La senatrice di sinistra Franca Rame si dimette dal senato ammettendo il totale fallimento della sinistra
Dalla Stampa
Ci chiedono di votare anche
contro le nostre convinzioni
se no torna Berlusconi.
Ma sono stufa, lascio il Senato"
ALBERTO MATTIOLI
TORINO
Senatrice, l’Ansa titola: «Franca Rame: situazione pesante, mi dimetto». Conferma?
«Le dimissioni sono decise. Sto scrivendo la lettera, che manderò solo al presidente Marini e non ai giornali».
Perché?
«Perché non voglio che sia ridotta a qualche riga con il rischio di essere male interpretata».
Ma così nessuno lo saprà.
«No, perché acquisterò spazi sui maggiori quotidiani e la farò uscire lì. È da quando sono senatrice che impegno il denaro dell’indennità nel sociale e per informare la gente del lavoro fatto».
Con il governo che al Senato rischia un giorno sì e l’altro pure, il suo telefono sarà rovente.
«Sì, è stata una giornata pesante».
Cosa l’ha delusa del governo?«Vogliamo fare l’elenco? In diciannove mesi non ha avuto la forza di fare una legge sul conflitto d’interessi, sul falso in bilancio, sulla lottizzazione della Rai, sull’antitrust, sull’abolizione della Cirielli. In compenso ha detto sì alla base di Vicenza e ha creato le condizioni perché al pm De Magistris si scippassero le sue inchieste. E il pm Forleo è stata fatta passare per una bizzarra un po’ esaltata».
Guardi che Prodi l’ha votato anche lei...
«Sì, ma il guaio è che siamo costantemente sotto ricatto: votate così, altrimenti c’è la spallata e torna Berlusconi. Ma io sono stanca di ingoiare rospi. Sulla Finanziaria il senatore Turigliatto aveva proposto degli emendamenti. Alcuni mi trovavano d’accordo e li ho firmati. Sono stata convocata, non mi chieda da chi perché non lo direi, e mi è stato detto che se li avessi votati si rischiava di andare sotto».
E lei cos’ha fatto?
«Una dichiarazione di voto: “Ritiro la firma agli emendamenti Turigliatto, non voglio spallate da Berlusconi”. Le assicuro che mi è costato proprio molto. E giù fischi dall’opposizione».
Insomma, non salva niente?
«Ma no, Prodi qualcosa di buono l’ha fatto: la riduzione del deficit, per esempio. Ma resta il problema di fondo: che c’azzecca, per dirla con Di Pietro, l’Udeur con Rifondazione?»
Degli sprechi cosa dice?
«Si parla, si parla, ma si conclude poco. Abbiamo più sottosegretari che al tempo di Berlusconi. Ogni proposta di diminuirci gli stipendi naufraga. Ancora: quando vedi che mancano trenta senatori, ma risultano presenti perché hanno inserito la tessera nel dispositivo per votare, beh, sei disgustata. La diaria è di 258 euro e 35 centesimi. Moltiplichi per 30 e vedrà quanto un furbo costa al contribuente in un mese».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8914girata.asp




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