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    Predefinito Lettera Inviata A Prodi ....

    (Non mi ha risposto. Non ne ha tenuto conto ! Il risultato, lo vediamo...)



    Al Professor ROMANO PRODI Parigi, 14 aprile 2005
    da un esperto di Sviluppo


    FAR RIPARTIRE L’ECONOMIA ? GESTIRE IL PAESE ? DIFFICILISSIMO ! IL MOTIVO: IL SISTEMA ITALIA ATTUALE É INCOMPATIBILE CON LO SVILUPPO ECONOMICO, CON LA GESTIONE DI LIVELLO EUROPEO.


    Egregio Professore,
    sono un ex funzionario europeo dell’Eutelsat, ingegnere, consulente, pubblicista. Vivo a Parigi da più di vent’anni ed in tutti questi anni ho viaggiato molto per lavoro, ho incontrato colleghi delle varie nazioni europee e, da questo osservatorio privilegiato, ho analizzato l’evolversi della situazione italiana.
    Desidererei qui di seguito sottoporle alcune considerazioni che ho maturato nel tempo e una mia succinta valutazione della situazione sociale italiana. Troverà inoltre una mia concreta proposta di disponibilità a documentare il frutto delle mie analisi.

    La Situazione
    Tornando da Bruxelles, Lei ha trovato il "Paese a pezzi".
    Le classifiche internazionali indicano che la competitività italiana declina. L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero a cercare lavoro. Tutto ciò era prevedibile. E come poteva essere altrimenti?
    La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non se ne ha una percezione altrettanto chiara dall’interno in relazione alle sue cause.
    Poiché i comportamenti e la mentalità sono tanto peggiorati negli ultimi anni, cito Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO «Non c’è sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società’ (da: "La societé de confiance").
    Nello Stato i peggiori individui hanno preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio e l’omertà. Tali individui hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, ha accettato quanto proposto dai peggiori: rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata: da Paese latino-americano.
    UNA SOCIETÀ IN DECLINO NON PUÒ SOSTENERE UN’ECONOMIA VIGOROSA.
    Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi U.E., un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si può, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare meglio gli esterni al sistema (gli emigrati).
    Cerchiamo la Verità
    Potremo analizzare le cause del malessere sociale italiano, con una riflessione, realistica, urgente, partendo dalla divaricazione fra Italia ed Europa e tenendoci per un po' fuori dai contesti politici; la politica italiana è infatti poco efficiente e assai diversa dalle politiche dei Paesi avanzati d’Europa.
    La divaricazione fra la società italiana e l’Europa è tanto marcata ed in progressione, che essa é il fattore primario da tenere in conto per fare la riflessione necessaria. La velocità con cui questa divaricazione é andata avanti negli ultimi anni è stata elevata ed il tipo di deriva verificatosi, le inefficienze conseguenti, limitano fortemente l’economia (e continueranno a farlo senza misure forti ed efficaci).
    Se un gruppo realista e determinato decidesse di arrestare il progredire del degrado, per far ripartire l’economia, la strada necessaria sarebbe un sentiero molto stretto. A questo scopo potrebbe essere utile la riflessione proposta da Montezemolo, da fare con calma e con l' aiuto di esperti.
    Che il Paese fosse a pezzi, non sorprende chi abbia osservato per un decennio le evoluzioni negative del Paese Facile.
    Il malinteso diffuso: l’Italia sarebbe un Paese paragonabile ad altri Paesi industriali della U.E.. Non é vero. Il sistema sociale inceppato rallenta le iniziative, quando non le uccide. Troppo spesso, nel sistema Italia, ad una azione (e non solo degli imprenditori) non corrisponde una reazione affidabile e sicura, come nel resto U.E.. Gli insabbiamenti sono frequenti, la competitività è impedita. Chiamiamolo sistema negativo.

