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Discussione: Parona Lomellina

  1. #1
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    Predefinito Parona Lomellina

    --------------------------------------------------------------------------------

    Lezione per la Campania: non rifiutare i progetti innovativi come quello che, a fine '98, fu presentato alla Regione da un gruppo di aziende guidate dall'Enel, dalla società di ingegneria Foster Wheeler e dalla società di Malagrotta.
    Erano tempi non sospetti, prima che scoppiasse il delirio degli inceneritori mai costruiti.
    Una soluzione al problema rifiuti in Campania poteva venire proprio da quel progetto di centrale elettrica alimentata a immondizia (o termovalorizzatore, o inceneritore a ricupero di energia) che era stato rifiutato a Napoli e che è stato accolto a braccia aperte nel Pavese.


    Parona è un paese tra le risaie della Lomellina a un passo da Mortara. Filari di pioppi e cascine assediate dalle zanzare.
    È nota in Lombardia per le offelle, i biscotti tradizionali: ma non sono i dolci, prodotti da tre fornai autorizzati, la prima voce del prodotto interno lordo paronese.
    L'impianto della Lomellina Energia è una centrale elettrica alimentata a spazzatura e incassa ogni anno 36 milioni di euro .
    È il progetto che la Campania aveva snobbato con un sorriso per aprire la porta alla crisi dei rifiuti.
    La Foster Wheeler ha preso il suo progetto e l'ha realizzato nel Pavese. Oggi la Lomellina Energia è al 20% della municipalizzata Asm Isa di Vigevano e l'80% della Mf Waste (51% della municipalizzata bresciana Cogeme e 49% della Foster Wheeler).

    Il Comune di Parona, guidato dalla sindaca Giovanna Ganzi, riceve circa due milioni di euro l'anno in base alla convenzione con la Lomellina Energia, più un altro mezzo milione di Ici.
    I sindaci confinanti, i cui bilanci comunali sono sofferenti, invidiano Parona che si consente il lusso babilonese di raddoppiare la casa di riposo, di varare un programma per il recupero psicologico e sociale delle albanesi e delle nigeriane sulla statale, di rifare le strade con un asfalto così bello che pare un tavolo da biliardo, di allestire una piscina di dimensioni olimpiche, di sforbiciare l'Ici per gli abitanti, di ridurre la tassa rifiuti.
    E il Comune si consente perfino il vezzo di costituire una municipalizzata, la Parona Servizi, come se Parona - 1.600 abitanti, densità di 181 persone per chilometro quadro, quanto il Nepal, contro i 6.900 di Milano - fosse una grande città.
    Metà del fatturato dell'impianto viene dal servizio di smaltimento della spazzatura che arriva dalla provincia di Pavia (che è ormai autonoma dal punto di vista dei rifiuti), dal Bresciano, da Magenta, dal Piemonte, da Corsico. Metà degli incassi viene dalla vendita (a prezzi incentivati) della corrente elettrica prodotta dalla centrale a rifiuti.
    Il nastro trasportatore immette nella caldaia la spazzatura dei pavesi e la turbina gira con la potenza di 15,9 megawatt, pari al fabbisogno di 256mila lampadine da 60 watt accese.
    Scarti? Il 5% di una cenere sottile da mandare in cementificio, un fumo trasparente e invisibile che contiene meno diossina di quella prodotta dalle macchine sulla statale, ferro e alluminio da riciclare, «e poi posate di alpacca, pezzi di cemento, e una volta nell'immondizia c'era perfino una bicicletta intera con cavalletto e campanello», sorride Carlo Bonvini, direttore della centrale a rifiuti.
    L'impianto è costato circa 200 milioni di euro in project financing . L'impianto trasforma in corrente elettrica 200mila tonnellate di immondizia l'anno.


    E la nuova centrale a spazzatura piace anche alle Fs Cargo, che oggi riempiono di immondizia della Campania i treni destinati a una Germania sempre più riottosa con i rifiuti che arrivano da Napoli. È in collaudo una linea ferroviaria che arriva dritta in stabilimento.


