati nazione.
Caos politico e incitamento dei nazionalismi separatisti sembrano essere le due ricette per legittimare un interventismo umanitario in Pakistan, paese che, non scordiamocelo, possiede la bomba atomica, e che se venisse controllato direttamente dalla coalizione occidentale, sarebbe una rampa di lancio per il rafforzamento della fase matura dell'imperialismo a guida statunitense in vista di un conflitto ( o controllo neo-colonialista) con la Cina.

Questa la sintesi del poco che ho appreso documentandomi negli ultimi giorni.