    I sistemi sociali di tanti Paesi della U.E. poggiano invece su pilastri solidi: l’affidabilità e l’impegno di persone ed enti; la serietà, l’organicità, la trasparenza, lo spessore delle analisi necessarie a prendere decisioni di interesse pubblico o privato. Alle azioni sociali corrisponde quasi sempre una reazione affidabile e sicura. Chiamiamoli sistemi positivi. Un tale tipo di sistema permetterebbe agli imprenditori italiani di essere più competitivi; per arrivarci vanno usati strumenti efficaci che promuovano nella società italiana condizioni di funzionamento di livello europeo.
    QUALE IL REALE PROBLEMA DELL’ECONOMIA
    Le dimensioni del problema sociale sono molto più ampie di quanto possa apparire a chi non abbia approfondito le condizioni per lo sviluppo economico, a paragone con l'Europa. Le prospettive attuali dell’economia italiana saranno molto grigie, nell’ipotesi che si continui - come fin qui fatto - ad ignorare le cause sociali, comportamentali e culturali della deriva che sta accelerando.
    Non è coerente pretendere uno sviluppo dell’economia italiana e nello stesso tempo voler ignorare le differenze sociali enormi fra la società confusa e inefficiente del Bel Paese e le società serie ed efficienti d’Europa. In altri termini, ignorare che si sta diffondendo un modo di gestire i rapporti sociali «all’italiana», che si allontana dall' Europa.
    LE MIE ESPERIENZE
    Andato in Francia nel ’82, perché durante i miei viaggi frequenti in Europa, avevo capito che non era possibile avere a Roma una qualità di vita al livello delle altre capitali europee.
    Mi sono rivolto negli ultimi anni a personaggi pubblici e privati per segnalare la deriva preoccupante della società italiana. Nel 1990 Romiti mi rispose, dopo aver ricevuto una mia analisi: «D’accordo colle sue conclusioni. Ma non c’è niente da fare». Cioè non raccolse la mia proposta di fare a lui, qualificato rappresentante industriale, una presentazione dei motivi per cui l‘economia italiana era a rischio. Tengo a sua disposizione tale risposta.
    Negli ultimi tre anni (intanto il degrado si accelerava) sia Trochetti Provera che Piero Ottone si sono dichiarati, in relazione alle mie valutazioni, concordi con le mie conclusioni che indicavano una perdita di competitività sicura. Ma neanche loro accettarono una mia proposta di presentazione e collaborazione. Rassegnazione italica?
    Poiché da molti anni ho portato avanti un’inchiesta sulle distanze che aumentano fra l’Italia sociale e le società d’Europa, sono pronto a mettere a disposizione, la mia esperienza e le mie analisi degli ultimi anni, per iniziare, nella maniera più adeguata e completa possibile, quanto proposto da Montezemolo: «ragionare con grande calma». La mia inchiesta era volta, fra l'altro, a dare risposta ai quesiti elencati nell'Allegato. "Interrogativi". A tale scopo le metto anche in allegato una mia lettera del 2001 al presidente D’Amato (Confindustria), con la quale reagivo ad alcune sue affermazioni pubblicate su Repubblica, perlomeno incomplete.
    Lei troverà sicuramente fra gli emigrati qualificati persone in grado di dare testimonianza, in base ad esperienze europee, sulle condizioni necessarie per lo sviluppo nel villaggio globale; ma non ne troverà molte che abbiano fatto un’inchiesta per almeno dieci anni sul divario fra Italia ed Europa.
    PROPOSTA
    Desidererei pertanto proporre a Lei ed al suo Centro Studi una mia presentazione delle cause primarie del degrado socio-economico italiano. Le quali, in sintesi, sono: le fondamenta dell’attuale società e i costumi italiani sono incompatibili con lo sviluppo economico.
    Lei potrebbe invitarmi perché io possa presentarle la mia testimonianza: a) sulle cause del degrado sociale e della difficoltà di gestione del sistema Italia, le quali impediscono lo sviluppo economico; b) sulla divaricazione Italia-Europa, in termini di efficienza e capacità sociali. In una fase successiva, vorrei inoltre proporle un’analisi seria, con paragoni con l’Europa, che sfoci poi in una discussione (cui dovrebbero contribuire altri emigrati).
    SENZA UNA RIFLESSIONE SERIA, CHE PORTI POI AD UNA PRESENTAZIONE (E CATARSI) NAZIONALE SULLE CAUSE DEL DEGRADO E DEFINISCA LE MISURE CORRETTIVE NECESSARIE, RITENGO CHE IL FINALE TERZO MONDO SIA UN VERO RISCHIO PER IL SISTEMA ITALIA.
    La mia testimonianza e le mie valutazioni (pubblicate su Internet, hanno richiesto anni di paragoni e riflessioni con l'Europa, potrei darle le coordinate del sito) potrebbero costituire un contributo positivo per dare avvio ad un’analisi completa del problema. Le metto, pertanto, in allegato il testo "«La Barca va...», il quale mostra le capacità italiane in fatto di gestioni pubbliche. Ed inoltre – sempre come allegati - le valutazioni, che ritengo necessarie ad una presa di coscienza: «L’Italia Desnuda»; «Complotto contro l’economia»; «Colli di Bottiglia»; “Cullarsi nelle Fatue Illusioni”; "Una Favola"; "La Lapide".
    La ringrazio dell’attenzione e restando in attesa di una sua reazione La saluto cordialmente.
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    Allegati: anche Lettera a Confindustria; Un Allarme per il Paese(«Derive», con cenno sulle mie esperienze)