    Fonte: Il Sole 24 Ore

    http://forum.telefonino.net/showthread.php?t=375623

  2. #2
    email non funzionante
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    [quote=Malik;7026621]--------------------------------------------------------------------------------

    Lezione per la Campania: non rifiutare i progetti innovativi come quello che, a fine '98, fu presentato alla Regione da un gruppo di aziende guidate dall'Enel, dalla società di ingegneria Foster Wheeler e dalla società di Malagrotta.
    Erano tempi non sospetti, prima che scoppiasse il delirio degli inceneritori mai costruiti.
    Una soluzione al problema rifiuti in Campania poteva venire proprio da quel progetto di centrale elettrica alimentata a immondizia (o termovalorizzatore, o inceneritore a ricupero di energia) che era stato rifiutato a Napoli e che è stato accolto a braccia aperte nel Pavese. [...]

    In questo caso per fare un po' di pulizia sarebbe necessario individuare i responsabili di tale rifiuto e gettarli in un buon inceneritore, almeno si elimina dell'immondizia allo stato puro.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    L'impianto è costato circa 200 milioni di euro in project financing . L'impianto trasforma in corrente elettrica 200mila tonnellate di immondizia l'anno.
    Invece quello di Napoli finora è costato 2.000 milioni di euro e manco bastano, perchè sarà pronto fra un paio d'anni.
    E gli amministratori capaci di mungiture di tal fatta le clientele li premiano!
    Tant'è che il nostro eroe ha fatto sapere che "non c'è motivo" perchè si dimetta.
    E ti credo, è l'uomo dalle uova d'oro!
    Tant'è che anche il nostro buon presidente del consiglio gli ha rinnovato la piena fiducia politica, a lui e all'altro campione dell'ambiente.

  4. #4
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    Essendo Io una persona corretta , ci tengo a precisare che l'impianto è stato fortemente voluto dall'ex Sindaco di Parona , Silvano Colli , di area Ulivo e candidato nel 2001 , nel collegio di Vigevano.

  5. #5
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    Parona – “L’emergenza di Napoli si risolve solo con nuovi termovalorizzatori”

    venerdì 11 gennaio 2008
    La gestione rifiuti in Lomellina e più precisamente l’utilizzo del termovalorizzatore di Parona per smaltire l’immondizia diventano gli esempi da emulare per risolvere il caso “da terzo mondo” scoppiato in questi giorni a Napoli.
    Il Tg5, nell’edizione serale di lunedì, ha dato voce all’ex sindaco di Parona Silvano Colli il quale ha per l’ennesima volta promosso, lo aveva anche fatto nei mesi scorsi sulle colonne del nostro settimanale, l’attività dei termo e in particolare quello da lui espressamente voluto in Lomellina. Il servizio giornalistico era improntato sull’utilità di questi impianti e sulla possibilità per i comuni che li ospitano di poter usufruire di esose risorse economiche, in cambio dell’evidente impatto ambientale, da destinare alla crescita del territorio. “L’emergenza rifiuti è ormai globale - ha ricordato Colli davanti alle telecamere del più seguito tg italiano - e noi in Lomellina l’abbiamo affrontata a tempo debito offrendo la possibilità di smaltire rifiuti attraverso l’utilizzo di un impianto che offre tutte le garanzie possibili”. La giornalista del Tg5 ha poi evidenziato quanto l’insendiamento del termo abbia avuto delle ricadute positive in termini economici per le casse comunali. “All’epoca - ha spiegato Silvano Colli - siamo riusciti a strappare particolari utili che sono stati messi al servizio della collettività con la realizzazione di nuove strutture pubbliche, oasi verdi per compensare l’impatto ambientale. Gli amministratori devono essere previdenti, come lo siamo stati noi, per tamponare in tempo queste gravi emergenze”. L’indomani della trasmissione sono scattate però le proteste degli ambientalisti lomellini che in più occasioni hanno contestato il servizio considerato da loro di aver “falsato la realtà quotidiana e di non aver preso in cosiderazione le ricadute negative sull’ambiente”.


    http://www.infolom.it/sito/index.php...1049&Itemid=35

 

 

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