L’affermazione può far sobbalzare al primo sguardo, però poi, analizzando i fatti, ci si rende conto della realtà: è vero che la Corte Costituzionale è l’organo più anticostituzionale d’Italia!
E non mi riferisco alla pronuncia sul quesito referendario in corso (che peraltro deve ancora avvenire), dove è chiaro che, togliendo una parola qua e una parola là, il risultato non è l’abrogazione parziale di una legge, ma diventa una vera e propria proposta referendaria di modifica della legge elettorale: cosa non permessa dall’attuale costituzione!

Ma mi riferisco alla riforma della costituzione del 2001 che ha trasferito alcune materie alle regioni, da allora le materie che rimangono allo stato centrale sono (art. 117. comma 2):
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Le materie a legislazione concorrente, cioè lo stato centrale determina i principi generali e la regione fa le leggi (cioè ha la podestà legislativa)(art.117 comma3), sono:

a) rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
b) commercio con l’estero;
c) tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
d) professioni;
e) ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
f) tutela della salute;
g) alimentazione;
h) ordinamento sportivo;
i) protezione civile;
j) governo del territorio;
k) porti e aeroporti civili;
l) grandi reti di trasporto e di navigazione;
m) ordinamento della comunicazione;
n) produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
o) previdenza complementare e integrativa;
p) armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
q) valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
r) enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale

Inoltre (art. 117 comma 4):
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato

e (Art. 119 comma 1 e 2)
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, ……

Come possiamo ben rendercene conto, tutto questo, in vigore da 7 (sette ) anni, non è mai stato applicato, anzi governi (di destra e sinstra) e parlamento hanno continuato a legiferare ignorando in modo scandaloso il dettato costituzionale, sono state varate addirittura importanti riforme senza rispettare le competenze legilastive stabilite dalla costituzione!!

E la Corte Costituzionale? Non ha mai detto nulla!!! E anche adesso nulla trapela!! Tutti i partiti romani e milanesi tacciono!! Tutta l’informazione tace!! Tutti chiedono le riforme e nessuno applica quelle (poche) che già ci sono!!!

Unica soluzione per la Venetia: Indipendenza subito!!!!