  2. #2
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    Romano ti risponderà.

  3. #3
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    La sfiducia degli italiani
    Il Paese va declinando, il 2008 si apre in salita

    Malgrado il comprensibile ottimismo di Romano Prodi, per il nuovo anno il cammino dell'Italia si presenta in salita. Nelle ultime settimane del 2007 le cattive notizie si sono, per così dire, sovrapposte l'una all'altra. Il rapporto annuale del Censis ha parlato di "paese-poltiglia". Tre prestigiosi quotidiani anglosassoni - due americani, il "New York Times" e il "Wall Street Journal", uno inglese, il "Times" - hanno descritto un'Italia in piena crisi. "I giorni di gloria sono finiti, ha scritto il "Times", l'Italia è di fronte a un futuro di vecchiaia e povertà". E se anche queste analisi non dovessero essere fondate, sarebbero quanto meno il sintomo di un preoccupante isolamento internazionale.



    Poi sono giunti i dati Eurostat. A colpire più di tutti è stato il "sorpasso" spagnolo, che peraltro Prodi contesta: dopo un lungo inseguimento, nel 2006 i cugini iberici ci avrebbero superato per reddito pro-capite e perfino la Grecia comincerebbe ad insidiare le nostre posizioni. Ma dovrebbe preoccupare ben di più il crescente divario che ci separa dagli altri grandi paesi dell'Unione Europea. Fatta cento la media Ue, il nostro indice è pari a 103, lontanissimo da quello di Francia (111) e Germania (114), per non parlare della Gran Bretagna (118). E pensare che ancora a metà degli anni ottanta era aperto il dibattito, tra noi e gli inglesi, su chi occupasse il quinto posto nella graduatoria dei maggiori paesi industrializzati!

    Questo scenario già di per sé poco allegro è stato completato dai dati di Renato Mannheimer, pubblicati sul "Corriere della Sera" del 23 dicembre, che denunciano lo scollamento drammatico esistente tra cittadini e governo: in dicembre solo il 25,3 per cento degli italiani ha espresso un giudizio positivo nei confronti dell'esecutivo, sedici punti e mezzo in meno rispetto al già non esaltante dato di inizio anno (41,8). Un paese sfiduciato, insomma. O, come ha scritto Galli della Loggia in un suo recente "Calendario", un paese nel quale "come un cappio l'immobilità ci stringe la gola...non ci fa più pensare e fare nulla di nuovo, nulla d'importante".

