
Originariamente Scritto da
Edgard
Gentile Presidente Napolitano,
le scrivo in merito alle preoccupanti condizioni di salute di un detenuto italiano, Salvatore Riina, che di giorno in giorno peggiorano. Riina è ingiustamente in carcere dal 1993 sulla base di accuse ignobili da parte di qualche pentito e di qualche indizio strampalato messo in piedi dai soliti magistrati palermitani. Totò soffre ormai da tempo di crisi cardiache. L'ultima ha seguito di qualche mese un intervento di angioplastica, risalente all’ottobre del 2003, al quale Totò, ormai rassegnato alla fine da martire, si era sottoposto. L’ultima crisi ha spinto i giudici a decidere il suo trasferimento al carcere di Opera. Ultimamente ha anche colpi di tosse e pericolosissimi mal di schiena, per non parlare della perdita di peso e dello spaventoso pallore. In poche parole, non sappiamo quanto gli rimanga da vivere. Perché tanta rabbia e tanto rancore per un uomo che tanto ha dato alla Sicilia e all’Italia, ultima una fiction che ha fatto boom di ascolti (e di giudici)? Questi familiari di vittime di mafia, perchè si oppongono? Perchè tanta crudeltà? Mica li ha uccisi Totò i loro parenti! Riina è una vittima dello Stato, che anziché ringraziarlo per la pax e per la fine delle bombe, per la quale è stato ucciso il dissidente Borsellino, lo ha sbattuto al 41 bis come un mafioso. I media lo definiscono un demone, ma lui è un povero anziano che meriterebbe di finire i suoi giorni a casa. Per questo nasce il Comitato Riina Libero (gemellato con quello Pro Bruno Contrada, collega, vittima anch'egli di assurde restrizioni della libertà personale) che ne chiede la grazia per ragioni di salute e in un secondo momento la revisione del processo, per la quale presenteremo istanza. La richiesta e la speranza è che l’iter sia veloce come quello riservato a Bruno Contrada, e che per Pasqua Totò possa riabbracciare i suoi familiari e noi, suoi sostenitori. Speriamo che anche il minstro Mastella si impegni a fondo in questa causa, come nelle altre nelle quali ha riportato risultati eccellenti. Gentile Presidente, visto che Contrada pensava di avere l’esclusiva, la informo che fino a prova contraria anche Totò Riina mi ha confidato di essere stato molto amico con Paolo Borsellino, e anche con Giovanni Falcone. Trovi uno solo che può negarlo. Si vedevano anche fuori dal lavoro. Non è vero che ce l’avevano con lui.
Presidente, con fiducia la saluto e la invito ad avviare l'iter della grazia, intonando insieme a noi l'inno del Comitato Riina Libero: "E forza Totò, che manca pochissimo, tante persone che gridano il tuo nome per farti liberar... E forza Riina, che se graziano Contrada, il prossimo sarai tu, Forza Totò, va bene cosììììì ".
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