    Certo, sarebbe ingiusto, addirittura puerile, attribuire al governo Prodi tutte le responsabilità di questa situazione. Alcuni problemi - dal debito pubblico al rifiuto del nucleare e alla conseguente dipendenza energetica - risalgono addirittura alla cosiddetta prima repubblica. Ma sono ormai quindici anni che l'Italia sembra avere smarrito la bussola, con le corporazioni intente a dividersi la residua ricchezza nazionale, la magistratura che sconfina sempre più nel campo dell'azione politica, alcuni partiti che teorizzano la de-crescita come valore positivo e frenano lo sviluppo del paese. E con una società sempre più rassegnata e in calo demografico.

    Il punto è che a tutto questo il governo Prodi non solo non ha cercato di porre rimedio, è addirittura andato in direzione opposta a quella che avrebbe dovuto percorrere. Invece di risanare i conti tagliando la spesa pubblica e riducendo la pressione fiscale, ha aumentato l'una e l'altra: una miscela esplosiva per un paese che avrebbe dovuto imboccare, di nuovo e con urgenza, il cammino della crescita. La permanenza nella maggioranza della sinistra radicale - dai Verdi alle varie forme di comunismo, rivisitato o meno - si è rivelata incompatibile con le residue speranze di rinascita dell'Italia.

    E' perciò che di questo governo e di questa maggioranza bisogna liberarsi al più presto. O inaugurando - con un nuovo equilibrio politico fondato sulla collaborazione tra i due maggiori partiti, Forza Italia e il Partito democratico, - una vera stagione di riforme; o mediante nuove elezioni, che tra l'altro il paese sollecita. Rimanere nel pantano rappresentato da questo governo non giova a nessuno: né al neonato Pd e al suo segretario, né alla stessa sinistra radicale che solo all'opposizione può ritrovare un suo ruolo. E tanto meno al paese, che sprofonda verso un declino di cui non si intravede la fine.

    di Italico Santoro
    Roma, 2 gennaio 2008

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4611

  4. #4
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    Superpartes questo intervento.

  5. #5
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    E' vero che dei politici nessuno si fida più (sono stati selezionati non per professionalità, ma per comparaggio); ma come mai neanche gli imprenditori, che perdono competitività, non hanno accertato con inchiesta seria LE CAUSE DELLE INCAPCITA' e CALI DI EFFICIENZA ?
    Perché non si dice la verità (che la maggiore produzione nazionale è quella degli SPRECHI, per incapacità di gestione) ? ? ? ! ! !
    Faccio un'ipotesi: forse sono occupati cogli affarucci di clan ?


    APOCALISSE SOCIALE
    AMARO PESSIMISMO


    Gli Italiani non lo sanno, non possono saperlo, abituati come sono a concentrarsi sui problemi della settimana. Non sanno che i loro problemi rischiano fortemente di aumentare. In tal caso si passerebbe da un’emergenza al mese ad un’emergenza alla settimana.

    A chi va la colpa ? Alla sonnolenza di un popolo:

    - che non ha ambizioni per il proprio futuro;
    - che non trova preoccupante la diffusione delle menzogne, delle false verità, delle incertezze, delle fatue illusioni, nella vita sociale;
    - che non fa caso al peggioramento costante della vita sociale, economica, dell’ultimo decennio; preferisce rassegnarsi…..
    - che accetta le sopraffazioni di politici incapaci, senza professionalità, senza idea degli interessi del Paese, accecati da ideologie e senza realismo;
    - che non ha abitudine né metodi per la riflessione lucida e per la discussione costruttiva.

    Alcune performances

    Un governo che non mantiene le promesse su questioni importanti (come sorprendersi, vista l’incapacità tipicamente italiana di tirare conclusioni costruttive, costruire il consenso, nelle discussioni assembleari ?).
    Qualche istituzione che non realizza i suoi obiettivi primari, ma anzi è sotto critica per la pessima gestione (e come potrebbe, viste le incapacità gestionali italiane ?).

    Un paziente in ospedale ucciso da una terapia che non era a lui destinata, ma che l’infermiera gli aveva amministrato per scambio di persona. Un chirurgo che si accorge (dopo l’operazione) di avere asportato al malato il rene sano invece di quello malato (ma come evitare la malasanità nel Paese che brilla per incapacità di gestione, per lottizzazione diffusa, per l’irresponsabilità eretta a sistema ?).

    Un funzionamento di alcuni servizi nazionali con risultati e qualità inferiori a quanto inizialmente previsto, anzi di qualità magrebina (ma potrebbe essere altrimenti nel Paese che, stoltamente, ha eliminato i bastoni, le carote, i valori positivi nella vita sociale ?).

    Il costo del KWh elettrico, che è doppio rispetto ai valori in auge in Francia e in Spagna. Il costo di costruzione delle infrastutture che è ad un livello doppio di quello medio europeo (detto dal ministro responsabile).

    Potrebbero fatti simili essere eliminati, corretti, nel Paese che sta sotto l’imperio dei cinque dittatori: Lassismo, Irresponsabilità, Confusione, Allegra Gestione, Rassegnazione ? Nel Paese che preferisce il Caos all’Organizzazione ?

    La società italiana si trova davanti non più un’emergenza nazionale all’anno (come era 30 anni fa), ma un’emergenza al mese (o a settimana ?). Il cittadino si trova davanti, se ha cattiva sorte, a servizi inadeguati, a sopraffazioni, ritardi, perdita di opportunità a causa di esse. I giovani si trovano davanti l’occupazione in sofferenza, il futuro negato, ma in compenso sanno che dovranno .... pagare le tasse e le pensioni della generazione che li ha fregati....., col casino, col caos, coll’irresponsabilità, coll’incapacità ! ! !

    Eliminare questo stato di cose è POSSIBILE ! E’ necessario cominciare coll’individuare le Cause Primarie. E poi eliminarle ! !

    Come spiegare tanta sventura ? Le valutazioni sono su:

    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (testi di Antonio Greco, argomento “società”)

    Antonio Greco
    (l’Espatriato, disponibile per presentazione delle Cause Primarie del degrado it.)
    angrema@wanadoo.fr

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antonio Mansi Visualizza Messaggio
    I giovani si trovano davanti l’occupazione in sofferenza, il futuro negato, ma in compenso sanno che dovranno .... pagare le tasse e le pensioni della generazione che li ha fregati....., col casino, col caos, coll’irresponsabilità, coll’incapacità ! ! !
    ... con tutto il rispetto esimio professore... le pensioni non c'entrano un fico.

    Vero e' che siamo bombardati di negativita' d'ogni genere e mantenere una visione limpida di dove tenere la barra e' possibile solo spegnendo le televisioni e bruciando i giornali all'edicola.

    Ma questo stato di cose e' fortemente voluto da pochi signori (al governo ed all'opposizione, cosi' come nei poteri forti) che volendo possiamo chiamare per nome e cognome.

    Come si esce dal degrado?

    Facciamo i nomi ed i cognomi e mettiamoli in file per un bel decennio di lavoro nelle acciaierie Krups.

    Senza sconti per nessuno, Banca Mondiale ed FMI compresi.

    Come vede, non servono voli pindarici... analisi e contranalisi economiche....bastano nomi e cognomi.... le acciaierie Krups attendono.

    E vedra' caro esimio professore, che gli Italiani non saranno piu' secondi a nessuno... gli Italiani sono i padri dell'ingegno e delle arti, non lo dimentichi MAI.

  7. #7
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da EnricoLG Visualizza Messaggio
    Superpartes questo intervento.


    oggi 02/01/08 il petrolio costa 100 ( cento )dollari al barile.....57% in un anno..........intervento SUPERPARTES

    da oggi costa tutto di più.......anche l'acqua del cesso.....intervento SUPERPARTES

    domanda di parte.....la TAV parte o non parte?....le immondizie in CAMPANIA le vogliamo smaltire o chiamiamo il mago CASANOVA

    RISPOSTA DI PARTE......è colpa di BERLUSCONI

    wooff...wooff...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    RISPOSTA DI PARTE......è colpa di BERLUSCONI

    wooff...wooff...
    ... e 1 alle acciaierie Krups.

    Abile, arruolato.

    Io ci metto anche le agenzie di rating e tutti i ragazzi di confindustria.

    Alla linea 5, abili ed arruolati.

    Esimio professore autore del post... lei ne ha citati altri.... manca la manutenzione e l'antincendio.... che aspetta di diritto a DINI

  9. #9
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    Predefinito Perche' Le Inefficienze ?

    Mettiamo da parte i fattori globali. Essi agiscono su tutta la U.E., eppure gli altri Paesi europei sanno gestirsi...! La situazione italiana (incapacità di gestione) è unica in Europa..!

    I FATTORI ITALIANI ?
    Le cause di inefficienze in Italia sono una ventina, che tutte o quasi rimontano alla MANCATA EDUCAZIONE ADEGUATA ! !


    Esaminare le ultime evoluzioni e capire quelle future, é possibile ? Forse, ma ci vuole realismo.

    Gli Italiani, negli ultimi vent' anni, hanno avuto una mutazione del DNA. Molte delle evoluzioni sono pero' negative.
    Ma c' é una colpa, dell' Italiano medio, per le trasformazioni negative ? Forse, un po', non più della beata incoscienza nell' accettare i N.C.I. (Nuovi Comportamenti Italiani), senza reagire.

    Poteva reagire l' Italiano medio ? Forse no, visto che non ha la schiena dritta (che é invocata da Ciampi). Ma si puo' avere la schiena dritta, quando si ha un alto tasso di insuccessi sociali ?

    D' altronde, si puo' avere un alto tasso di successi sociali se la Pubblica Distruzione non ci ha mai insegnato che fra i cittadini e lo stato ci vuole una collaborazione ? E un rispetto reciproco ? E un interesse dell' uno a che l' altro stia in buona salute?

    La colpa della Pubblica Distruzione: non é stato insegnato ai cittadini il buon senso, l' educazione, il rigore, la coerenza, la responsabilità del proprio operato. Per cui essi non sono stati in grado, in tempo di elezioni, di sceverare i venditori di chiacchiere senza esperienza dai candidati in possesso di professionalità per costruire, modificare, migliorare...

    Essendosi pensato, alla Pubblica dIstruzione, solo alla ISTRUZIONE degli studenti, ignorando l' EDUCAZIONE, il cittadino tipo ignora gran parte dei suoi doveri. E non é divenuto mai conscio dei propri diritti. La rassegnazione alla sopraffazione impera infatti in molte regioni e settori del sociale.

    Guardiamoci intorno, in U.E. In ogni Paese c' é una società in cui i cittadini usano il buon senso, le regole, e criteri di comportamento corretti, sulla base di Valori comuni, soddisfano i loro bisogni, nel quadro di un Patto Sociale. Il quale permette, a milioni di individui, di essere una sola società.

    Cosa c' é in Italia ? Una folla disordinata di individui, senza ordini di squadra, senza patto sociale, ognuno per suo conto....come in un pollaio. Ma tutti spesso d' accordo su due sole cose: Anarchia e Confusione.

    Avendo la "schiena molle", per colpa della Pubblica Distruzione, si diviene, col tempo, rassegnati. Tanto più che la mancanza della coscienza sociale (essa viene insegnata negli altri Paesi della U.E., non in Italia) mette potenzialmente ogni cittadino nella posizione di "uno contro tanti". E mette lo stato nella situazione di dirsi: "ma si puo' gestire l' anarchia ?

    Rassegnati. Ma é possibile non esserlo ? Certo, in altri Paesi della U.E. i cittadini si uniscono in partiti, associazioni. Gli uni e gli altri spesso costruiscono, con impegno e serietà. Ma possono, partiti e associazioni, strutturare, migliorare, la società italiana ? Cioé il Bel Paese, con tanti laghi, pantani, mancate reazioni, rassegnazioni ? E ruote grippate ? Il Paese del grigiore, della non chiarezza ?

    Le riforme, invoca Ciampi. Se i partiti volessero riformare seriamente, riuscire a fare in pratica cio' che dicono di voler fare, dovrebbero essere gestiti da Tedeschi, Belgi, Francesi. Gente coi coglioni, con carattere, coerenza, capacità sociale, organizzazione... Visto che la Pubblica Distruzione non ha pensato ad educare gli Italiani a tali Valori, per decenni. Non basta che Ciampi dica "tenete la schiena dritta.." ! Neanche la coerenza é stata insegnata, nel Paese ove l' ipocrisia é stata elevata a rango universitario... L' organizzazione e la coerenza , mai conosciute in tante province italiane, sono i valori che fan si che, in giro per la U.E., i cittadini facciano corrispondere i fatti alle parole.

    Ma é proprio questo, la corrispondenza dei fatti alle parole, che é tanto difficile, nel Paese dell' arte. E dei furbi. In fondo l' artista cerca l' originalità di un percorso nuovo. Magari deviato, ma nuovo. Magari scorretto, ma nuovo.
    Lo Stivale é divenuto una terra ove tutti i percorsi diversi, variati, talora nascosti, incurvati, deviati, si incrociano, si ostacolano, si scontrano talvolta...

    Se i furbi non cercassero di ottenere col sotterfugio cio' che dovrebbero faticare ad avere coll' impegno, alla luce del sole, allora la vita diverrebbe faticosa. E noiosa, che barba ! Poi, si puo' fare una vita di fatica nel Paese della calura ? Si puo' sudare, impegnandosi a costruire, nel Paese della pigrizia ? Si puo' non essere pigri nel Paese ove la gran parte dei meccanismi pubblici si grippano ?

    Sono tutte ragioni per cercare di discolpare gli Italiani che hanno accettato i N.C.I. Si, la residua colpa di aver accettato nuove abitudini, quelle che hanno ammazzato le efficienze sociali, é un peccato veniale.

    Noi Italiani, famosi per la somma intuizione. Ma puo' , un popolo di artisti intuitivi, essere razionale, organizzato, per restare a galla nel Mercato Globale ? Se la Pubblica Distruzione non ci ha insegnato la struttura delle costruzioni sociali, l' organizzazione degli schemi mentali produttivi ?

    Ecco il punto, a me sembra.

    Se avessimo la razionalità francese, la coerenza britannica, l' impegno degli Scandinavi............ allora le ruote della società non sarebbero spesso grippate . Ogni cittadino avrebbe il suo flaccone di "olio sociale" e farebbe la manutenzione dei meccanismi delle stato, della società....

    E se l' olio fosse sufficiente, potrebbe ingrassarsi quella parte del proprio cervello che presiede al sociale (attualmente atrofizzata).

    Il futuro ? o ci sarà un futuro, o non ci sarà. Ci sarà un futuro se un' analisi degli handicaps sociali viene fatta subito, prima di passare il punto di non ritorno. Emigrati aiutando. Non ci sarà futuro se restiamo là, rassegnati, ad aspettare.

    Le Cause delle inefficienze sono una decina. Senza individuarle, coll' aiuto di testimoni dello sviluppo, la via maestra per divenire un Paese normale, europeo, sembra preclusa.

    l' Emigrato
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr


    P.S. Dio ride degli uomini che si lamentano di eventi, le cui cause essi stessi continuano a promuovere con convinzione (Bossuet).

  10. #10
    Amico di Oniria..wooff...
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal Visualizza Messaggio
    ... e 1 alle acciaierie Krups.

    Abile, arruolato.

    Io ci metto anche le agenzie di rating e tutti i ragazzi di confindustria.

    Alla linea 5, abili ed arruolati.

    Esimio professore autore del post... lei ne ha citati altri.... manca la manutenzione e l'antincendio.... che aspetta di diritto a DINI
    grazie del proff....ma nn è un titolo così regale meglio il titolo di....KANE

    a cosa si riferisce questa TUA risposta....sono serio.....a questo punto accendimi la lampadina

 

 
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